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martedì 14 gennaio 2014

GIORNO DELLA MEMORIA

 
 
La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell'abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.
L'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia con il Patrocinio del comune di Carate Brianza presenterà la mostra "Oltre quel muro - La Resistenza nel campo di Bolzano 1944-45". Si tratta di una mostra documentaria realizzata da Dario Venegoni e Leonardo Visco Gilardi per conto della Fondazione Memoria della Deportazione. La mostra è stata presentata per la prima volta presso il Teatro Cristallo di Bolzano sotto l'Alto Patronato del Capo dello Stato, Giorgio Napolitano.
In 26 pannelli vengono presentati per la prima volta decine e decine di documenti inediti che testimoniano di un'incessante attività clandestina che coinvolse centinaia di persone dentro e fuori il Lager di via Resia, in aperta sfida alle SS. Si tratta di fotografie, lettere e documenti reperiti in diversi archivi italiani e tra le carte personali dei familiari di molti ex deportati nel Lager.
Nel lager di Bolzano vennero internati numerosi cittadini brianzoli fra cui alcuni caratesi.
Sabato 25 gennaio alle ore 15.30 la mostra verrà presentata dall'autore Leonardo Visco Gilardi, figlio di un deportato nel lager nazista di Bolzano.
La mostra sarà esposta presso i locali del centro Pierino Aliverti nei giorni e orari riportati sul volantino.
 
Inviatiamo la cittadinanza e le realtà scolastiche del territorio a partecipare.

mercoledì 11 dicembre 2013

PIAZZA FONTANA

44° anniversario della strage di Piazza Fontana

12 Dicembre 1969 – 12 dicembre 2013.

Programma di giovedì 12 dicembre 2013

Ore 16,30 - Piazza Fontana appuntamento con le bandiere delle Associazioni Partigiane.

Ore 16,37 - Piazza Fontana deposizione delle corone alla presenza delle Autorità;

Ore 17,30 - Piazza della Scala, concentramento dei gonfaloni, delle bandiere delle Associazioni Partigiane e del corteo che confluirà in piazza Fontana.

Ore 18,00  in piazza Fontana interventi di:
Carlo Arnoldi, presidente Associazione Vittime di Piazza Fontana. Iacopo Lanza Rete degli studenti,
Graziano Gorla, segretario generale camera del Lavoro di Milano.
Prof. Carlo Smuraglia, Presidente nazionale dell’A.N.P.I.
Presenta Roberto Cenati, Presidente ANPI Provinciale di Milano.

Palazzo Castiglioni dell’Unione Commercianti, Sala Orlando Corso Venezia 47.
Ore 19,30  concerto dedicato al 44° anniversario della strage di Piazza Fontana.
Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

FERMATEVI !

Significativamente è' "Fermatevi!" il titolo-appello del documento dell’Associazione “Salviamo la Costituzione – aggiornarla, non demolirla” contro il disegno di legge costituzionale per l’istituzione del comitato per le riforme costituzionali ed elettorali.
E si spiega: "Col documento del 25 settembre relativo alla manifestazione del 12 ottobre a Roma, l’ANPI aveva proposto che l’unità delle forze che si battono per la Costituzione si ricompattasse a seguito di un’iniziativa della Associazione “Salviamo la Costituzione – aggiornarla, non demolirla”."
"Di fatto, questa gloriosa Associazione ha convocato per l’11 novembre il proprio Comitato direttivo, nel quale sono rappresentate molte associazioni e alcune anche di particolare rilievo. La riunione si è conclusa con un voto unanime; pubblichiamo, dunque, di seguito, il comunicato emesso dalla Presidenza dell’associazione, che è, di per sé, significativo, per il contenuto e per l’unanimità della decisione. Altrettanto significative le firme, di cui riportiamo qui le prime (oltre, naturalmente a “Salviamo la Costituzione”), che hanno un particolare significato unitario, ma a cui fanno seguito le firme di altre 20 Associazioni, di varie località del Paese".
“Il disegno di legge costituzionale per l’istituzione del comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali, trasmesso dal Senato alla Camera il 23 ottobre 2013 per l’ultima lettura, contraddice la lettera e lo spirito dell’articolo 138 della Costituzione, l’unico attraverso cui puntuali riforme della Costituzione sono state possibili in passato e sarebbero possibili oggi, se non si fosse imboccata questa strada. A ciò si aggiunga che l’emendamento del Senato ha aperto la strada a veri e propri stravolgimenti dell’impianto costituzionale, avendo reso possibile da un lato la modifica degli interi Titoli I, II, III e V e dall’altro il coinvolgimento anche delle disposizioni connesse dei titoli IV e VI.
Per questi motivi, dopo ampia discussione, il Consiglio Direttivo dell’associazione “Salviamo la Costituzione – aggiornarla, non demolirla”, riunito l’11 novembre sotto la presidenza del professor Alessandro Pace, ha espresso all’unanimità un giudizio radicalmente negativo sul disegno di legge costituzionale per l’istituzione del comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali trasmesso dal Senato alla Camera il 23 ottobre 2013 per l’ultima lettura”.

SOTTOSCRIVONO (fra gli altri):

ANPI
ANPPIA
CGIL
Comitati Dossetti per la Costituzione
Libertà e Giustizia

FORCONI, C'E' IL PERICOLO DI UNO SBOCCO A DESTRA

Il movimento dei “forconi” è tornato nelle strade e nelle piazze d’Italia, ancora più deciso ed agguerrito. In sé, potrebbe apparire una delle tante manifestazioni di protesta; ma c’è qualcosa di più, su cui occorre riflettere. Da mesi sto scrivendo e dicendo che bisogna fare attenzione e adottare provvedimenti seri contro l’emergenza sociale e la crisi, anche per evitare che la protesta si trasformi in forme esasperate e pericolose. Ed ho scritto più volte che, nelle grandi crisi, c’è sempre il grande pericolo dello sbocco a destra.
Ma la situazione è peggiorata e l’indignazione dei singoli si è trasformata spesso in manifestazioni al limite dell’esasperazione. Finora non è accaduto nulla di veramente preoccupante, anche se chiunque abbia buon senso non può restare indifferente di fronte alla grave situazione del Paese, con tutti gli effetti che ne derivano, per i singoli e per le categoria.
In questo caso, però, sembra che si stia andando ancora più in là; e i sintomi della rivolta eversiva sono piuttosto evidenti (i blocchi, il tentativo di “fermare” tutto il Paese, i comportamenti e gli atteggiamenti violenti, ecc.) così come è sintomatico il rapido allineamento col movimento, da parte di forze dichiaratamente di destra e alcune, decisamente fasciste.
E’ vero che alcuni dei promotori sembrano rifiutare certe logiche e certe alleanze; ma lo stesso proposito di bloccare tutto il Paese per “mandare tutti a casa” costituisce, di per sé, un sintomo davvero allarmante. Tanto più che la violenza, insita in queste forme esasperate di protesta, si manifesta talora in modo inconcepibile, come è avvenuto a Torino ed altrove. Quando la “protesta” degenera, bisogna porre un limite alla tolleranza; e lo Stato deve garantire, così come la libertà di manifestazione del pensiero, anche la libertà di circolazione.
In più, mi ha molto colpito ciò che è accaduto a Torino, dove – nonostante le smentite ufficiali – giornalisti accreditati confermano che alcuni agenti di polizia avrebbero solidarizzato con i manifestanti, togliendosi l’elmetto. Se ciò fosse vero, il fatto apparirebbe veramente intollerabile, perché il dovere di chi rappresenta lo Stato è di essere giusto e non esercitare violenze preventive, ma anche di non aderire a comportamenti violenti, di vera e propria rivolta. Lo Stato, in qualunque sua componente deve essere imparziale e occuparsi dei diritti di tutti i cittadini, nello stesso modo.
Altrimenti, dove andremmo a finire? Si può, dunque, comprendere tutto, anche l’indignazione e la protesta di chi lotta per il suo lavoro, la sua famiglia, la sua piccola impresa; ma non cessando di garantire la sicurezza, la tranquillità ed i diritti di tutti e non assumendo atteggiamenti benevoli nei confronti di chi sembra rievocare il fantasma dell’Abbasso tutti, di qualunquistica memoria.
Ho visto anche un comunicato stampa del Comitato provinciale dell’ANPI di Torino che, oltre ai blocchi che si sono verificati nei giorni scorsi, denuncia anche carenze e addirittura assenze delle forze dell’ordine.
E’ necessario che anche su questi aspetti e sulle eventuali responsabilità, il Ministero degli interni faccia i necessari accertamenti, anche per evitare che situazioni e fatti del genere, possano ancora verificarsi in futuro.
Insomma e per concludere, diciamo no ad ogni tipo di violenza diffusa e di sopruso, organizzato, sui diritti altrui; e soprattutto diciamo no a quelle forme di protesta e di “rivolta” che finiscono per avvicinarsi troppo a quel colore nero che non vogliamo più vedere nella nostra Italia e in nessun Paese.
Diciamo sì, invece, a quei governi che finalmente si decidano a mettere in campo tutte le risorse e tutte le misure possibili per risolvere la gravissima situazione economica e sociale in cui versa il Paese.

