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domenica 25 marzo 2012

CELEBRAZIONE 9 MARZO

Celebrazione del 9 marzo, anniversario della fucilazione per mano nazifascista di tre partigiani caratesi: Dante Cesana, Claudio Cesana e Angelo Viganò.
















MOSTRA "BRIANZA PARTIGIANA"







Pubblichiamo alcuni scatti relativi all'inaugurazione e presentazione della mostra "Brianza partigiana" allestita presso le sale di Villa Cusani dal 3 all'11 marzo 2012.
Un sincero ringraziamento a tutti coloro che hanno collaborato per la riuscita dell'iniziativa, ai cittadini intervenuti ed agli autori della mostra: Emanuela Manco,Rossana Valtorta e Leonardo Visco Gilardi.

PROPAGANDA E PROVOCAZIONI FASCISTE A VILLASANTA


L’A.N.P.I. provinciale di Monza e Brianza esprime piena solidarietà alla” Casa dei popoli” e a tutti i democratici e antifascisti di Villasanta per la grave provocazione di cui è stata oggetto nei giorni scorsi.

Purtroppo non si tratta di un episodio isolato. Manifestazioni di intolleranza, legati alla presenza di forze che apertamente si richiamano all’ideologia fascista, si ripetono con pericolosa insistenza nel nostro territorio brianzolo. L’A.N.P.I. sollecita la massima attenzione da parte di tutte le forze democratiche e chiede a tutte le Istituzioni ed alle forze preposte alla salvaguardia dell’ordine pubblico di vigilare sui rischi che la presenza di forze neofasciste possono rappresentare.
Per questo riteniamo grave che amministrazioni locali come quelle di Monza e di Villasanta concedano spazi ad associazioni come ADES, che apertamente dichiarano il loro legame con organizzazioni come Lealtà Azione che, sotto la copertura dell’associazione culturale, si richiamano alle aberranti teorie del fascismo e del nazismo. Questa colpevole sottovalutazione contribuisce ad alimentare un clima favorevole alle teorie revisioniste e negazioniste che, mettendo sullo stesso piano fascismo ed antifascismo, rischiano di attenuare la coscienza di quale tragedia il fascismo ed il nazismo abbiano rappresentato per l’Europa e per l’Italia.
La lettera al giornale di Vimercate del sig. Ponessa, responsabile provinciale di ADES e membro di Lealtà Azione, rappresenta una chiara testimonianza dello spirito di arroganza e di intolleranza che anima la cultura legata a certa destra.
Infatti il sig. Ponessa non trova altri argomenti se non quello di rivolgere insulti alla Dr.ssa Alessandra Kersevan, ricercatrice storica, “colpevole” di contrapporre alle strumentalizzazioni la verità della ricostruzione storica in merito alla tragedia delle foibe.

Non vogliamo creare inutili allarmismi ma intendiamo prendere iniziative nei confronti delle amministrazioni locali, del prefetto e delle forze dell’ordine rinnovando l’invito, fatto nell’autunno scorso con la consegna di un dossier, affinchè questa situazione venga valutata con la giusta attenzione.

A.N.P.I. provinciale di Monza e Brianza



sabato 24 marzo 2012

SBANDANPI, CONCORSO MUSICALE





2° edizione - 2012

“La musica è la risposta al mistero della vita. La più profonda di tutte le arti, esprime i pensieri più profondi di vita”. ( Arthur Schopenhauer)

Il presente scritto vorrebbe affiancare all’iniziativa musicale organizzata dall’A.N.P.I. Provinciale di Monza e Brianza, dal titolo “SBANDANPI”, alcune riflessioni che fungano da stimolo e da proposta a chi tra il pubblico si sente interessato.

La musica e il sociale.

La musica, di qualsiasi genere, si rivela spesso come una fonte inesauribile di informazioni e proposte sul sociale: è come una sorta di “cartina tornasole” del contesto in cui è nata.
. Alcuni brani musicali sono tasselli della storia, parlano di avvenimenti, sono testimoni diretti di un’epoca.
. Musicisti e musiche raccontano di periodi artistico letterari e coincidono con correnti filosofiche, o le disattendono, o le anticipano.
. Molti suoni si combinano rispondendo all’ancestralità dell’essere umano, pescando in archetipi che si perdono nel tempo dei tempi.

La musica, nella nostra società , nel bene o nel male coinvolge tutti, sia nell’universo giovanile che a tutte le età. Provate in un gruppo di giovani a domandare quanti si occupino di pittura, quanti di poesia, quanti di letteratura. Comparate i risultati ottenuti con quanti hanno avuto a che fare con la musica: un metalinguaggio che coinvolge e determina appartenenze, identità. cIn fasi differenti della nostra vita ne restiamo coinvolti sia in forma cosciente che latente, ascoltando o essendone fautori. L’ascolto stesso, per molti musicologi, diviene una modalità del fare musica, date le modalità di scelta, spazio, mezzi che coinvolge.
Sognamo e realizziamo nuovi modelli di sviluppo.
Davanti alle crisi che coinvolgono il XXI° secolo (di ordine sociale, economico, valoriale, etico…) la musica, il fare musica in tutti i sensi, può essere un interessante contenitore per analisi e proposte. Il Rap, come voce del Popolo, il DJ come laboratorio sonoro alla portata di molti, la citazione e la capacità propulsiva di musiche più o meno colte offrono molteplici modalità espressive.
Siamo convinti che la consapevolezza, le scoperte e le possibilità d’alternativa non nascano solo in processi intellettuali “a tavolino”, ma vedano proprio nelle possibilità espressive i loro figli migliori. Provarci è già il desiderio, la voglia ed il personale impegno nel partecipare.
Al qualunquismo populista del “me ne frego”, noi contrapponiamo da sempre “I Care”.


La musica della disobbedienza

Quello che l’A.N.P.I. vorrebbe attivare è un vero e proprio spazio del possibile.

Costruisci un’ ipotesi possibile di percorso musicale che abbia l’antifascismo come referente storico sociale; ti chiediamo di scoprire e riscoprire chi ha donato con generosità la propria vita per la libertà, chi ancora lotta e spera in un mondo più giusto per sé e per le generazioni future.

Ieri, come oggi ... “Avevamo vent’anni e oltre il ponte ... tutto il male avevamo di fronte ... a vent’anni la vita è oltre il ponte”

Grazie per l’attenzione

Pippo Biassoni, Musicologo

SBANDANPI 2012

Visita il sito www.sbandanpi.it per informazioni, premi e per scaricare la scheda di iscrizione.

NEOFASCISTI A VILLASANTA



Con la presente comunicazione denunciamo che nella notte fra il 20 ed il 21 marzo 2012, sono state danneggiate la saracinesca, il logo della Casa dei Popoli e la targa del Partito Democratico, con scritte di chiara ispirazione nazi-fascista.

Nel denunciare l’atto vandalico, non vogliamo commentare un gesto che si squalifica da solo.

La nostra attenzione rimane massima.

ANPI sezione Villasanta
Casa dei Popoli
PD Villasanta

martedì 6 marzo 2012

LE DONNE DELLA RESISTENZA, NORI BRAMBILLA PESCE

Nell'ambito delle celebrazioni del 9 marzo e in occasione dell'8 marzo giornata della donna, proponiamo la presentazione del libro di Onorina Brambilla Pesce, partigiana recentemente scomparsa.


LE RADICI DELL'8 MARZO NELLA LIBERTA' DELLA DONNA

"Raramente si ricorda quando e come nasce in Italia la festa dell’8 marzo: festa che, più precisamente, rinasce, dopo che il fascismo e la prima guerra mondiale l’avevano cancellata", inizia così una nota del Comitato nazionale Anpi. Che così prosegue:

"La prima volta , si svolge in una Roma da pochi mesi tornata alla libertà e alla pace, mentre metà Paese è ancora impegnato in una feroce guerra contro l’occupazione tedesca e la repubblica di Salò sua alleata e complice. Molte donne, rompendo tradizioni e costumi millenari, sono con i partigiani, in montagna e ovunque nelle città e nei piccoli paesi. Partecipano a scioperi contro la guerra, la fame, la mancanza di combustibili. Clandestinamente, sfidano gli occupanti portando mimose sulle tombe dei Caduti per la libertà.

Vogliamo ricordare questo atto di nascita perché lì stanno le radici di quei movimenti che lungo gli anni sono riusciti a conquistare la piena cittadinanza e tutti quei diritti civili che hanno portato le donne ad entrare nella vita, almeno formalmente, con le stesse opportunità degli uomini. Sottolineiamo “formalmente”, perché nella realtà quotidiana trovare lavoro, percorrere una carriera, crescere i figli (e in molti casi persino decidere di metterli al mondo), sono tornati ad essere ostacoli durissimi mentre i salari molto distanti da quelli ricevuti dagli uomini .

E mentre è di buon augurio il fatto che per la prima volta tre donne siano entrate nel nuovo governo per ricoprire incarichi di primo livello, tante donne competenti e appassionate al loro lavoro che ogni giorno si incontrano nei luoghi più disparati, continuano ad avere una rappresentanza insignificante là dove si esercitano ruoli di direzione nelle più varie attività.

Infine, ciò che più allarma, è la persistenza di un’idea della donna come corpo e bellezza quale principale mezzo vincente per avere successo nella vita. I modelli velenosi sparsi negli ultimi anni in ogni modo per convincere le ragazze che l’uso del corpo è il fondamento di ogni strategia per farsi strada nella vita e ottenere rapidamente riconoscimenti e ricchezza, sono penetrati profondamente nel costume, nell’inconsapevolezza della perdita di dignità e libertà che queste scelte comportano.

L’ANPI, ha tra i suoi iscritti molte donne che sono state in prima fila nella Resistenza come nei movimenti che hanno accompagnato e talvolta guidato le conquiste di questi settant’anni. Oggi, allarmata per l’incerto futuro che si prospetta alle giovani generazioni, vuole ricordare a chi si appresta a progettare il proprio avvenire, che la generazione protagonista della Guerra di Liberazione e della ricostruzione, si trovò a fare i conti con macerie materiali e morali non meno pesanti delle attuali, e che tuttavia riuscì a rimettere in piedi l’Italia attraverso un impegno personale e collettivo senza precedenti.

L’ANPI lavora perché questo tessuto connettivo si ricostituisca e continua ad essere impegnata, accanto a tutte le donne che reagiscono a questo stato di cose, perché riprenda il cammino iniziato tanti anni fa, con tante speranze".

