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sabato 4 settembre 2010

SAKINEH LIBERA !


Sakineh libera”. Inizia così una presa di posizione della Presidenza e della Segreteria nazionale dell’Anpi. Che così prosegue: “Facciamo risuonare con forza, diffusamente, questo appello di civiltà e giustizia”. “L’ANPI – si sottolinea – sostiene pienamente la grande mobilitazione avviata in tutto il Paese per salvare questa donna da una condanna atroce, disumana, che non può essere tollerata”. “Fa appello inoltre ai Governi del mondo affinché – conclude la presa di posizione della Presidenza e della Segreteria nazionale dell’Anpi – mettano in campo utili misure di dialogo e pressione per bloccare questo scempio”.

lunedì 30 agosto 2010

DELL' UTRI A COMO, PROTESTA DELL' ANPI.

Il comitato direttivo dell' A.N.P.I. di Como valuta che offende e addolora la decisione degli organizzatori di Parolario, rassegna culturale legata alla tradizionale Fiera del Libro, di ospitare quest'anno il sen. Marcello Dell'Utri, già condannato in appello per concorso esterno in associazione di tipo mafioso e noto per le sue numerose dichiarazioni a sostegno del fascismo e di Mussolini, che lunedì 30 agosto alle ore 18 presenterà i diari presunti o veri di Mussolini.
Indigna e addolora che ad una manifestazione culturale gli organizzatori, fra i tanti esponenti della cultura italiana e straniera, non abbiano saputo trovare di meglio di un personaggio sostenitore e propugnatore di una cultura fascista e mafiosa che costituisce una umiliazione per i valori di libertà e giustizia rappresentati dalla Lotta di Liberazione contro il fascismo e il nazismo e per la città che ha la custodia del Monumento alla Liberazione Europea, inaugurato dal presidente della Repubblica Sandro Pertini, medaglia d'oro della Resistenza.
Al sen. Dell'Utri, che recentemente ha affermato che il suo eroe è lo stalliere Vittorio Mangano (il quale, processato per mafia, non ha parlato, rifiutando di fare i nomi dei suoi mandanti), vogliamo rispondere che noi, partigiani e antifascisti comaschi, abbiamo diversi eroi, da Enrico Caronti a Pier Amato Perretta, che, sebbene sottoposti ad orribili torture, non hanno fatto i nomi dei loro compagni, sacrificando le loro vite per i principi di libertà e democrazia ispiratori della nostra Costituzione.

Il direttivo A.N.P.I. di Como

venerdì 27 agosto 2010

ECCO IL NUOVO SITO DELL' ANPI NAZIONALE !

Finalmente è attivo il nuovo sito dell' Anpi nazionale !

Ecco di seguito l' intervista a Raimondo Ricci, Presidente nazionale dell’ANPI.

Raimondo Ricci, Presidente nazionale dell’ANPI, nel prendere atto con palese soddisfazione dell’inaugurazione del nuovo sito web dell’ANPI, muove da un’affermazione più volte ribadita: «La nostra associazione non è, e non intende in alcun modo svolgere il ruolo di un partito politico, per il semplice motivo che essa riconosce l’essenzialità e insostituibilità del ruolo dei partiti nello svolgimento delle funzioni che ai partiti politici attribuisce l’art. 49 della nostra Costituzione, secondo il quale “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.

Ciò premesso – aggiungte – occorre tener bene presente che la nostra associazione, negli oltre sessanta anni dalla sua costituzione avvenuta in Roma nel giugno del 1944, ha sempre ritenuto proprio inderogabile dovere formulare valutazioni e assumere iniziative sulla vita istituzionale e politica della nostra comunità nazionale in tutte le situazioni varie e complesse che l’hanno caratterizzata, dalla Liberazione ad oggi. Questo ruolo è stato determinato dall’esigenza, fortemente sentita da tutti coloro che si erano battuti, con grandi sacrifici di sofferenza e di sangue, contro i totalitarismi fascista e nazista al fine di garantire la vigile tutela e la concreta attuazione della nuova identità democratica scaturita per il nostro Paese dalla vittoria delle forze della Liberazione».

Quella vittoria, la sconfitta del fascismo e del nazismo, appartengono al passato, risalgono a oltre 60 anni or sono e si identificano con la data reale e simbolica del 25 aprile 1945; quale funzione l’ANPI può svolgere nella realtà attuale?

«L’ANPI – risponde il presidente dell’Anpi – e con essa tutte le associazioni e gli enti culturali che si richiamano alla Resistenza possono svolgere, sono chiamati a svolgere, una funzione fondamentale che concerne l’essenza stessa dell’identità politica ed etica della nostra comunità nazionale. Questa identità, che è concretamente definita dai risultati a cui riuscì ad approdare la Resistenza, è quella che definirei l’eredità preziosa del 25 aprile. Si tratta essenzialmente della trasformazione del nostro Paese da monarchia a repubblica e dell’elaborazione e approvazione a larga maggioranza della Costituzione, fondamento assoluto di quella nuova identità. Non è stata però una conquista definitiva, perché il fascismo non è stato una malattia transitoria della nostra nazione ma ne ha permeato profondamente la storia. Mi piace, a questo proposito, ricordare la definizione di Gobetti del fascismo come “autobiografia della nazione”. Voglio con questa espressione riferirmi alle arretratezze, alle ingiustizie di carattere sociale e alle forme di potere autoritarie, presenti nella storia del nostro Paese, che nel fascismo hanno trovato una sublimazione e delle quali è possibile riscontrare una continuità di caratteri anche successivamente al grande risultato del 25 aprile”.

Intende dire che il fascismo ha continuato, se non a esistere come dittatura, a minacciare la democrazia italiana?

«L’instaurazione della democrazia è stata molto difficile e molto sofferta, come lo dimostra anche la fase attuale. Se ci fossero state le condizioni per un’autentica democrazia condivisa da tutte le forze politiche, l’antifascismo avrebbe potuto essere relegato tra i ricordi, ma siccome non è stato così, l’antifascismo è stato sempre vigile, e l’ANPI con esso: dalle giornate di Genova del giugno 1960, alle stragi di piazza Fontana e di piazza della Loggia, a quelle del treno Italicus e della stazione di Bologna, e ai tentativi di colpo di Stato come quello del generale De Lorenzo. Nella fase attuale le spie d’allarme, sebbene sotto altre forme, sono presenti, e quello dell’ANPI è un ruolo che deve appartenere a più generazioni»

Qual è il rapporto tra la decisione di modificare lo Statuto per permettere l’iscrizione all’ANPI anche a chi non aveva partecipato alla lotta partigiana e il ruolo attuale dell’Associazione?

“Quando al termine del congresso di Chianciano, nel 2006, prendemmo questa decisione, aprendo le porte anche a quanti condividono i valori e le prospettive della democrazia sorta dalla Liberazione dell’Italia dal giogo nazifascista, tutti la salutammo come una decisione di svolta; infatti la differenza con altre associazioni combattentistiche sta nella nostra scelta di aprirci alla società civile. L’iscrizione dei giovani all’ANPI ha precisamente questo significato. Dal colloquio e dall’intesa tra le generazioni possono nascere le risorse per far sì che il nostro Paese progredisca in modo positivo».

Ecco, appunto, qual è la situazione del nostro Paese, vista dall’ANPI e più in particolare da un partigiano?

“È evidente che c’è una deriva della politica che cerca di impoverire i valori fondanti della nostra Repubblica. È sempre più evidente che l’approdo del cosiddetto revisionismo storico è la modifica della Costituzione. Per questo sempre più giovani – e non solo giovani visto che moltissimi intellettuali, scrittori, attori, imprenditori hanno chiesto in questi ultimi mesi l’iscrizione all’ANPI – sentono il bisogno di impegnarsi in prima persona nella difesa della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza”.

Ma per uscire da questa deriva cosa si dovrebbe fare?

«Tornare all’esperienza del CLN, del Comitato di Liberazione Nazionale. Politicamente infatti, il segreto del successo delle forze antifasciste fu la capacità di riuscire a mantenere sempre l’unità. E guardi che non era semplice per un organismo che rappresentava i comunisti e i democratici cristiani, il partito d’azione e i monarchici, i socialisti e i liberali. Eppure ci riuscirono perfino davanti alla spinosissima questione della monarchia o della Repubblica che rischiava di dividere le forze. Questo problema è stato saggiamente accantonato e si è deciso di dare priorità alla lotta antifascista e di rinviare la decisione tra monarchia e Repubblica a guerra conclusa, come di fatto avvenne con il referendum del 2 giugno 1946. Il senso di questo ritorno simbolico all’esperienza del CLN è che solo con un consapevole processo di unità di intenti ci si potrà opporre a chi sta tentando di spazzar via le conquiste del nostro secondo Risorgimento, raggiunte in difesa della Repubblica e della democrazia.

In definitiva l’ANPI può contribuire a svolgere un compito patriottico importante, e per fare ciò bisogna esercitare una funzione critica – ma costruttiva – in una duplice direzione: nei confronti dei partiti politici di opposizione, per svolgere il ruolo di coscienza critica anche in vista di un’alternativa di governo; nei confronti dell’intera realtà politica e sociale nazionale, dando voce a tutti i cittadini affinché riescano ad esprimere il loro profondo disagio e la volontà di cambiare il nostro Paese».