giovedì 14 novembre 2013

LA COSTITUZIONE E' IL NOSTRO FUTURO. DIFENDIAMOLA INSIEME.


La Costituzione è il nostro futuro.

Difendiamola insieme.



La Costituzione nata dalla Resistenza, fondamento dello Stato, corre seri rischi. In un quadro di diffusa indifferenza e disinformazione, il Parlamento si appresta a compiere uno strappo vero e proprio alla nostra Costituzione.

Fra poco più di un mese, la Camera voterà, in terza ed ultima lettura, le modifiche dell’articolo 138 della Costituzione. Se lo farà con una maggioranza superiore ai 2/3 sarà tolta la possibilità ai cittadini di esprimersi attraverso lo strumento referendario.

L’articolo 138 della Costituzione rappresenta uno strumento essenziale per impedire che eventuali modifiche alla Costituzione avvengano senza le indispensabili garanzie.

La proposta di modifica dell’articolo 138 non è una questione formale. Infatti il disegno di legge in discussione rischia di provocare uno sconvolgimento degli equilibri democratici previsti dalla Costituzione:

   

1)      La riduzione drastica dei tempi necessari per approvare le modifiche alla Costituzione.

 

2)      L’istituzione di una nuova Commissione bicamerale della quale non c’è assolutamente    bisogno, in quanto esistono già le competenti Commissioni di Camera e Senato.

 

3)      La progettata riforma dovrebbe portare alla modifica di ben 69 su 139 articoli della Costituzione, interessando il ruolo del Presidente della Repubblica, la forma di Governo e dello Stato e la struttura del Parlamento. Il rischio è quello che si introduca un regime di tipo presidenzialista o semipresidenzialista, minando alla radice i giusti equilibri  tra i diversi poteri dello Stato.

 

L’ANPI non ci sta. Per questo abbiamo deciso di mobilitarci. Saremo presenti in numerose piazze nel mese di novembre per una grande campagna di informazione e di sensibilizzazione dei cittadini. Rivolgiamo, inoltre, un appello ai parlamentari affinchè il disegno di legge non venga approvato con la maggioranza dei 2/3 in modo da consentire ai cittadini italiani di potersi esprimere attraverso il referendum.

 

Iscriversi e rafforzare l’Anpi è un modo per difendere la Costituzione.

 

 

 

ANPI, 23 E 24 NOVEMBRE IN PIAZZA A CARATE BRIANZA


GIORNATA DEL TESSERAMENTO DEDICATA ALLA COSTITUZIONE

 
 
“Riguardo alle riforme costituzionali si vuole togliere l’ultima parola ai cittadini su una norma di garanzia costituzionale (art. 138 della Costituzione). Mobilitiamoci insieme per impedirlo. L’ANPI invita tutti il 24 novembre, nelle piazze d’Italia, per un appuntamento con la Costituzione e propone a tutte le altre Associazioni un presidio da tenere nei pressi della Camera dei Deputati nei giorni immediatamente precedenti al voto (attorno al 10-11 dicembre)”.
 
Care cittadine e cari cittadini, mentre si discute su tutto, sulla stabilità del Governo, sugli sbarchi in Sicilia, sulla decadenza di un uomo politico condannato con sentenza definitiva, sulla difficilissima situazione del lavoro in Italia, c’è un silenzio assordante, anche degli organi di informazione, su un tema di grande importanza perché investe la Carta fondamentale della nostra convivenza, la Costituzione. In questo quadro, anche di diffusa indifferenza, ci si appresta a compiere uno strappo vero e proprio alla nostra Costituzione e ad impedire ai cittadini di fare sentire la propria voce.
Fra poco più di un mese, la Camera voterà, in terza ed ultima lettura, le modifiche dell’art. 138 della Costituzione; e se lo farà con una maggioranza che superi i 2/3 non ci sarà la possibilità di promuovere un referendum. Finora, ci sono state manifestazioni, iniziative, lettere ai parlamentari, appelli; ma tutto è caduto nel vuoto e, se non si riesce, col contributo dei cittadini a cambiare le cose, sarà inferta una grave ferita alla Costituzione.
Sì, perché l’art. 138 della Costituzione, a cui si sta cercando di derogare, è collocato, nella Costituzione, tra le “Garanzie Costituzionali”; e prevede un rigoroso, ma garantista, sistema per le eventuali modifiche alla Costituzione. Questo si vuole modificare, delineando meccanismi sostanzialmente diversi, tant’è che lo stesso disegno costituzionale che si sta votando è intitolato garbatamente “Istituzione del Comitato parlamentare per le riforme costituzionali ed elettorali”.
Questo disegno di legge (che costituisce una deroga “straordinaria” all’art. 138) è inutile, ingiustificato e dannoso. Inutile, perché per fare le riforme già mature e su cui si dichiarano d’accordo tutti (riduzione del numero dei parlamentari, differenziazione del lavoro delle due Camere, riordino del sistema delle autonomie) basterebbero le procedure ordinarie, senza toccare, appunto, le “garanzie costituzionali”.
Non c’è alcun bisogno di istituire un nuovo Comitato, quando ogni Camera è dotata di apposita Commissione per gli affari istituzionali e costituzionali; e non c’è ragione di prescrivere tempi e modi al di là di quelli ordinari; dannoso, perché in pratica viene collocata all’ultimo posto, anziché al primo, la riforma della vergognosa legge elettorale vigente (che invece è urgentissima); perché si prevede di investire ben quattro titoli della Costituzione, per un complesso di una cinquantina di articoli, per eventuali modifiche alla forma di Stato, alla forma di Governo, alla struttura del Parlamento, al ruolo del Presidente della Repubblica, cioè un lavoro enorme e pericoloso (sullo sfondo, c’è il presidenzialismo o il semipresidenzialismo), oltretutto estensibile anche ad altre disposizioni della Costituzione (art. 2 del testo fin qui osservato).
È vano il tentativo di dimostrare che in tutto questo non c’è nulla di male o di grave, di accusare chi dissente di essere “conservatore” (laddove siano tutti d’accordo su alcune riforme, già mature, che si potrebbero fare in breve tempo e senza toccare né procedure nè garanzie) e di spiegarci che il disegno di legge prevede un vantaggio, cioè la possibilità di referendum in ogni caso, anche quando le modifiche siano state approvate con la maggioranza dei 2/3.
Sarà anche un vantaggio per il futuro, ma intanto non si applica proprio a questa legge che deroga ad una garanzia costituzionale, togliendo – ora e subito – la parola ai cittadini, nonostante si sia a perfetta conoscenza dei dissensi e delle contrarietà esistenti nel Paese e non solo da parte di autorevoli giuristi.
L’ANPI non ci sta; e per questo, mentre invita tutte le cittadine e i cittadini a riflettere, a informarsi, ad intervenire presso i parlamentari che hanno eletto, ha deciso di dedicare la tradizionale giornata del tesseramento, che quest’anno cade domenica 24 novembre, ad una grande campagna di informazione e di chiarimento sul tema, facendo di quella giornata un vero e proprio appuntamento diffuso per la Costituzione.
I cittadini potranno avvicinarsi ai banchetti ed ai gazebo, assumere informazioni, ricevere materiale, affinché siano consapevoli di ciò che sta accadendo e facciano tutto quanto sta in loro con l’ANPI e con tutte le altre Associazioni che si occupano di Costituzione, per impedire un autentico strappo a danno dei cittadini.
L’ANPI intende poi invitare tutte le altre Associazioni ad un presidio da tenere nei pressi della Camera dei Deputati nei giorni immediatamente precedenti al voto (attorno al 10-11 dicembre), per formulare una civile protesta, per esprimere contrarietà e per chiedere ai parlamentari che, quanto meno, se proprio devono approvare questo disegno di legge, lo facciano con una maggioranza inferiore ai 2/3 sì da consentire che l’ultima parola spetti ai cittadini, col referendum.
Tutti gli organismi nazionali e periferici dell’ANPI sono mobilitati fin d’ora perché l’intero mese di novembre sia dedicato a iniziative, incontri, manifestazioni per impedire, nei modi consentiti dalla legge, che si consumi questo ennesimo attacco alla Costituzione, con evidente danno per i cittadini e per la stessa democrazia.
  
