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mercoledì 24 novembre 2010

IL COMUNE DI MILANO DA' UNA SECONDA SEDE A FORZA NUOVA !



La sede che Forza nuova ha annunciato di voler aprile il 18 dicembre nel centro di Milano si trova in Corso Buenos Aires 19/20 ed è di proprietà del Comune. A dircelo sono gli stessi militanti del partito neofascista che sul forum Vivamafarka, imprudentemente (il camerata “Barracuda” non fa certo parte della categoria dei più furbi), hanno pubblicato il 24 novembre la scansione del documento del settore Demanio e patrimonio del Comune, oscurando inutilmente (si tratta di atti facilmente consultabili) con una riga di pennarello nero l’indirizzo esatto.
Nell’atto, protocollato e con tanto di marca da bollo è ufficializzata la “concessione di favore di Forza nuova dell’unità immobiliare di proprietà del Comune sita in Corso Buenos Aires 19/20 da destinare a ufficio (anche aperto al pubblico)”. L'affitto che verrà corrisposto sarà di 19.250 euro.

tratto dal sito osservatoriodemocratico.org

PARTECIPATE AI FORUM CONGRESSUALI

Il futuro dell' ANPI. Partono due forum di discussione sul congresso della nostra associazione. L'iniziativa è promossa dall' ANPI LOMBARDIA.

Due i primi interventi prodotti:

“ANPI Casa degli antifascisti e dei democratici”
Il primo intervento di Antonio Pizzinato, Presidente ANPI Lombardia.

“Il ruolo e l’iniziativa dell’ANPI nel 150° dell’Unità d’Italia”
Il primo intervento di Roberto Cenati, Vice responsabile Gruppo memoria storica ANPI Lombardia.

CLICCATE SUL LINK SOTTOSTANTE !

http://lombardia.anpi.it/lombardia.php?title=il_futuro_dell_anpi_partono_i_due_forum_&more=1&c=1&tb=1&pb=1

ANCORA A VOGHERA

I promotori del Comitato unitario “per dignità non per odio” lo scorso sabato pomeriggio sono stati immediatamente informati circa la grave provocazione messa in atto ai danni di un giovane cittadino vogherese da parte di un soggetto identificato quale militante del gruppo di estrema destra skin-head. Per accordi presi con il giovane aggredito, che in alcune occasioni ha partecipato ai presidi di protesta contro la targa, i promotori del Comitato hanno scelto di non rilasciare dichiarazioni sull'accaduto, per evitare strumentalizzazioni o prestare il fianco a fantasiose ricostruzioni come peraltro già apparse su alcuni media.
Quello che come Comitato vorremmo far emergere è che l’uso della violenza da parte di talune formazioni della destra estrema è abituale, teorizzato, rivendicato e agito con la precisa finalità di ottenere la non-agibilità politica ma anche territoriale e fisica, di quelli che essi considerano nemici, “zecche”, rottami antifascisti. Le caratteristiche e le modalità delle loro azioni sono ben note alle forze dell’ordine e alle Procure, anche nella nostra Provincia, visto che recentemente per oltre un anno e mezzo Pavia ha vissuto quasi quotidianamente intimidazioni e aggressioni da parte di questi soggetti.
Niente di più lontano dalla protesta pacifica e composta che da oltre due mesi vede un ampio schieramento di Associazioni, forze politiche, sindacali, sociali, culturali e privati cittadini mobilitati in numero sempre crescente contro il subdolo e velenoso tentativo di sovvertire la Storia messo in atto dall’Amministrazione Comunale con la decisione di autorizzare la posa di una targa a sei brigatisti neri e sicheraisti, ossia di effettivi di reparti della Repubblica di Salò e delle cosiddette SS italiane.
Il Comitato unitario “per dignità non per odio”, che pratica i principi della non-violenza e che opera con gli strumenti della dialettica democratica, sarà fermissimo nel respingere ogni tentativo di infangare quella che è una doverosa protesta civile in difesa dei valori su cui è risorta l’Italia dopo la dittatura e la barbarie del nazifascismo. Nessuno deve pensare di poter riuscire a banalizzare ponderate argomentazioni riducendole ad uno scontro tra fazioni o, peggio, tra rossi e neri come ci è persino toccato di leggere nei titoli di alcuni giornali.
Auspichiamo- conclude la nota - una netta presa di posizione del Sindaco, della Giunta e dell’intero Consiglio comunale che chiamiamo a dichiarare pubblicamente, e subito, la condanna di atti di intimidazione e aggressione come quello accaduto lo scorso sabato, ma anche di dichiarazioni apertamente apologetiche del ricorso alla violenza. L’Amministrazione vogherese è tenuta ad operare con il massimo impegno per garantire la libera e pacifica espressione dei cittadini che continueranno a dare voce al dissenso contro la permanenza davanti al Castello della targa.
Il comitato ribadisce quanto già più volte sottolineato, ossia la grande preoccupazione che a Voghera si stia raccogliendo una realtà preoccupante per la sicurezza pubblica caratterizzata dalla presenza di estremisti di destra riconducibili ad organizzazioni neo-fasciste e neo-naziste, tra cui figurerebbero anche elementi colpiti da provvedimenti di diffida a circolare e soggiornare nel territorio del Comune di Pavia.
Il Comitato ringrazia infine le Forze di Pubblica Sicurezza, i Carabinieri e la Polizia Locale che da due mesi a questa parte vigilano con la loro presenza sul tranquillo svolgimento del presidio settimanale e delle pubbliche lezioni di storia ad esso collegate.

I promotori del Comitato Unitario “per dignità non per odio”

Comitato Unitario Voghera e Oltrepò Pavese. "per dignità non per odio"
c\o ANPI - Via Bellocchio, 18. 27058 Voghera

sabato 20 novembre 2010

MANIFESTAZIONE CGIL PER I GIOVANI ED IL LAVORO. ADESIONE DELL'ANPI.


"L’ANPI aderisce con piena e appassionata convinzione alla manifestazione nazionale “Il futuro è dei giovani e del lavoro” promossa dalla CGIL per il 27 novembre a Roma". Inizia così un comunicato della Presidenza e della Segreteria nazionale dell'Anpi che così prosegue: "La nostra Associazione vive con profonda preoccupazione e indignazione i gravi effetti che la crisi economica ha prodotto e sta producendo nella vita di tanti lavoratori italiani, in particolare dei giovani. Precariato e disoccupazione sono un macigno che grava, come mai prima d’oggi, sulle speranze dei nostri ragazzi di costruirsi un normale progetto di vita. Questo è un fatto intollerabile per ogni nazione civile. Intollerabile, ancor di più, la condotta del governo che ha minimizzato la crisi, evitando di assumere di fatto i provvedimenti necessari a fronteggiarla".
La presa di posizione dell'Anpi così si conclude: "Favorito da queste nefaste e assenti politiche del governo, forte è l’attacco alla funzione costituzionale del sindacato, tale da consentire che tanti contratti non siano rinnovati. Si opera, da parte delle stesse destre - in modo aperto, cinico e spregiudicato - per la divisione sindacale oltre che per favorire soluzioni alle vertenze unilaterali e non contrattate, col risultato della pesante riduzione, quando non negazione, dei diritti. L’ANPI e l’antifascismo sono in campo a difesa della centralità e della dignità del lavoro e della imprescindibile funzione del sindacato, per la piena attuazione della Costituzione".

venerdì 19 novembre 2010

ENNESIMA RIUNIONE FASCISTA A MILANO. INVITATA LA MORATTI.

Letizia Moratti sarà presente domenica 21 novembre, a Milano, al convegno organizzato presso l’hotel Cavalieri da La Destra di Storace al quale parteciperanno, fra gli altri, Adriano Tilgher (già capo del Fronte Sociale Nazionale, un tempo in Avanguardia Nazionale, nonché braccio destro di Stefano Delle Chiaie) e Francesco Cappuccio (portavoce di Casa Pound Lombardia, ex capo del famigerato gruppo Cuore Nero di Milano).
Si tratta dell’ ennesima riunione fascista, in poche settimane, a Milano, città Medaglia d'oro della Resistenza. Il fatto politicamente più grave, che offende la Milano democratica e antifascista, è l'annunciata presenza del Sindaco, che ha già incassato l’appoggio de La Destra per le prossime elezioni comunali.

tratto da www.osservatoriodemocratico.org

LA STRAGE DI BRESCIA



L'Anpi provinciale di Brescia esprime profonda indignazione per le parole pronunciate alla Camera dei deputati dall'on. Viviana Beccalossi, la quale, come si legge nella trascrizione stenografica del dibattito svoltosi in aula, pubblicata sul sito www.camera.it, ha così dichiarato: "Io mi sento, da militante della destra italiana... ferita tanto quanto coloro che non hanno avuto giustizia...Chiedo che si ricordino... anche coloro che, seppure non fisicamente, sono caduti politicamente su finte verità che qualcuno ha voluto perseguire per 36 anni... Probabilmente, se per trentasei anni non avessimo insistito a seguire le indagini solo in una direzione, oggi la verità sarebbe più vicina per tutti i bresciani".
Il mancato raggiungimento della verità giudiziaria sarebbe, secondo la deputata bresciana, il risultato di indagini condotte a senso unico, cioè in direzione della sola destra estrema.
Sfugge all'on. Beccalossi che la sentenza di assoluzione con formula dubitativa pronunciata dalla Corte d'Assise di Brescia - della quale leggeremo le motivazioni - è frutto della difficoltà, a 36 anni di distanza e dopo una lunga serie di depistaggi, omertà, omissioni, silenzi e occultamenti della verità, di ricostruire una responsabilità individuale degli imputati, oltre ogni ragionevole dubbio.
Il processo svoltosi a Brescia, grazie allo straordinario impegno della Magistratura inquirente (nelle persone dei P.M. Francesco Piantoni e Roberto Di Martino) e di tutti gli avvocati di parte civile, ha, tuttavia, inequivocabilmente confermato, come dimostrano gli atti processuali, che la bomba di piazza della Loggia sia da ascrivere alla matrice della destra eversiva; verità storica ormai acquisita nella coscienza democratica del nostro Paese.
Alla luce delle parole pronunciate dall'on. Beccalossi, l'Anpi - associazione depositaria dei valori della Resistenza, trasfusi nella Costituzione repubblicana del 1948 - non può che segnalare con allarme il fatto che i tentativi di depistaggio, pur dopo 36 anni di distanza dalla terribile strage fascista del 28 maggio 1974, siano drammaticamente ancora in atto.
Sorge il dubbio -conclude la nota dell'Anpi Bresciano - che vi sia la volontà da parte di qualcuno di lavare Piazza della Loggia non più con gli idranti, ma attraverso la violenza mistificatrice delle parole.