UNA MAIL PER DIRE NO ALLE FOTO DI MUSSOLINI E DELLA PETACCI


Una mail per contestare il sindaco nostalgico di Mezzegra

Molte le mail che chiedono al sindaco di Mezzegra di fare marcia indietro sulla decisione di aggiungere, alla lapide che segna il luogo della morte di Mussolini, anche il nome della Petacci e le foto dei due. Questo perchè molti cittadini e l'Anpi si sono mobilitati per esprimere il proprio dissenso per quella che appare “Una azione meramente nostalgica”.

«Ogni anno – ha raccontato Lella Greppi, promotore, insieme a Daniela Poncia e Diana Giossi, dell’iniziativa – giungono alla lapide già esistente una folla di nostalgici da tutta Italia, mentre il parroco celebra una messa di suffragio alla fine della quale si assiste a saluti romani e vecchi slogan fascisti. Il nulla-osta dato dal Sindaco alla posa della nuova lapide a noi è sembrato offensivo per tutti quei cittadini che considerano la caduta del fascismo il momento fondante del nostro Stato democratico».

La loro idea è semplice: invitano a spedire al sindaco, Claudia Lingeri, una mail con un testo da loro predisposto. Ne è nato un nutrito passaparola telematico che sta coinvolgendo, sul web, anche entità molto lontane da quelle prettamente locali. Il testo della mail, con l’invito a partecipare all’iniziativa, è stato pubblicato anche sul sito ufficiale dell’Anpi (associazione Nazionale Partigiani d’Italia) di Enna, all’altro estremo della Penisola.

«A pochi giorni dall'avvio del passaparola – ha dichiarato Lella - siamo già ad un centinaio di mail inviate, o almeno tante sono le persone che hanno ritenuto di farcelo sapere. Una bella soddisfazione. L’iniziativa durerà ancora a lungo nella speranza di ottenere ascolto. Mi piacerebbe leggere sui muri dei miei paesi messaggi di vita, di pace, o nomi di persone che meritano di essere ricordate per il loro impegno nel campo civile, sociale, artistico, culturale, invece che quelli di chi portò l'Italia al dolore, alla miseria, all'odio fraterno».

“Riteniamo che un Sindaco – si legge nel testo della mail -, rappresentante delle istituzioni, dovrebbe aver chiara la distinzione tra chi ha portato l'Italia verso la tragedia della guerra, inseguendo le nefandezze naziste, e chi imbracciò le armi per riconquistare la pace e un futuro di libertà per sé e per i propri figli. Questi ultimi caduti vanno pubblicamente ricordati, ad alimentare la riconoscenza di chi ancora oggi in questa pace può vivere”.

http://www.vaol.it/it/notizie/lapide-mussolini-comune-di-mezzegra-invaso-da-mail-di-protesta.html

http://www.vaol.it/it/notizie/mezzegra-anche-la-petacci-sulla-lapide-del-duce-anpi-insorge.html

Questo il testo della lettera inviata al sindaco.

"Egregio Sindaco,
riteniamo che la foto di Mussolini, pur in abiti civili, e di Claretta Petacci in un luogo di pubblico passaggio, sia offensiva per tutti quei cittadini, residenti o meno, che considerano la Resistenza - con la caduta del fascismo- il momento fondante del nostro Stato democratico.
Se conservare la memoria della nostra storia è cosa fondamentale e sacrosanta, altro è l'avallo istituzionale ad una iniziativa meramente nostalgica.
Riteniamo che un Sindaco, rappresentante delle istituzioni, dovrebbe aver chiara la distinzione tra chi ha portato l'Italia verso la tragedia della guerra per brama di potere, inseguendo le nefandezze naziste, e chi -uomini e donne- imbracciò le armi per riconquistare la pace e un futuro di libertà per sè e per i propri figli.
Questi ultimi caduti vanno pubblicamente ricordati. I loro nomi e le loro effigi apposte in luoghi pubblici, ad alimentare la riconoscenza di chi, ancora oggi e speriamo per sempre, in questa pace può vivere.
Gli altri morti, quelli che condussero l'Italia in guerra, che torturarono e perseguitarono, che consentirono pogrom e devastazioni con la morte di tanti civili innocenti, vengano ricordati, da chi lo desidera, in privato senza ostentazione.
Pertanto la invitiamo a ritirare il nulla-osta concesso.
Ringraziandola per l'attenzione porgiamo distinti saluti."

domenica 26 febbraio 2012

CELEBRAZIONE DEL 9 MARZO





In occasione della celebrazione del 9 Marzo,anniversario della fucilazione a Pessano con Bornago dei Partigiani Caratesi,l’Amministrazione Comunale in collaborazione con il Comitato Unitario Antifascista e per la difesa delle Istituzioni Repubblicane organizza iniziative di cui si riportano programma e calendario:

DOMENICA 4 MARZO 2012 – celebrazione civile

Ore 9.30 - S. Messa in Chiesa Prepositurale
Ore 10.30 - Al “Monumento alla Resistenza” – Piazza C. Battisti
Commemorazione alla presenza delle Autorità cittadine di Carate e Pessano e di Loris Maconi presidente provinciale dell’ANPI.
Corteo al Cimitero per deporre le corone sulle tombe dei Partigiani caduti.
In caso di maltempo la manifestazione civile del 4 Marzo si terrà presso la Sala Consiliare del Municipio.

MERCOLEDI’ 07 MARZO 2012

Ore 21,00 a cura dell’ANPI Sezione di Carate Brianza si terrà, presso la “Sala 9 Novembre 1989″ Piazza C. Battisti,1 – l’incontro su Onorina Brambilla Pesce, partigiana recentemente scomparsa con la presentazione della sua autobiografia
“Il pane bianco”.
Alla presentazione del libro “Il pane bianco” di NORI BRAMBILLA PESCE interverranno:
• Roberto Farina, curatore del libro
• Tiziana Pesce,
• Ketty Carraffa, presidente Associazione Memoria Storica Giovanni Pesce
La serata sarà allietata con musica resistente eseguita da Mario Toffoli

DAL 03 AL 11 MARZO 2012

Mostra “Brianza Partigiana” a cura dell’ANPI Sezione di Carate Brianza presso Villa Cusani.

INAUGURAZIONE SABATO 3 MARZO ORE 16,00. Interverrano gli autori.

DOMENICA 11 MARZO 2012

Ore 9.00 - Dal piazzale del Municipio partenza per Pessano con Bornago dove alle ore 10.00 avrà inizio la manifestazione.


L'ANPI E' AL FIANCO DELLA FIOM

L’ANPI è a fianco della Fiom in occasione dello sciopero proclamato per il 9 marzo 2012, condividendone le motivazioni e soprattutto quelle che vanno al di là del contingente sindacale (che è sempre doveroso lasciare alla competenza del Sindacato), ed investono questioni di principio, di fondo dello stesso sistema democratico".

Inizia così una dichiarazione di Carlo Smuraglia presidente nazionale dell'Anpi che aggiunge: "In particolare, l’ANPI è fermamente convinta che l’art. 18 dello Statuto rappresenta tuttora una garanzia di libertà, non risultando, peraltro, che la sua abolizione potrebbe in alcun modo giovare a risolvere il problema della crescita, dello sviluppo e della occupazione, che dipende da ben altri fattori e che deve essere risolto con provvedimenti organici, diretti unicamente e coerentemente a questi fini".

"E’ altresì nostra convinzione - aggiunge - che il problema della rappresentanza sindacale in azienda si risolva in un vero e proprio presidio di libertà, corrispondendo non solo alla necessità di una forte e positiva dialettica sindacale, ma anche e soprattutto all’esigenza di attuazione di uno dei princìpi fondamentali consacrati nell’art. 39 della Costituzione: le lavoratrici ed i lavoratori hanno diritto ad essere rappresentati e tutelati, anche all’interno delle aziende, sempre e comunque, e in ogni caso indipendentemente dalla sottoscrizione del contratto aziendale".


"Quando si tratta di princìpi fondamentali, che attengono ai diritti civili, politici e sindacali dei lavoratori e delle lavoratrici, la linea di difesa apprestata dal Sindacato ci riguarda tutti, come cittadini e come persone, perché il lavoro e la dignità nel lavoro appartengono ai fondamenti della convivenza civile. Per questo solidarizziamo con l’iniziativa della Fiom, nella convinzione fermissima che, nella sostanza, i problemi sollevati riguardano l’intera collettività".

domenica 19 febbraio 2012

MEMORIA INDIFFERENTE. LE DONNE DELLA RESISTENZA.



La sezione ANPI "Albertino Madella" di Villasanta e la sezione ANPI di Arcore,
in collaborazione con la COOP - comitato soci di zona Arcore e Villasanta, e la Casa dei Popoli di Villasanta,presentano:

3 marzo 2012: "MEMORIA INDIFFERENTE - le Donne della Resistenza"

per la GIORNATA della DONNA

Spettacolo con narrazione a fumetti
di Gialuca Foglia "FOGLIAZZA"

Sabato 3 marzo 2012
ore 21,00
Sala Conferenze - Villa Camperio
via Confalonieri, 55
Villasanta (MB)

INGRESSO LIBERO



SOLIDARIETA' AL POPOLO SIRIANO

La Segreteria Nazionale dell'ANPI, considerato che la tragedia del popolo siriano, sceso in piazza da tempo per rivendicare libertà e democrazia e perseguitato e colpito per questo, con l'uso spregiudicato della detenzione e delle armi, sembra non avere fine, né avere prospettive, in spregio dei diritti umani che tutti, a parole, richiamano come intangibili e inviolabili;

considerato altresì che i tentativi di porre fine a questa drammatica situazione, sono stati finora vanificati, non essendo servite né le sanzioni economiche, né le ulteriori e più efficaci misure proposte dalla stessa Lega Araba, ma bloccate per il veto di due Paesi (la Russia e la Cina); che peraltro non è più tollerabile una simile spirale di violenza e autoritarismo, contro un popolo inerme, che rivendica solo diritti fondamentali;

esprime la più ferma protesta e indignazione per quanto sta accadendo in quel Paese e la più forte solidarietà nei confronti del popolo siriano;

auspica che, nell'ambito dell'Onu si trovino le convergenze necessarie per adottare d'intesa con la Lega Araba tutte le misure necessarie ed efficaci, per porre fine ad una situazione veramente drammatica, evitando peraltro il ricorso alle armi;

chiede che il Governo italiano si adoperi per favorire un'intesa fra tutti i popoli civili per contrapporre alla violenza e all'autoritarismo, lo spirito di fratellanza e di solidarietà che dovrebbe unire tutti i popoli nel sostegno e nella difesa dei diritti umani;
esprime solidarietà ed appoggio a tutte le manifestazioni e le iniziative che verranno adottate nel nostro Paese a difesa dei diritti del popolo siriano.

mercoledì 15 febbraio 2012

MONZA, NEOFASCISTI IMBRATTANO I VOLTI DEI PARTIGIANI



Nella notte tra il 10 e l’11 febbraio un gruppo di neofascisti ha pensato bene di imbrattare, con il loro peggiore repertorio di simboli, i murales che ritraggono Enrico Bracesco e Salvatrice Benincasa.