Carlo Smuraglia, presidente nazionale ANPI

SI' ALLO SCIOPERO GENERALE DEL 15 NOVEMBRE

"L’ANPI condivide pienamente le motivazioni dello sciopero indetto da CGIL, CISL e UIL che culminerà, con varie iniziative, venerdì 15 novembre".
Con una nota la segreteria nazionale dell' ANPI sottolinea che "Sono in ballo princìpi fondamentali, che attengono ai diritti delle lavoratrici e dei lavoratori e, nella sostanza, a problemi riguardanti l’intera collettività".
 
La Segreteria nazionale

lunedì 30 settembre 2013

VLADIMIRO FERRARI

 

Un'importante iniziativa dell'ANPI di Monza, a 10 anni dalla scomparsa di Vladimiro Ferrari, partigiano e presidente dell'ANPI per circa 20 anni.
 

 

domenica 29 settembre 2013

SMURAGLIA SULLA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE

La cosiddetta Commissione dei “saggi” nominata dal Governo per predisporre una bozza di riforme costituzionali, ha depositato – dopo un breve soggiorno marino a Francavilla – il proprio lavoro, in tempi addirittura anticipati rispetto all’attività del Parlamento, che è ancora alla prima lettura del disegno di legge costituzionale sulla procedura.
Ci sarà tempo di esaminare questo documento con la necessaria attenzione, ma fin d’ora, almeno due osservazioni si impongono.
La prima: tutti dovrebbero rilevare la tangibile anomalia di questo documento. La revisione della Costituzione è un tipico lavoro del Parlamento, disciplinato dall’art. 138 della Costituzione, che prescrive una serie di cautele e garanzie perché la Costituzione non possa essere riformata in modo incoerente e con maggioranze occasionali. Il Governo, secondo la prassi, dovrebbe restare estraneo a questo lavoro; al più potrebbe dire la sua nel corso della discussione, ma senza interferenze su un lavoro tipicamente parlamentare.
Invece, qui si è nominato un comitato di “saggi” (chissà che titolo di studio occorre per essere definito “saggio”?) col compito di stendere una sorta di bozza sulle principali questioni di cui si discuterà e che alcuni ritengono degne di un’attenzione particolare ai fini – appunto – dell’ipotetica riforma della Costituzione. I “saggi” (scelti con criteri non solo qualitativi, ma anche di appartenenza a specifiche aree politiche) hanno lavorato, su alcuni punti si sono trovati d’accordo e su altri no, ed hanno presentato la loro “bozza”; che dovrebbe servire a che cosa? Presumibilmente, nel pensiero di chi ha “inventato” questo procedimento inusuale, a fornire la base della futura discussione parlamentare, in qualche modo impegnativa per i parlamentari, che peraltro, di materiale ne hanno più che a sufficienza e il Parlamento è attrezzato per consentire l’approfondimento dei problemi per coloro che vogliano discutere (e alla fine votare) consapevolmente.
Ed allora bisogna dire che questa è un’anomalia decisamente grande e grave, da respingere con forza, non solo per ragioni giuridiche, ma anche sulla base della logica e del buonsenso.
Ho sentito alcuni parlamentari dire “adesso vediamo questa bozza, e poi si vedrà”; mi ha colpito il fatto che non gridassero allo scandalo e non avvertissero l’offesa che, implicitamente, è stata al Parlamento.
Bisognerà richiamare l’attenzione su questo punto, che è davvero di principio.
La seconda: da un primo, pur sommario, esame, emerge che i “saggi” hanno ritenuto che per “rafforzare il Parlamento”, bisognerebbe fare alcune modifiche fondamentali: ridurre il numero dei parlamentari, superare il bicameralismo paritario; regolare meglio il procedimento legislativo e, più rigorosamente, quello della decretazione d’urgenza.
Fin qui, in linea di massima, nulla di veramente nuovo, perché della riduzione del numero di parlamentari si parla da anni (e tutti si dichiarano d’accordo, ma dovrebbero rendersi conto che non basta ridurre il numero, bisogna organizzare meglio le presenze, il lavoro e la partecipazione effettiva, nelle Commissioni e in Aula) e così pure della differenziazione del lavoro tra le due Assemblee (sulla quale, ugualmente, c’è accordo di massima, ma con grandi differenza sulle soluzioni concrete). Quindi, il Parlamento dovrà lavorare a fondo, su questi temi, nel senso ora indicato. Ancora, non ci sono grandi problemi per una diversa e più efficace ripartizione delle competenze, che chiarisca bene la situazione ed eviti la conflittualità che in questi anni è stata parecchia e dannosa.
Ma il punto fondamentale è che i “saggi” non si sono trovati d’accordo sul presidenzialismo (che speriamo venga definitivamente accantonato) ed hanno ripiegato su un rafforzamento dell’esecutivo, ponendo come obiettivo la realizzazione di un “governo parlamentare del primo Ministro”.
In realtà, vengono presentate tre soluzioni possibili, ma è chiaro che quella su cui si punta è la terza (quella che ho ora indicato), accompagnata da una coerente legge elettorale.
In estrema sintesi, da una sola consultazione degli elettori dovrebbero emergere sia la maggioranza parlamentare, sia l’indicazione del Presidente del Consiglio. Inoltre il primoMinistro potrebbe chiedere il voto, a data fissa, dei disegni di legge del Governo; il Primo Ministro potrebbe essere sfiduciato solo con una mozione di sfiducia costruttiva (maggioranza qualificata e indicazione del nuovo Presidente). La stessa procedura dovrebbe essere seguita quando il Primo Ministro pone la questione di fiducia su un provvedimento e non la ottiene.
Mi fermo qui, perché il ragionamento diventerebbe troppo complesso ed è chiaro che sul tema bisognerà tornare in prosieguo. Si vuole solo segnalare che nella più benevola delle ipotesi, si proporrebbe comunque un forte rafforzamento dell’esecutivo, non solo per il fatto che il Presidente del Consiglio sarebbe già indicato dal popolo, all’interno di una specifica maggioranza, ma anche e soprattutto perché col sistema descritto, l’agenda parlamentare sarebbe nelle mani del Governo, che potrebbe costringere l’Assemblea ad occuparsi praticamente (o almeno prioritariamente) dei soli disegni di legge proposti dal Governo. Con buona pace del “rafforzamento” del sistema parlamentare, che invece ne risulterebbe fortemente indebolito.
Sono soltanto prime osservazioni, che ho voluto formulare perché si cominci a capire qual è la reale posta in gioco, che cosa viene prospettato al Parlamento per il suo lavoro, che peraltro comincerebbe solo dopo la definitiva approvazione, in seconda lettura, del disegno di legge che stravolge il senso dell’art. 138 della Costituzione, e dopo l’eventuale referendum.
Insomma, i cittadini aguzzino l’ingegno, si informino, si documentino e poi alzino la guardia.
Ancora una volta lo ripeto: non siamo conservatori, la Costituzione si può modificare, ma solo in coerenza col complesso del sistema e solo nelle forme volute dal legislatore costituente.
Tutto il resto rappresenta un serio pericolo, che occorre evitare, non per chiudere definitivamente la partita, ma per affrontare seriamente i due problemi veri:
 