L' ANPI A " L' INFEDELE " DI GAD LERNER


L'ANPI parteciperà - con interventi di suoi giovani iscritti - alla puntata de "L'Infedele" di lunedì 22 novembre, in onda su La7 alle ore 21.

Il tema sarà il revisionismo.

Non mancate l'appuntamento!

Per ora cliccate sul link sottostante per vedere l'anteprima.

http://www.la7.it/infedele/pvideo-stream?id=i359060

mercoledì 17 novembre 2010

APPELLO ALLA SOLIDARIETA'

Una delegazione dell'A.N.P.I delle sezioni di Bovisio Masciago, Carate Brianza e Monza ha partecipato all'assemblea promossa dal Comitato migranti che sostiene i lavoratori immigrati arrampicati sulla Torre della ex Carlo Erba di Milano.
"Meno male! Era ora! Siamo molto contenti che l'A.N.P.I. si sia fatta viva!" Con queste parole, Il 15 novembre, Jorge, incaricato di raccogliere le adesioni e tenere i contatti con le associazioni ha accolto la delegazione dell’Anpi. Che è stata informata della “fermissima intenzione” degli immigrati a proseguire la lotta fino all'ottenimento dei permessi di soggiorno. Lotta che – lo hanno ribadito più volte - sarà sempre e soltanto pacifica e non violenta. “Al di là di quello che è successo veramente a Brescia, anche se un po' diverso da quello che hanno raccontato tv e giornali”. Al termine dell’incontro è stato lanciato un appello sia a esercitare il massimo della pressione sulle istituzioni, sia a trovare forme di aiuto concreto per sostenere la protesta.
Il Comitato migranti chiede teloni impermeabili ed indumenti impermeabili, polistirolo per impedire infiltrazioni d'acqua nei tendoni, coperte, generi alimentari. Chiedono anche la disponibilità ad artisti, musicisti ed attori, ad esibirsi gratuitamente nell’area sottostante.

tratto dal sito nazionale dell'ANPI

QUANDO DI ETICA NON SI PARLAVA MA SI PRATICAVA

Si discute di etica, di moralità, ed anche del rapporto tra queste due parole e la politica. Se ne parla ovunque, persino nelle chiacchiere tra amici (segno che il tema è diventato “il problema” del Paese) soprattutto dopo che è venuta clamorosamente allo scoperto l’impresentabilità morale della figura del Presidente del Consiglio. La qualità del rapporto tra comportamento personale e ruolo istituzionale sta diventando elemento tanto pesante da ricacciare in secondo piano il giudizio sul fallimento delle politiche praticate dal suo governo.
Da qualche tempo alcuni intellettuali hanno cominciato a porsi delle domande sui motivi che hanno visto questo Paese precipitare da momenti alti - che hanno visto un popolo sostanzialmente unito pur nelle differenti convinzioni politiche, impegnarsi generosamente e disinteressatamente nella ricostruzione materiale dopo la fine di una guerra rovinosa, oltre che nel recupero della stima del mondo - all’attuale avvilente situazione.
Leggo tentativi di ricerca delle cause, anche lontane, di questo scivolamento al quale nessuna forza è stata in grado di opporsi ed anzi ha incontrato benevolenza, entusiastici consensi, tutt’al più deboli critiche come se il fascino delle presunte nuove istanze di modernità fossero riuscite ad incantare anche chi avrebbe dovuto possedere strumenti sufficienti per valutarle criticamente – qualche critica, più forte, è rimasta isolata.
Per cercare di capire, si è risaliti al carattere e alla storia degli italiani, alle cause profonde.
Penso che le persone della mia età, che hanno vissuto la guerra, la Resistenza, il periodo successivo segnato dagli sforzi immani compiuti per rimettere in piedi il Paese, non possono evitare di iscrivere almeno due motivi nell’elenco delle cause dell’attuale degrado,
Negli italiani c’è stata (forse sta riemergendo?) una forte capacità di indignarsi. Alla mia generazione è stata rivelata dalla catastrofe dell’ 8 settembre. Dalla reazione dei ragazzi che nelle caserme, abbandonati senza ordini dai comandi militari, primo fra tutti il capo supremo delle forze armate sua maestà il re Vittorio Emanuele III, spaventati ma soprattutto disgustati dal comportamento di chi avrebbe avuto il dovere di guidarli, hanno deciso di non consegnarsi ai tedeschi e di salire in montagna con le loro poche armi, senza avere ancora idee chiare su cosa avrebbero potuto fare e come, ma con un’idea precisa in testa: bisognava opporsi, reagire. La loro è stata una scelta morale.
E’ stata una scelta morale quella fatta da chi ha lasciato la casa di città, quel minimo di sicurezza che offriva pur sotto i bombardamenti e la cupa occupazione nazista, ed ha preso la strada della montagna. Capire dove stava il bene e il giusto è stato semplice per chi non aveva perduto o aveva ritrovato, davanti alla gravità degli avvenimenti, la capacità di indignarsi, di superare le domande sul prezzo che avrebbe dovuto personalmente pagare per quella decisione. Magari, al momento della scelta, non erano chiarissimi il sentimento dell’obbligo di assumersi responsabilità verso il Paese, né l’ ansia di riscattare una dignità e un rispetto perduti di fronte al mondo. Ancor meno chiara era la percezione che ognuno stava decidendo di schierarsi su un fronte della politica, ma di questo si trattava stante che la Resistenza avrebbe modificato l’esito della guerra, il giudizio sul nostro Paese e la posizione che l’Italia avrebbe avuto nel mondo.
Dunque in quel momento ciascuno si è trovato di fronte a una decisione strettamente personale, dalla quale dipendeva la sua vita, ed era allo stesso tempo morale e politica. Qualcuno si è nascosto, qualcun altro ha preferito consegnarsi ai tedeschi sperando di salvarsi la vita, chi possedeva abbastanza stima di sé e senso morale ha scelto la Resistenza.
Perché quella prima scelta potesse confermarsi e consolidarsi, è stata necessaria la presenza di uomini dotati di esperienza militare o politica, o tutt’e due, che si costituisse in qualche modo come classe dirigente, nel senso di sapere organizzare, governare, indirizzare, motivare le ragioni stesse di quel movimento in gran parte spontaneo.
Il Paese uscito da quei venti mesi, insieme alla gioia per la pace ritrovata e l’urgenza di partecipare alla costruzione di un mondo più giusto, portava in sé l’eredità di quelle norme di comportamento. La nuova classe dirigente era composta da uomini che certamente avevano idee politiche anche assai distanti tra loro, ma tutti erano egualmente convinti di alcuni principi e comportamenti; troppo noti per essere ricordati. E a parte i principi di fondo, che si possono riassumere nella fedeltà alla Costituzione, mi sembra giusto sottolineare il profondo disinteresse personale, l’ambizione di fare l’interesse del Paese sopra ogni altra cosa, l’ignoranza del privilegio. E molte altre cose di questo genere. Li incontravi per strada, qualcuno anche in autobus, vestiti decorosamente, quasi poveramente. Tutto il loro tempo e i loro pensieri erano chiaramente, interamente assorbiti dai terribili problemi lasciati dalla guerra. Sicuramente nessuno di loro ha mai trascorso una serata in una balera, che erano le popolari discoteche di allora.
Tempi lontani? Questione dei tremendi impegni che la ricostruzione poneva? Certo anche questo. Aggiungerei magari anche l’abitudine alle privazioni e alla sobrietà imposti dalla clandestinità dalla quale i più pervenivano. Ma alla base di tutto c’era l’idea della politica come servizio. Questo era il punto: che ha improntato di sé almeno due generazioni. La perdita di questo spirito che accomunava classe dirigente e popolo è il problema di oggi.
Sono stata una di quei funzionari del partito comunista dei quali si è detto tutto il male possibile. Una di quelli chiamati spregiativamente “professionisti della politica”. Oggi c’è forse una parte di verità in questa definizione, spesso ci si iscrive a una carriera più che a un partito e questo fa parte del degrado. Ma, riguardo agli anni in cui si imparava la politica, posso testimoniare che la spinta a impegnarsi totalmente era tutt’altra cosa. I funzionari erano operai che potevano permettersi di fare quella scelta perché c’era una moglie che lavorava e garantiva il mantenimento della famiglia. Erano ragazzi, studenti che potevano contare sui genitori. Lo stipendio del partito, equiparato al salario di un operaio di non ricordo quale categoria, spesso non pagato, era irrisorio.
La coscienza di essere al servizio della politica e di dovere costantemente dimostrarlo a chi ti seguiva era talmente forte da rasentare l’eccesso. Fu certamente eccessivamente austero il comportamento di mio padre che, nominato alla Liberazione direttore nella fabbrica dove aveva lavorato come operaio collaudatore, licenziato per ordine della Fiat che considerava finito il tempo dei direttori politici , distribuì la liquidazione, lauta per quei tempi, tra Camera del Lavoro, partito, ANPI , associazioni varie, trattenendo neppure una lira per sé. Oggi dico “eccessivo”, allora una tale decisione veniva considerata del tutto normale. Che io ricordi, non si facevano dibattiti sull’etica, l’etica semplicemente si praticava.
Quando, come e perché tra un simile spirito di servizio e l’oggi si spalancò un tale baratro? Cos’è accaduto perché il senso della politica venisse rovesciato e trasformato in qualcosa del quale servirsi per raggiungere privilegi, posti, carriere?
Certo lo scivolamento non fu improvviso, ma fu tutto sommato abbastanza veloce. Ho nella memoria due momenti e una parola, dai quali faccio discendere la consapevolezza che qualcosa di profondo stava cambiando e il mondo che stava arrivando non era più il mio. A quel mondo ero estranea. La parola è “moralismo”. Erano i primi anni Ottanta e, nel luogo in cui lavoravo, una persona della quale avevo grandissima stima a una mia osservazione rispose “questo è moralismo!” La parola diventò in breve il leitmotiv che mi sentii rinfacciare ogni qualvolta esprimevo indignazione per questo o quel comportamento. Stavano arrivando gli anni della Milano da bere e la parola d’ordine era “arricchitevi”, il come non era questione di cui occuparsi.
Erano anni confusi, dove si mescolavano molte idee anche contraddittorie ma forse non tanto. Il figlio della persona che rivelò il mio moralismo, apparteneva ai gruppi che praticavano la “spesa proletaria”. Mi venne data una spiegazione: noi eravamo la generazione dei doveri, loro quella dei diritti.
Direi che, fatte salve tutte le opinioni sul carattere degli italiani, sulla storia di questo Paese, sulla nascita traumatica dell’Italia unita (alla quale, mi permetto di osservare, poté tuttavia seguire un periodo come quello della Resistenza e della ricostruzione, quando la generosità e il sentimento del bene comune ebbero nuovamente la meglio) un decennio come quello che ho ricordato non è da sottovalutare. Secondo me lo slittamento cominciò o ebbe comunque un’accelerazione in quegli anni. Purtroppo l’accelerazione si è sviluppata anche in ampiezza avvelenando una parte grande di questo Paese. Tanto grande e tanto profondamente che la domanda adesso è: quante generazioni saranno necessarie perché cominci a rifiorire una civiltà dei sentimenti e dei comportamenti che riporti l’Italia alla grande cultura di cui è stata pure portatrice?