Anche un sito internet, secondo Lei, può essere utile per questa funzione critica e costruttiva?

«Certamente. La disponibilità dei mezzi di comunicazione è molto importante e quindi saluto l’inaugurazione del nuovo sito internet dell’ANPI come un positivo strumento di comunicazione e mobilitazione, capace di tenere assieme gli insegnamenti del passato e la vigilanza democratica del presente, con un occhio rivolto al futuro». (m.u.)

giovedì 26 agosto 2010

GIOVANNI BATTISTA STUCCHI


A TRENT’ANNI DALLA SCOMPARSA DI GIOVANNI BATTISTA STUCCHI:
L’ANPI RICORDA IL GRANDE COMBATTENTE PER LA LIBERTA’

Il 31 agosto del 1980 moriva a Bellamonte (TN) Giovanni Battista Stucchi, eminente rappresentante della Resistenza e importante figura della politica italiana e monzese del dopo guerra.
Stucchi nasce a Monza il 9 ottobre del 1899.
Subito dopo gli studi partecipa alla prima guerra mondiale.
Laureatosi in giurisprudenza all’età di 22 anni, esercita la professione a Monza e rifiuta di iscriversi al partito fascista e al sindacato forense fascista e, per questo, subisce le prime discriminazioni.
Alla vigilia della seconda guerra mondiale viene richiamato alle armi come capitano degli alpini e assegnato al corpo di spedizione italiano in Russia.
Avrebbe potuto essere esonerato ma decise di partire perché, come egli stesso scrisse : ‟ non mi sarei mai perdonato di recitare l’ignobile parte dell’armiamoci e partite.”
Tornato in Italia ebbe i primi incontri con rappresentanti dell’antifascismo, tra i quali Gianni Citterio e Antonio Gambacorti Passerini .
Nel 1943, dopo essere sfuggito alla cattura da parte dei tedeschi, si unì alla lotta partigiana.
In qualità di rappresentante del Partito Socialista Italiano, venne nominato componente del “Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia” di Milano con il nome di battaglia di “Magni” .
Nel 1944 venne nominato delegato militare, con il compito di mantenere i rapporti tra la Resistenza e le forze alleate a Lugano ed assunse il nuovo nome di battaglia di “Marco Federici”.
Il 5 settembre del 1944 “Federici” chiese ed ottenne di essere inviato nella val d’Ossola, dove
fu nominato comandante unico delle formazioni Partigiane.
Dopo la caduta della repubblica dell’Ossola, per mano dei nazifascisti, Stucchi continuò la lotta partigiana.
Nell’ottobre del 1944 fu nominato capo di stato maggiore del Corpo Volontari della Libertà e responsabile delle brigate partigiane “Matteotti”:
In occasione della Liberazione sfilò in prima fila per le vie di Milano accanto a Parri, Longo, Mattei, Cadorna ed Argenton.
Dopo la Liberazione ritornò ad esercitare la sua professione a Monza ed assunse importanti ruoli politici.
Fu eletto deputato nelle file del Partito Socialista dal 1953 al 1958 ricoprì la carica di consigliere comunale a Monza dal 1946 al 1975.
Riposa nel campo della gloria del cimitero di Monza accanto ad altri 85 caduti della Resistenza.
Ricordando la terribile esperienza della campagna di Russia Stucchi scrisse:“ dopo aver camminato a lato della morte vedevo tutto chiaro…… sapevo che il ritorno alla mia casa sarebbe stata una tappa, dopo la quale avrei ripreso la strada. Avrei continuato a camminare fino a raggiungere quella meta che non era solo la mia, ma quella dell’intero popolo italiano, cui appartenevo: libertà di tutti e giustizia per tutti in una patria che fosse sintesi della parità dei diritti e dei doveri tra i cittadini e non l’espressione della somma degli egoismi di gruppi potere”.
Parole di grande valore, che dovrebbero rappresentare un forte monito anche per la povera realtà politica di oggi.
L’ANPI di Monza e Brianza ricorderà la figura di Stucchi con una importante iniziativa, alla quale parteciperà l’on. Armando Cossutta,vice presidente dell’ANPI nazionale (di cui vi comunicheremo data e luogo di svolgimento).

Comitato provinciale dell’ ANPI di Monza e Brianza

giovedì 12 agosto 2010

12 AGOSTO 1944, STRAGE NAZIFASCISTA A SANT' ANNA DI STAZZEMA

Per non dimenticare
Gli orrori di una guerra, di tutte le guerre
A Sant’Anna di Stazzema, la mattina del 12 agosto 1944, si consumò uno dei più atroci crimini commessi ai danni delle popolazioni civili nel secondo dopoguerra in Italia.

La furia omicida dei nazi-fascisti si abbattè, improvvisa e implacabile, su tutto e su tutti. Nel giro di poche ore, nei borghi del piccolo paese, alla Vaccareccia, alle Case, al Moco, al Pero, ai Coletti, centinaia e centinaia di corpi rimasero a terra, senza vita, trucidati, bruciati, straziati.

Quel mattino di agosto a Sant’Anna uccisero i nonni, le madri, uccisero i figli e i nipoti. Uccisero i paesani ed uccisero gli sfollati, i tanti saliti, quassù, in cerca di un rifugio dalla guerra. Uccisero Anna, l’ultima nata nel paese di appena 20 giorni, uccisero Evelina, che quel mattino aveva le doglie del parto, uccisero Genny, la giovane madre che, prima di morire, per difendere il suo piccolo Mario, scagliò il suo zoccolo in faccia al nazista che stava per spararle, uccisero il prete Innocenzo, che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente, uccisero gli otto fratellini Tucci, con la loro mamma. 560 ne uccisero, senza pietà in preda ad una cieca furia omicida. Indifesi, senza responsabilità, senza colpe. E poi il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, gli animali, le masserizie. A Sant’Anna, quel giorno, uccisero l’umanità intera.

La strage di Sant’Anna di Stazzema desta ancora oggi un senso di sgomento e di profonda desolazione civile e morale, poiché rappresenta una delle pagine più brutali della barbarie nazifascista, il cancro che aveva colpito l’Europa e che devastò i valori della democrazia e della tolleranza. Rappresentò un odioso oltraggio compiuto ai danni della dignità umana. Quel giorno l’uomo decise di negare se stesso, di rinunciare alla difesa ed al rispetto della persona e dei diritti in essa radicati.

martedì 3 agosto 2010

IMBAVAGLIATE LE STATUE DEI PARTIGIANI


Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2010 ignoti vandali - ma forse non tanto ignoti - hanno sfregiato le due statue bronzee collocate presso Porta Lame,a Bologna. Il Partigiano e la Partigiana opera dello scultore Luciano Minguzzi. Le statue sono state imbavagliate con nastro adesivo, coperto poi da alcune strisce di stoffa bianca.

Il messaggio alla Resistenza e all’antifascismo è chiaro: impedire di raccontare, specialmente alle giovani generazioni, che cosa è stata la lotta antifascista e di liberazione dal nazismo e dal fascismo.

Ma i partigiani non si fecero imbavagliare nemmeno in quel lontano 7 novembre 1944 quando, dopo una giornata di durissima battaglia, presso Porta Lame sconfissero le imponenti forze naziste e fasciste.

I partigiani e gli antifascisti dell’ANPI non si lasceranno intimidire e reagiranno intensificando i loro contatti con i giovani per spiegare cosa siano stati il ventennio fascista e la repubblica sociale.

lunedì 19 luglio 2010

GRAZIE A DARIO VENEGONI PER IL DECENNALE IMPEGNO.

Dopo dieci anni auguri al nuovo sito dell'ANPI

Questa è la prima volta – e sarà anche l’ultima – in cui mi rivolgerò in prima persona a tutti i nostri lettori. Dopo un decennio di lavoro per il sito Internet dell’ANPI, è venuto il tempo, per me, di passare la mano. Ho chiesto quasi un anno fa alla Presidenza dell’ANPI di sollevarmi dall’incarico di responsabile di questo sito, e questo cambio ora può realizzarsi, all’indomani della seconda Festa Nazionale dell’ANPI di Ancona.

Sembra passato un secolo da quando Tino Casali mi affidò l’incarico di fondare un sito che rappresentasse la voce dell’ANPI in rete. Non erano molte, allora, le organizzazioni “serie” a utilizzare questo strumento. Il Web non aveva ancora la pervasività e la diffusione planetaria di oggi; le mail erano ben lungi dal sostituire la posta tradizionale; di fibre ottiche ancora non si parlava e si utilizzavano modem da 54 Kb/s che rendevano problematico anche il semplice download della più piccola immagine (e guai a parlare di files audio o video!).

Il sito dell’ANPI nazionale è nato il 25 aprile 2000. La grafica della home page era esattamente la stessa del giugno 2010, e testimoniava delle nostre ambizioni: il sito si riprometteva di essere non solo e non tanto vetrina dell’attività dell’associazione, ma una fonte di informazione importante per le nuove generazioni sui temi della Resistenza, del fascismo, della seconda guerra mondiale, sui quali – già allora – si andava infittendo l’offensiva revisionistica.