1. APPORTARE ALLA COSTITUZIONE LE MODIFICHE GIÀ MATURE E CHE NON ALTERINO IL SISTEMA, MA SEMPLICEMENTE LO RAZIONALIZZINO.
 
2. RIPRENDERE CON FORZA UN DISCORSO CHE SEMBRA APPASSITO, IN QUESTO GRANDE PARLARE DI RIFORME: QUELLO DELL’ATTUAZIONE PIENA DELLE NORME COSTITUZIONALI E REALIZZAZIONE EFFETTIVA DEI PRINCÌPI E DEI VALORI RECEPITI NELLA COSTITUZIONE. E’ NOTO A CHIUNQUE CHE, IN GRAN PARTE, LA COSTITUZIONE NON È APPLICATA (BASTI CONFRONTARE L’ART. 1 CON L’ESERCITO DI DISOCCUPATI E PRECARI CHE VIVE ED AUMENTA NEL NOSTRO PAESE, TANTO PER FARE UN ESEMPIO): È DUNQUE ORA CHE CI SI DECIDA A CAPIRE CHE QUESTO È IL COMPITO PRIMARIO DI UN PARLAMENTO E DI UN GOVERNO CHE VOGLIANO ESSERE DAVVERO CORRISPONDENTI AI PRINCÌPI COSTITUZIONALI ED ALLE ESIGENZE DI SOLIDARIETÀ ED EQUITÀ CHE DA ESSI DERIVANO.

COSTITUZIONE

In relazione ai diversi progetti che si vanno formulando, anche in sede governativa, a riguardo di un sistema di riforme costituzionali, ribadisce la più ferma contrarietà ad ogni modifica, legislativa o di fatto, dell’art. 138 della Costituzione, che – semmai – dovrebbe essere rafforzato e del quale in ogni caso, si impone la più rigorosa applicazione;
conferma il netto convincimento che il procedimento da seguire non può che essere quello parlamentare, attraverso gli strumenti e le commissioni ordinarie, non essendovi ragione alcuna per eventuali nuove formule e strutture, essendo più che sufficiente quanto già previsto dai regolamenti parlamentari;
riafferma l’inopportunità del ricorso ad apporti esterni che in qualche modo incidano sul lavoro parlamentare e che non siano quelli già previsti, attraverso quali si possono acquisire opinioni e contributi di esperti, mediante pareri, consultazioni, audizioni e quant’altro;
conferma la convinzione, più volte espressa, che le riforme possibili auspicabili sono solo quelle che risultano in piena coerenza con i princìpi della prima parte della Costituzione e con la stessa concezione che è alla base della struttura fondamentale della seconda, indicando fra le riforme possibili, diminuzione del numero dei parlamentari, la differenziazione del lavoro delle due Camere, l’abolizione delle province; tutte materie sulle quali esiste già una notevole convergenza e che non pongono problemi di coerenza complessiva;
ribadisce quanto già espresso in varie occasioni, vale a dire la netta opposizione dell’ANPI ad ogni riforma che introduca il presidenzialismo o semipresidenzialismo, non risultano ragioni evidenti per stravolgere il delicato complesso sistema delineato dal legislatore costituente;
conferma ancora una volta, l’assoluta e prioritaria necessità di procedere alla modifica della legge elettorale vigente, da tutti ritenuta inadeguata e annosa;
invita tutti gli organismi dell’ANPI ad impegnarsi a fondo su questi temi, promuovendo dibattiti e confronti, irrobustendo l’informazione ai cittadini, assumendo tutte le iniziative idonee ad ampliare il consenso attorno a queste posizioni, d’intesa con altre associazioni democratiche e con tutte le forme aggregazione di cittadini interessati a problemi di ordine costituzionale, chiarendo soprattutto che non si tratta di restare ancorati a tutti i costi ad sistema immodificabile, ma di impedire ingiustificate alterazioni di esso assicurare che non vengano poste in atto misure pericolose, suscettibili scardinare la profonda ed intima coerenza del sistema costituzionale, senza alcun vantaggio per la democrazia.
 
Anpi Nazionale

FORZA NUOVA SOLIDALE CON ALBA DORATA

 Roberto Fiore, Segretario Nazionale di Forza Nuova, in merito all'arresto del leader di Alba Dorata e di altri deputati nazionalisti greci comunica: “ Forza Nuova condanna senza mezze misure l'arresto di Nikos Michaloliakos, leader di Alba Dorata e di altri deputati nazionalisti greci. Quando un esponente di una forza politica alternativa al sistema, presente in parlamento con numerosi deputati e in continua ascesa nei sondaggi, viene arrestato non per aver commesso un crimine o un qualsiasi altro reato ma perché si vogliono reprimere le sue idee vincenti, è una sconfitta per tutti i popoli europei. L'unica colpa di Alba Dorata è quella di rappresentare una “forza nuova”, pulita ed incorrompibile, un movimento che settimanalmente sfama migliaia di greci, un movimento che si oppone a coloro i quali vorrebbero che la Grecia diventasse una colonia della finanza internazionale. Forza Nuova esprime massima solidarietà ai nostri fratelli di Alba Dorata e siamo pronti a manifestare davanti all'ambasciata greca in Italia e ai consolati per chiedere la libertà dei patrioti nazionalisti greci.
 