Marisa Ombra
Vice Presidente Nazionale dell’ANPI

martedì 16 novembre 2010

L' ARTE DELLA RESISTENZA

Due donne nude, dai corpi sofferenti, attendono il loro supplizio in un disegno di Ennio Morlotti del 1945 che sembra inciso con il pugnale. Mentre Aligi Sassu, nel 1941, dipinge nei colori del sangue un uomo fucilato steso a terra ai piedi del suo aguzzino, Renato Birolli immortala, con il suo tratto nervoso, la figura di un vescovo impegnato a benedire un teschio. Così cupo che il celebre storico dell' arte Corrado Maltese non esitò a paragonarlo a Goya. Sono solo alcuni dei 40 disegni della Resistenza che il Museo della Permanente ha allineato per la mostra che mette anche la parola fine alla storia di un' eredità sgradita. Quella del grande critico Mario De Micheli che, negli anni Ottanta, lasciò questo importante fondo di disegni, oltrea 16mila volumi di una biblioteca specializzata, al Comune di Trezzo sull' Adda che oggi, per un cambio di strategia della nuova giunta di centro destra, è stato liquidato, in polemica con gli eredi, e suddiviso fra la Permanente (i disegni) e la Biblioteca di via Senato (i libri). Fortuna sua, la nuova collocazione promette buone cure e una valorizzazione che parte proprio dalla mostra di oggi, dove lotte partigiane e contadini alla fame sono il succo di immagini che fanno accapponare la pelle per il realismo del disegno ma, soprattutto, per la verità dei fatti. Orrori della guerra firmati dai maestri che l' hanno combattuta e da chi l' ha documentata in prima linea, come Bruno Cassinari, autore qui del disegno che fu scelto per la copertina di Uomini e no di Elio Vittorini. In via Turati 34, fino al 9 gennaio. Info 026551445.

Tratto da Repubblica

domenica 14 novembre 2010

E' ARRIVATA LA TESSERA 2011 !

SOLIDARIETA' AI MIGRANTI






Le sezioni ANPI di Bovisio Masciago, Carate Brianza e Monza si sono recate questa mattina con una propria delegazione in via Imbonati a Milano per esprimere solidarietà ai migranti da giorni in cima ad una torre per rivendicare il diritto di cittadinanza.

sabato 13 novembre 2010

CIAO MARCO

L’ Anpi di Carate Brianza piange la scomparsa del proprio presidente onorario Marco Cesana.
Si è spento domenica 7 novembre lasciando un vuoto incolmabile.
Antifascista convinto, ha vissuto coraggiosamante la Resistenza. Fratello del partigiano Claudio Cesana, barbaramente ucciso a Pessano con Bornago il 9 marzo 1945 a seguito di una vile rappresaglia dei tedeschi. Nel corso degli anni è stato fulgido esempio di idealità e di azione per tutti i giovani democratici e antifascisti caratesi e dell’ intero territorio. A lui si deve la costituzione del Comitato Unitario Antifascista e la nascita della sezione locale dell’Anpi di cui per anni è stato il presidente effettivo e ultimamente, causa la malattia, presidente onorario. Durante il suo operato ha sempre tenuto alti i valori della Resistenza e della guerra di Liberazione e si è battuto contro il revisionismo storico volto a minare la verità dei fatti e lo stesso sistema repubblicano.
Martedì mattina presso la camera mortuaria dell’ospedale caratese è stato dato l’ultimo saluto a Marco. Erano presenti oltre ai familiari anche i rappresentanti dell’Anpi locale e provinciale con l’amata bandiera dell’associazione dei partigiani. Un ringraziamento all’ amministrazione comunale che ha presenziato con il presidente del consiglio Pozzi e la dr.ssa Spinelli.
L’ Anpi ricorderà il proprio presidente in una serata che si terrà nel prossimo mese in municipio.

domenica 7 novembre 2010

NO DELL'ANPI ALLA NUOVA SEDE NEOFASCISTA A BERGAMO

L’Anpi provinciale di Bergamo richiama le istituzioni democratiche al dovere di prevenire atti contro la Costituzione. Tutto ha inizio dalla notizia dell'apertura, sabato 6 novembre, in via Borgo Palazzo, a due passi da piazza Sant’Anna, di una sede del partito neofascista Forza Nuova e di una serie di associazioni a questa forza collegate, dalla medesima matrice razzista e intollerante.

Questo il comunicato diffuso dall'Anpi di Bergamo:

Forza Nuova apre la sede in Borgo Palazzo: l’Anpi di Bergamo richiama le istituzioni democratiche al dovere di prevenire atti contro la Costituzione Abbiamo notizia dalla stampa locale che sabato 6 novembre 2010 verrà aperta in Bergamo, in via Borgo Palazzo, a due passi da piazza Sant’Anna, la sede che ospiterà il partito neofascista Forza Nuova e una serie di associazioni a questa forza collegate dalla medesima matrice razzista e intollerante. Tra queste, basti citare il gruppo “Ordine Futuro” che sul proprio sito dichiara di voler dialogare con “reduci della RSI, veterani del vecchio MSI” fino ai movimenti extraparlamentari di estrema destra in Europa. Non ci pare inutile ricordare che Forza Nuova fa esplicito riferimento, sia dal punto di vista ideale che culturale, al fascismo e alla Repubblica di Salò, oltre che alla loro pubblicistica, e con ripetute azioni ha assunto anche nella realtà bergamasca il connotato di una ricorrente provocazione .
Questa nuova iniziativa – a cui è stato dato volutamente rilievo pubblico - presenta gli stessi rischi che si sono materializzati il 28 febbraio 2009 in occasione della inaugurazione della sede di Forza Nuova in via Bonomelli.
Per questo L’ANPI provinciale di Bergamo ha manifestato al Prefetto di Bergamo, la preoccupazione per quanto potrebbe accadere se si dovesse riproporre , in un quartiere cittadino di vivaci tradizioni popolari e di partecipazione democratica alla vita politica e sociale, la manifestazione pubblica di simboli e atteggiamenti che si configurano come apologia di fascismo.
Per questo l’ANPI, mentre segnala ai cittadini di Borgo Palazzo una presenza nel quartiere che suona oltraggio a Bergamo e a tutti suoi abitanti e ai sentimenti democratici ed antifascisti, sente l’obbligo di richiamare le istituzioni democratiche della città al dovere di prevenire atti e comportamenti che siano lesivi della legge e della Costituzione.

Bergamo, 4 novembre 2010

venerdì 5 novembre 2010

VERGOGNA A MONZA !


Celebrazioni del 4 novembre

Il giorno 18 ottobre si è tenuta, presso il Comune di Monza, una riunione delle associazioni ANPI, Ass.Naz.Partigiani Cristiani e delle associazioni combattentistiche per discutere il programma delle celebrazioni del 4 novembre, festa delle Forze Armate, che quest’anno si terranno al Cimitero domenica 7 novembre.
In tale riunione, contraddicendo una tradizione ininterrotta dalla Liberazione ad oggi, con la sola eccezione del 2008, è stato deciso di rendere omaggio al Campo dei Caduti di tutte le guerre e non al campo dei Partigiani caduti per la libertà, ai quali lo Stato italiano ha riconosciuto la qualifica di Forze Armate.
La decisione, approvata a maggioranza con l’opposizione dell’ANPI e dei Partigiani cristiani, è una scelta politica che ricade direttamente sotto la responsabilità del sindaco e rappresenta la triste conferma dell’attuale tendenza a minimizzare il valore della Resistenza dimenticando che la riconquista della libertà, la nostra Repubblica e la nostra Costituzione discendono da questa con il sacrificio di innumerevoli caduti.
L’ANPI si dissocia pertanto da questa decisione e invita tutti i democratici e gli antifascisti, dopo l’omaggio al Campo dei Caduti di tutte le guerre, a visitare il Campo dei Partigiani, per rendere loro l’omaggio che tutto il popolo Italiano deve ai combattenti per la democrazia e la libertà.

Rosella Stucchi
presidente sezione di Monza

Monza 20 ottobre 2010

A SANREMO "BELLA CIAO" E "GIOVINEZZA". INACCETTABILE. POI LO STOP.

Gianni Morandi vuol far cantare "Bella ciao" al prossimo festival di Sanremo. Ma subito il direttore artistico del Festival Gianmarco Mazzi, evidentemente per non scontentare il governo, ha precisato che si ascolterà anche "Giovinezza", ossia la canzone della gioventù fascista nel Ventennio. Il Presidente nazionale dell'Anpi Raimondo Ricci ha così commentato la notizia: "E' intollerabile che si cerchi di alterare la storia d'Italia in questo modo, con un'equiparazione tra fascismo e antifascismo. La Resistenza è stata la salvezza dell'Italia, il fascismo è stato la rovina di questo Paese. Metterli sullo stesso piano è inaccettabile". Da parte sua Luciano Guerzoni, componente della Segreteria Nazionale dell'Anpi ha detto: "Non ho parole, non è un grande accostamento...". Polemiche. Altre proteste. Poi infine la decisione del CDA Rai: stop a Bella Ciao e Giovinezza al Festival di Sanremo. Scrive "Corriere.it": "La proposta aveva suscitato numerose proteste, in particolare da parte dell'Associazione partigiani".

mercoledì 3 novembre 2010

RESISTERE AI TAGLI, INTERVISTA A LUCIANO GUERZONI

RESISTERE ai tagli...