La domanda che corre ovvia è come, nel 2012, si possa ancora legare a simboli della distruzione dell’individuo una forma contestativa; e per contestare cosa?

Hanno imbrattato i murales che ritraggono due figure di partigiani monzesi, con gli stessi simboli utilizzati da chi gli ha tolto la vita, pensando di fare un gesto eroico: di notte in maniera meschina senza il coraggio di manifestare le proprie idee apertamente.

A differenza di chi ha commesso l’insano atto terrorista, i giovani che collaborano con l’ANPI sviluppano idee per rendere più libera e sempre più democratica la città dove viviamo.

Questo dà fastidio a molti che vorrebbero la vittoria del qualunquismo e dell’indifferenza.

Non è un caso che questo gesto ignobile sia avvenuto mentre la nostra città si prepara alle elezioni amministrative; non è un caso che sia teso a colpire un luogo di aggregazione giovanile in cui si discute, ci si forma e si lotta per ciò in cui si crede.

La nostra piena solidarietà va in tal senso a coloro cui sono stati causati danni incitandoli ad andare avanti nelle loro azioni, quale risposta concreta alla lotta per la libertà in difesa degli spazi democratici.

La nostra protesta è un richiamo alle Istituzioni affinché si possa mantenere un clima di civile confronto, isolando chi vuole imporre le proprie idee con la violenza.

Il nostro messaggio è un forte richiamo anche ai partiti che si riconoscono nella Costituzione per isolare quelle frange che si rifanno apertamente al fascismo e al nazismo smettendo, per interessi elettorali, di foraggiare ideologie distruttive lesive della libertà e già giudicate dalla storia.

L’ANPI continuerà la propria attività di informazione e di testimonianza: il nazifascismo non è riuscito ad arrestare la domanda di libertà della Monza antifascista uccidendo Enrico Bracesco e Salvatrice Benincasa, non riuscirà ora a rendere silente il loro ricordo.

Grazie Enrico Bracesco e Salvatrice Benincasa, ancora una volta ci insegnate cosa significa difendere la libertà.

Presidenza ANPI Monza sezione Gianno Citterio

NO ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE DI FIAMMA TRICOLORE

MILANO, IRRUZIONE INTIMIDATORIA DI FORZA NUOVA

L’ANPI Provinciale di Milano esprime la propria ferma condanna per la vergognosa provocazione da parte di elementi di Forza Nuova, che nella giornata di venerdì 10 febbraio hanno fatto irruzione con il viso coperto da maschere nella Sala Polifunzionale del Comune di Milano in zona 6 e hanno imbrattato i pannelli della mostra su “Fascismo, foibe e esodo” curata dalla Fondazione Memoria della Deportazione, ed esposta con il patrocinio del Consiglio di zona 6.

Con la legge 30 marzo 2004 la Repubblica Italiana riconosce il 10 febbraio quale Giorno del Ricordo “al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale.”

Il ricordo di quelle tragedie troppo spesso dimenticate, il dramma dell’esodo forzato di duecentocinquantamila italiani da Zara, Fiume e dall’Istria, devono però essere contestualizzate storicamente e inquadrate nella politica di sopraffazione perseguita dal fascismo, come parte di un progetto di distruzione della identità nazionale e culturale delle minoranze slovene e croate.

La situazione diventa ancora più grave dopo l’8 settembre 1943 con l’annessione da parte del Terzo Reich dei territori del confine orientale, e con l’accentuata e criminale oppressione nazifascista.
Il rancore e l’odio accumulati da sloveni e croati per la criminale oppressione nazifascista spiega però solo in parte l’asprezza dei comportamenti degli jugoslavi nei confronti della popolazione italiana, che veniva identificata in blocco come nemico storico del nazionalismo sloveno e croato.

Ribadire queste verità storiche dà profondamente fastidio ai movimenti neofascisti e a chi da sempre confonde e inquina fatti e azioni che fanno parte della nostra storia.

Quanto accaduto nel Consiglio di zona 6 di Milano è grave e inqualificabile. Segue diversi altri atti di vandalismo effettuati nei confronti di sedi democratiche presenti nei quartieri milanesi.
L’ANPI Provinciale di Milano nel condannare questa grave e offensiva provocazione, avvenuta a Milano città Medaglia d’oro della Resistenza, invita le Istituzioni e i cittadini alla massima vigilanza democratica.

sabato 4 febbraio 2012

IL GIORNO DEL RICORDO, LA VERITA' SULLE FOIBE


STRAGI NAZISTE IN ITALIA, BERLINO VINCE IL RICORSO


Smuraglia: "Sui diritti umani non ci sono trattati che tengano"

Per le stragi naziste in Italia, Berlino vince il ricorso e vengono così bloccate le indennità alle vittime italiane.
La Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha infatti accolto le richieste della Germania. La Cassazione che l'aveva ritenuta mandante dell'eccidio di Civitella del 1944. Secondo i giudici dell'Onu, "un tribunale penale non può condannare uno stato sovrano".

Il commento del presidente nazionale dell'Anpi, Carlo Smuraglia.

"Sono molto sorpreso e colpito da questa sentenza, di cui aspetto di leggere la motivazione per esteso, ma che mi sembra già contrastare con un principio recepito anche dalla nostra Corte Suprema di Cassazione, che cioè quando si tratta dei diritti umani, non ci sono trattati che tengano. In ogni caso ritengo che la sentenza, così come viene presentato il dispositivo, possa riguardare solo la materia risarcitoria nei confronti della Germania; e su questo avremmo modo di discutere.

La cosa più importante è che non cessi, in ogni caso, l’affermazione dei diritti e soprattutto non venga meno la ricerca della verità e della responsabilità e quindi si vada avanti nei processi in corso e in quelli che potranno ancora venire. Questa materia delle stragi nazifasciste del periodo dal ’43 – ’45, nella quale l’ANPI si sta impegnando a fondo, è di estrema importanza e delicatezza sul piano storico e su quello umano. E dunque la ricerca che da anni faticosamente si sta conducendo sulle responsabilità e sulla verità storica deve continuare senza soste.

Ne hanno diritto coloro, superstiti e familiari delle vittime che hanno subito direttamente le stragi ed ai quali un risarcimento dovrà pur essere assicurato, anche sul piano morale; ma ne ha diritto anche il complesso dei cittadini, consapevoli che senza rispetto dei diritti umani e senza il raggiungimento della verità non solo giudiziaria, nessuno può sentirsi al sicuro, perché una parte dei diritti di ciascuno sarebbe seriamente compromessa.

L’ANPI, si batterà, dunque, perché si continui nel lavoro che da anni si sta compiendo, nei tribunali militari e nella società e perché lo Stato italiano faccia la sua parte sotto ogni profilo, nell’interesse del Paese e dei cittadini nel loro complesso, tenendo conto di quanto ha detto in modo esplicito la Corte di Cassazione e del diritto di ogni cittadino, proclamato dalla Costituzione e dalla Convenzione Europea dei diritti dell’uomo, a rivolgersi ai Giudici ed ottenere giustizia".

lunedì 30 gennaio 2012

E' SCOMPARSO OSCAR LUIGI SCALFARO



"La morte del Presidente Oscar Luigi Scalfaro ci lascia attoniti e profondamente addolorati. Scompare un'altra delle più alte figure della nostra storia recente, un protagonista di vicende politiche legate alla stessa nascita della Repubblica e della Costituzione ed allo sviluppo delle Istituzioni repubblicane. Membro dell'Assemblea Costituente, a lungo parlamentare, Ministro degli Interni, Presidente della Camera, fu eletto Presidente della Repubblica nel maggio 1992, in un momento doloroso e difficile per il Paese.

Condusse un settennato importante e complesso, con vicende che lo impegnarono fortemente e personalmente, comportandosi da vero uomo delle Istituzioni, anche quando le fasi della vita politica divennero più turbolente. Anche nei frangenti più difficili, seppe sempre tenere diritta la barra delle Istituzioni e della Democrazia. Difensore strenuo della Costituzione e dei suoi valori fondamentali, continuò a svolgere un'intensa attività, in questa direzione, anche dopo la scadenza del mandato e fino ai Suoi ultimi giorni.

Presidente dell’ Associazione per la difesa della Costituzione, fu inflessibile, fino all'ultimo, nella esaltazione dei princìpi della Carta Costituzionale e nell'impegno perché essi fossero difesi ed attuati e penetrassero nel profondo della coscienza civile degli italiani, rivolgendosi, con continuità e particolarissimo calore, soprattutto ai giovani. Cattolico convinto, seppe portare - nello svolgimento delle sue funzioni - quel laicismo che è tipico di chi crede profondamente nei valori costituzionali.

L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, nell'esprimere sentite condoglianze ai suoi cari ed ai tanti amici ed estimatori, ricorda - in Lui - la parte migliore del nostro Paese, quella che ormai va scomparendo nei suoi principali protagonisti di una ineguagliabile stagione,
che spetta a noi ricostruire, con le nuove generazioni, proprio avvalendoci di questi esempi di rigore, di coerenza, di fedeltà agli interessi superiori del Paese ed alla realizzazione del bene comune.

Ci mancherà, il nostro Presidente Scalfaro, ma continueremo - anche in Suo nome e con maggior impegno - il nostro lavoro per un Paese sempre più civile, democratico, solidale e rispondente alle indicazioni, ai princìpi, ai valori della Carta Costituzionale".