L’idea attorno alla quale ho costruito 10 anni fa questo sito era quella che vi fosse grande spazio in Internet per una informazione seria, autorevole, di prima mano, sui temi che ci sono cari, anche se ancora solo pochissime organizzazioni simili alla nostra utilizzava questo strumento. Di qui la scelta di non fondare un “portale” ma un “sito”; non una vetrina di quanto c’era in rete (anche perché c’era pochissimo: persino Wikipedia non esisteva ancora), ma un mezzo di informazione e di documentazione (sulla Resistenza, ma più in generale sul fascismo e la guerra) nuovo, autonomo e originale. Corollario di non poco conto, non avremmo copiato niente dall’esterno, ma prodotto in proprio tutti i nostri contenuti, con l’obiettivo di affermarci come fonte autorevole e autonoma.

Quando il sito andò online dietro la “facciata” della home page si trovavano non più di una trentina di pagine. Conscio della povertà dei contenuti avevo trovato un escamotage per rendere evidente un continuo aggiornamento del sito: in home page, alla voce “Accadde oggi”, ogni giorno pubblicavo un anniversario degno di nota per quella specifica data, attingendo da un archivio di avvenimenti notevoli per ogni giorno dell’anno redatto appositamente da Alessandra Lombardi. Sapevo di caricarmi in quel modo – in assenza di software più duttili, oggi largamente disponibili – del compito di aggiornare ogni giorno se non altro quella parte del sito. E così avvenne, giorno dopo giorno, estate e inverno, feriali e festivi compresi… Fino a che quello spazio non si rivelò funzionale alla pubblicazione di notizie d’attualità, che finalmente cominciavano ad arrivare, tanto che il nome della rubrica è stato cambiato in “Accade oggi”.

In questo decennio il sito è enormemente cresciuto, grazie alla collaborazione di un piccolissimo gruppo di giornalisti che hanno collaborato con me, prestando gratuitamente la propria opera. Nessuno si offenderà, spero, se in questa circostanza mi limito a fare un nome solo, per tutti: quello di Nando Strambaci, “arruolato” fin dall’inizio per scrivere “qualche biografia” di partigiani. In un decennio ne ha scritte oltre 2.500, ben 500 delle quali solo nell’ultimo anno: un lavoro enorme, fatto con pazienza, rigore e amore che ha portato a comporre sul nostro sito la più vasta galleria di combattenti dell’antifascismo e della Resistenza esistente in rete. Adesso che cedo questa responsabilità, Strambaci potrà scrivere anche la scheda di mio padre Carlo Venegoni, antifascista, condannato dal Tribunale Speciale, incarcerato, chiuso in un campo di concentramento fascista, deportato in un lager nazista: non potendo scrivere le schede di tutti i combattenti della Resistenza, fin qui glielo avevo vietato (scusa, papà!).

Vorrei ringraziare in questa occasione i dirigenti dell’ANPI che per dieci anni mi hanno rinnovato la propria fiducia, lasciandomi piena libertà di iniziativa. Non ho mai avuto un solo motivo di contrasto, nessuna ingerenza nel mio lavoro di direttore responsabile di questo strumento di comunicazione. Ad Arrigo Boldrini, a Tino Casali, a Raimondo Ricci e a tutti i compagni che si sono succeduti alla Presidenza e alla Segreteria nazionali dell’ANPI il mio più sincero ringraziamento, che vorrei estendere alle compagne e ai compagni dell’apparato di Roma e ali moltissimi iscritti con i quali sono entrato in contatto in questo periodo.

Il mio più grande rammarico è stato quello di non avere potuto completare la digitalizzazione del libro Aula IV, pubblicato diversi anni fa a cura dell’ANPPIA, con la raccolta delle principali sentenze del Tribunale Speciale fascista. La pubblicazione di quel libro in versione digitale è stata bloccata parecchi anni fa dalla stessa ANPPIA, che manifestò il proposito – purtroppo non realizzato – di gestire in proprio quel progetto. Peccato, non riesco a dire altro: quei nomi di strenui oppositori del fascismo condannati dal regime a lunghissime pene detentive meriterebbero di essere conosciuti dalle nuove generazioni, e la rete sarebbe un ottimo strumento per raggiungere quel risultato.

Oggi questo sito si appresta a voltare pagina. Il rinnovamento tecnologico – che già si imponeva da diversi anni, e che solo considerazioni di carattere economico hanno fin qui rimandato – sarà reso possibile dall’impegno e dalle capacità di un nuovo netmaster, Giovanni Baldini. Michele Urbano mi sostituirà come responsabile politico-giornalistico, con l’ausilio finalmente di una vera redazione, che fin qui è mancata.

La sfida che attende i nuovi responsabili, ovviamente, non è solo tecnologica. Tutt’altro. In questi ultimi 15 anni si è passati da un Parlamento nel quale la stragrande maggioranza degli eletti aveva nella Resistenza e nell’antifascismo le proprie radici a un nuovo Parlamento, nel quale tali radici sono negate apertamente da una vastissima maggioranza, alla quale si oppone una minoranza che su questi temi appare – se posso dirlo – quantomeno distratta.

Contemporaneamente, il trascorrere degli anni ha falcidiato drammaticamente la schiera dei partigiani e dei resistenti, i quali al contrario un decennio fa erano ancora tra i protagonisti attivi della vita nazionale. Una nuova leva di antifascisti si avvicina ora all’ANPI, mentre si moltiplicano, tra le forze della maggioranza, le tentazioni di rivalutare apertamente il fascismo, di attentare all’unità nazionale, di stravolgere la Costituzione repubblicana dando il via a una legislazione tendenzialmente razzista, xenofoba, antidemocratica.

Non si tratta quindi oggi per noi di dire le cose di sempre con un mezzo nuovo, quanto piuttosto di declinare in modo nuovo i valori la cui custodia ci è stata affidata dalla generazione dei partigiani e dei resistenti. Si tratta di parlare in modo diverso dal passato a generazioni che crescono in un mondo che non è più quello dei nostri padri.

Questa è la sfida che il sito, rinnovato, si troverà ad affrontare nei prossimi mesi e anni. In questo impegno io continuerò a seguire questa mia carissima creatura, luce dei miei occhi, pur dai nuovi incarichi che mi è capitato di assumere in seno all’ANED, l’Associazione degli ex deportati nei campi nazisti.

Alla nuova redazione del sito i miei più affettuosi auguri. Un arrivederci di cuore alle migliaia di lettori che mi hanno scritto: ho fatto il possibile per rispondere sempre in tempi rapidi a tutti; mi scuso se in rari casi non ci sono riuscito. Alle centinaia di migliaia di visitatori che in questi anni ci hanno letto e seguito un saluto affettuoso: continuate a starci vicino, c’è sempre più bisogno dell’intelligenza e dell’impegno di tutti!

Dario Venegoni

giovedì 1 luglio 2010

GLI ANTIFASCISTI NON RESTINO ALLA FINESTRA

Con questo titolo, che sottoscriviamo con tutto il cuore, l'Unità del 22 giugno pubblica l'articolo che segue, a firma di Stefania Scateni. Lo riportiamo salutando con gioia quest'iniziativa ed invitando le antifasciste e gli antifascisti che leggeranno, se non l'hanno già fatto, a non restare neppure loro alla finestra, ed unirsi all'ANPI.

«Non è tempo di stare alla finestra. Non è tempo di indifferenza né di ignavia, tantomeno di accidia. E' tempo di trasformare lo sconcerto, la rabbia e la paura, di scegliere se continuare ad affannarsi per nuotare in una marmellata culturale e politica che confonde verità e menzogna, libertà e sopruso, sfigurando il tutto in un grande schermo azzurro e piatto, oppure tirarsi fuori dal blob e dare aria al cervello. In poche parole, prendere posizione. C'è bisogno di rivivere il significato morale, prima ancora che politico, dell'antifascismo e della nostra Costituzione democratica. La ricchezza dell'insegnamento che ci arriva dalle donne e gli uomini che si sono schierati e hanno combattuto per costruirla vanno coltivati e ripresi, insegnati, testimoniati di nuovo.

Molti ragazzi italiani (come ci ha raccontato il 9 giugno Gabriella Gallozzi su questo giornale) lo hanno fatto iscrivendosi all'Anpi: tanti nuovi “antifascisti”, “volontari per la democrazia” nell’Associazione nazionale dei partigiani che, negli ultimi anni, ha aperto le porte anche a chi la Resistenza non l’ha vissuta. I partigiani hanno passato così il testimone a 110mila nuovi resistenti per continuare a far vivere la memoria della lotta per la democrazia, messa a rischio dalla graduale scomparsa dei protagonisti e dal violento revisionismo di regime. L'Anpi lancia inoltre una campagna con il coinvolgimento di artisti, scrittori e intellettuali. Nata da un'idea di Concita De Gregorio e Dacia Maraini, l’iniziativa è stata presentata ieri nella sede nazionale dell'Associazione.

tratto da ANPI Bologna

ANPI E ANED ADERISCONO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 1° LUGLIO

L’ANPI aderisce alla manifestazione dell’1 luglio a Roma per la libertà di stampa e contro i tagli alla cultura. E’ ora di denunciare unitariamente, con forza, l’atteggiamento del Governo che, mentre da una parte proclama la volontà di perseguire la corruzione attribuendosi oltretutto meriti – che sono invece tutti della magistratura e delle forze dell’ordine – nella lotta alla criminalità organizzata, dall’altra priva gli operatori della giustizia di indispensabili mezzi di indagine, ponendo, allo stesso tempo, inedite e assurde limitazioni al diritto-dovere della stampa di fare libera informazione e del cittadino di riceverla come espressamente sancito dall’art. 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Diciamo tutti insieme un no forte, responsabile, massiccio a chi intende cancellare la democrazia dal Paese.

PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALI ANPI

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COMUNICATO ANED NAZIONALE

L’ANED aderisce alle manifestazioni del 1° luglio per la libertà di stampa e contro i tagli alla cultura, in difesa di diritti inalienabili garantiti dalla Costituzione repubblicana oggi minacciati dalle norme del decreto sulle intercettazioni telefoniche. L’Associazione degli ex deportati politici nei campi nazisti partecipa dunque alle manifestazioni indette da un ampio arco di associazioni in tutta Italia, e in particolare a quella indetta per la serata del 1° luglio a Roma, in piazza Navona. La Sezione milanese dell’ANED partecipa alla manifestazione indetta a Milano alle 18,30 in piazza Corduzsio, in contemporanea con quella della Capitale.

mercoledì 30 giugno 2010

GRANDISSIMA SODDISFAZIONE PER LA FESTA DELL' ANPI PROVINCIALE DI MONZA E BRIANZA !!!


COMUNICATO STAMPA

Si è conclusa la II festa provinciale dell’ANPI Monza e Brianza, che quest’anno si è tenuta presso l’Area Feste della Cooperativa di Canonica a Triuggio. Esprimiamo grande soddisfazione per il successo dell’iniziativa. Enorme infatti è stato l’afflusso del pubblico durante le quattro giornate dell’evento. Ottima la risposta sia per quanto riguarda gli spettacoli offerti sia per i dibattiti. Fra questi ultimi ci preme sottolineare quello dedicato alla Costituzione italiana e il dibattito su legalità, lavoro, diritti e immigrazione, eventi che hanno riscosso una grande e attiva partecipazione della cittadinanza.
La festa ha dunque lanciato un messaggio forte: l’ ANPI non è solamente un’associazione legata alla doverosa memoria ma intende portare avanti il suo compito precipuo, la difesa e l’attuazione della Carta Costituzionale e dei diritti in essa contenuti.
Da questa meravigliosa esperienza l’ANPI esce ancor più rafforzata e presente sul territorio.
A dimostrazione di ciò vi sono gli oltre quattrocento iscritti in più rispetto allo scorso anno e la costituzione di cinque nuove sezioni locali.
Tali risultati ci stimolano a proseguire il nostro impegno sociale e ad aumentare il lavoro sul territorio.

Anpi provinciale Monza e Brianza

A BREVE VERRANNO PUBBLICATE LE FOTO DELLA FESTA !
SOPRA I VOLONTARI CHE HANNO LAVORATO INSTANCABILMENTE PER QUATTRO GIORNI!

mercoledì 9 giugno 2010

BERLUSCONI ATTACCA NUOVAMENTE LA COSTITUZIONE. LA RISPOSTA DELL' ANPI.


ROMA - Governare tenendo conto della Costituzione è un inferno. A meno di ventiquattro ore dallo sfogo davanti alla platea di Federalberghi, Silvio Berlusconi torna ad attaccare il sistema di pesi e contrappesi previsto dalla carta fondamentale.

Il governare e il fare le leggi "visto da dentro è un inferno", afferma il premier parlando all'assemblea di Confartigianato: "Non è che manchino le intenzioni o buoni progetti, ma è l'architettura istituzionale che rende difficilissimo trasformare progetti in leggi concrete".

Immediata la replica del segretario Pd Pierluigi Bersani, intervistato in diretta a Repubblica Tv 2: "Berlusconi ha giurato sulla Costituzione", ricorda Bersani, che al premier dice: "Se non ti piace, te ne vai a casa". Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, evoca il fascismo: "Solo nei modelli fascisti si può fare a meno delle regole costituzionali e del Parlamento". In campo anche l'Associazione nazionale partigiani, che in una nota "fa appello a tutte le coscienze responsabili, ai partiti, all'associazionismo democratico, alle forze sindacali, agli studenti, affinché si dia luogo ad una grande, civile mobilitazione unitaria per dire no alla deriva autoritaria in corso cui non si può più assistere inerti e divisi".

A sostegno delle parole di Berlusconi si è invece espresso Umberto Bossi, ministro per le Riforme: "La Costituzione è datata", ha confermato il Senatùr ai cronisti in Transatlantico. "La stiamo cambiando proprio per questo motivo".

Il premier è anche tornato sul progetto, caro a Tremonti, di cambiare l'articolo 41 della Costituzione per azzerare le autorizzazioni necessarie ad aprire un'impresa: "Vogliamo arrivare a un nuovo sistema in cui non si debbano chiedere più permessi, autorizzazioni, concessioni o licenze", ha detto, definendo i controlli previsti dalla Carta "una pratica da Stato totalitario, da Stato padrone che percepisce i cittadini come sudditi".

Ieri dal presidente del Consiglio era giunto un altro attacco ai vincoli che, a suo modo di vedere, gli impediscono di governare come vorrebbe. Tra gli altri, Berlusconi aveva citato i magistrati che, ricorrendo alla Corte costituzionale, ottengono l'abrogazione delle leggi. Oggi l'Associazione nazionale magistrati ha espresso "stupore e preoccupazione" per quelle dichiarazioni. "E' imbarazzante", dice l'Anm, "che il Capo del Governo interpreti continuamente come un complotto politico la semplice applicazione delle regole e il fisiologico funzionamento degli istituti di garanzia propri dei moderni Stati costituzionali di diritto". I magistrati italiani, conclude l'Anm, "non intendono lasciarsi trascinare in questa rissa verbale, ma hanno il dovere di denunciare gli effetti di delegittimazione delle istituzioni che tali imprudenti e reiterate dichiarazioni determinano".

Tratto da Repubblica.it

sabato 5 giugno 2010

DUE POPOLI DUE STATI



La tragedia sanguinosa consumatasi di fronte a Gaza, in Palestina, ha caratteri di un’efferatezza cieca.
Si è sparato sulla solidarietà, sul soccorso umanitario.
L’ANPI, fedele custode degli ideali di giustizia, libertà e pace che hanno animato la Resistenza alla dittatura nazifascista, s’impegnerà e impegnerà tutte le sue strutture territoriali ad avviare una grande operazione di sensibilizzazione delle coscienze per dire BASTA.

Via l’embargo da Gaza. PACE in Medio Oriente.

Due popoli, due Stati.

Tutti dobbiamo sentirci coinvolti. Tutti. O non cambierà nulla.

SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

lunedì 24 maggio 2010

MILANO, FALLITA LA MANIFESTAZIONE DELLA ESTREMA DESTRA.






Ci hanno provato, ma sono stati fermati. È finito con qualche spinta e due manganellate il tentativo dei militanti di Forza Nuova di sfilare in corteo a Milano «contro lo strapotere delle banche». Giusto il tempo per fare qualche saluto romano e per applaudire il leader del partito. Roberto Fiore ha addirittura minacciato di voler denunciare il questore di Milano. «Era disposto a trasformare questa piazza in un campo di battaglia per un puntiglio», ha esagerato Fiore parlando alla piazza.
La manifestazione dei neofascisti in un primo tempo era stata vietata. La questura infatti avrebbe fatto volentieri a meno di dover gestire la comparsata di Forza Nuova, tanto più nel giorno della finale di coppa dell'Inter. All'ultimo momento, venerdì sera, invece è stata permessa ma trasformata in un semplice presidio che si sarebbe dovuto tenere in piazza Bernini, a 500 metri da piazza Aspromonte dove si trova la sede milanese del gruppo di estrema destra. La concessione in estremis è arrivata solo grazie all'intercessione e alle pressioni di alcuni politici di Pdl e ex An che da tempo coprono le iniziative neofasciste milanesi. Gli stessi che avevano sponsorizzato la manifestazione in ricordo di Sergio Ramelli per il primo maggio, vietata dal prefetto su richiesta della questura.
Ieri invece Forza Nuova ha potuto farsi vedere. Il trasferimento da piazza Aspromonte e piazza Bernini sarebbe dovuto avvenire senza striscioni e solo a piccoli gruppi. Gli estremisti di destra, 150 in tutto, hanno voluto comunque accennare a formare un corteo sbraitando «Boia chi molla è il grido di battaglia». Ma hanno mollato quasi subito. La polizia infatti ha formato un cordone e ha impedito al piccolo drappello di fare la sfilata. E allora si è deciso di restare sul posto e di tenere i discorsi in piazza Aspromonte. L'attesa è stata spezzata da un ragazzo straniero che si è messo a gridare «antifascismo sempre» scatenando la reazione da parte dei neofascisti, subito bloccati dai poliziotti e dal loro stesso servizio d'ordine. In piazza hanno parlato anche estremisti di estrema destra venuti da Grecia e Ungheria. Poi tutti a casa.
Contro il raduno di Forza Nuova, gli antifascisti milanesi, centri sociali ma anche circoli Anpi, hanno organizzato un presidio in piazza XXIV Maggio. Anche qui si è tentato di formare un corteo bloccato dalla polizia senza però cordoni e manganelli. E' bastato dire che non era il caso di fare cortei visto che Forza Nuova era stata bloccata e che Milano era colma di tifosi in attesa della partita. Gli antifascisti non hanno accettato l'equiparazione tra la loro manifestazione e quella dei neofascisti, e hanno continuato la loro protesta in piazza con reading e musica.

di Giorgio Salvetti
su il Manifesto del 23/05/2010

domenica 23 maggio 2010

PALERMO, HITLER SUI CARTELLONI PUBBLICITARI.