"Resistere" ai tagli. Un taglio drastico sta per abbattersi sui contributi alle associazioni partigiane. Lo denuncia la segreteria nazionale dell'Anpi. Un effetto della crisi? Non solo. L'associazione nazionale partigiani stima che i fondi destinati all'Anpi si fermeranno a 73.500 euro, contro i 165.000 del 2009. "Per giustificare questa discriminazione - denuncia l'associazione - il governo ha manomesso il numero degli iscritti, attribuendocene 44.000 anziché i 105.000 reali". L'Anpi descrive una situazione "studiata per mettere a tacere l'antifascismo". Abbiamo chiesto un parere a Luciano Guerzoni, ex senatore e presidente della Regione Emilia, oggi nella segreteria nazionale Anpi. Qual è, innanzitutto, il ruolo che l'associazione dei partigiani svolge oggi in Italia? Perché ritenete particolarmente gravi i tagli dei fondi che arrivano dal governo?
L'associazione dei partigiani svolge un "ruolo attivo" di memoria dell'antifascismo e della Resistenza. Il nostro lavoro consiste in un intervento politico e di formazione culturale delle nuove generazioni ai valori della Costituzione. Un ruolo che, evidentemente, dà fastidio alle destre: ecco perché ci hanno colpito così duramente. In quale altro modo potremmo infatti definire questo tentativo del Governo di ridurci al silenzio? Come spiegare altrimenti la volontà di mettere a tacere l'antifascismo organizzato, la memoria della Resistenza, l'impegno dell'Anpi nella difesa e nella promozione della Costituzione? Diamo così tanto fastidio al governo che sono arrivati persino al punto di manomettere il numero degli iscritti. Nell'anno, tra l'altro, in cui registriamo il record di nuovi arrivi...

Proprio nel 2009, infatti, l'Anpi ha avuto un "boom" di iscrizioni, soprattutto tra i giovani. Una vera e propria rivoluzione, anagrafica e culturale, per un'associazione di partigiani: come spiega questa rinnovata attenzione per i temi dell'antifascismo?
Io ho la sensazione che sia proprio per questo boom di iscrizioni delle nuove generazioni che il governo abbia deciso di colpirci. Cresce di giorno in giorno il numero di ragazzi e ragazze che si rivolge a noi per reagire al clima politico e sociale insopportabile in cui versa questo Paese. Una parte bella, importante e sempre più ampia dei giovani si sta avvicinando ai temi del fascismo, della Resistenza, insomma alle fonti primarie della democrazia italiana. E probabilmente, ripeto, questo non va bene a chi ci governa.

Perché crede che i tagli siano un tentativo ridurre l'Anpi al silenzio? Qual è la "scomoda verità" di cui l'associazione si fa portatrice?
Il nostro impegno quotidiano, nelle scuole e non solo, è quello di far conoscere i valori su cui si fonda la democrazia italiana, ovvero quelli della giustizia, dell'eguaglianza, dell'essere tutti uguali di fronte alla legge. Cerchiamo di portare avanti la cultura dell'essere piuttosto che dell'apparire, il valore della riflessione, dell'approfondimento, dell'importanza della formazione di una coscienza critica e attenta. Per chi ci governa si tratta evidentemente di disvalori che bisogna invece cercare di contrastare e combattere. Ma l'Anpi, con Libera e con tante altre associazioni, sarà sempre in campo per combattere questa vera e propria aggressione alle fonti della democrazia italiana. Nemmeno tagli così drastici potranno fermarci.

Parlare di antifascismo e di memoria della Resistenza fa quindi ancora paura dopo più di 60 anni?
Certo. Come si può interpretare diversamente una discriminazione così palese, così grossolana, così netta da parte del governo? Abbiamo la metà degli iscritti di tutte le associazioni di partigiani e ci hanno dato appena il 10% del contributo totale. È un'operazione certamente attuata con criterio. Ma siamo pronti a reagire con forza e tenacia, prima politicamente, poi con una grande sottoscrizione per sostenere il nostro congresso nazionale. Il 15 marzo 2011 saremo a Torino, nella cornice delle celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell'unità d'Italia, pronti e decisi, ancor più dopo questo attacco, a portare avanti la nostra missione.

Tratto dal sito Anpi Barona

PIENA CONVERGENZA TRA ANPI E AUSER

La Segreteria nazionale dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia (ANPI) e la Presidenza dell’Associazione per l’Autogestione dei Servizi e la Solidarietà (AUSER) hanno convenuto sull’esistenza di una convergenza politica e culturale chiaramente riconoscibile nello statuto dell’ANPI e nella Carta dei Valori dell’AUSER.
Durante un incontro si è evidenziata anche “la concreta possibilità e volontà di consolidare la sinergia operativa nel quadro dei comuni obiettivi valoriali” quali: “la salvaguardia e la piena attuazione – nelle leggi e nei comportamenti sociali – della Costituzione Italiana”; “l’impegno in favore della democrazia e della legalità”. “la promozione della convivenza civile e della coesione sociale”. Nel documento stilato alla fine dell’incontro e sottoscritto da Michele Mangano, presidente nazionale dell’Auser, e Raimondo Ricci, presidente nazionale dell’Anpi, si sottolinea “la piena condivisione di principi e convincimenti si propone di dar vita ad iniziative che abbiano come scopo il sostegno della cittadinanza attiva nella prospettiva della tutela dei beni comuni e del rispetto dei diritti inalienabili delle persone”.
Nello specifico dell’azione, le due Associazioni hanno tracciato alcune idee con le quali avviare la loro cooperazione: “educare alla legalità: realizzare eventi, seminari, pubblicazioni e altro per diffondere la
cultura del rispetto delle norme costituzionali che sono guida al vivere civile”; “educazione permanente: svolgere nelle Università della Libera Età, affiliate all’Auser, lezioni sulla Costituzione Italiana con la partecipazione di partigiani, costituzionalisti, magistrati”; “turismo sociale: organizzare itinerari turistici che abbiano come tappe i luoghi della memoria – della Guerra di Liberazione partigiana e del martirio antifascista – o che siano stati teatro della storia sociale del Paese; “celebrazioni per l’Unità d’Italia: aderire o organizzare eventi per commemorare il centocinquantesimo anno dell’unità d’Italia”.
La Segreteria nazionale dell’ANPI e la Presidenza dell’AUSER si impegnano inoltre a intensificare ed estendere le relazioni fra le proprie sedi territoriali, nonché a dare vita a iniziative comuni sia a
livello nazionale che nei territori.
Infine, ANPI e AUSER hanno discusso su come dare impulso “al dialogo intergenerazionale sui reciproci principi costitutivi con la presa in carico di volontari del servizio civile. A tale scopo ANPI e AUSER si scambieranno le competenze e le informazioni del caso”.

martedì 2 novembre 2010

3 NOVEMBRE, PRESIDIO ANTIFASCISTA A MILANO


Associazione Nazionale Partigiani d’Italia
Sezione L. Viganò – Precotto
Via Rucellai, 12 Milano


3 Novembre 2010 ore 21, Stele dei Martiri di Piazzale Loreto

PRESIDIO ANTIFASCISTA

Continua la risposta degli antifascisti alla grave provocazione di un gruppo nazifascista denominato Lealtà Azione, che ha confermato e spostato al 3 Novembre
l’ iniziativa su Leon Degrelle, generale della divisione Waffen-SS Wallonie a poca distanza dalla Stele dei 15 Martiri uccisi il 10 Agosto 1944 dai Nazifascisti.
Presidieremo nuovamente la stele dei nostri 15 Martiri proprio nello stesso luogo che indicò, nel 1945 al nostro Paese la chiusura definitiva del regime fascista, per confermare la nostra opposizione assoluta alle iniziative che si riferiscano al fascismo e al nazismo che chiunque voglia organizzare nella nostra città; chiediamo con forza al Prefetto di impegnarsi a porre termine a questa ignominia, rendendo onore alla nostra Storia ed alle Leggi dello Stato democratico; condanniamo chi governa le istituzioni locali che hanno in vario modo sponsorizzato, patrocinato o anche solo tollerato simili abiette iniziative.


Onore ai nostri Martiri!
Viva l’Italia Democratica e Antifascista!


3 Novembre 2010, il posto degli antifascisti milanesi sarà presso la Stele di Piazzale Loreto alle ore 21!

Sarà presente Annunziata Cesani detta Ceda, partigiana di Sesto San Giovanni

VOGHERA NERA

A VOGHERA RESTA LA TARGA DELLA VERGOGNA! PDL E LEGA SCHIERATI A FAVORE DELL'OMAGGIO AI REPUBBLICHINI DELLE BRIGATE NERE E DELLA SICHERHEITS!

E' con grande dolore e rabbia che siamo costretti ad informarvi che a Voghera il Consiglio Comunale, al termine della seduta tenutasi mercoledì 27 ottobre, ha confermato la permanenza della targa ai sei repubblichini installata a lato del Castello Visconteo, situato - ad aggravare l'onta - in Piazza della Liberazione.

La mozione che chiedeva la revoca dell'autorizzazione alla posa della targa, presentata unitariamente dai gruppi consigliari d'opposizione (Movimento Voghera 5 Stelle, Pd, Federazione della Sinistra), è stata respinta con 15 voti contrari, 9 a favore e 7 astenuti.

Il PDL ha rivendicato, con toni davvero volgari, il diritto "a fare quel che gli pareva".
Non abbiamo sentito risuonare il "me ne frego", ma la sostanza del loro argomentare è stata del tutto equivalente.

Il dibattito si è svolto in una sala gremita; i cittadini hanno cominciato ad affluire fin dalle 17,00 benché il punto all'ordine del giorno relativo alla targa della vergogna fosse stato inserito quale settimo (ed ultimo!) dell'Odg. La minoranza aveva invece chiesto la convocazione di un Consiglio straordinario ad hoc.