Carlo Smuraglia

mercoledì 25 gennaio 2012

RETE ANTIFASCISTA MILANESE

Milano città aperta, no al fascismo e al razzismo. Questo il senso di una iniziativa che si svolgerà il 28 gennaio, alle ore 14.30, alla Casa della Cultura (via Borgogna 3).

In Europa -spiegano i promotori - crescono le formazioni di estrema destra che mescolano populismo, nazionalismo e neonazismo dichiarato. La crisi economica facilita la presa di parole d’ordine che individuano un nemico cui attribuire tutte le colpe: rom, gay, ebrei, musulmani e straneri in genere.
"In Italia l’estrema destra e la destra istituzionale hanno denominatori comuni politici e culturali: dal rifiuto dell’uguaglianza e della società multietnica al nazionalismo, dalla concezione del rapporto uomo-donna al rifiuto dell’omosessualità. Comune a tutte le destre è il tentativo di superare la Costituzione e l’antifascismo, lo sdoganamento delle formazioni neofasciste e il tentativo di riscrivere la storia.
Nell’estrema destra italiana si rafforzano le posizioni razziste e antisemite e l’acquisizione di miti e modelli del nazismo. Sono cresciute le aggressioni a militanti di sinistra, immigrati, omosessuali e zingari. La Lega fa la sua parte e già nel 2004 è stata segnalata dall’Osservatorio europeo dei fenomeni razzisti e xenofobi".

"A Milano - si sottolinea - le amministrazioni di centro-destra in questi anni hanno coperto e sostenuto le formazioni neofasciste e neonaziste. In questa città si gioca una partita importante. Bisogna costruire un argine contro il neofascismo e il razzismo attraverso la mobilitazione che ne impedisca l’azione, ma anche con una battaglia culturale che smascheri l’ideologia neofascista. E' necessario riconoscere e valorizzare le esperienze che sul territorio, a partire dalle periferie, sono nate a difesa della democrazia e della partecipazione"
Per approfondire la conoscenza di questo fenomeno e costruire un’iniziativa politica efficace e unitaria il 28 gennaio, alle ore 14.30
presso la Casa della Cultura presentazione di Rete Antifascista Milanese, Anna Miculan, Adesso Basta!.

Saluti di Basilio Rizzo, presidente del Consiglio Comunale di Milano e di Roberto Cenati, Presidente provinciale Anpi.

Interventi.

I caratteri peculiari delle destre italiane, Giorgio Galli, politologo.
Le destre e la crisi economica, Onorio Rosati, segretario Camera del Lavoro Metropolitana di Milano.
Il vero volto della Lega nord, Roberto Biorcio, docente Scienze Politiche Università Milano Bicocca.
Le destre radicali e populiste in Europa, Elia Rosati, collaboratore Università Statale Milano.
Il caso ungherese, Roberto Festa, giornalista.
Il passato che non passa: l’antisemitismo, messaggio filmato di Moni Ovadia.
Il neofascismo a Milano, Saverio Ferrari, ricercatore.
L'antifascismo nelle periferie milanesi, Aaron Paradiso,Comitato antifascista Zona 8.
L'intolleranza, Ernesto Rossi, presidente Unione Rom e Sinti.

Promuove la Rete Antifascista Milanese: Camera del Lavoro Metropolitana di Milano, Adesso Basta! Arci Milano, Associazione culturale Punto Rosso, Associazione nazionale di amicizia Italia Cuba, 26per1-Offensive democratiche, Comitato Antifascista Zona 8, Memoria Antifascista, Teatro della Cooperativa.

martedì 24 gennaio 2012

DALLA BRIANZA AI LAGER DEL TERZO REICH


IL CASO VATTANI

II Comitato Nazionale dell'ANPI, nella riunione del 23 gennaio, all'unanimità, ha preso atto che il Ministro degli Affari Esteri ha dichiarato che il “caso Vattani” è stato sottoposto alla procedura prevista per le infrazioni disciplinari e che l’iter della vicenda sarà seguito direttamente e continuativamente dal Ministro stesso.

Ha ritenuto, peraltro, che la vicenda è di una gravità assolutamente evidente e che non può che essere condannata da tutti i cittadini democratici, tanto più che essa incide anche sul buon nome dell'Italia all'estero e sulla considerazione di cui deve godere il nostro Paese anche sotto il profilo dell'orientamento democratico.

L'Anpi "ritiene necessario che la procedura si esaurisca in tempi rapidi, come è richiesto dalla rilevanza del caso".

II Comitato Nazionale dell'ANPI, inoltre, "confida che in ogni caso vengano adottati, nel frattempo, provvedimenti cautelari, risultando nei fatti incompatibile, in una istituzione che rappresenta l’Italia all'estero, la presenza, in qualunque forma e in qualunque sede, di un soggetto che indulge, a quanto risulta ed è ormai noto a tutti attraverso la stampa, a manifestazioni che – richiamandosi al passato regime fascista – sono in netto e stridente contrasto con la Costituzione repubblicana e con i doveri che competono a tutti coloro che operano nelle istituzioni, ai sensi degli articoli 54 e 97 della Costituzione".

lunedì 16 gennaio 2012

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ANNUALE DEGLI ISCRITTI




Cara/o iscritta/o,
la presente per comunicare che domenica 29 gennaio presso la sede in piazza Risorgimento 1, primo piano, a partire dalle ore 10,00 si terrà l’assemblea annuale di sezione, per discutere e deliberare sul seguente ordine del giorno:

1) Nomina del Presidente e del Segretario dell'Assemblea

2) Relazione del Presidente

3) Relazione economica sul consuntivo per l'anno di bilancio 2010/2011

4) Discussione e votazione delle relazioni

5) Calendario manifestazioni e proposte per l’anno 2012

6) Bilancio preventivo spese manifestazioni 2012

7) Varie ed eventuali

8) Conclusioni di Patrizia Zocchio, vicepresidente Anpi provinciale Monza e Brianza


In occasione dell’assemblea annuale si potrà rinnovare l’iscrizione all’ANPI e ritirare la nuova tessera.

Al termine verrà offerto un rinfresco.


La Presidente
Paola Pozzoli





sabato 14 gennaio 2012

CASAPOUND HA GETTATO LA MASCHERA

"Se ce ne fosse ancora bisogno, CasaPound getta definitivamente la maschera". Inizia così una nota del Comitato nazionale Anpi a commento delle gravi dichiarazioni da parte di rappresentanti del gruppo neofascista.

"Dopo essersi ammantata di “cultura” e di “socialità”, in varie occasioni, sia pure senza successo, visto che nessuno ormai è disposto a cadere nella trappola, adesso l’esultanza per la morte del magistrato Saviotti e l’esplicitazione della speranza che a questa morte ed a quella di Bocca ne seguano altre, hanno un significato inequivocabile che va addirittura al di là dei richiami al fascismo ed al peggior populismo, avvicinandosi molto all’istigazione alla violenza".

"Vedrà la magistratura -si rileva - se esistono estremi di reato. Per noi, conta l’esecrabile fatto politico, che denunciamo come un episodio di inaudita ed inaccettabile gravità. Adesso, chi ha tollerato CasaPound, chi le ha concesso locali e sedi e ne ha favorito l’ascesa e lo sviluppo, ha solo la scelta fra una dissociazione aperta e definitiva oppure l’accettazione che diventi esplicita e pacifica la connivenza con un gruppo di questo tipo, davvero incompatibile col nostro sistema costituzionale e civile".

"Quanto a coloro - si sottolinea - che hanno creduto, in buona fede, nella favoletta dell’innocenza, delle inclinazioni culturali e sociali di CasaPound, è davvero tempo che aprano gli occhi, si ricredano e prendano atto di una realtà che ora è divenuta addirittura agghiacciante. Per il resto, chiediamo con fermezza che la Costituzione venga fatta rispettare dalle autorità pubbliche e vengano finalmente applicate le leggi che vietano ogni forma di incitamento all’odio e alla violenza, così come ogni tipo di apologia del fascismo e di ciò che esso ha tristemente rappresentato".

"Raccomandiamo - conclude infine la nota - alle nostre organizzazioni di vigilare, rifiutando – peraltro – qualsiasi tipo di provocazione".

Proponiamo un interessante contributo video di Serena Chiodo.

Manifestazione a Firenze dopo la strage del 13.12 a opera di un militante di Casapound from Sere Chio on Vimeo.

domenica 1 gennaio 2012

FASCISTI CONTRO L'ANPI DI COMO

ATTACCO DI FORZA NUOVA ALLA SEDE DELL’ANPI DI COMO

La notte del 30 dicembre 2011 è stata imbrattata la sede dell’Anpi di Como con scritte e insulti nei confronti del Presidente della neo-costituita sezione Anpi di Como, sen. Luciano Forni. Le scritte recavano la firma di Forza Nuova.

L’ Anpi di Como aveva recentemente partecipato ad un presidio antirazzista, organizzato in città dopo i gravi fatti di Torino e Firenze, distribuendo un volantino in cui si evidenziava il pericolo, sempre crescente, dei movimenti neofascisti e xenofobi nella provincia di Como.

COMUNICATO ANPI

Vigliacca reazione dei fascisti comaschi contro l’ANPI

Una scritta di sapore chiaramente antisemita e di esaltazione del nazismo è stata prodotta dai fascisti comaschi di ordine nuovo (c’era infatti il loro logo) sulla parete esterna della sede ANPI di Como.

Si è voluto così reagire alla presa di posizione dell’ANPI contro le aggressioni ai cittadini extracomunitari avvenute a Firenze e altrove da parte di antidemocratici violenti.

L’ANPI nell’esprimere la più vivace protesta ribadisce le proprie convinzioni contro il razzismo e l’intolleranza a favore dell’integrazione e di una convivenza democratica ed efficace.

Le idee si difendono con il ragionamento e non con manifestazioni incivili che imbrattano edifici della città.

Questi gesti devono essere di monito anche per chì nei partiti, si fa paladino di proposte contrarie alla solidarietà con gli stranieri.

ANPI di Como

sabato 31 dicembre 2011

MARIO VATTANI, CONSOLE FASCISTA



"Le ridicole, "nere" esibizioni notturne di Mario Vattani, console italiano in Giappone, non possono non preoccuparci in quanto rivelatrici di un clima di "nostalgismo fascista" che è penetrato fin dentro le istituzioni. L'ANPI, nel richiamare tutte le coscienze sensibili e responsabili ad una vigilanza attiva, non cesserà di condannare fermamente ogni gesto o azione che faccia riferimento a quel momento cupo e criminale della vita del Paese che fu il fascismo, già condannato dalla storia e fuori da ogni consesso che si dica civile e democratico".