Palermo, 23 mag. (Adnkronos) - All'incrocio di Viale della Regione e Corso Calatafimi a Palermo e' stato installato da qualche settimana un enorme cartellone con l'immagine di Adolf Hitler in posizione trionfante e in divisa militare colore rosa, con sotto la scritta 'Cambia stile'. A denunciarlo il Presidente dell'Anpi locale Ottavio Terranova che in una lettera alle autorità cittadine e alla procura della Repubblica ne chiede l'immediata rimozione.



giovedì 20 maggio 2010

VIETATA LA MANIFESTAZIONE FASCISTA DEL 22 MAGGIO

COMITATO PERMANENTE ANTIFASCISTA CONTRO IL TERRORISMO
PER LA DIFESA DELL’ORDINE REPUBBLICANO

COMUNICATO

Il Comitato permanente antifascista milanese, nella riunione del 19 maggio 2010, preso atto del fatto che la manifestazione fascista programmata da Forza Nuova per sabato 22 maggio è stata vietata, ha deciso di sospendere le iniziative deliberate il 18 u.s., che rischierebbero – in assenza della citata manifestazione – di assumere un carattere puramente formale.
Va ricordato, peraltro, che manifestazioni come quella di “Forza nuova”, alla quale era stato invitato il fior fiore del nazifascismo europeo, devono essere vietate – in futuro – non solo e tanto per motivi di ordine pubblico, quanto e soprattutto perché si pongono in contrasto con la Costituzione e con le leggi vigenti.
Il Comitato, nell’esprimere la piena solidarietà al componente Saverio Ferrari, per l’aggressione subita davanti alla Prefettura da parte di militanti del gruppo che aveva promosso la manifestazione prevista per sabato 22, rileva che il ripresentarsi, con frequenza crescente, di iniziative di netta marca fascista nella città di Milano ed altrove, ripropone con forza il problema della compatibilità di tali iniziative col nostro sistema democratico e la necessità di una seria applicazione della lettera e dello spirito della normativa vigente nel nostro Paese. Si impone, su questo piano, una seria riflessione da parte delle Autorità competenti e di tutti i cittadini democratici, per comprendere le ragioni del fenomeno e della eccessiva tolleranza – e talora – indifferenza, con cui viene recepito anche da una parte della cittadinanza, per individuare gli strumenti e le modalità per prevenire, prima ancora di reprimere. Una delle occasioni per la riaffermazione dei valori dell’antifascismo sarà rappresentata dalla grande manifestazione che si preannuncia per il 2 giugno, che si richiamerà ai valori fondanti della Repubblica e della Costituzione. Ma altre iniziative dovranno essere promosse, coinvolgendo i cittadini nella riflessione e richiamando le Autorità competenti al loro dovere di fare rispettare lo spirito delle leggi e prima di tutto la Costituzione.
Il Comitato e le sue componenti saranno, come sempre, in testa in questo grande impegno, che è prima di tutto di carattere culturale e politico.
Non è retorica riaffermare, con fermezza, che Milano, capitale della Resistenza e medaglia d’oro, non può tollerare che si continuino ad offendere le migliaia di caduti a cui dobbiamo non solo la memoria, ma anche riconoscenza per avere costruito, col loro sacrificio, la nostra libertà.
Il Comitato dispone che questo comunicato, oltre ad essere trasmesso alle varie componenti del Comitato ed alla stampa, sia inviato alle Autorità preposte al rispetto della legge ed agli Organi istituzionali di Milano e della Lombardia. Il comunicato sarà inviato anche al Presidente della Repubblica, supremo garante della Costituzione e della democrazia nel nostro Paese.

Il Comitato permanente antifascista.
Prof. Carlo Smuraglia

mercoledì 19 maggio 2010

QUESTA NON E' L' ITALIA CHE I PARTIGIANI SOGNAVANO.

Questa non è l’Italia che i Partigiani sognavano.

La situazione in Italia, in quest’ultimo periodo, è sempre più complicata, sembrerebbe che la metropoli Milanese e quella Romana, stiano tracciando una strada per un completo rientro nella “norma” di fascisti e razzisti, si susseguono raduni, manifestazioni, eventi, dove i simboli e i saluti romani si sprecano, il tutto con l’appoggio di forze politiche e dei loro rappresentanti che si mostrano forza trainante e di pressione anche verso le Istituzioni, che dimenticando il loro ruolo di garanti della democrazia partecipano, concedendo patrocini ed aiuti.
Complicati esercizi di trasformismo, un giorno con le regole della Costituzione, con i valori e i riconoscimenti alla Resistenza alla Liberazione, ed il giorno dopo con l’adesione e spesso con la sotterranea convivenza con movimenti, persone, ideali che ripropongono razzismo, fascismo, nazismo, xenofobia.. Il tutto dunque come normalità, accettata come un semplice gioco politico e poi.. suvvia una telecamera, un articolo sul giornale non lo si nega a nessuno… La storia è di nuovo stravolta, verità confuse, distorte, una palude di revisioni, negazioni, falsità che tutto intorpidiscono, annebbiano… E di nuovo l’ANPI è al centro del ciclone, strattonata, denigrata, accusata di colpe, posizioni, indicazioni… La storia si ripete, ancora una volta soli, Partigiani ed antifascisti, accusati di tutti i mali che la brutta politica Italiana, getta quotidianamente sul tavolo della comunicazione.
E noi… NO,non ci stiamo.
Non ci stiamo, con Istituzioni trasformiste, che ci accusano di fomentare estremismi, e di non rappresentare più nessuno, non ci stiamo a “litigare” con movimenti giovanili che ci urlano di immobilismo. Non ci stiamo a chi ci indica solo come portatori di demagogia, Non ci stiamo a chi ci accusa di convivenze, e di essere fuori dalla vita politica e sociale di questa “nuova” Italia.
Eppure basterebbe così poco per capirci, un libro di storia, di quelli veri e sinceri… una chiacchiera con un Partigiano, un giro per le vie delle città, per i sentieri di montagna, leggendo nomi e date su lapidi e cippi… e magari anche informandosi senza preconcetti, su cosa è l’ANPI, su cosa fa l’ANPI, in questo sempre più completo mondo virtuale della rete Internet, o meglio ancora nel mondo reale delle sezioni ANPI che in tutta Italia, lavorano, propongono, elaborano, discutono, di donne e uomini, che da sempre senza alcun compenso ne economico, ne di carriera politica, ne di voler apparire a tutti i costi, continuano imperterriti a credere in un “mondo migliore” dove ancora una volta le parole, Libertà, Eguaglianza, Diritti, sono radici di un pensiero, dove ancora ideali ed esempi concreti, aiutano a costruire comportamenti e regole, dove ancora la nostra Costituzione è carta viva e attuale per indicare strade e ragionamenti…
Noi dell’ANPI ci siamo… non ci tiriamo indietro, siamo da sempre disposti ad offrire tutto il possibile, e la nostra storia anche quella degli anni del dopoguerra, ci vede spesso e purtroppo da soli a ragionare, confrontarci, lavorare… non temiamo dunque le critiche, le accuse, rispondiamo con il sacrificio supremo di centomila morti, che ha permesso anche a chi ci denigra ed accusa di poter esprimere liberamente il loro triste e confuso pensiero..
Denunciamo ancora una volta chi appoggia il fascismo, ricordiamo che esistono leggi d’applicare contro chi ne fa ancora uso e pratica, chiediamo ad Istituzioni e garanti il rispetto di tali leggi e dunque limpidi e certi comportamenti.
Denunciamo l’uso distorto della storia, per fini che nulla hanno a che fare con il nostro pensiero, i nostri ideali. Denunciamo i comportamenti ostili di chi ci pensa “vecchi” e incompetenti per gestire ancora una parola che ricordo è nata con noi, noi non siamo antifascisti. Noi siamo l’ANTIFASCISMO.
Chiediamo ai vertici della nostra associazione di rendere reale la nuova stagione dell’ANPI, di non attendere oltre, d’evitare immobilismi e ragionamenti , di confrontarsi senza fraintendimenti con tutti soprattutto con i giovani che sono tanti, oggi, che chiedono la nostra tessera, chiedono immediate risposte, chiedono suggerimenti ed indirizzi senza la solita logica del “partito” ma con la semplicità di rapportarsi alla pari, con voglia di continuare a seminare semi per far crescere fiori.. Dimostriamo con i fatti, evitiamo il tutto ci è dovuto… scaliamo di nuovo ripide montagne, cantiamo ancora “fischia il vento”.
Noi ci siamo….
Noi continueremo, sempre a lottare, scendere in piazza, manifestare, applicando le regole della democrazia, noi sempre ci saremo, tutti insieme, continueremo senza alcun timore e remore a costruire sulle fondamenta della nostra Repubblica, La Resistenza, è per noi stimolo sempre attuale. Per chi pensa il contrario, per chi pensa l’inutilità, per chi attualizza falsità, per chi pensa solo all’odio… un suggerimento, venite a conoscerci.!
“A coloro che non vogliono più saperne della Resistenza perché in Italia le cose non vanno come dovrebbero andare, c’è da rispondere che la nostra non sempre lieta situazione presente non dipende da una ragione soltanto: che non abbiamo ancora appreso tutta intera la lezione della libertà. E siccome l’inizio di questo nuovo corso della libertà e stata la Resistenza, si dovrà concludere che i nostri malanni, se ve ne sono, non dipendono già dal fatto che la Resistenza sia fallita, ma dal fatto che non l’abbiamo ancora pienamente realizzata.” - (Norberto Bobbio).


ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA
Sezione Barona. Milano.


Adesioni:
ANPI sezione Lambrate Ortica.
ANPI sezione Corsico.
ANPI Como.
ANPI sezione Monza.
ANPI Monza e Brianza.
ANPI sezione Buccinasco.
ANPI Trezzano sul Naviglio.
ANPI sezione Precotto.
ANPI sezione Voghera.
ANPI sezione Quarto Oggiaro.
ANPI sezione Sempione Certosa.
ANPI sezione Lainate.
ANPI sezione Legnano.
ANPI sezione Zavattarello.
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martedì 18 maggio 2010

RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE MILITARI.

L’ennesimo massacro perpetrato in Afghanistan impone finalmente una seria e decisiva riflessione da parte del Parlamento e del Governo italiani e della Comunità Internazionale sulla missione militare.
I nostri soldati sono coinvolti in una guerra che dura da anni e di cui non si intravede la fine. Non si può continuare ad assistere a quanto si sta verificando senza un radicale cambio di rotta.
Per tutto ciò l’ANPI ribadisce con forza la richiesta della convocazione di una Conferenza Internazionale di Pace affinché si creino le condizioni per un ritiro immediato delle truppe militari.

PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

sabato 15 maggio 2010

MARCIA PER LA PACE PERUGIA - ASSISI

VERGOGNA A RIMINI

Comunicato stampa ANPI Rimini

Nei giorni scorsi abbiamo assistito al tentativo di parificare il sacrificio dei sette fratelli Cervi, fucilati dai fascisti nel 1943 a Reggio Emilia, ad una altro tragico episodio: l'uccisione dei fratelli Govoni, attraverso una manifestazione promossa dal consigliere comunale Barone del Pdl. Due dei fratelli Govoni, Dino e Marino, parteciparono come militari della Repubblica Sociale Italiana all'eccidio di Larghe di Funo, frazione di Argelato, (Bologna), dove vennero uccisi alcuni coloni, saccheggiate e bruciate le case, ennesimo episodio di una lunga catena di omicidi, rastrellamenti, fucilazioni e rappresaglie condotte dai fascisti. Dopo la guerra, alcuni partigiani della II brigata Paolo di Pieve di Cento si vendicarono di tale eccidio, andando oltre al comando impartito del Comitato di Liberazione Nazionale, uccidendo i sette fratelli Govoni. Sull'episodio, crediamo sia giusto utilizzare le parole del nostro vicepresidente, Armando Cossutta, espresse al recente congresso nazionale Cgil, a Rimini: “La Guerra di Liberazione non è stata guerra civile. Non ignoriamo gli episodi drammatici; non li giustifichiamo, e li condanniamo. Ma sia ben chiaro una volta per tutte che sono episodi; gravi ma episodi e che il sangue dei vinti non riuscirà mai ad oscurare l’epopea della Resistenza”. Ciò che ci stupisce, invece, è la richiesta del consigliere Barone al consiglio comunale di cointestare il parco f.lli Cervi anche ai f.lli Govoni. Questo richiesta la respingiamo come una provocazione, un volgare e strumentale tentativo di imitare il disegno di legge 1360 che nelle sue intenzioni voleva parificare partigiani e repubblichini. Nei mesi scorsi il Pdl locale ha tentato di voler intestare una via a Giorgio Almirante, successivamente l’attacco all’antifascismo del centro della Grotta Rossa, oggi questa richiesta. L’Anpi di Rimini vorrebbe capire la discrasia tra le dichiarazioni degli esponenti nazionali del pdl che oramai hanno definitivamente abbandonato questi tentativi negazionisti del valore assoluto della Resistenza e invece il comportamento degli esponenti locali del Pdl, che continuano in questa valorizzazione degli esponenti del fascismi
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mercoledì 12 maggio 2010

COMUNICATO STAMPA DELL' ANPI DI LIMBIATE



Si è conclusa la "tre giorni" di visite a Marzabotto e Bologna organizzata dall'ANPI e dalle scuole limbiatesi.

Il 30 aprile si sono recati in Emilia Romagna gli studenti dell'ITC "Elsa Morante" accompagnati dai loro docenti, fra i quali il prof. Rosario Traina, presidente della locale sezione ANPI.
A Marzabotto, oltre a visitare il mausoleo dedicato alle vittime dell'eccidio nazista del 1944, gli studenti hanno potuto, con la visita al museo etrusco e al circostante sito archeologico, avere un importante contatto con quell'importante
civiltà che ebbe, oltre 2500 anni fa, proprio nel territorio emiliano un insediamento di notevole importanza.
Uguale itinerario, il 5 maggio, ha interessato due scolaresche delle scuole medie dove, oltre ai loro insegnanti, era presente la prof. Luisa Quinci, referente del progetto didattico "Non perdiamo la memoria".
La tre giorni di visite ha avuto il suo clou con la visita del 9 maggio di 58 cittadini e iscritti ANPI. A Limbiate pioveva a dirotto, ma il gruppo limbiatese ha trovato, in Emilia, una splendida giornata di sole. Il fitto programma di visite e incontri è stato rispettato in ogni dettaglio. La delegazione era guidata dal direttivo dell'ANPI, dall'assessore Quartu in rappresentanza dell'Amministrazione comunale e ne hanno fatto parte anche i signori Bellini e Volpi in rappresentanza dell'Associazione reduci e combattenti di Limbiate.

Alle 9,30 nell'aula di rappresentanza del Comune di Marzabotto, i partecipanti sono stati ricevuti dal sindaco dott.Romano Franchi. Nel corso dell'incontro hanno preso la parola le due rappresentanze istituzionali e, successivamente, Rosario Traina, presidente dell'ANPI di Limbiate e Federico Sandrolini, segretario dell'ANPI di Marzabotto. In conclusione è seguito uno scambio di pubblicazioni delle rispettive comunità. Subito dopo ha avuto inizio la parte di giornata dedicata alla Memoria dei tragici avvenimenti oggetto del viaggio, tutti caratterizzati da profonda emozione e grande commozione: il mausoleo di Marzabotto e le colline di Monte Sole con la visita, accompagnati dalle guide volontarie del "Parco Storico", ai vari luoghi dell'eccidio nazifascista del 1944.
Dopo il pranzo, organizzato nella fattoria "La Quercia" e interamente preparato con prodotti da agricoltura e allevamenti biologici e che è stato particolarmente apprezzato dai partecipanti, la comitiva si è trasferita a Bologna.
Nel capoluogo emiliano, altri momenti di intensa emozione:
1) la sosta con deposizione di fiori nella Sala d'attesa della Stazione Centrale dove un attentato terroristico,il 2 agosto del 1980, provocò 84 morti e 240 feriti e dove, a ricordarci quel tragico avvenimento, la ricostruzione successiva,ha lasciato uno squarcio nella parete esterna con l'orologio drammaticamente bloccato alle 10,25 ora della strage.
2) altro mazzo di fiori è stato deposto in Piazza del Nettuno, davanti al Sacrario dei 2.200 Partigiani bolognesi caduti durante la Resistenza.
La breve passeggiata in Piazza Maggiore e la visita alle Torri degli Asinelli hanno concluso la giornata.
Stanchi, ma soddisfatti della giornata è iniziato il viaggio del ritorno e già in pullman abbiamo cominciato a ragionare
sul programma di viaggi per la prossima primavera.

...... e adesso, dal 16 al 19 maggio, ad Auschwitz, altro luogo simbolo delle tragedie del XX secolo.