Tra il pubblico una presenza organizzata di attivisti di estrema destra, per la precisione militanti di Fiamma tricolore e naziskin, tra i quali, ci è parso, anche alcuni di coloro che hanno ricevuto provvedimento di diffida dalle Autorità ad entrare in Pavia.

Il presidente onorario della sezione ANPI di Broni, un partigiano combattente della Brigata Tundra, che fu catturato ed internato a Bolzano, e un altro iscritto che giovanissimo finì nelle mani della Sicherheits a Villa Nuova Italia in quanto figlio del comandante "Gennaro" della Brigata Matteotti, hanno abbandonato l'aula per il timore di non riuscire più a contenere lo sdegno e la giusta ira di fronte a chi non ha avuto alcun pudore ad equiparli a quelli che furono i loro aguzzini.

Quella che oggi si è scritta a Voghera è una pagina avvilente per tutta l'Italia; vedere appesa nella Sala consigliare la Medaglia d'oro al V.M. assegnata alla memoria di Ermanno Gabetta e assistere alla rivendicazione di una pacificazione che dovrebbe passare con il commemorare con una pubblica targa, tra gli altri sgherri, anche coloro che ebbero un ruolo diretto nella sua uccisione è un'offesa troppo grande.

Di più: è un sovvertimento pericoloso dei principi e dei valori che non possono venir meno se ancora pensiamo di voler definire le nostre Istituzioni "democratiche".

Non lasciateci soli. Questa battaglia non riguarda Voghera. Questa lotta ci riguarda. Tutti.

Venerdì sera, 29 ottobre, ore 21.00 saremo ancora davanti alla lapide e poi raggiungeremo in corteo Palazzo Gounela, sede del Comune.
Vi invitiamo a partecipare e ad inviare delegazioni.

Cominceremo anche a lavorare per una mobilitazione nazionale.

Comitato Unitario "per dignità non per odio

ANNULLATA MANIFESTAZIONE NAZIFASCISTA

Il Comitato permanente antifascista di Milano, nella riunione del 26 ottobre 2010, ha preso atto che, a seguito della protesta e delle reazioni di tanta parte della società civile, delle istituzioni, dell’associazionismo antifascista, la preannunciata manifestazione nazifascista prevista per il 28 ottobre non si terrà e che ugualmente non avrà luogo la progettata cena presso il Circolo ufficiali. Resta peraltro aperto il problema, che suscita viva preoccupazione, del reiterarsi a Milano di manifestazioni e iniziative di tipo nettamente e dichiaratamente fascista e nazista, perfino con l’apertura di nuove sedi e di nuovi punti di riferimento. Questo fatto è inconcepibile alla luce del contenuto antifascista dell’intera Carta Costituzionale e del carattere antifascista e resistenziale di Milano.
Occorre un impegno comune, delle istituzioni, dell’associazionismo, dei cittadini, affinché questi – che ormai non son più soltanto rigurgiti nostalgici - abbiano finalmente a cessare e diventino improponibili in una città che è sempre stata e vuol essere democratica.
Si impone una riflessione collettiva su quanto sta avvenendo nella nostra città, sulle ragioni profonde della reviviscenza di movimenti, atteggiamenti, iniziative fasciste e/o naziste, sulle finalità che si propongono, sulle protezioni di cui godono.
Il Comitato si farà promotore di iniziative di approfondimento e di impegno, chiamando a partecipare le stesse istituzioni, le associazioni partigiane, i partiti democratici, le organizzazioni sindacali, l’associazionismo democratico, i centri di cultura storica.
Bisogna tornare – e rapidamente – ai princìpi ed ai valori di fondo che ispirano il nostro sistema democratico, non tollerando i tentativi eversivi, le nostalgie di un tempo fortunatamente perduto, le speranze di rivincita. Milano deve tornare ad esprimere appieno la sua vocazione antifascista e democratica.

Milano, 27 ottobre 2010

SERATA D'ONORE PER IL CRIMINALE NAZISTA


A TRIESTE UN MUSEO FASCISTA

A Trieste, a pochi metri dal Conservatorio, dove c'è oggi solo una lapide illeggibile a ricordare la strage dell'aprile 1944 (56 impiccati lasciati penzolare nel cortile) - grazie a "generose" elargizioni private è stato aperto un Museo e Centro studi del fascismo repubblichino. All'inaugurazione sono intervenuti diverse generazioni di reduci fascisti e militanti neo-fascisti.

http://ilpiccolo.gelocal.it/dettaglio/trieste-la-storia-dei-vinti-nellistituto-panzarasa/2527947

A MILANO TROPPE MANIFESTAZIONI DI STAMPO NAZISTA E FASCISTA

La preoccupazione del Comitato permanente antifascista per il ripetersi di manifestazioni di tipo fascista o addirittira nazista nel capoluogo lombardo. Questo il comunicato diffuso.
“A Milano il Comitato permanente antifascista contro il terrorismo per la difesa dell’ordine repubblicano ha espresso tutta la sua preoccupazione per il ripetersi, nel capoluogo lombardo, di manifestazioni di tipo fascista e nazista. Questo il testo del comunicato diffuso al termine della riunione svoltasi il 26 ottobre 2010. “Il Comitato permanente antifascista di Milano ha preso atto che, a seguito della protesta e delle reazioni di tanta parte della società civile, delle istituzioni, dell’associazionismo antifascista, la preannunciata manifestazione nazifascista prevista per il 28 ottobre non si terrà e che ugualmente non avrà luogo la progettata cena presso il Circolo ufficiali. Resta peraltro aperto il problema, che suscita viva preoccupazione, del reiterarsi a Milano di manifestazioni e iniziative di tipo nettamente e dichiaratamente fascista e nazista, perfino con l’apertura di nuove sedi e di nuovi punti di riferimento. Questo fatto è inconcepibile alla luce del contenuto antifascista dell’intera Carta Costituzionale e del carattere antifascista e resistenziale di Milano. Occorre un impegno comune, delle istituzioni, dell’associazionismo, dei cittadini, affinché questi – che ormai non son più soltanto rigurgiti nostalgici - abbiano finalmente a cessare e diventino improponibili in una città che è sempre stata e vuol essere democratica. Si impone una riflessione collettiva su quanto sta avvenendo nella nostra città, sulle ragioni profonde della reviviscenza di movimenti, atteggiamenti, iniziative fasciste e/o naziste, sulle finalità che si propongono, sulle protezioni di cui godono.Il Comitato si farà promotore di iniziative di approfondimento e di impegno, chiamando a partecipare le stesse istituzioni, le associazioni partigiane, i partiti democratici, le organizzazioni sindacali, l’associazionismo democratico, i centri di cultura storica.
Bisogna tornare – e rapidamente – ai princìpi ed ai valori di fondo che ispirano il nostro sistema democratico, non tollerando i tentativi eversivi, le nostalgie di un tempo fortunatamente perduto, le speranze di rivincita. Milano deve tornare ad esprimere appieno la sua vocazione antifascista e democratica.”

LE DONNE DELL' ANPI SOLIDALI CON CONCITA DE GREGORIO

Questo il testo della lettera che Marisa Ferro, a nome del coordinamento femminile nazionale dell'Anpi, ha inviato alla direttore dell'Unità, Concita De Gregorio, oggetto di pesanti e offensivi attaccchi da parte del direttore del Giornale Sallusti.
Cara Concita, la volgarità e la violenza con cui Sallusti e il Giornale continuano a reagire alla verità e alla forza dei tuoi argomenti rivelano con estrema chiarezza la loro idea delle donne, tipica del peggiore machismo e virilismo fascista.
Per i fascisti le donne non devono pensare, né azzardarsi a reagire e a rispondere ai soprusi.
Stiano al loro posto, zitte e sottomesse, in perenne adorazione del maschio e del capo.
In questa idea fascista delle donne sta l’offesa più bruciante fatta a tutte le donne, la negazione in radice della loro dignità, in quanto “persone”.
Per essere riconosciute come “persone” e cittadine con diritti e doveri le donne si sono battute dalla Resistenza in poi. Tu stai continuando una battaglia che è di tutte.
Per questo siamo con te, e siamo fiere della forza tranquilla con cui riaffermi ogni volta che le donne sono cambiate e non si fanno intimidire.

Per il Coordinamento Femminile Nazionale dell’ANPI
Marisa Ferro

IL GOVERNO DISCRIMINA L' ANPI

Il contributo che il Governo annualmente attribuisce per legge alle 16 Associazioni combattentistiche e partigiane vede quest’anno una drastica riduzione rispetto al passato. L’ANPI è stata pesantemente penalizzata: ammonta infatti a 73.500 euro ciò che è stato destinato all’ANPI rispetto ai 165.000 euro del 2009.
A denunciarlo è L’Associazione nazionale partigiani che ha diffuso una dura presa di posizione.
“Per giustificare questa odiosa discriminazione – si spiega - il governo delle destre e della Lega Nord ha manomesso il numero degli iscritti all’ANPI del 2009 attribuendocene 44.000 anziché i 105.000 reali. Con quasi la metà di tutti gli iscritti alle 16 associazioni, all’ANPI è stato assegnato solo il 10% del totale dei finanziamenti!”
“Cos’altro è questo – si sottolinea - se non un tentativo del Governo di ridurre al silenzio la nostra Associazione? Di mettere a tacere l’antifascismo organizzato, la memoria della Resistenza, l’impegno dell’ANPI nella difesa e promozione della Costituzione?”
“L’Anpi – conclude la nota della segreteria nazionale dell’Associazione - reagirà sollecitando una protesta pubblica e unitaria dell’antifascismo e dei democratici in tutte le sedi: Parlamento, enti locali, stampa, Tv e con una grande sottoscrizione nazionale. L’ANPI non morirà, neanche questa volta”.

venerdì 15 ottobre 2010

RAIMONDO RICCI ALLA FESTA DELL'ANPI BARONA

Qui sotto potete vedere e ascoltare i momenti salienti dell'intervento del presidente nazionale dell'Anpi Raimondo Ricci in occasione dello scorso 10 ottobre alla festa dell'Anpi Barona di Milano.
Dopo l'introduzione del presidente di sezione Ivano Tajetti inizia l'intervista di Pif, noto personaggio del piccolo schermo ( Le Iene ) che, da neotesserato alla nostra associazione incalza con più domande Raimodo Ricci.
Ne è scaturito un dialogo appassionato. Nelle prime due parti Ricci svolge un excursus storico sulla Resistenza e la lotta per la Liberazione.
Nella terza e quarta parte affronta le tematiche politiche più attuali sottolineando l'importanza del ruolo dell'Anpi all'interno della società odierna.