CARLO SMURAGLIA - PRESIDENTE NAZIONALE ANPI


Ecco la vicenda.

Inneggia alla Repubblica Sociale italiana, celebra squadristi e bandiere nere e ricorda, con orgoglio, le botte date ad un antifascista, all'università. Parole d'odio e di militanza nera, quelle che risuonano nelle canzoni del Katanga, leader del gruppo "Sotto fascia semplice". Uno che ai concerti, promossi da CasaPound, viene accolto con le braccia tese. Cantore fascio-rock e, allo stesso tempo, rappresentante diplomatico italiano all'estero: dietro allo pseudonimo, ben noto sulla scena neofascista italiana, si cela, come ha rivelato l'Unità, Mario Vattani. Ex braccio destro del sindaco Gianni Alemanno (è stato suo "ministro degli Esteri": dal 2008 al 2011 ha ricoperto il ruolo di consigliere diplomatico), figlio del più famoso Umberto, uno dei diplomatici più potenti d'Italia, attualmente ha il compito di rappresentare il nostro Paese in Giappone. Dallo scorso mese di luglio è stato, infatti, promosso console generale d'Italia a Osaka. Ma la Farnesina, presa visione del caso, ha deciso di deferirlo.

Sul sito della rappresentanza diplomatica italiana viene riportato il suo curriculum "ufficiale": ha guidato l'ufficio economico commerciale all'ambasciata di Tokyo, è stato consigliere diplomatico di Alemanno quando era ministro delle politiche agricole e forestali e console d'Italia a Il Cairo. Classe 1966, formazione internazionale, grazie al background e ai mezzi che gli ha messo a disposizione il padre, è entrato nella carriera diplomatica nel 1991. Anni durante i quali era già un leader della musica identitaria, che animava (e anima) gli incontri della destra estrema negli spazi occupati e nei pub neri. Quella delle celtiche e dei raduni nostalgici a Predappio. Voce degli "Intolleranza" prima, fondatore nel 1996 dei "Sotto fascia semplice", non aveva mai cantato live. Anche se, come testimoniano le interviste rilasciate con lo pseudonimo "Katanga", era un sogno che aveva sempre coltivato. La musica, per lui, è sempre stata militanza. Una potente arma da usare per inculcare nei giovani quei valori fascisti di cui le canzoni sono impregnate. A documentare una delle sue prime uscite pubbliche, su Youtube, c'è un video che racconta l'esibizione presso "La tana delle tigri", raduno organizzato da CasaPound nei pressi dello stadio Olimpico.

Canta con Gianluca Iannone, voce degli Zeta Zero Alfa, e attacca pacifisti e disobbedienti. E' la prima esibizione pubblica dei "Sotto fascia semplice". Sul palco esibisce braccia ricoperte di tatuaggi, quelli che poi, nei viaggi da diplomatico, ha sempre celato dietro ad eleganti completi gessati, protetto dalle maniche lunghe. Anche nelle missioni estere con il sindaco Alemanno, da Auschwitz ad Hiroshima (un incarico retribuito con oltre 228 mila euro lordi annui). Una doppia vita anche nel look per il fascio-console. In Campidoglio è tornato, tre settimane fa, per salutare il sindaco e i suoi vecchi collaboratori - che ben conoscevano la sua attività di fascio-cantante. Le sue parole sono musica per l'orda nera: "Una repubblica fondata sui valori degli epuratori - canta in "Repubblica", uno dei suoi cavalli di battaglia - Da chi senza tante storie e con l'aiuto degli stranieri ha fatto fuori quegli ultimi italiani che fino alla fine hanno combattuto per un'altra repubblica".

L'altra Repubblica a cui si riferiva - come spiega in un'intervista concessa ad uno di quei siti di controinformazione che lo osannavano - in contrapposizione a quella italiana ("fondata sui valori della resistenza, sui valori della violenza, sui valori del tradimento e dell'arroganza. Una repubblica fondata sulla lotta armata fatta da banditi e disertori, dinamitardi e bombaroli") è quella della Repubblica sociale, e oggi rappresenta "quella che ognuno di noi può incarnare attraverso la sua attività quotidiana, e non parlo solo di militanza". Un nickname, Katanga, che gli è stato dato a Bologna, durante una trasferta "in pullman - recita il testo della canzone dei Sotto fascia Semplice 'Automito' - le ore di canti, di grida, di inni di sezione. Il grande raduno, i saluti romani davanti alla stazione". In quegli anni militava nel Fronte della Gioventù, gli scontri con i "pelosi" antifascisti (come li chiama lui) erano all'ordine del giorno. Anni difficili, durante i quali, insieme ad altri militanti dell'estrema destra, finirà sui giornali in seguito al pestaggio di due giovani di sinistra davanti al cinema Capranica (salvo poi essere prosciolto). Ma dei pestaggi sembra andar fiero. E lo scrive, nero su bianco, con assai poca diplomazia. Nella canzone "Ancora in piedi" racconta di quando, dopo essere stato malmenato nella facoltà di Scienze Politiche, a Roma, si è vendicato dei suoi aggressori: "Siamo tornati col Matto e con Sergio, siamo passati dalla porta di dietro. Vicino ai cessi dalla parte dell'aula quarta c'era il bastardo che mi aveva aggredito. L'abbiamo messo per terra e cercava di scappare, ma è rimasto appeso a una maniglia. Gli ho dato tanti di quei calci, ed era tanta la rabbia, che mi sono quasi storto una caviglia". Definisce le sue canzoni "musica per i camerati". E la musica potrebbe essere il primo passo per sbarcare nell'attività politica, come ha lasciato intuire in un'altra intervista: "Ritornare a suonare dal vivo - ammetteva - significherebbe riprendere a fare politica attivamente. E' una cosa a cui sto pensando molto in questo periodo". E' venuto il momento - diceva - "in cui ognuno di noi capisce che è venuto il momento per lasciare l'isolamento".

La Farnesina si limita in una prima fase a difendere il primogenito di Umberto Vattani (e a definire la sua musica "un fatto di costume"). Poi, nel pomeriggio, rilascia un comunicato più netto: "Il Ministro degli Esteri Terzi, dopo aver preso conoscenza del caso, ha sin da ieri dato istruzioni affinché esso venga immediatamente deferito alla Commissione di disciplina del Ministero degli esteri, del che il funzionario interessato, Mario Vattani, è stato prontamente messo al corrente".

La doppia vita del diplomatico approderà in Parlamento, con un'interrogazione preparata da Roberto Morassut (Pd): "Presenteremo un'interrogazione urgente al Ministro degli Esteri, Giulio Terzi, per sapere se ritenga opportuna la nomina a console generale d'Italia in Giappone di Vattani, funzionario della Farnesina e leader di un gruppo musicale vicino agli ambienti di CasaPound. Crediamo che, nel momento in cui è ancora aperta l'indagine della Magistratura sull'ipotesi che alcuni esponenti di CasaPound siano responsabili di aggressioni e di violenze ai danni di militanti del Pd, non si possa derubricare a 'fatto di costumè la partecipazione di un diplomatico, nominato console in Giappone, a manifestazioni dove si inneggia alla Repubblica di Salò e ai rituali di una destra identitaria. Per quanto riguarda nomine importanti come quelle di diplomatici, che rappresentano il Paese all'estero, ci permettiamo di sollevare alcuni dubbi sui criteri adottati e sulla presentabilità politica del console Vattani".

L'associazione Libertà e Giustizia, tramite il coordinatore del circolo di Roma, Massimo Marnetto, chiede, con una lettera inviata al ministro Terzi, la rimozione immediata dal console: "Qui non si tratta di 'una questione personale' come ha tentato di minimizzare con inspiegabile leggerezza il portavoce della Farnesina. Infatti, Mario Vattani si pone contro il dettato dell'art. 54 della Costituzione, che vincola tutti i cittadini al dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione. Inoltre, come titolare di delicate funzioni pubbliche di rappresentanza diplomatica, il Vattani-Katanga ha 'il dovere di adempierle con disciplina ed onore', come prescrive sempre l'art.54 della Carta. Per questi gravi e comprovati motivi, le chiediamo di provvedere affinché Mario Vattani sia rimosso al più presto dalla sua funzione, come segno di intransigente rispetto dei valori costituzionali, nati dal superamento della tragedia fascista". Preoccupazione viene espressa dal presidente nazionale dell'Anpi, Carlo Smuraglia: "Le ridicole, 'nere' esibizioni notturne di Mario Vattani, console italiano in Giappone, non possono non preoccuparci in quanto rivelatrici di un clima di 'nostalgismo fascistà che è penetrato fin dentro le istituzioni. L'ANPI, nel richiamare tutte le coscienze sensibili e responsabili ad una vigilanza attiva, con cesserà di condannare fermamente ogni gesto e azione che faccia riferimento a quel momento cupo e criminale della vita del Paese che fu il fascismo, già condannato dalla storia e fuori da ogni consesso che si dica civile e democratico".

Tratto da Repubblica.it

lunedì 26 dicembre 2011

E' SCOMPARSO GIORGIO BOCCA



Partigiano, giornalista, scrittore, uomo sempre libero. Questo era Giorgio Bocca morto nel giorno di Natale a Milano.

"E' morto - commenta Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell'Anpi - un grande italiano, un patriota, un partigiano che non dimenticheremo mai. Per tanto tempo ci ha accompagnato commentando, da par suo, le vicende che il Paese stava vivendo, con passione, talvolta con indignazione, sempre con fermezza. Partigiano in Piemonte, ha combattuto con Giustizia e Libertà".

"Quando due anni fa - ricorda Smuraglia - abbiamo raccolto la sua voce in una intervista da trasmettere nel corso di un convegno dedicato proprio al contributo degli azionisti all'antifascismo e alla Guerra di Liberazione, Bocca tenne a sottolineare l'unitarietà d'intenti anche fra forze di ispirazione diversa nella Resistenza; e ricordò le sue esperienze di guerra partigiana con inalterata passione e con un profondo sentimento unitario. Grande giornalista, scrittore illustre, e polemista di razza, con lui scompare una voce importante della parte migliore del Paese".