Qui sotto uno dei tanti messaggi di solidarietà da parte dei camerati monzesi

 
 
 
 
 

ALBA DORATA ORGANIZZAZIONE CRIMINALE

Un duro colpo per Alba Dorata, il partito greco di estrema destra che, dopo gli arresti di sabato 28 settembre si ritrova decapitato. Il leader del movimento Nikos Michaloliakos, insieme al portavoce Ilias Kassidiaris, i deputati Ilias Panaglotaros, Ioannis Lagos e al responsabile della sezione di Nikea, (quartiere di Atene) Nikos Patells sono stati arrestati in una retata che ha visto 36 ordini di arresto. L’accusa è di aver messo in piedi una organizzazione criminale. In particolare, di aver deciso l’omicidio del cantante rapper Pavlov Fyssas, compiuto il 17 settembre dal militante Georgos Roupakias.
Il blitz è partito in seguito a una serie di intercettazioni telefoniche condotte dalla sezione antiterrorismo della polizia greca. Le conversazioni tra i membri del partito avrebbero reso evidente il collegamento tra Alba Dorata e l’omicidio di Fyssas, e fatto scattare l’operazione della polizia, decisa al mattino dal procuratore della Corte Suprema Charalambos Vourliotis. Il tipo di accusa utilizzato (quella più grave) non prevede l’autorizzazione parlamentare nemmeno per i parlamentari (che non vengono destituiti). L’elenco, comunque, è lungo: gli arrestati dovranno rispondere anche per omicidio, aggressione, lesioni gravi, ricatto e riciclaggio di denaro. Si aggiunga che, nella perquisizione in casa di Michaloliakos, sono state trovate anche due pistole e un fucile non dichiarati, più 80.000 euro di origine non chiara.

DIFENDIAMO LA COSTITUZIONE !


mercoledì 4 settembre 2013

APPELLO PER LA PACE


Carate Brianza, 2 settembre 2013
 
APPELLO PER LA PACE

 
Il mondo intero si trova ad un bivio. La grave situazione siriana impone di scegliere quale strada imboccare per fermare i massacri in atto e ristabilire un dialogo fra le parti opposte.

Lo spettro, più che concreto, di un intervento militare minaccia seriamente la pace su scala mondiale.

ACLI, ANPI e CCA di Carate Brianza intendono rivolgere un accorato appello affinchè le istituzioni e le comunità mondiali procedano esclusivamente attraverso la via diplomatica del dialogo e dei negoziati. Il ricorso all’intervento armato, dunque alla guerra, aprirebbe ulteriori scenari di morte, sofferenza e fame, in particolare tra la popolazione inerme.

La Costituzione Italiana, guida sicura della nostra democrazia, all’articolo 11 afferma con estrema chiarezza che “ L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.

Per tal motivo chiediamo a tutte le forze democratiche, alle associazioni cittadine, ai sindacati ed alla cittadinanza tutta di aderire a questo appello e di partecipare al

 
BANCHETTO DELLA PACE

che si terrà

 
SABATO 7 SETTEMBRE

 
DALLE ORE 15.00 ALLE ORE 18.00

 
IN PIAZZA BATTISTI

 
A CARATE BRIANZA (MB)
 

Vi invitiamo ad inviare le adesioni all’indirizzo di posta elettronica anpicaratebrianza@libero.it    
 
 
Qui sotto le adesioni, costantemente aggiornate in ordine di arrivo
 
Emergency Brianza
Lista civica L'altra Carate
Sinistra Ecologia Libertà
Partito Democratico
Lista civica Prima Carate
Lega Nord
Associazione Nazionale Marinai d'Italia
Cisl Monza Brianza Lecco
Il Popolo della Libertà
Associazione Giovani Vivere Insieme
Associazione Genitori I.C. Romagnosi
Cgil Monza e Brianza
Partito della Rifondazione Comunista
Lista civica Insieme
Aido Carate Brianza

 
 

 

sabato 31 agosto 2013

NO AL RADUNO NAZIFASCISTA EUROPEO

 
 
Lettera inviata dall'Anpi provinciale di Monza e Brianza al Presidente della Provincia ed al Prefetto.
 
"Dalla stampa abbiamo notizia che dal 12 al 14 settembre prossimi si terrà un raduno internazionale di forze che si richiamano ai tragici valori del nazismo e del fascismo.
Da alcune indiscrezioni sembra che tale raduno si potrebbe svolgere in una località della Brianza.
L’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia di Monza e Brianza esprime la propria preoccupazione per quanto preannunciato. Le chiede di fare tutto quanto in suo potere per verificare la veridicità della notizia. Qualora venisse accertata, l’Anpi Monza e Brianza la invita ad assumere ogni misura possibile per impedire che ciò avvenga. Il raduno nazifascista rappresenterebbe una grave offesa alla cultura democratica e antifascista della Brianza nonché una grave violazione dei principi costituzionali. Ricordiamo infine che quest’anno ricorre il settantesimo anniversario della Resistenza Italiana e sarebbe ancor più inaccettabile che trovassero spazio manifestazioni di chiaro stampo neofascista.
Certi della sua consueta collaborazione colgo l’occasione per inviarle i migliori saluti".

Il Presidente dell’Anpi Provinciale di Monza e Brianza

Loris Maconi


sabato 18 maggio 2013

NO AL NEOFASCISMO!


Il Comitato Direttivo dell’Anpi di Carate Brianza, riunitosi dopo essere venuto a conoscenza delle gravi esternazioni della candidata Pdl, Alessandra Indiano, e dopo aver letto la conseguente risposta del candidato Sindaco del centrodestra Luigi Nava, esprime profonda indignazione e preoccupazione.

Inneggiare al duce ed al fascismo, indicare Mussolini, dittatore spietato e promulgatore delle leggi razziali, quale unico degno Presidente della Repubblica, rappresenta non solo una grave offesa alla storia democratica italiana ma anche alla città di Carate Brianza, ai suoi giovani Partigiani, Dante Cesana, Claudio Cesana, Angelo Viganò, Andrea Ronchi,  che vennero uccisi dal fuoco del regime nazifascista mentre combattevano per restituire la libertà e la democrazia al popolo italiano. L’apologia di fascismo è un reato perseguibile a termini di Legge.

Ricordiamo che la cosiddetta Legge Mancino all’art.4 punisce "chi pubblicamente esalta esponenti, principi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”. In questo contesto normativo dovrebbe essere giudicata la pubblicazione della fotografia che ritrae Benito Mussolini con tanto di simbolo del Partito Nazionale Fascista e la scritta: “ L’unico Presidente della Repubblica che vorrei”.
 
Ci ha molto sorpreso e preoccupato che Nava abbia minimizzato e di fatto giustificato le aberranti prese di posizione della candidata Indiano. L’Anpi invita il candidato Sindaco ad esprimere una chiara e netta posizione di condanna di quanto avvenuto. Nella Costituzione Italiana e nelle Istituzioni democratiche, quale l’amministrazione comunale cittadina, non c’è posto per il neofascismo.
 
 
 
 
 
 
 

domenica 3 marzo 2013

LA POESIA DEI BAMBINI PER I PARTIGIANI FUCILATI A PESSANO

CELEBRAZIONE DEL 9 MARZO 1945

Gli studenti della classe IV A dell'Istituto Comprensivo Romagnosi con l'insegnante Massimiliana Mussi espongono il bellissimo lavoro realizzato in collaborazione con Enrico Mason del Comitato Unitario Antifascista ed elaborato per ricordare i Partigiani Caratesi.