Grazie presidente !
Grazie all'Anpi Barona.








giovedì 14 ottobre 2010

L' ANPI NAZIONALE INTERVIENE SULLA QUESTIONE DI VOGHERA

VERGOGNA A CHIOGGIA !

BASTA CON LE TARGHE REGALO AI CONDANNATI DALLA STORIA

Basta con le targhe regalo ai condannati dalla storia
E' una sorta di stupida rilettura vendicativa della storia. Che ignora la verità, talvolta anche il pudore. Sì, parliamo della triste moda di recuperare qualche protagonista del fascismo, più o meno noto, per tributarne tardivi onori per non si capisce che cosa. Andiamo a memoria, solo per citare i casi che hanno fatto più rumore, nel senso che hanno provocato così tante proteste e sdegno da "conquistarsi" ultimamente un posto tra i titoli dei giornali. Vediamo un po', questa estate a Cremona qualcuno voleva "ricordare " un cantante lirico in camicia nera che tanto per gradire si era pure arruolato tra i feroci repubblichini di Salò. Poi - ed è attualità di queste settimane - viene fuori il caso di Voghera dove la Giunta, ovviamente di centro destra autorizza la deposizione di una targa a ricordo. Di chi? Di sei fascisti che facevano parte della Brigata nera e addirittura della Sicherheits, ossia il battaglione speciale che operava al diretto servizio dei nazisti. Insomma, non proprio candidi giovinetti. Idem - è sempre storia di questi giorni - a Chioggia, dove i soliti nostalgici dopo aver conquistato le poltrone più alte del Comune, hanno pensato bene di qualificarsi regalando una targa a Giorgio Almirante, ossia quel segretario del Msi già tenetente delle Brigate nere, funzionario di alto livello della Repubblica sociale, l'estensore del decreto della prefettura di Grosseto (17 maggio 1944) che semplicemente condannava a morte (esattamente alla fucilazione) chi non si fosse presentato alla chiamata di leva! Non vogliamo farla lunga, anche perchè siamo sicuri che non mancheranno altri nostalgici emuli. Come hanno detto a Voghera si faccia "Per dignità, non per odio". Slogan azzeccatissimo, che peraltro è il nome che i democratici di Voghera hanno dato a un comitato che ha raccolto subito significative adesioni: dall'Anpi nazionale alle Acli, da Cgil, Cisl, Uil al Pd, dalla Federazione della Sinistra al Movimento Cinque stelle fino ad arrivare agli scout dell'Agesci. Condividiamo totalmente. E, sommessamente, consigliamo a sindaci e assessori che vogliono ricordare i "ragazzi" in camicia nera che forse non è il caso di continuare a camminare a testa indietro. La storia ha già dato il suo severo giudizio. Ed è senza appello. A modificarlo non sarà qualche targa-regalo, che - peraltro come gli uomini di mondo sanno - più che a ricordare serve solo a tentare di guadagnare qualche voto. (Mi.Urb.)

sabato 9 ottobre 2010

SUCCEDE A LISSONE...

A SOSTEGNO DELLA MANIFESTAZIONE DELLA FIOM


Il sostegno dell’Anpi alla manifestazione nazionale promossa dalla Fiom a Roma il 16 ottobre. Questo il significato di un messaggio di Raimondo Ricci, presidente nazionale Anpi. Che inizia così: “Compagne e compagni, amiche e amici della FIOM, vi giunga, in occasione della manifestazione nazionale che terrete a Roma il 16 ottobre, il saluto e il sostegno dell’ANPI, che alla vostra mobilitazione intende fraternamente partecipare”.
“Da tempo – si aggiunge – siamo pienamente consapevoli della grave situazione di
sbandamento del nostro Paese, che sempre più contrasta con gli ideali e i principi che hanno ispirato la Lotta di Liberazione nazionale, tramite la quale l’Italia ha sconfitto il fascismo e il nazismo, fino a mutare la propria identità dal totalitarismo alla democrazia”.
“L’instabilità politica e sociale di oggi – spiega il presidente dell’Anpi – si riflette
negativamente sulla vita del nostro popolo, dei lavoratori e in particolare dei
giovani, condannati alla disoccupazione e al precariato, privi di una prospettiva di effettivo recupero di quell’essenza democratica che si impernia sulla tutela del lavoro e sui diritti inalienabili ad esso intrinsecamente legati. Tale situazione è dunque in palese e profondo contrasto con la Costituzione, che tanta importanza ha conferito al lavoro da renderlo fondamento della Repubblica”.
“L’ANPI – aggiunge Raimondo Ricci – intende svolgere una funzione di coscienza critica della democrazia,per sollecitare le forze politiche, sociali, l’associazionismo a costruire una grande, permanente alleanza in difesa dei diritti e della Costituzione che li presidia e promuove. Su queste considerazioni sono fondate la solidarietà e la condivisione dell’ANPI verso le iniziative che la vostra Federazione, interprete autentica dei diritti del lavoro, ha deciso di promuovere e ulteriormente intenderà realizzare”.

Ricordiamo che in data 26 settembre anche l' ANPI provinciale di Monza e Brianza aveva pubblicamente dato il proprio sostegno ai lavoratori che manifesteranno il 16 ottobre.

NO AL PROFESSORE DI TERAMO CHE NEGA L'OLOCAUSTO


No dell’Anpi al “negazionismo” dichiarato dal prof. Moffa mentre teneva un master universitario a Teramo. Per Claudio Ruffini, fiduciario provinciale dell’Anpi di Teramo, le dichiarazioni del docente “sono di assoluta gravità e denotano una trattazione superficiale di un argomento così storicamente complesso”. “L’olocausto – si sottolinea – è una realtà indiscutibile, testimoniata da “oceani” di saggi, scrittori, storici, fino alle testimonianze dirette dei sopravvissuti. Non vi è Stato democratico o istituzione internazionale che si sia mai sognato di negare uno degli accadimenti più tragici della recente storia dell’umanità”.
“Moffa – sottolinea Claudio Ruffini – ha deciso di passare alla storia come tra i pochi che si allineano con le posizioni dell’Iran di Ahmadinejad, di cui tra l’altro nel suo blog dice di essere un estimatore. Negando l’Olocausto si mina invece la democrazia occidentale e si crea un clima di tensione che mette in discussione persino le ragioni stesse della nascita dello Stato di Israele, ovvero l’unico Stato democratico in Medio-Oriente”.
“Credo – aggiunge il fiduciario dell’Anpi – che il prof. Moffa cerchi solo visibilità personale e per il suo Master. Una pubblicità che non fa onore all’Università degli studi di Teramo e ad una Provincia di Teramo insignita dal Presidente Ciampi di una medaglia al valor civile per la resistenza contro i nazifascisti.
“Rivolgo un appello al Rettore e al Senato Accademico – continua – affinché il prof. Moffa si astenga dal creare un caso mediatico danneggiando il prestigio e la storia del nostro ateneo. Non chiediamo assolutamente la sua espulsione, ma soltanto che si attenga alla didattica prevista dal Master sul Medio Oriente. Le sue convinzioni personali, suffragate dal nulla, ledono la dignità umana di chi ha vissuto quella tragedia e contrastano apertamente con il pensiero storico sulla verità dell’ Olocausto che si è largamente affermato nel nostro Paese, nelle Università, nei Licei e negli Istituti italiani”.
Per Costantino Di Sante, storico dell’Anpi Teramo, “le parole del prof. Moffa ci indignano come associazione partigiana perché pronunciate all’interno dell’ateneo di una regione nella quale il fascismo attivò ben quindici campi di internamento. In diverse di queste strutture, oltre ad antifascisti e partigiani, vi furono rinchiusi centinaia di ebrei. Molti di essi furono deportati e sterminati ad Auschwitz. Il prof. Moffa offende la loro memoria e la storia personale di tanti partigiani e patrioti d’Abruzzo che li aiutarono, a rischio della propria vita, a sfuggire alla persecuzione dei nazifascisti”.

mercoledì 6 ottobre 2010

IL CONGRESSO DELL' ANPI DI CESANO MADERNO

LE SEZIONI VERSO IL XV° CONGRESSO NAZIONALE DELL' ANPI

E’ già in rete il Documento politico programmatico per il 15° Congresso Nazionale della nostra Associazione (cliccate sul link sottostante per accedervi).
Esso, unitamente alla relazione al Comitato nazionale del Presidente Nazionale Raimondo Ricci del giugno 2010, costituiscono i due materiali sui quali si svolgerà la discussione sui territori e che dovranno essere sottoposti al voto. La volontà espressa dal Nazionale è quello di promuovere in ogni provincia, un incontro aperto al mondo democratico e antifascista locale (partiti, associazioni, sindacati, personalità, ecc.) nel corso del quale presentare e discutere i documenti preparatori del Congresso in sede locale. Cogliamo l’occasione per informarvi che a breve la Sezione di Carate Brianza comunicherà la data e il luogo dove si svolgerà il suo congresso. A tutti i soci e simpatizzanti l’invito a partecipare a questo momento importante per la nostra Associazione, considerata la preoccupante situazione di quotidiano attacco alla Costituzione e alla democrazia, in cui versa il nostro paese.

http://www.anpi.it/?p=3612

lunedì 4 ottobre 2010

SCONCERTO...

L'ex ufficiale delle Ss Erich Priebke va a fare la spesa, a messa e dal medico: da oltre un anno può lasciare gli arresti domiciliari "per provvedere alle sue indispensabili esigenze di vita, come spiega il suo avvocato Paolo Giachini citando l’articolo 284 del codice di procedura penale.

Così Preibke, 97 anni, "da circa un anno per decisione del tribunale, così come previsto dal nostro codice di procedura penale, ha la possibilità di uscire, ed esce per andare a messa, dal medico, in farmacia. Usufruisce di questa possibilità come tanti altri che ne hanno diritto. E’ ormai da molto tempo che lo fa e le stesse persone del quartiere lo conoscono e alcune gli hanno anche espresso solidarietà", spiega Giachini.