"Lo ricorderemo degnamente e con la dovuta ampiezza nella sede nazionale dell'Anpi, associazione alla quale, negli ultimi anni, Giorgio Bocca non ha fatto mancare il suo sostegno anche pubblicamente. Oggi - conclude Smuraglia - lo piangiamo con sincero dolore e ci stringiamo con affetto ai suoi familiari. L'ANPI di Milano partecipa al profondo dolore per la scomparsa del comandante partigiano Giorgio Bocca".


L'ANPI Provinciale di Milano si unisce al profondo dolore dei familiari, degli antifascisti, del giornalismo italiano e di tutto il mondo della cultura per la scomparsa di Giorgio Bocca, partigiano, giornalista, scrittore", inizia così il ricordo di Giorgio Bocca da parte dell presidente dell'Anpi milanese, Roberto Cenati.

Nativo di Cuneo e cresciuto in una famiglia della borghesia piemontese, nel 1943 Bocca decide di aderire, nella clandestinità, al Partito d'azione. A questa scelta lo induce l'esempio dell'amico Benedetto Dalmastro assai vicino a Tancredi Duccio Galimberti.

L'8 settembre, alla firma dell'armistizio, raggiunge con Dalmastro e un gruppo di compagni, dopo aver raccolto le armi abbandonate nelle caserme di Cuneo, la frazione Frise di Monterosso Grana. Nasce così il primo nucleo della locale banda partigiana di "Italia Libera". Comandante di banda della formazione in Valle Maira, nella primavera del 1944 Bocca é inviato a stabilire le basi della Brigata Giustizia e Libertà "Rolando Besana" in Valle Varaita e ne diviene il comandante. Il 5 maggio 1944, con Benedetto Dalmastro, Luigi Ventre e Costanzo Picco partecipa a un incontro tra partigiani italiani e francesi organizzato il 12 maggio 1944 a Colle Sautron. All'incontro faranno seguito le intese politico-militari tra i due movimenti, stipulate il 22 maggio e il 30 maggio 1944.

Nei primi giorni del 1945 Bocca è nominato comandante della decima divisione Langhe delle formazioni "Giustizia e Libertà". Torna quindi in Val Maira, divenendo commissario politico della seconda Divisione "Giustizia e Libertà". Tra le sue numerose azioni, si ricorda quella che tra il 12 e 13 aprile 1945 conduce alla cattura, nella cittadina di Busca, della compagnia controcarro della Divisione "Littorio" della Repubblica Sociale Italiana.

Per l'attività partigiana Giorgio Bocca riceve la medaglia d'argento al valor militare. Dopo la Liberazione, Bocca si avvia alla carriera di giornalista, dapprima a Torino, nel quotidiano di Giustizia e Libertà e quindi, a Milano, come redattore del settimanale l'Europeo e come corrispondente del quotidiano torinese La Gazzetta del Popolo.

Quando nasce Il Giorno, nel 1956, ne diviene inviato. Nel 1976 è tra i fondatori del quotidiano La Repubblica. Il suo è un giornalismo militante, che attraverso reportage, inchieste, commenti e interviste, si propone di denunciare i guasti della società italiana. La sua critica si accentua negli anni più recenti, forte di una scrittura semplice ma dura, concreta e aspra, di intensa comunicazione, sostenuta da un'alta moralità e da un legame mai interrotto con l'esperienza resistenziale.

I suoi articoli sono diventati, spesso, traccia e ossatura dei suoi numerosi libri, tra reportage, ricerca storica, pamphlet e autobiografia.

Lo ricorderemo sempre tra le figure di spicco del movimento partigiano e per essere rimasto sempre coerente a quella sua fondamentale scelta di campo per la libertà e la democrazia maturata durante la Resistenza.

giovedì 15 dicembre 2011

NO ALLA CULTURA DELL'ODIO E DEL RAZZISMO

L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D'ITALIA - REGIONE TOSCANA esprime sgomento e sconcerto per quanto è avvenuto ieri a Firenze a danno della comunità senegalese, alla quale rivolge i sentimenti di solidarietà di tutti gli iscritti. Gli episodi che hanno insanguinato le vie cittadine e sconvolto la normale convivenza civile, si iscrivono in un fenomeno che, al di là della follia di un singolo, testimonia che l'ideologia di cui questo individuo era portatore, è essa stessa caratterizzata dalla follia, dall'odio e dal razzismo.

L'ANPI, per evitare qualsiasi pericoloso ritorno di un passato oscuro, si è sempre costantemente impegnata sul terreno della solidarietà, della cultura della pace e della eguaglianza fra i popoli.

L'ANPI ritiene che episodi di questo genere, al di là degli squilibri mentali di un singolo, sono il risultato di una cultura dell'intolleranza, dell'odio e del razzismo che non può avere cittadinanza in un sistema democratico.

Ennio Saccenti - vice presidente vicario dell'ANPI Regionale Toscana

lunedì 12 dicembre 2011

E' SCOMPARSA TINA MANTOVANI


Oggi, improvvisamente, è deceduta Tina, la cara moglie di Egeo Mantovani, presidente onorario dell’ANPI di Monza e Brianza.
Tutta l’ANPI è vicina a Egeo e a tutti i suoi familiari in questo momento tanto doloroso.
Per espresso desiderio di Egeo e della sua famiglia, i funerali si svolgeranno in forma strettamente privata.

Il presidente dell’ANPI Provinciale di Monza e Brianza

Loris Maconi

domenica 11 dicembre 2011

MONZA, INTITOLAZIONE CENTRO SPORTIVO AD ENRICO BRACESCO

Domenica 11 dicembre i ragazzi della Foa Boccaccio hanno intitolato il centro sportivo in via Rosmini a Monza ad Enrico Bracesco.

Ecco i video dell'iniziativa e, a seguire, la biografia di Enrico Bracesco.







Enrico Bracesco, caposquadra attrezzeria alla Breda V, arrestato il 13 marzo per strada a Monza. È il primo mutilato della Resistenza operaia. Di lui, oltre alla moglie Maria, diversi compagni hanno lasciato testimonianza, come Antonio Paleari, operaio nella stessa sezione, arrestato già nel gennaio con L. S. Bersan, G. Marchetti e M. Rizzardi davanti al Bar Prealpi di Sesto durante un passaggio di armi.

Anche nel caso di Bracesco l'antifascismo è «di famiglia»: il fratello Carlo gestisce una trattoria a Monza che funge da cerniera di collegamento tra l'organizzazione clandestina delle fabbriche sestesi le brigate Garibaldine delle montagne del lecchese. L'arresto di Enrico come quello dei compagni davanti al Bar Prealpi, intende provocare la rottura dei collegamenti con la montagna.

Nella testimonianza di Maria Bracesco, dopo 1'8 settembre, Enrico è costretto ad «andare in montagna»: più di una volta è stato in­dividuato per la sua attività clandestina. L'essere promotore degli scioperi del marzo 1943 gli avevano già causato circa un mese di carcere - tra attesa del processo e detenzione - e il conseguente licenziamento dalla Breda. Condannato a un anno perché «colpevole di abbandono del servizio» (durante il fascismo il termine «sciopero era stato abolito), veniva tuttavia liberato poiché la sentenza era passata nel frattempo in giudicato. Grazie all'intervento dei compagni di lavoro riusciva a farsi riassumere alla Breda, ben accolto anche dagli ingegneri Vezzani e Vallerani.

Quando inizia la Resistenza, Bracesco inizialmente si divide tra attività clandestina in fabbrica e fuori di essa; successivamente è conosciuto tra gli antifascisti più attivi come «il corriere delle armi». Il 4 novembre è a Sesto San Giovanni con un grande quantitativo di mitra caricati su di un camioncino, viene da Monza e ha l'incarico di portarle a Michele Robecchi a Muggiò.

(Sono armi che i militari in fuga dopo 1'8 settembre avevano sotterrato nel cortile della scuola Ugo Foscolo di Monza, delle quali i gappisti riescono a reinpossessarsi con grande coraggio, poiché la scuola nel frattempo era stata occupata dai repubblichini. Trattandosi di un grosso quantitativo, 72 mitra e 2 mitragliatrici il «corriere delle armi», E. Bracesco, provvede man mano a distribuirle).

La consegna viene eseguita con successo sennonché al ritorno, sulla strada tra Cinisello Balsamo e lo stabilimento staccato della Breda V, la «Taccona», verso il quale è diretto, il camioncino si rovescia. Viene trasportato all'ospedale di Monza dove è costretto a subire l'amputazione della gamba destra. Bracesco è un uomo coraggioso e non sarà questa disgrazia a fermarlo: è un gappista e fa parte del gruppo armato della Breda V. Persone sospette lo spiano anche in ospedale.

Una volta a casa, a Monza, in attesa della protesi per la gamba amputata e di una completa guarigione della ferita, egli continua a mantenere i collegamenti con la Resistenza. Persone sospette sorvegliano la sua casa. Ci sono appena stati gli scioperi e la moglie cerca di convincerlo a sfollare in campagna presso parenti. La difficoltà di camminare è però un grave impedimento. Inoltre Bracesco vorrebbe stare vicino al fratello Carlo, anche lui in pericolo per i suoi collegamenti con i partigiani. Per tali motivi, Bracesco resta,. limitandosi a rimanere nascosto durante la notte presso la sorella, la quale abita poco distante da casa sua. Un mattino però, mentre si avvia zoppicando verso la sua abitazione, viene arrestato. La moglie di quei giorni ricorda:

“lo non sapevo che l'avevano arrestato. Viene uno in casa mia, mi dice: «Dov'è Enrico?». lo gli dico che è a farsi curare per la gamba tagliata e lui mi dice di seguirlo con la mia bambina. Vengo caricata su una camionetta, mi portano al macello, dove ci sono le carceri. Lui era già lì, ma io non l'ho visto. Loro [sic!] mi hanno interrogato chiedendomi dove fosse Enrico. Io ho risposto: «Non lo so, magari ce l'avete già qui voi». Volevano sapere da me tante cose di Enrico, ma io sono sempre stata vaga. Tra l'altro, da mia sorella, avevo appena saputo, prima che venisse quell'uomo a casa mia, che Enrico l'avevano:. arrestato, ma non sapevo dove fosse.

Enrico Bracesco dopo una permanenza di più di un mese nel carcere di S. Vittore, trascorrerà tre mesi nel campo di transito di Fossoli e quasi due settimane in quello di Bolzano, dopodiché caricato assieme ad altri deportati negli usuali carri bestiame piombati a loro riservati, verrà condotto al KL di Mauthausen, dove verrà assassinato luogo della sua morte (Istituto eutanasia di Hartheim).