Un particolare del grande disegno




Il gonfalone del Corpo Musicale SS. Ambrogio e Simpliciano
















Il Corpo Musicale in corteo















Le bandiere delle Associazioni con al centro il vessillo dell'Anpi di Carate Brianza















I gonfaloni di Carate Brianza e Pessano con Bornago















Il grande disegno dinanzi al Monumento alla Resistenza in Piazza Battisti



















Le bandiere delle Associazioni accanto al Monumento alla Resistenza















Il Monumento alla Resistenza in Piazza Battisti















Da sinistra: Loris Maconi, Presidente dell'Anpi provinciale di Monza e Brianza,
Dr. Michele Basilicata, Commissario straordinario di Carate Brianza e il
Sindaco di Pessano con Bornago, Dr. Giordano Luigi Mazzurana.















I ragazzi dell' Istituto Romagnosi leggono una poesia
composta per i Partigiani Caratesi















L'intervento del Commissario Basilicata















Marco Fumagalli, vicepresidente dell'Anpi di Carate Brianza




















Tiberio Maria Margelli, componente del direttivo
della sezione Anpi di Carate Brianza



















L'intervento del Sindaco di Pessano con Bornago,
Giordano Luigi Mazzurana















L'intervento di Loris Maconi, presidente dell'Anpi
provinciale di Monza e Brianza
















La Banda prosegue in corteo




 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Le bandiere delle sezioni Anpi di Carate Brianza
e Pessano con Bornago
 















Le autorità cittadine


















































COMMEMORAZIONE DEI PARTIGIANI CARATESI

In occasione della celebrazione dell’Anniversario della fucilazione a Pessano con Bornago dei Partigiani Caratesi il Comune di Carate Brianza in collaborazione con il Comitato Unitario Antifascista e per la difesa delle Istituzioni Repubblicane invita a partecipare alla manifestazione di cui si riporta programma e calendario:

DOMENICA 3 MARZO  celebrazione civile

Ore 9.30 S. Messa in Chiesa Prepositurale

Ore 10.30 Al “Monumento alla Resistenza”  in P.zza C.Battisti

Commemorazione alla presenza delle Autorità cittadine di Carate e Pessano e rappresentanti dell’ANPI.

Corteo al Cimitero per deporre le corone sulle tombe dei Partigiani caduti.

In caso di maltempo la manifestazione civile si terrà presso la Sala Consiliare del Municipio.

DOMENICA 10 MARZO

Ore 9.00 dal piazzale del Municipio partenza per Pessano con Bornago dove alle ore 10.00 avrà inizio la manifestazione.

venerdì 23 novembre 2012

GIORNATA DEL TESSERAMENTO A CARATE BRIANZA

BASTA CON L'ORRORE DELLA GUERRA NELLA STRISCIA DI GAZA

"Si levi un grido da tutto il mondo per far cessare questo orrore". Questo l'appello che lancia il presidente dell'Anpi, Carlo Smuraglia, per fermare quell'autentica guerra che vive la popolazione della striscia di Gaza. "Ancora una volta - commenta - si incendiano i rapporti tra Palestina e Israele. Cercare le ragioni di questa improvvisa recrudescenza è davvero un compito improbo. Di fatto, la situazione di un'intera popolazione (oltre due milioni) che vive praticamente reclusa in una sorta di recinto, è improponibile, considerando che si tratta di un popolo che ha diritto ad un suo territorio e alla pace. Che le risposte ad una situazione insostenibile non siano sempre controllabili, è, purtroppo, il frutto amaro di una situazione assolutamente inconcepibile. Quanto alle iniziative del Paese più potente, che dispone di strumenti e armi da guerra sofisticate, è drammatico il fatto che ancora una volta a pagare siano i civili e soprattutto i bambini, al seguito di una "reazione" che non esito a definire quantomeno sproporzionata". "Abbiamo visto delle immagini che non solo fanno riflettere, ma suscitano emozione e dolore; ed è facile immaginare quanto poco giovino alla convivenza ed alla speranza di un futuro pacifico. Ma non basta, perché si profila il rischio di un attacco di terra e di una vera e propria guerra, come sempre, facilmente estensibile al di là dei confini originari. Bisognerebbe davvero che la comunità internazionale si muovesse e facesse quanto necessario perché a questo conflitto, ma soprattutto alla situazione di Gaza cui prima accennavo, si ponesse fine." "È davvero inconcepibile - sottolinea il presidente nazionale dell'Anpi - che nel 2012 non si riesca a trovare la via per garantire, la pace e il diritto ad una propria terra, a ciascuno dei popoli, che sono destinati comunque a vivere vicini (se non addirittura a convivere) in un'area tutto sommato, limitata. L'ANPI non può che auspicare che questo diritti vengano finalmente riconosciuti e realizzati in concreto, in favore del popolo che da tempo ne è sostanzialmente privato, nella convinzione che non è con le armi che si troverà la strada della convivenza e della giustizia, ma solo con intese ed accordi che rendano giustizia ai diritti di tutti e non soltanto alle ragioni del più forte". "In ogni caso - conclude Carlo Smuraglia - il dramma della morte dei civili, delle famiglie inermi e soprattutto dei bambini deve cessare immediatamente. Si levi un grido da tutto il mondo per far cessare questo orrore, che muove a indignazione chiunque abbia un minimo senso di umanità".

GIORNATA CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE

“La Giornata Internazionale del 25 novembre, indetta dall’ONU contro la violenza alle donne, obbliga ogni organizzazione, istituzione e ciascuno di noi ad interrogarsi ed a prendere coscienza sulla realtà drammatica e crescente della violenza sessuale e fisica contro le donne, diffusa e in crescita anche nel nostro Paese, come confermano gli studi e le ricerche e testimoniano anche i sempre più frequenti efferati delitti ai danni di donne inermi". Questo l'inizio di un documento diffuso dalla Segreteria nazionale Anpi. "Una realtà - si aggiunge - che evidenzia il permanere di una cultura di possesso, dominio e sopraffazione nei confronti delle donne ancora fortemente presente, vissuta da molti uomini anche come reazione e ribellione alla mutata soggettività delle donne e alla loro aspirazione a rapporti umani basati sul rispetto, la parità di diritti e doveri, la dignità di ogni persona. E’ una realtà che gli studi rivelano esistere in prevalenza all’interno della famiglia e dei rapporti di coppia, ma che si manifesta anche nel fenomeno diffuso della tratta delle schiave del sesso provenienti dai Paesi del Sud del mondo o nella violenza sottile e insidiosa dell’immagine femminile diffusa dai media e nella pubblicità, che spesso riducono la donna a puro corpo da usare". L’ANPI ha posto a fondamento del suo impegno i valori universali dell’antifascismo, della libertà e della democrazia, che si concretizzano innanzitutto nel rispetto della persona umana e nel riconoscimento della sua dignità e dei suoi diritti. Antifascismo - si sottolinea - significa per noi dunque rifiuto di ogni cultura e pratica basata sulla prevaricazione, sopraffazione, umiliazione della dignità di ogni essere umano, della sua integrità fisica e morale, ed in particolare sul rifiuto del “machismo” che è stato tipico del fascismo. "Anche contro quello che è stato e resta un aspetto tipico della cultura e della pratica del fascismo si sono battute le partigiane e le donne nella Resistenza civile e si battono oggi le donne e gli uomini dell’ANPI, con l’obiettivo e l’impegno a creare nei rapporti tra uomini e donne comportamenti basati sul rispetto, sull’ascolto ed il riconoscimento reciproco. E’ questo un contenuto costitutivo e qualificante della società libera, democratica e giusta per la quale si sono battuti gli uomini e le donne della Resistenza e che trova il suo coronamento nella Costituzione repubblicana. "Per questo - conclude la Segreteria nazionale dell'Anpi - particolarmente in questa giornata, l’ANPI rinnova il proprio impegno a promuovere questi valori, è a fianco delle associazioni, delle istituzioni, dei centri antiviolenza che quotidianamente sono in prima fila in questa battaglia ed auspica un sempre più forte e fattivo impegno delle istituzioni, della scuola, e dei singoli cittadini".