La storia - Ex capitano delle Ss, Priebke fu tra i principali responsabili della pianificazione della strage delle Fosse Ardeatine a Roma, dove furono fucilate 335 persone. La rappresaglia, nell'ordine di 10 italiani per ogni morto tedesco, scaturì dopo l'assalto dei partigiani al comando dei tedeschi in via Rasella, dove furono uccisi 33 tedeschi e due civili. Si tratta di uno degli episodi più cruenti della fase di occupazione di Roma ad opera delle forze tedesche.

La condanna - Nel maggio 1994 il giornalista statunitense Sam Donaldson intervistò Priebke in Argentina. Le autorità italiane inoltrarono la richiesta di estradizione a quelle argentine. Estradato nel novembre 1995, Priebke venne rinchiuso nel carcere militare "Forte Boccea" di Roma. La Procura militare chiese ed ottenne il rinvio a giudizio di Priebke per crimini di guerra. Il primo agosto 1996 il Tribunale militare dichiarò di non doversi procedere ...omissis... essendo il reato estinto per intervenuta prescrizione e ordinò l'immediata scarcerazione dell'imputato. La sentenza non fu mai eseguita per un tumulto immediatamente scoppiato nell'aula giudiziaria, placatosi solo quando arrivarono da parte del governo italiano precise rassicurazioni sul fatto che Priebke non sarebbe stato liberato nonostante la sentenza del Tribunale Militare. La Corte di Cassazione annullò quella sentenza, disponendo così un nuovo processo a carico di Priebke. Egli fu prima condannato a 15 anni, poi ridotti a 10 per motivi di età e di salute; poi, nel 1998, la Corte d'appello militare lo condannò all'ergastolo insieme all'altro ex membro delle Ss Karl Hass. Sentenza confermata dalla Cassazione nello stesso anno. Per via dell'avanzata età, sia a Priebke che ad Hass fu concessa la detenzione domiciliare.

Tratto da libero.it

AGGUATO FASCISTA A GALLARATE


Varese, 2 ott. - Armati di manganello riportante le scritte 'Boia chi molla', 'Dux Mussolini' e l'immagine del Duce, sono entrati al Circolo Ricreativo Juventus situato in via Montenero nel quartiere Sciare' di Gallarate, in provincia di Varese, aggredendo cinque uomini del Bangladeh impegnati in una tranquilla partita a carte. Secondo gli agenti del Commissariato di Polizia gallaratese sarebbe stato un attacco a sfondo razziale e i due gruppetti non si sarebbero mai incontrati prima anche se sul punto sono in corso approfondimenti investigativi. Il brutale episodio e' avvenuto nella serata di ieri, attorno alle 18.30 e stando a quanto riferito oggi, i tre giovani protagonisti del pestaggio avrebbero organizzato una spedizione 'a freddo' solo per "colpire indiscriminatamente degli stranieri" colpendo "il primo che capitava". Uno dei tre aggressori (Renato D.G. 37 anni, estremista di destra, gia' denunciato lo scorso giugno per un'aggressione nei confronti di un nordafricano, dopo la quale si era dichiarato un militante del gruppo di Forza Nuova) e' stato individuato da una pattuglia della 'Volanti' non lontano dal Circolo e sotto il sellino del suo scooter e' stato sequestrato il manganello mentre degli altri due, dei quali si ha solo una sommaria descrizione, per ora non v'e' traccia. Il 37enne ha negato di aver preso parte al pestaggio sostenendo che si trovava da quelle parti solo per caso. Tuttavia, stando al racconto degli aggrediti e di altri testimoni italiani, sarebbe invece entrato nel Circolo dirigendosi senza perdere tempo verso il tavolo dove erano seduti i cinque stranieri insultandoli. Quindi sarebbero comparsi gli altri due e sarebbe cominciato il pestaggio anche con calci e pugni. Tre dei cinque bengalesi sono stati accompagnati all'ospedale di Gallarate per le cure del caso e giudicati guaribili in tre giorni. il 37enne, invece, e' finito in manette con l'accusa di percosse aggravate con l'aggravante dell'odio razziale prevista dalla Legge Mancino. (AGI) Cli/Car

venerdì 1 ottobre 2010

IL "DIARIO DI FOSSOLI" DI POLDO GASPAROTTO

Venerdi 8 ottobre, alle ore 10.00 presso l’aula Magna dell’Istituto Badoni in via Rivolta, a Lecco, presentazione del libro “Diario di Fossoli” di Poldo Gasparotto. Lo stesso giorno alle ore 18.00 presso la Sala Don Ticozzi in via Ongania, sempre a Lecco, in occasione del 65º anniversario della Liberazione, verrá proiettato un filmato dedicato a Poldo Gasparotto , “Medaglia d’oro al Valor Militare”, comandante delle Formazioni lombarde Giustizia Libertá , accademico del CAI , fucilato nel campo di concentramento di Fossoli il 22 giugno 1944. Interverranno: Pierluigi e Giuliano Gasparotto, figli di Poldo; Carla Bianchi, storica;
Ruggero Meles, alpinista scrittore; Alberto Benini, storico dell’alpinismo.

BOLOGNA, NUOVO ATTO DI VANDALISMO SULLA LAPIDE DI PIAZZA UNITA'

Bologna, 29 set. - (Adnkronos) - Imbrattata nuovamente a Bologna la lapide posta in piazza dell'Unita', nel luogo dove il 15 novembre 1944 avvenne la battaglia della Bolognina. Lo rende noto William Michelini, presidente dell'Anpi locale, evidenziando che "sono stati nuovamente colpiti in modo spregevole i combattenti per la liberta' e la loro memoria. E' ben triste constatare che la storia non abbia insegnato il rispetto della Resistenza a coloro i quali, nati ben oltre il 25 aprile del 1945, ora vivono in liberta' e -facendo un uso distorto di tale diritto- vilipendono chi ha dato la propria vita per la liberta' di tutti gli italiani". "E' ancor piu' triste constatare - aggiunge Michelini - che a Bologna esiste, anzi si espande pericolosamente, un ulteriore tipo di imbrattamento della citta', vergognoso e spregevole che ben poco risparmia: nemmeno la pieta' dovuta ai morti". "In poco tempo nella zona Bolognina del Quartiere Navile per ben cinque volte - ricorda - sono state prese di mira le lapidi ed i simboli della lotta al nazifascismo. Questo susseguirsi di atti contro la memoria delle vittime antifasciste, di partigiani, ebrei e carabinieri ci rattrista molto, perche' - conclude - e' il segno che la civilta' del nostro Paese sta velocemente arretrando, senza che dalla societa' civile si alzi un adeguato moto di sdegno e riprovazione".

giovedì 30 settembre 2010

NELLA SCUOLA SI INSEGNI LA CULTURA DI PACE

Con grande soddisfazione prendiamo atto che l'ordine del giorno del Direttivo Anpi provinciale Monza e Brianza, relativo all'insegnamento dell'uso delle armi e della cultura militare nelle scuole, è stato approvato anche dal Comitato regionale Anpi Lombardia.

Ne riporta la notizia anche il sito nazionale della nostra associazione.

Cliccate qui sotto

http://www.anpi.it/?p=3637

L'ANPI SOSTIENE I LAVORATORI

Ordine del giorno a sostegno della manifestazione del 16.10 2010
indetta a Roma dalla FIOM-cgil

Premesso che l’ANPI è l’associazione che più di ogni altra rappresenta la memoria storica della Resitenza,della Costituzione e dei diritti che da questa emanano.

Premesso,inoltre,che l’ANPI, da sempre, si è schierata a difesa dei diritti dei lavoratori,come è scritto anche nel documento preparatorio del prossimo congresso,
il comitato provinciale dell’ANPI di Monza e Brianza,riunitosi a Monza il 26.9.2010condivide e si impegna a sostenere le motivazioni che stanno alla base della manifestazione indetta dalla FIOM-CGIL per il 16 ottobre prossimo a Roma con al centro i temi dei diritti,della democrazia,della legalità e della difesa del contratto.
L’ANPI,anche in questo modo,intende dare il proprio contributo affinché le questioni del lavoro ritornino al centro dell’attenzione politica.
L’ANPI ritiene che la ripresa del protagonismo e della partecipazione di tutti i lavoratori rappresenti la strada maestra per superare anche le divisioni sindacali che da troppo tempo si manifestano.
Infine il comitato provinciale da’ mandato alla presidenza di operare per favorire,prendendo contatti con la FIOM-CGIL, la partecipazione dei singoli iscritti alla manifestazione di Roma.

Monza 26.9.2010

mercoledì 29 settembre 2010

CON GLI STUDENTI DEL LICEO MANZONI : NO ALLE AGGRESSIONI NAZISTE E RAZZISTE

“Ancora una volta la destra neofascista si fa viva davanti alle scuole. Non è un caso che sia sempre davanti e non dentro, in ragione del difficile rapporto che i suoi esponenti hanno tradizionalmente con la cultura”. Inizia così un comunicato della “sezione Anpi Zona 1” di Milano dopo l’aggressione fascista agli studenti del liceo Manzoni avvenuta sabato 25 settembre.

“La scelta del liceo classico Manzoni – si spiega – non è casuale, perché è una delle scuole dove è più viva la tradizione democratica degli studenti milanesi”. Anche per questo – si aggiunge – “ la sezione ANPI “Zona 1 Milano” intende esprimere la propria solidarietà agli studenti del Manzoni, bersaglio nel corso degli ultimi mesi di episodi di provocazione, intimidazione e minacce da parti di gruppi neofascisti e razzisti”. La sezione “Zona 1″ assicura che non farà mancare il proprio appoggio agli studenti milanesi a conferma dei valori dell’antifascismo, “luminosa eredità della Resistenza, fondamenta della nostra Costituzione e della nostra democrazia”.

A stretto giro di posta il commento degli studenti che fanno parte del “Collettivo Politico Manzoni”. “Vi possiamo solamente ringraziare per ciò che fate e ringraziarvi per i fondamentali valori che portati avanti nonostante i vari attacchi. Anche noi siamo al vostro fianco, continueremo a combattere le varie forme di xenofobia, razzismo e fascismo”.

domenica 26 settembre 2010

NO ALL'INSEGNAMENTO DELL' USO DELLE ARMI E DELLA CULTURA MILITARE NELLE SCUOLE


Il direttivo provinciale A.N.P.I. Monza e Brianza, esprime la più profonda indignazione per il protocollo del Ministro per la Difesa La Russa ed il Ministro dell’Istruzione Gelmini, denominato “Allenati per la vita” e per il successivo accordo tra la Dirigenza Scolastica ed il Comando Militare dell’esercito in Lombardia, che prevedono nelle scuole superiori l’introduzione di cosiddetti percorsi formativi comprendenti la divisione degli studenti in pattuglie, l ‘insegnamento dell’uso delle armi con esercitazioni pratiche con pistole ad aria compressa, percorsi ginnico – militari, lezioni di cultura militare e sui mezzi dell’esercito. I corsi si dovrebbero concludere con un torneo provinciale tra studenti, che dovrebbero simulare esercitazioni basate sugli insegnamenti ricevuti.