Il castello di Hartheim, vicino a Linz, nell’inverno 1940 fu trasformato in un edificio per "l’azione-eutanasia" ordinata da Hitler, il cui scopo era "dare la bella morte agli ammalati inguaribili". L'Aktion T4 fu il programma nazista di eugenetica che prevedeva la soppressione o la sterilizzazione di persone affette da malattie genetiche, inguaribili o da più o meno gravi malformazioni fisiche.

Tratto dal sito dell'Anpi di Lissone

L'ITALIA SONO ANCH'IO




A seguito del sostegno del Comitato Nazionale ANPI alla campagna “l’Italia sono anch’io” a favore dei i diritti di cittadinanza e del diritto di voto per le persone di origine straniera, si sono mobilitati nei territori, con raccolte di firme e adesioni ai Comitati locali che promuovono la campagna, le Sezioni e i Comitati provinciali di:

Reggio Emilia,Monza e Brianza,Forlì,Imola(BO),Voghera(PV),Magenta(MI),Empoli,Vinci, Montelupo, Fucecchio, Montaione(FI),Como,Brescia, Latina, Modena, Lecco, Grosseto, Orvieto, Salerno, Castegnato(BS).

PER UNA MANOVRA PIU' EQUA

Nei prossimi giorni, si verificheranno tre eventi di diverso contenuto e con diverse modalità, ma tutti estremamente importanti, di fronte ai quali l’ANPI non può che manifestare la sua piena, sentita, partecipe assonanza.
Lo sciopero di tre ore, proclamato per lunedì 12 dicembre dalle tre Confederazioni sindacali, è un fatto straordinario già per il fatto stesso della ritrovata unità, su temi di tanto rilievo e di così forte impatto sociale. Ma c’è di più. Questo sciopero non è di quelli che mirano a far cadere un Governo, ma costituisce un modo fermo e deciso per ottenere che nella manovra in corso ci sia – accanto al rigore – maggiore equità.

Non si chiede, dunque, nulla di impossibile, anche se è noto che i tempi stringono e che l’operazione non può che essere contrassegnata da una risolutezza e tempestività indispensabili; ottenere che non si colpiscano o si colpiscano meno i sacrificati di sempre, coloro che hanno sempre pagato, e si usi una maniera più forte nei confronti degli evasori fiscali, dei detentori di patrimoni immobiliari e finanziari rilevanti, vale a dire dei più abbienti, non significa negare la possibilità e l’urgenza di provvedimenti anche duri, ma solo pretendere che si mantenga soprattutto quell’equità sociale che lo stesso Governo Monti, all’atto della sua nascita, ha assunto come un impegno ineludibile.

Quanto al secondo evento, mi riferisco alle manifestazioni indette dalle donne per domenica 11 dicembre, “Se non ora, quando?”, a Roma e in tante piazze d’Italia. Le donne sono state le prime, il 13 febbraio scorso, a dare un grande segnale di risveglio e la dimostrazione concreta di un cambiamento possibile. Adesso tornano in piazza a chiedere ancora di più. Ma non è tanto la parola d’ordine che ci preme (spetta alle donne decidere ciò che vogliono e pretendono e fissare i loro obiettivi) quanto il fatto in sé di un forte appello, per una nuova e fortissima presenza delle donne sulla scena politica. Salutiamo, dunque, questa manifestazione non solo con piacere e soddisfazione, ma come il segno di una comune speranza di un futuro migliore.

Infine, lunedì 12 dicembre ricorrerà il 42° anniversario della strage di Piazza Fontana. Milano la ricorderà degnamente, come fa ogni anno; non si tratta, peraltro, solo di una questione milanese, ma di una questione nazionale. Piazza Fontana è stata non solo un attacco gravissimo e terribile alla vita di tante persone inermi, ma ha costituito uno dei più gravi attacchi alla stessa democrazia del nostro Paese. Come tale esso va rievocato, non solo per stringersi ancora una volta attorno ai sopravvissuti ed ai familiari delle vittime, che vanno sempre affettuosamente ricordati, ma anche perché non si può ammettere che su una simile, tragica vicenda, cada l’oblio; così come non è accettabile che non si conosca ancora tutta la verità.

A completare il quadro già in sé insufficiente (anche se ormai è pacifica la matrice, individuata nella destra nera), mancano ancora troppi tasselli (il ruolo di alcune parti dello Stato, i dirottamenti e le deviazioni, le responsabilità di esecutori e mandanti, ecc.), che vanno colmati, se non sul piano giudiziario, almeno su quello della verità storica, che è poi, ora e sempre, uno dei fondamenti della democrazia. Per questo, bisogna insistere ancora e con forza perché si elimini ogni forma di segreto, perché tutto divenga chiaro, limpido e trasparente; la verità serve non solo a completare la conoscenza storica ed a lenire, almeno in parte, il dolore, ma serve soprattutto come monito e deterrente per il futuro e per creare anticorpi idonei a difendere da ogni possibile attacco la nostra democrazia.

Il Presidente Nazionale ANPI, Carlo Smuraglia.

mercoledì 7 dicembre 2011

REVISIONISMO A SEREGNO, PATROCINATO DAL COMUNE

Lo scorso 3 dicembre a Seregno si è tenuta la presentazione del libro “Sconosciuti” di Norberto Bergna. L’ANPI provinciale di Monza e Brianza esprime la propria preoccupazione ed il proprio disappunto in seguito alla decisione dell’amministrazione comunale di Seregno di patrocinare l’iniziativa.
Il contenuto del libro presentato e il contesto dell’ iniziativa svolta si inserisce in un quadro di tentativo di riscrivere e falsificare la verità storica. Attribuire ai partigiani, ricorrendo al “nesso di causalità”, la responsabilità delle rappresaglie compiute dalle truppe nazifasciste rappresenta un oltraggio alla verità dei fatti. Così come è storicamente un falso definire guerra civile la lotta di Liberazione dalla dittatura nazifascista.
E’ fuori discussione che ciascuno ha la libertà di esprimere le proprie opinioni. Ma è profondamente diverso distorcere deliberatamente la storia, definita, da un relatore intervenuto all’iniziativa, con il termine “vulgata”.
Ci stupisce che un’amministrazione pubblica abbia concesso il patrocinio ad una iniziativa di tal genere, manifestamente di parte.
Ci auguriamo che, nel rispetto della storia e del sacrificio dei partigiani e nello spirito delle parole espresse da Arrigo Boldrini, “ Abbiamo combattuto per riconquistare la libertà per tutti: per chi c’era, per chi non c’era e per chi era contro”, in futuro non si verifichino più episodi simili.

ANPI provinciale Monza e Brianza


Qui sotto i contributi audio relativi all'iniziativa.

La presentazione da parte del direttore responsabile del periodico "Brianze", Domenico Flavio Ronzoni, l'intervento dell'autore del libro Norberto Bergna,
i contributi di Paolo Pisanò e le testimonianze di due ausiliarie della RSI.















martedì 6 dicembre 2011

EQUITA' E GIUSTIZIA SOCIALE

Il direttivo provinciale dell'ANPI provinciale di Monza e Brianza ha approvato il seguente ordine del giorno.

Il direttivo provinciale dell’ANPI di Monza e Brianza condivide il giudizio espresso dall’ANPI nazionale in merito alla nascita del nuovo governo.
Questo ha consentito al nostro paese di recuperare fiducia e speranza ,di ripristinare il prestigio e la credibilità delle istituzioni e di recuperare la credibilità internazionale ,tutte cose che, con il precedente governo erano state gravemente compromesse.
Il comitato provinciale ritiene, tuttavia, che sia necessario esaminare in maniera rigorosa il merito dei provvedimenti che il nuovo governo adotterà nei prossimi giorni, esprimendo con chiarezza il proprio giudizio sia sulle cose che si condividono sia su quelle che non si condividono.
In particolare per l’ANPI deve valere il principio che i provvedimenti adottati tengano conto dell’esigenza di seguire criteri di equità e di giustizia sociale, colpendo sprechi e privilegi .
Il comitato provinciale ritiene opportuno che l’ANPI nazionale esprima anche un giudizio critico in merito alla proposta di introdurre in Costituzione il criterio del pareggio di bilancio, perché questo toglierebbe possibilità di ogni flessibilità nella gestione futura del bilancio dello stato,cosa che in periodi di crisi colpirebbe in particolare l’area dei servizi sociali.
Infine il comitato provinciale chiede a tutte le sezioni :
-di organizzare l’assemblea annuale entro il mese di febbraio 2012
-di attivarsi per organizzare la raccolta di firme per affermare il diritto alla cittadinanza italiana per i figli di immigrati nati nel nostro paese

Monza 4.12.2011

MONZA CITTA' APERTA


"PIAZZA MARTIRI DELLA LIBERTA' ". VILLASANTA DAL 1937 AL 1945


lunedì 5 dicembre 2011

PIAZZA FONTANA, SENZA MEMORIA NON C'E' FUTURO


42° ANNIVERSARIO DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA



Il Comitato Permanente Antifascista nella riunione del 12 Ottobre scorso, alla quale ha partecipato l’Associazione Familiari di Piazza Fontana, ha delineato il programma per il 12 Dicembre 2011 nella ricorrenza del 42° anniversario della strage di Piazza Fontana.

“Il 12 dicembre del 1969 una bomba ad alto potenziale e di chiara matrice neofascista esplodeva nella Banca Nazionale dell’Agricoltura di Milano provocando 17 morti e 84 feriti.

Fu l’inizio della strategia della tensione e il preludio alla stagione del terrorismo e dell’eversione in Italia.

Nonostante numerosi processi e diverse sentenze, nonostante i colpevoli siano stati chiaramente individuati, per questa strage nessuno ha pagato.

A 42 anni dalla strage, il Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo e per la difesa dell’ordine repubblicano, d’intesa con i Familiari delle Vittime promuove una serie di iniziative non solo per rendere il doveroso tributo di memoria ai caduti, ai feriti ed ai familiari, ma anche per riflettere su una vicenda che presenta ancora troppi lati oscuri, anche per ciò che attiene al ruolo svolto da parti dello Stato.

Vogliamo verità e giustizia, vogliamo che si aprano tutti gli armadi e si svelino tutti i segreti, anche per essere certi che queste tragiche vicende non possano verificarsi mai più.