ANPI LIMBIATE

martedì 11 maggio 2010

ANCORA MANIFESTAZIONI NAZIFASCISTE A MILANO

Contro le manifestazioni nazifasciste a Milano
città medaglia d’oro alla Resistenza

Il 22 Maggio è prevista una manifestazione nazionale di Forza Nuova, gruppo che si richiama inequivocabilmente ad una tradizione nazista e fascista.
Tale parata non può essere svolta perché contrasta palesemente con la Carta Costituzionale.
Le aggressioni simboliche, avvenute nei giorni scorsi a Milano, con una serie di manifestazioni fasciste e razziste hanno infangato la città medaglia d’oro alla Resistenza e rappresentano una regressione rispetto ai valori nati dalla Resistenza e fatti propri dalla nostra carta costituzionale, ancora in vigore.
Uno sfregio a tutti coloro hanno contribuito alla nascita di uno stato democratico pagando anche con la vita. Uno schiaffo alla memoria di chi s’impegnò nella fattiva costruzione di una società più giusta e solidale tra cui Umberto Terracini, Alcide De Gasperi, Piero Calamandrei. L’esatto contrario di ciò che ha caratterizzato il ventennio fascista: Chi autorizza tale raduno e s’adopera ad un becero e deleterio revisionismo, si assume un’enorme responsabilità di fronte a tutti i cittadini democratici. Per queste ragioni, il Comitato Antifascista per la difesa della Democrazia di zona 6.

Chiede:

Al Sindaco Moratti di non ospitare tale manifestazione
Ai Consiglieri Comunali d’adoperarsi affinché la città di Milano non sia teatro di tale inciviltà.
Al Presidente del Consiglio di Zona 6 Girtanner, in rappresentanza di tutto il consiglio, di assumere una ferma presa di posizione contro tale raduno.
A tutti i Consiglieri di zona 6 di essere portavoce di tali istanze.

Il Comitato Antifascista per la difesa della Democrazia di zona 6, chiama la cittadinanza affinché partecipi a tutte le manifestazioni antifasciste in programma.
Il Comitato Antifascista per la difesa della Democrazia di zona 6 si adopererà in azioni di contrasto verso quelle manifestazioni che richiamano ideologie già viste, che sono sostanziate in politiche di odio,sterminio, aggressioni coloniali e guerre.

Comitato Antifascista per la difesa della Democrazia
Milano zona 6.

venerdì 7 maggio 2010

" PARTIGIANI INFAMI ". IL GRIDO DEI NEOFASCISTI A ROMA.



ROMA (7 maggio) - «Quelli che ci attaccano sono infami come i loro nonni partigiani, il nostro cammino sarà la loro distruzione». Sono le parole di Francesco Polacchi, 24anni, uno tra i leader di Blocco Studentesco, il movimento di destra vicino a Casa Pound che stamattina era in sit-in a Roma, in piazza della Repubblica.

Un evento molto contestato nelle ultime settimane, che ha portato gli antifascisti a organizzare un contropresidio. I centri sociali e gli studenti di sinistra hanno sfilato in piazza Santi Apostoli, davanti alla prefettura, in un centro città blindato per evitare scontri e violenze. Tutto, alla fine, si è svolto senza intoppi, mentre dal palco dell'estrema destra i partigiani venivano insultati e la Liberazione dal nazifascismo veniva definita «una sconfitta militare».

«Giovinezza al potere». In piazza della Repubblica sono venuti da tutta Italia in 1.200 per partecipare a «Giovinezza al potere», la manifestazione organizzata dal Blocco Studentesco, il movimento di destra vicino a Casa Pound. Sulle magliette dei manifestanti, si leggeva «sacerdoti del fascismo» e «nel dubbio mena». Le forze dell'ordine hanno circondato tutta la piazza, dove per quattro ore sono stati esposti tricolori e striscioni come «Il coraggio, l'audacia, la ribellione, giovinezza al potere» e «più sport in scuole e atenei».

L'iniziativa del Blocco studentesco, a pochi giorni dalle elezioni universitarie nazionali del 12 e 13 maggio, aveva provocato diverse reazioni nelle scorse settimane. L'Anpi romano si era opposto parlando di “nuova marcia su Roma” e la questura, temendo scontri con i militanti di sinistra, aveva deciso di limitare il previsto corteo a un sit-in.

In contrapposizione al Blocco studentesco erano due le manifestazioni organizzate oggi a Roma. Davanti alla prefettura in piazza Santi Apostoli sono andate in presidio circa 600 persone. Tra le bandiere di Rifondazione comunista, del Partito comunista dei lavoratori e dei Giovani comunisti hanno sfilato anche gli universitari di Roma Tre, ateneo dove lo scorso 13 aprile nove ragazzi erano rimasti feriti in uno scontro con i giovani di Casa Pound. La piazza era transennata dalla polizia lungo via IV Novembre.

Dalla contromanifestazione accuse al ministro dell'Istruzione. Il volto di Mariastella Gelmini affiancato a un'immagine dei giovani di Casa Pound era su un cartellone che recitava: «Gli unici consulenti che troverai al ministero».

Sempre in mattinata un corteo di un centinaio di studenti è partito dal liceo Virgilio alla volta di Campo de' Fiori: “Fuori i fascisti dalle scuole”, si leggeva su uno striscione.

«La nostra non è una manifestazione nostalgica - ha detto il leader di Casapound, Gianluca Iannone - E' una risposta politica ad un clima di intimidazione. Il termine fascisti del terzo millennio ce lo ha dato la stampa e noi ce lo siamo presi perchè ci diverte».

Polacchi, uno degli uomini di punta del Blocco studentesco, ha definito i partigiani «infami»: «In Italia c'è una damnatio memoriae che ha colpito il fascismo, invece i partigiani non hanno mai dovuto rispondere di tutto quello che hanno compiuto. Basti pensare alla bomba di via Rasella, all'omicidio a sangue freddo di Aldo Resega e alle Foibe». E la Liberazione? «I partigiani la chiamano così, in realtà è una sconfitta militare».

In difesa degli estremisti di destra il consigliere comunale Pdl Ugo Cassone: «La manifestazione si è svolta in un clima di grande partecipazione e grande entusiasmo. Al centro del dibattito sono stati posti i temi della scuola e dell'università, ma anche la questione della gerontocrazia che attanaglia ancora oggi il nostro paese - ha scritto in una nota - La battaglia per superare questo status quo nella gestione del potere, marcia di pari passo con la speranza che finalmente spariscano le vecchie ideologie, in particolare quella comunista».

«Una brutta pagina per la città di Roma». Questa la presa di posizione del Pd del Lazio nelle dichiarazioni del segretario regionale Alessandro Mazzoli: «Questa mattina in piazza della Repubblica sono apparsi slogan esaltanti il fascismo e si sono sentiti cori contro i partigiani, bollati come “infami” in un tripudio di bandiere nere e scritte che inneggiano alla violenza. Una brutta pagina per la città di Roma, che qualche esponente del Pdl ha addirittura celebrato, dimostrando scarso rispetto per i valori sanciti dalla nostra Costituzione».

Disagi per il traffico. Per alcune ore il sit-in di Casapound e Blocco Studentesco e la protesta parallela degli antifascisti hanno causato qualche ingorgo nelle strade vicine a piazza della Repubblica e a piazza Venezia. Chiuso in mattinata anche il tratto di via Napoleone III, all'Esquilino, davanti al palazzo di Casapound.

tratto da il Messaggero.it

COMUNICATO CONGIUNTO ANPI - ANED

Gli Stati Generali del Comune hanno fornito l’occasione per alcune grottesche manifestazioni verbali da parte di un Consigliere ed europarlamentare (Carlo Fidanza), già noto per simili exploit, e forse non solo da parte sua. Si è tentato, cioè, di rimettere in discussione, in una sede peraltro impropria, la decisione della Giunta Comunale, trasfusa anche in una formale delibera, di dare vita ad una “Casa della memoria” stabilendo anche che in essa avrebbero avuto sede l’ANPI, l’Istituto nazionale per la storia del Movimento di Liberazione, l’ANED, l’AIVITER e l’Associazione familiari di vittime della strage di Piazza Fontana, tutte Associazioni ed Enti riconosciuti per il loro impegno per la libertà e la democrazia. Quella decisione, a cui si è giustamente richiamato il Sindaco, è stata più volte confermata anche in comunicati, ed è stata sottoposta all’attenzione del Capo dello Stato, in occasione della sua visita a Milano del 7 dicembre 2009. Non basta però rilevare che è fuori discussione una qualsiasi modifica della decisione; occorre anche sottolineare il significato dell’assurda motivazione addotta per giustificare l’auspicata esclusione dell’ANPI e dell’ANED, sostenendo un presunto collegamento, quanto meno ideologico, tra ANPI e Brigate Rosse. Siamo davvero di fronte alla negazione ed al travisamento della storia, per quanto riguarda l’ANPI, ed all’assoluta mancanza di argomenti, ancorché pretestuosi, per quanto riguarda l’ANED. Bisognerebbe ricordare, ogni tanto, all’On. Fidanza ed ai suoi eventuali seguaci, che se oggi possono dire liberamente certe assurdità, è solo perché approfittano di una libertà che centomila morti hanno conquistato per loro, lasciando come eredità la speranza e il progetto di un futuro migliore. E’ singolare comunque, che certe manifestazioni verbali trovino tanto spazio nella stampa, talora così poco attenta da sottovalutarne la pericolosità e da dedicare all’argomento un titolo (“Il Pdl sfratta i partigiani dalla Casa della memoria”) che davvero non potrebbe essere più inopportuno e lontano dalla realtà.