SALVIAMO LA MEMORIA

Appello al Governo e al Parlamento per il 70° della Resistenza e della Guerra di Liberazione:"evitiamo il memoricidio, rendiamo protagonisti i giovani del presidio e della promozione delle radici dell'Italia". Firmato: Luciano Guerzoni per le Confederazione Italiana Associazioni Combattentistiche e Partigiane, Susanna Camusso per la Cgil, Raffaele Bonanni per la Cisl, Luigi Angeletti per la Uil. In un comunicato si legge che "Per le Celebrazioni del Settantesimo della Resistenza e della Guerra di Liberazione (43-45), eventi storici decisivi per la riconquista della libertà e della democrazia conculcate dalla dittatura fascista e dall'oppressore nazista, la Confederazione Italiana delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane e le Confederazioni CGIL, CISL, UIL, chiedono che nella Legge di Stabilità 2013-2015, attualmente all'esame e al voto della Camera dei Deputati, sia introdotta una previsione finanziaria triennale, come è sempre avvenuto per eventi similari a memoria delle fondamenta della Repubblica Italiana". La Confederazione delle Associazioni Combattentistiche e Partigiane e CGIL, CISL, UIL, con la partecipazione del Governo in rappresentanza dei poteri pubblici, intendono caratterizzare le celebrazioni con iniziative rivolte innanzitutto alle nuove generazioni delle scuole, delle università e del mondo del lavoro per contribuire alla loro formazione negli ideali, nei valori e nei principi affermati nella Costituzione Repubblicana affinché la gioventù italiana sia sempre più protagonista e artefice della rigenerazione della politica e delle istituzioni indispensabile per un futuro di libertà, giustizia, lavoro e benessere. All'apposito Comitato Nazionale in via di costituzione, sarà richiesta la partecipazione per il Governo dei ministri, dell'Istruzione, della Difesa e del Lavoro.

GOLI OTOK

Il TEATRO BINARIO 7 di Monza è lieto di invitarvi a GOLI OTOK | ISOLA DELLA LIBERTA’ 24 novembre ore 21 25 novembre ore 16 e ore 21 lettura scenica da un progetto di Elio De Capitani e Renato Sartitesto Renato Sarti con Elio De Capitani e Renato Sarti musiche Carlo Boccadoro produzione Teatro della Cooperativa in collaborazione con Mittelfest Aldo Juretich, un anziano nato a Fiume negli anni Venti, abitava a Monza. Dopo la Seconda Guerra mondiale visse la terribile esperienza di Goli Otok, il peggiore dei campi di internamento di Tito, in cui furono rinchiusi - dopo la rottura del Cominform fra la Jugoslavia e l'URSS – quei traditori che rimasero fedeli a Stalin. Fra mille altre sofferenze (fame, sete, malattie, atroci violenze) il principio fondamentale su cui si reggeva il sistema di Goli Otok era quello del revidirci, il "ravvedimento". Il prigioniero doveva rivedere la propria posizione e per dimostrarlo c’era un modo molto semplice: massacrare gli ex compagni, i propri amici, a volte i fratelli, i figli, i padri. Una volta finito l'internamento a Goli Otok per gli ex internati cominciava un secondo inferno: quello del rientro e del completo isolamento nella società. Nel testo Aldo (Elio De Capitani) viene visitato da un medico (Renato Sarti), anche lui di origine croata, il quale, dopo aver letto il libro Goli Otok, di Giacomo Scotti, riesce a convincerlo a raccontare la sua terribile esperienza. PER I SOCI ANPI: biglietto ridotto a 12 € anziché 18 € per tutte le repliche Prenotazione obbligatoria a patrizia.zocchio@libero.it Tutti gli appuntamenti GOLI OTOK: Sabato 24 novembre · Ore 11: il co-regista Renato Sarti, l’autore Giacomo Scotti e Ada Juretich presenteranno lo spettacolo in anteprima alla Biblioteca S. Gerardo di Monza nell’ambito della rassegna “Dietro le quinte“. Inoltre, alla biblioteca Civica di Monza sarà disponibile lo scaffale tematico Parole in catene · Ore 21: spettacolo al Teatro Binario 7. A seguire l‘intervento di Giacomo Scotti, autore di “Goli Otok“ Domenica 25 novembre · Ore 16: spettacolo al Teatro Binario 7. A seguire l‘intervento di Giacomo Scotti, autore di “Goli Otok“ · Ore 21: ultima replica dello spettacolo Per informazioni:Teatro Binario 7 Via Filippo Turati 8 20900 Monza www.teatrobinario7.it promozione@ladanzaimmobile.it tel. 039 9191180

lunedì 5 novembre 2012

LE VOCI DELLA PROTESTA. DEMOCRAZIA ALLA PROVA.

SABATO 10 NOVEMBRE 2012 presso Camera del Lavoro CGIL Monza e Brianza (via Aspromonte, Monza), ore 15-19
Convegno con: Roberto Biorcio (Docente alla Bicocca di Milano cattedra di sociologia) Livio Pepino Magistrato (autore di Non solo un treno ...La democrazia alla prova della Val Susa) Alessandro Pollio Salimbeni (vicepresidente ANPI Nazionale) Genova, Luglio 2001: il 5 Luglio 2012 la Cassazione conferma in via definitiva le condanne per falso aggravato, confermando l'impianto accusatorio della Corte d'Appello. I Giudici hanno usato per quei giorni l'espressione di "democrazia sospesa". No TAV, No TEM, la protesta dei minatori sardi. Il conflitto che coinvolge differenti bisogni all'ILVA di Taranto, docenti e studenti in lotta per difendere l'istruzione pubblica. Voci inascoltate di un sociale che si scontra con una classe dirigente che ha evidenziato incapacità politica. L'Associazione Italiana Partigiani d'Italia Monza e Brianza sente il bisogno di riprendere i valori delle Costituzione per iraffermare la difesa dei diritti e favorire il confronto critico. E' necessario superare una sterile contrapposizione per riaffermare la strada maestra del confronto democratico.

OMAGGIO A GIOVANNI PESCE E NORI BRAMBILLA

Martedì 6 Novembre, alle ore 18.00, a Palazzo Marino, Sala Alessi (Piazza Scala, 2), omaggio a Giovanni Pesce, nel 5° anniversario della scomparsa, medaglia d'oro al valor militare e a Nori Brambilla, sua moglie, ambrogino del Comune di Milano, edizione 2006. scomparsa il 6 novembre 2011. Interventi. Roberto Cenati, Presidente ANPI Provinciale di Milano. Onorio Rosati, Segretario Generale Camera del Lavoro. Franco Giannantoni, Storico. Tiziana Pesce, figlia di Giovanni e Nori. Aglaia Zannetti leggerà brani dai testi di Giovanni e Nori Pesce. L'ANPI Provinciale di Milano e la Camera del Lavoro insieme al Comune di Milano ricordano le prestigiose figure dei due partigiani, che diedero un contributo fondamentale per la liberazione del nostro Paese dal nazifascismo. Giovanni ed Onorina riposano al Famedio del Cimitero Maggiore di Milano.

CONTRO IL NEOFASCISMO, IL NAZISMO E L'ANTISEMISTISMO.