Alle iniziative in programma sono vivamente invitati a partecipare tutti i cittadini.”

Il programma dei giorni 12 e 13 dicembre 2011:

Lunedì 12 dicembre 2011

ore 14,30 Consiglio Comunale straordinario.
Sono previsti gli interventi di:
• Basilio Rizzo, Presidente del Consiglio Comunale
• Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano
• Carlo Arnoldi, Presidente dell’Associazione Vittime di Piazza Fontana
ore 16,30 appuntamento in Piazza Fontana con i Gonfaloni dei Comuni, e le bandiere delle Associazioni Partigiane
ore 16,37 deposizione delle corone alla presenza delle Autorità;
ore 17,30 Corteo con partenza da Piazza della Scala;
ore 18,00 Piazza Fontana interventi di:
- Carlo Arnoldi, Presidente dell’Associazione Vittime di Piazza Fontana
- Danilo Galvagni, Segretario Generale della CISL
- Prof. Carlo Smuraglia, Presidente Nazionale ANPI
- Presenta Carla Bianchi Iacono Associazione Nazionale Partigiani Cristiani

Martedì 13 dicembre 2011

ore 18,00 presso sala Buozzi Camera del Lavoro di Milano Corso di Porta Vittoria 43
In apertura: Monologo di Daniele Biacchessi
“Piazza Fontana, il giorno dell’innocenza perduta“

Presentazione del libro di Fortunato Zinni:
“Piazza Fontana nessuno è Stato“
Partecipano con l’autore:
• Carlo Arnoldi, Presidente dell’Associazione Vittime di Piazza Fontana
• Pietro Chiesa, figlio di Francesca Dendena
• Federica Dendena, nipote di Francesca Dendena
• Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano
• Onorio Rosati, Segretario Generale della Camera del Lavoro di Milano
• Guido Salvini, Magistrato
• Coordina Roberto Cenati, Presidente ANPI Provinciale di Milano

lunedì 28 novembre 2011

TORNIM A BAITA, REPORT VIDEO

Proponiamo i contributi filmati della presentazione del libro "Tornim a baita" di Giovanni Battista Stucchi.

Nella prima parte l'intervento dello storico Giorgio Rochat.
A seguire Pierfranco Bertazzini e Rosella Stucchi, presidente dell'Anpi di Monza e figlia di G.B. Stucchi.











venerdì 25 novembre 2011

CASA POUND, REVOCATA LA CONCESSIONE DI PALAZZO ISIMBARDI

Dopo le proteste la Provincia di Milano non concederà a Casa Pound la prestigiosa Sala degli Affreschi di Palazzo Isimbardi per una manifestazione. Ad annunciarlo è "con grande soddisfazione" Roberto Cenati, presidente ANPI Milano e Provincia.

La manifestazione del gruppo neofascista era prevista per sabato 3 dicembre.

Ma le pressioni esercitate con continuità e in modo unitario da parte dell'ANPI, delle Associazioni Resistenziali, della Comunita Ebraica Milanese, del sindacato, dei gruppi consiliari di centro-sinistra della Provincia di Milano hanno portato alla revoca.

"Continueremo - sottolinea Cenati - a batterci perchè la Provincia di Milano, che proprio recentemente ha ospitato a Palazzo Isimbardi una mostra che, nella parte riguardante la seconda guerra mondiale ha costituito una grave offesa a coloro che hanno sacrificato la vità per restituire la libertà e la democrazia al nostro Paese, torni a svolgere il suo fondamentale ruolo di Istituzione della Repubblica nata dalla Resistenza".

giovedì 24 novembre 2011

SMURAGLIA SCRIVE A MONTI

Lettera al presidente del Consiglio Mario Monti da parte del presidente nazionale dell'Anpi, Carlo Smuraglia.

Essa esprime non solo l’augurio non rituale ad un Governo di impegno e di svolta ma anche rappresenta la posizione dell’ANPI di fronte ad una situazione politica nuova, carica di attese e di speranze.

Questo il testo.

“Signor Presidente,
ho aspettato che cessassero le consuete ritualità, dopo la definitiva approvazione del Suo Governo, da parte del Parlamento, per esprimerLe - al di fuori di ogni convenzionalità - i sentimenti e le speranze sincere dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia e miei personali.
Anzitutto, desideriamo rallegrarci sinceramente con Lei per il Suo impegno e la Sua disponibilità, in un momento così grave e difficile; e desideriamo esprimere il nostro compiacimento per l'autorevolezza, la serietà e lo stile con cui Lei ed i Suoi Colleghi di Governo avete affrontato un compito così oneroso, anche se, nello stesso tempo, così esaltante, almeno per chi crede nel nostro Paese e nei valori fondamentali che lo reggono.

Non entrerò nel merito di ciò che Lei farà e potrà fare col Suo Governo. Per noi è fondamentale che Lei possa riuscire a risollevare il nostro Paese dal baratro in cui era caduto, restituendo fiducia e speranza - che sembravano smarrite - a tante cittadine e cittadini e soprattutto ai giovani. Questo sarebbe già molto, soprattutto se si realizzasse in concreto quel richiamo al rigore (in cui noi leggiamo non solo e non tanto sacrifici, quanto serietà, dignità e correttezza) ed alla equità (in cui ravvisiamo un forte connotato di socialità e solidarietà) a cui Lei si è più volte riferito fin dal primo momento del conferimento dell'incarico da parte del Presidente della Repubblica.

Ma debbo dirLe con franchezza che la nostra Associazione si aspetta ancora di più dal Suo Governo: il Paese ha bisogno non solo di risolvere
una grave crisi economica, ma anche di uscire da una profonda crisi etica e di valori. In questi anni, il richiamo alla Costituzione ed ai suoi principi è risultato troppo spesso sbiadito; altrettanto spesso il ricordo delle origini della nostra democrazia è stato negletto e deformato, al punto che talora è sembrato che quella carica ideale che animò i Combattenti per la libertà e costituì lo spirito di fondo di tutta l'Assemblea costituente, fosse affievolita e perfino esposta a gravi pericoli. Il risultato peggiore di questa situazione è stata l'affermazione di una serie di cosiddetti valori, in realtà inesistenti, e di una fortissima carica di antipolitica.

Potrà sembrare paradossale che proprio da un Governo di "tecnici" ci si possa aspettare non solo la riaffermazione dei valori fondanti del nostro sistema costituzionale, ma addirittura il rilancio della "buona politica", con conseguente avvio al progressivo ricupero della fiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni e di un rinnovato sistema politico. Ma in realtà, il paradosso non esiste perché questa attesa trae fondamento proprio dai connotati complessivi del Suo Governo e della Sua stessa persona, che garantiscono la concreta possibilità di quel "riscatto" del nostro Paese, che non può essere solo economico, ma deve essere anche morale ed ideale.

Ecco perché, lasciando a coloro a cui compete ogni valutazione sulle misure che verranno adottate, ho voluto esprimerLe, signor Presidente, questi sentimenti, queste speranze e queste attese, condivise da tutta l'A.N.P.I., che da sempre si impegna, con tutte le sue forze, per il consolidamento e lo sviluppo della democrazia e per l'intransigente difesa dei valori costituzionali di fondo, a partire, ovviamente, dal lavoro, dalla legalità e dalla dignità della persona.

Come vede, Signor Presidente, non c'è nulla di convenzionale e di formale nell'augurio sincero, che Le rivolgo a nome di tutta l'Associazione da me presieduta, di riuscire a realizzare le finalità e gli intenti che hanno ispirato la Sua discesa in campo, in stretta corrispondenza con le reiterate indicazioni e con gli accorati ammonimenti rivolti a tutto il Paese dal Presidente della Repubblica, a cui va - ancora una volta - la gratitudine e la fiducia di tutte le italiane e di tutti gli italiani.

Con viva cordialità.”

CENTO E PIU' PIAZZE

Domenica scorsa si è svolta, in oltre cento piazze d’Italia, la nostra “giornata nazionale del tesseramento”. Avevamo detto che il tesseramento non è un problema burocratico-amministrativo o semplicemente economico, ma un atto di grande rilevanza politica. E così è stato. I nostri Comitati provinciali, o almeno la grande maggioranza di essi, hanno scatenato la fantasia e sperimentato mille modi diversi per fare di questa giornata un momento di incontro e di riflessione politica, nella certezza che ciò si sarebbe concretato anche nella richiesta di nuove iscrizioni.
Stiamo raccogliendo i dati e li pubblicheremo fra breve. Fin d’ora, possiamo dichiararci pienamente soddisfatti, perché abbiamo raccolto molti cittadini e cittadine attorno ai nostri simboli e alle nostre pubblicazioni, talvolta persino davanti a cori quasi professionali. Nel nord, tante persone sono passate e si sono fermate anche a lungo davanti ai nostri gazebo, chiedendo, informandosi, discutendo, nonostante la giornata freddissima. In una sola città sono state raccolte oltre cento nuove domande di iscrizione. E così è avvenuto in tante altre, con nostra vivissima e giustificata soddisfazione.
Ancora una volta, possiamo dire che in qualunque momento, in qualunque occasione, l’ANPI “c’è”. E tanti cittadini, giovani e meno giovani, lo capiscono e manifestano fiducia e speranza.
Se siamo riusciti in ciò che ci eravamo prefissi (una grande “giornata” popolare) il merito va ai nostri Comitati Provinciali, alle nostre Sezioni, ai tanti militanti che si sono impegnati a costruire i gazebo, a presidiarli, a ricevere gente per illustrare le nostre finalità e il nostro messaggio antifascista e democratico. A tutti va rivolto il sincero ringraziamento e apprezzamento da parte mia, della Segreteria e del Comitato Nazionale; ringraziamento tanto più sentito e affettuoso quanto più si pensa che tutto questo è frutto di un volontariato, lontanissimo da ogni scopo personale, fatto di fiducia nella democrazia, nella Costituzione, nei valori fondamentali che ci guidano, dalla Resistenza alla pratica quotidiana di antifascismo. Un lavoro che non si aspetta ricompense né mira ad ottenere vantaggi, ma si propone solo di agire per potenziare l’ANPI, nell’interesse del Paese.
Grazie, dunque, cari compagni e amici; e avanti ancora, sempre più avanti per un futuro migliore, con un’ANPI sempre più solida e forte.

Il Presidente Nazionale dell’ANPI
Carlo Smuraglia