L’A.N.P.I. aborra il tentativo di introdurre nelle scuole una cultura diversa dai Valori della Pace e della Non Violenza.

Anche i reduci militari, come avviene sempre con i partigiani e gli ex deportati nei campi di sterminio, vengono accolti nelle scuole ed ascoltati con rispetto, soprattutto quando spiegano agli studenti di quanto la guerra faccia orrore, e di quanto questo orrore non si riesca facilmente a cancellare.

L’A.N.P.I. dice NO al ritorno ai tempi dell’istruzione pre- militare dei “Giovani Italiani” che contraddistinse l’epoca fascista.

Chiede al Consiglio Regionale A.N.P.I. Lombardia di prendere posizione e chiama tutti i cittadini democratici, le forze politiche e sociali democratiche ed antifasciste a mobilitarsi per respingere anche questo ennesimo tentativo di re-introduzione di elementi di fascistizzazione nella nostra repubblica, per la pace e la libertà della quale sessant’anni fa 100.000 italiani sacrificarono la vita.


L’Articolo 11 della Costituzione nata dalla Resistenza recita che l’Italia Ripudia la guerra come strumento di soluzione dei conflitti tra i popoli.

Chiede quindi l’immediata cancellazione del protocollo ministeriale e di ogni sua applicazione locale.

Invita il ministro dell’Istruzione a prevedere invece percorsi formativi volti all’insegnamento dei valori ispiratori della nostra Costituzione: solidarietà, uguaglianza, fraternità e convivenza civile, esattamente il contrario di una scuola militare per nuovi Rambo.

Monza, 26/09/2010

Approvato all’unanimità.

venerdì 24 settembre 2010

ANPI AL PARLAMENTO EUROPEO

L’ANPI è stata accreditata al Parlamento Europeo quale “Gruppo di interesse”. E’ la prima, e l’unica delle associazioni di resistenti e antifascisti ad aver ottenuto tale riconoscimento. I gruppi d'interesse accreditati costituiscono una fondamentale risorsa in grado di offrire al Parlamento ed ai Parlamentari conoscenze e competenze specifiche all'interno di numerosi settori sociali, scientifici, economici. Forte del suo ruolo in Italia ed in Europa, l’ANPI ha deciso di mettere il suo bagaglio d’esperienze al servizio della collettività europea, monitorando le attività del Parlamento ed intervenendo in applicazione di quanto stabilito dal proprio statuto.

L' ANPI INAUGURA UNA SCUOLA MATERNA IN PALESTINA


Reggio Emilia, 23 settembre 2010. Una scuola materna intitolata all’ex partigiano reggiano Giuseppe Carretti, per 25 anni presidente di Anpi Reggio Emilia, è stata inaugurata a Seilat in Palestina.

Seilat ad Daher è un villaggio palestinese di circa 6500 abitanti situato nei territori occupati tra Nablus e Jenin. Nel 2005 l’Anpi decise di avviare un progetto per sostenere un asilo per bambini dai 4 ai 6 anni gestito dal Centro Donne. ‘’L’intenzione iniziale - spiega l’Anpi - era quella di contribuire al funzionamento dell’asilo, ma ben presto fu evidente l’esigenza di costruire una struttura migliore, più funzionale e situata in una zona più sicura del villaggio’’.

La scuola, che ospita 130 bambini, è stata voluta dall’Anpi reggiana e realizzata in collaborazione con la Cgil, con la cooperativa Boorea e con la Fondazione Manodori.

Ha partecipato all’inagurazione una delegazione composta dal presidente dell’Anpi Giacomo Notari, Alessandro Frignoli, Marina Notari, Carlo Pellacani di Istoreco, Silvana Cavalchi (sindaco di Cadelbosco Sopra), Luisa Costi dell’Istituzione Nidi e Scuole d’infanzia, e da Alberto Pioppi, nipote di Giuseppe Carretti.

giovedì 23 settembre 2010

GIORNATA EUROPEA PER IL LAVORO, ADESIONE DELL'ANPI

L’ANPI aderisce alla manifestazione nazionale del 29 settembre indetta dalla CGIL nell’ambito della giornata europea di azione e lotta per il lavoro e lo sviluppo promossa dalla CES (Confederazione europea dei sindacati) contro le misure inadeguate e inique messe in atto dai Governi per contrastare la crisi finanziaria. L’annuncio è contenuto in una nota della Segreteria nazionale dell’ANPI.
Che così si conclude: “In coerenza con il suo impegno per la salvaguardia e la promozione del diritto ad un lavoro giusto e dignitoso per tutti, l’ANPI fa appello ai suoi iscritti, ai democratici e agli antifascisti affinché partecipino a questo importante appuntamento.”

mercoledì 22 settembre 2010

FESTA ANPI BARONA MILANO

GIORNATA A MARZABOTTO E CAMPEGINE

DOMENICA 3 OTTOBRE 2010 a MARZABOTTO e CAMPEGINE

Nel 66° anniversario della strage di Marzabotto, l’A.N.P.I. Monza organizza una gita-pellegrinaggio per ricordare le 1836 vittime innocenti della ferocia nazista.

Programma:
ora 7.00 , partenza dalla sede A.N.P.I. di Viale Vittorio Veneto n. 1, angolo via Cavallotti

ore 7.05 , fermata in via Campani (fermata bus-dopo la rotonda verso San Rocco)

ore 7.10 , fermata a San Rocco (chiesa)

ore 10.00 , arrivo a Marzabotto (con fermata intermedia) e partecipazione alla commemorazione dell’eccidio. I discorsi ufficiali saranno tenuti dalle autorità preposte alla cerimonia. Presenzierà Rosy Bindi.

ore 12.00, partenza per il ristorante; menu con specialità emiliane

ore 15.00 , partenza per il cimitero di Campegine. Visita al Sacrario dei 7 fratelli CERVI dove depositeremo una corona d’alloro. Visita alla Casa Cervi trasformata in Museo

ore 18.00 , partenza per il rientro a Monza

La quota di partecipazione è di € 20.00
Comprende: il pullman A/R (messo a disposizione dall’Amministrazione Comunale di Monza) e il pranzo di mezzogiorno. Per la prenotazione (fino ad esaurimento posti) rivolgersi all’ANPI di Monza – Tel.039747091. E’ in funzione anche la segreteria telefonica.

Il Comitato Direttivo

sabato 18 settembre 2010

LA LEGA RAZZISTA E SECESSIONISTA A VENEZIA




Pubblichiamo il video girato da Saverio Tommasi che si è recato a Venezia alla festa dei popoli padani.
A voi il commento...

lunedì 13 settembre 2010

TESSERA ANPI AD HONOREM PER RITA BORSELLINO


Tessera ANPI ad honorem per Rita Borsellino. A consegnargliela è stato il segretario provinciale dell’Anpi padovano, Tito Zulian. La decisione è stata presa – si spiega –per onorare il fratello Paolo ucciso dala mafia. “Il giudice Borsellino è stato e continua ad essere un esempio di Resistenza al malaffare e all’illegalità, di Resistenza messa in atto concretamente, tutti i giorni con intelligenza, caparbietà e integrità morale”. La consegna della tessera Anpi ad honorem è avvenuta venerdì 3 settembre 2010, nell’ambito della festa provinciale del PD di Padova (dove anche l’ANPI è presente tutte le sere con un banchetto), dove si è svolto il dibattito “La legalità è una parola del vocabolario democratico. Dialogo-dibattito con Rita Borsellino”.

mercoledì 8 settembre 2010

CON IL TRICOLORE VENEZIA DICE NO ALLA FESTA PADANA


Venezia reagisce alla festa padana del 12 settembre, che si svolge sulla Riva dei Sette Martiri (assassinati dai nazisti il 3 agosto del ’43), zona cara a tutta Venezia democratica ed antifascista. Una reazione spontanea attraverso la costituzione del “Comitato bandiera italiana 12 settembre” per dare una chiara e forte risposta alla politica secessionista e disgregatrice della Lega, nel nome di una Repubblica, nata dalla Resistenza, unica e solidale. All’iniziativa hanno aderito, semplici cittadini, tutti i partiti del centro sinistra, alcune associazioni, tra cui l’Anpi. Una scelta non casuale. Era stato, infatti, chiesto, che i primi firmatari fossero tre autorevoli personalità dell’ANPI proprio per la sua riconosciuta autorevolezza come associazione. I primi firmatari sono i partigiani Mario Osetta, presidente onorario Anpi provinciale, Alberto Durante, presidente sezione Anpi “Sette Martiri” di Venezia, Giordano Gamacchio, amministratore Anpi provinciale. Si stanno distribuendo per la città bandiere tricolori, perché i cittadini la espongano sulle loro finestre il giorno 12, così come ha sempre fatto la famosa “Signora Lucia”. Sono già stati affissi dei manifesti, anche a Mestre. Verrà anche fatta una conferenza stampa. Diamo la nostra adesione a questa presa di coscienza anche come assunzione di responsabilità, perché la Repubblica antifascista, nata con enormi sacrifici di vite umane, mantenga lo spirito che i nostri padri costituenti hanno voluto darle.

Serena Ragno, Segretaria Anpi Venezia

L' ANPI A VILLASANTA

Vi segnaliamo che sabato 11 settembre 2010, dalle ore 15.00 alle 22.00, a Villasanta, in via Garibaldi n.6, la Casa del Popolo ha organizzato una festa ricca di iniziative.

L’ANPI, che è stata invitata, terrà una propria esposizione e annuncerà che prima della fine del mese di settembre, si costituirà la 26° Sezione dell’ANPI di Monza e Brianza.

Dunque avanti con la nuova ANPI, Casa di tutti gli antifascisti.

Anpi Provinciale Monza e Brianza