Contro il neofascismo, il nazismo e l’antisemitismo. Questa la triplice parola d'ordine che sintetizza un ordine del giorno approvato dal Comitato Nazionale dell’ANPI. "Considerato - si spiega - che le manifestazioni neofasciste si stanno moltiplicando in tutta Italia, con adunate, celebrazioni della Marcia su Roma, raduni a Predappio, indizioni di assemblee pubbliche in tutta Italia; che tutto questo si unisce ad episodi gravissimi come quello del sacrario in ricordo di Rodolfo Graziani e ad altri addirittura ridicoli come quello del preside che ha tentato di collocare nell’aula magna di una scuola il ritratto di Benito Mussolini o la proposta, a Forlì, di intitolare l’aereoporto della città a Benito Mussolini; che, ancora, tutto questo si collega, più o meno direttamente, alle contemporanee irruzioni di giovani della destra fascista in alcune scuole di Roma. "Considerato altresì - si aggiunge - che basta immettersi nella rete per trovare, manifestazioni altrettanto (e spesso più ancora) inaccettabili di fascismo e razzismo, con simboli inequivocabili e raccapriccianti; che su vari siti nel web, appaiono quotidianamente scritti d’immonda propaganda antiebraica, che vanno perfino al di là del più bieco negazionismo, per irridere al sacrificio di Anna Frank, fare dichiarazioni deliranti di soddisfazione per la morte di Shlomo Venezia, e così via, in un crescendo di brutalità e di razzismo senza limiti." Il Consiglio nazionale dell'Anpi "ritiene che la misura sia ormai colma e che si debba finalmente porre fine a questa orgia di apologia del fascismo e dell’ideologia di un partito che ha ucciso oppositori, altri ne ha destinati a lunghi periodi di detenzione e/o di confino, ha mandato a morire tanti giovani in guerre assurde e perdute, ha perseguitato gli ebrei con le leggi razziali e in tante altre forme, in aiuto alle barbarie dei nazisti". "Considerato altresì che non è più tollerabile che non siano gli organi di Stato, le istituzioni pubbliche a far cessare queste vergognose manifestazioni, che richiamano alla mente soltanto orrore e morte e che è tempo che intervenga il Governo, si muovano i Prefetti e i Questori, i preposti all’ordine pubblico, l’Autorità giudiziaria, per quanto di competenza di ciascuno. È fortemente auspicabile, nel contempo, che alla latitanza di molti partiti e della politica su queste tematiche, si sostituisca un rinnovato impegno". "Ritenuto - continua la nota - che non è più accettabile che, nel nostro sistema giuridico, manchi ancora una normativa diretta a troncare il diffondersi di fenomeni come quelli sopra descritti, su un “palcoscenico privilegiato” come quello del web e che sarebbe ora che il Governo procedesse alla ratifica del "protocollo addizionale alla Convenzione di Budapest" relativo agli atti di natura razzista e xenofoba, promosso dal Consiglio di Europa per un migliore coordinamento delle polizie per la prevenzione e repressione dei crimini informatici, con specifico riferimento alle varie forme di antisemitismo e razzismo". "Questa sciagurata éscalation di neofascismo e di razzismo - si sottolinea - deve trovarsi di fronte ad una barriera opposta dall’intera struttura dello Stato democratico, prima ancora che siano i cittadini ad opporsi, come peraltro stanno facendo, in tanti e da tempo, ma inutilmente. Di questo quadro vergognoso se ne cominciano ad accorgere anche all’estero, dove non pochi giornali hanno dedicato largo spazio (ovviamente critico) alla vicenda del Sacrario per Graziani. Abbiamo attraversato periodi sgradevoli – oggi superati – in cui il nostro Paese veniva considerato con alterigia e disprezzo da altri popoli. Non possiamo accettare che ci considerino come un luogo pieno di “nostalgici”, che aspirano ad allinearci con alcuni tra i Paesi meno democratici di Europa". L’ANPI - si ricorda - ha lanciato un programma di impegno antifascista, il 25 luglio 2012, assieme all’Istituto Cervi ed ha invitato tutti i propri organismi periferici a mobilitarsi per difendere la nostra Carta Costituzionale. Ma bisogna fare ancora di più e bisogna coinvolgere i troppi cittadini disattenti o distratti, che ignorano o sottovalutano la pericolosità di questo fenomeno e di tutto ciò che sta accadendo in tante parti d’Italia. Soprattutto, occorre che siano coinvolte le istituzioni, a cominciare dal Governo". L’ANPI - si annuncia - chiederà un incontro al Ministro dell’interno per consegnare formalmente un dossier con le notizie delle principali manifestazioni fasciste e razziste dell’anno in corso, per valutare la situazione e le prospettive e chiedere che si superi l’arcaica concezione secondo la quale questi fatti possono porre, al più, qualche problema di ordine pubblico, per entrare, invece, in campo con decisione, in tutte le forme previste dalla legge, in difesa della democrazia e dei valori portanti della Costituzione. Analoga richiesta di incontro verrà indirizzata al Ministro della Pubblica Istruzione, perché non c’è dubbio (era scritto perfino nella legge “Scelba” del 1952, all’art. 9) che è proprio dalla scuola che occorre partire per creare una vera cultura democratica e antifascista, fornendo ai giovani dati storici e informazioni concrete su ciò che è avvenuto, in Italia, dal 1922 al 1945. Allo stesso Ministro, che ha partecipato, lo scorso anno, ad un viaggio – con studenti – ad Auschwitz, si chiederà un impegno per contribuire a rimuovere ogni ostacolo che si sta opponendo ai viaggi della memoria, tanto importanti anche ai fini formativi. Verrà, altresì, richiesto un incontro col Vicepresidente del Consiglio superiore della Magistratura, per studiare le forme di sensibilizzazione, su questi temi, all’interno del sistema giudiziario, anche mediante inserimento di alcune specifiche materie nei corsi di formazione, centralizzati e decentrati. Infine, verrà chiesto un incontro al Ministro per la cooperazione internazionale Andrea Riccardi, che più volte ha assunto ferme posizioni specialmente a riguardo delle manifestazioni di razzismo e antisemitismo, per valutare quali iniziative possano essere assunte, sotto ogni profilo, per stroncare i gravi fenomeni più sopra denunciati, anche prendendo ispirazione da quanto si è fatto e si sta facendo in altri Paesi europei contro il negazionismo e raccogliendo gli appelli che sono comparsi anche sulla stampa (v. articoli di M. Pirani su “Repubblica” del 1 e 10 ottobre 2012). "Nei prossimi mesi - si preannuncia - si compirà una verifica attenta di quanto si è potuto attuare e dei concreti risultati raggiunti; verifica che sarà peraltro effettuata in forma pubblica, ed eventualmente in concorso con altre Associazioni interessate, anche per il coinvolgimento della cittadinanza nel suo complesso". "L’ANPI - sottolinea il documento - tiene a ribadire, conclusivamente, che non è questo il Paese che sognavano i combattenti per la libertà e che è necessario ricondurlo al più presto entro i binari della legalità, della democrazia e dell’antifascismo, anche per rispetto al sacrificio di quanti hanno perduto la vita, combattendo contro i fascisti ed i tedeschi, per dare al nostro Paese la libertà. Tutta l’Associazione è fortemente impegnata – e deve esserlo sempre di più – per impedire una insopportabile deriva, populista, razzista e nostalgica del fascismo; ci dobbiamo considerare permanentemente impegnati a difendere i valori della democrazia e della Costituzione".