Il Presidente dell’ANED. Gianfranco Maris
Il Presidente dell’ANPI. Carlo Smuraglia

mercoledì 5 maggio 2010

2 MAGGIO : IL CORTEO ANTIFASCISTA A MILANO

PDL ANCORA ALL' ATTACCO DELL' ANPI

"Fuori Anpi dalla Casa della Memoria". E' la richiesta emersa dai consiglieri del Pdl negli stati generali della maggioranza di Palazzo Marino al Museo della Scienza. La proposta, presentata alla riunione da Carlo Fidanza, è che "l'iniziativa della Casa della Memoria si realizzi senza le associazioni partigiane, come era previsto nella versione originaria del progetto" in quanto tali associazioni non sono "rappresentative di tutte le vittime del terrorismo che si vogliono ricordare con questa iniziativa".
Con Fidanza, il capogruppo del Pdl, Giulio Gallera, per il quale con una presenza dell'Anpi "si svaluta la funzione della Casa della Memoria, di ricordare le vittime di ogni terrorismo. La memoria non e' solo un fatto dei partigiani. L'Anpi deve avere sedi adeguate, ma un'altra sede rispetto alla Casa della Memoria. Quello che abbiamo approvato in Consiglio comunale per realizzarla e' un'altra cosa".
La posizione di Fidanza e Gallera non è nuova: ampie frange di ex An sostengono infatti da tempo l'inopportunità di ospitare la memoria del partigiani nella casa delle vittime per il terrorismo. Il progetto della futura casa della memoria, firmato dall' architetto Stefano Boeri, fu presentato lo scorso dicembre al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Ma la sua realizzazione resta ancora incerta. Mentre nel quadro delle dismissioni degli stabili comunali le associazioni dei partigiani e degli ex deportati hanno già ricevuto lo sfratto.
Dura la reazione di Antonio Pizzinato, presidente dell'Anpi: "Il Comitato permanente antifascista è stata una realtà fondamentale nella lotta contro il terrorismo, lo stragismo e la violenza. Quello per la Casa della Memoria è un impegno solenne assunto dalla Giunta e ribadito di fronte al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Non si possono cancellare la memoria e gli impegni assunti di fronte alle massime autorità dello Stato.

La Repubblica. Milano. 4 Maggio 2010.

GRANDE PRIMO MAGGIO A PORTELLA DELLA GINESTRA

L'ANPI provinciale di Monza e Brianza ha partecipato alla grande manifestazione del 1° maggio a Portella della Ginestra.
Nella foto i delegati provinciali:
Sergio Cucci della sezione di Bovisio Masciago, Andrea Finzi dell'Anpi di Triuggio ed Emanuela Manco della sezione monzese.
Cliccate sul link sotto la foto per leggere l'intervento integrale di Raimondo Ricci.



http://www.anpi.it/manif/portella_010510/ricci.pdf

lunedì 3 maggio 2010

ROMA, APPELLO ANTIFASCISTA.

Il mondo della formazione respinge i «fascisti del terzo millennio» di CasaPound e Blocco studentesco, che vorrebbero manifestare a Roma il 7 maggio. «I gruppi che si ispirano al fascismo, sono corpi estranei al tessuto vivo di scuola e università e non devono trovare cittadinanza e accessibilità in questi luoghi», dicono.
Nelle ultime settimane, due, tra le principali università di Roma –Tor Vergata e Roma Tre – sono state attraversate da episodi di violenza, che ci lasciano attoniti e preoccupati.
Nel primo caso sono avvenuti, in pieno giorno, durante lo svolgimento di un Senato Accademico, nel secondo invece, durante la sera, di fronte alla Facoltà di Lettere. In entrambe i casi, i diretti responsabili di queste aggressioni, indiscriminate, perpetrate ai danni degli studenti, appartengono all’organizzazione Blocco Studentesco, la parte giovanile del gruppo politico di Casa Pound. Per scoprire di cosa si tratta è sufficiente guardare il sito e i blog: loro stessi, infatti, si definiscono “fascisti del terzo millennio”.
Non si tratta solo di slogan, ma di un’applicazione diretta e sistematica di pratiche violente ed antidemocratiche, fatte di insulti, minacce, aggressioni, ai danni degli studenti universitari e della scuole superiori, che esprimono delle opinioni differenti, contrarie alle teorie e ai metodi di ispirazione neofascista. Il Blocco studentesco, già l’anno passato, nel pieno del movimento dell’Onda, si è reso responsabile di aggressioni e disordini, colpendo direttamente, durante la discussione in Senato del d.d.l Gelmini, gli studenti che manifestavano a Piazza Navona.
E’ probabilmente superfluo richiamare alcuni principi costituzionali, o la legge Mancino del ’93, che vietano esplicitamente gesti e azioni che si richiamano all’ideologia nazifascista. Molto più semplicemente, basterebbe osservare che la proliferazione di questi gruppi, ci segnala una situazione di vera e propria emergenza democratica.
In questo contesto, è importante assumere una posizione chiara, dire che coloro che incitano alla discriminazione razziale, coloro che applicano sistematicamente la violenza nei confronti del diverso, coloro che traggono ispirazione dal fascismo e dal cameratismo militaresco, non sono i benvenuti nelle scuole e nell’università. Ed è importante che a dire questo sia l’intero corpo democratico, in primis del mondo della formazione, per ribadire che la libertà e la democrazia non sono dati acquisiti una volta per tutte, ma pratiche da difendere e rinnovare ogni giorno.
Chiediamo a tutti i componenti del mondo della formazione, docenti in primo luogo, ricercatori, dottorandi studenti, ma anche a tutte le forze politiche, di prender parola, di esprimersi a riguardo. Di aprire gli occhi rispetto alla vera natura di queste organizzazioni che, se da un lato presentano pubblicamente una nuova facciata di presunta democraticità, dall’altro perpetuano un’ideologia e delle pratiche profondamente violente e anti-costituzionali.
Crediamo sia necessario, mai come adesso, ribadire con forza, che i gruppi che si ispirano nel loro agire politico quotidiano al fascismo, sono corpi estranei al tessuto vivo di scuola e università e pertanto non devono trovare cittadinanza e accessibilità in questi luoghi, di cui la democrazia e l’antifascismo costituiscono la base imprescindibile.
Chiediamo a tutte le forze politiche democratiche di prendere posizione, in modo chiaro e netto, rispetto alla manifestazione che il Blocco studentesco intende fare venerdì 7 maggio. E’ importante che tutti, dai municipi, al comune fino ad arrivare alla regione, dicano – così come ha già fatto l’Anpi – che questa manifestazione, organizzata da un gruppo di neofascisti con il beneplacito del P.d.L., deve essere vietata, assolutamente.
Per quel giorno, dalle università di Roma e da tutte le scuole, abbiamo deciso di mobilitarci. Crediamo che non si possa rimanere in silenzio, di fronte ad una situazione di emergenza, meglio di urgenza democratica. Crediamo che, nonostante le riduzioni semplicistiche operate dai media, chi conduce una pratica politica aggressiva, razzista, militare, non possa essere equiparato tout court ad un gruppo di studenti, o sedicenti tali.

STUDENTI MEDI ED UNIVERSITARI

1.Alberto Asor Rosa – Professore Emerito di Letteratura Italiana – Università di Roma La Sapienza
2.Raul Mordenti – Professore di Critica Letteraria – Università di Tor Vergata
3.Paolo De Nardis – Professore di Sociologia – Università di Roma La Sapienza
4.Antonello D’angelo – Professore di Storia della metafisica nel pensiero contemporaneo – Università di Roma La Sapienza
5.Irene Kajon – Professoressa di Antropologia filosofica – Università di Roma La Sapienza
6.Myriam Silvera – Professoressa di Storia dell’ebraismo – Università di Roma La Sapienza
7.Pierluigi Valenza – Professore di Filosofia della religione – Università di Roma La Sapienza
8.Paolo Vinci – Professore di Filosofia pratica – Università di Roma La Sapienza
9.Elena Gagliasso – Professoressa di Filosofia e scienze del vivente – Università di Roma La Sapienza
10.Fiorella Bassan – Professoressa di Ermeneutica artistica – Università di Roma La Sapienza
11.Donatella Di Cesare – Professoressa di Filosofia del linguaggio – Università di Roma La Sapienza
12.Francesco Saverio Trincia – Professore di Filosofia morale – Università di Roma La Sapienza
13.Tito Magri – Professore di Filosofia teoretica – Università di Roma La Sapienza
14.Carlo Cellucci – Professore di Logica – Università di Roma La Sapienza
15.Lucio Pagnoncelli – Professore di Pedagogia generale – Università di Roma La Sapienza
16.Pietro Lucisano – Professore di Pedagogia sperimentale – Università di Roma La Sapienza
17.Orlando Franceschelli – Professore di Teoria dell’evoluzione e politica – Università di Roma La Sapienza
18.Caterina Botti – Professoressa di Etica delle donne – Università di Roma La Sapienza
19.Stefano Gensini – Professore di Semiotica – Università di Roma La Sapienza
20.Edoardo Ferrario – Professore di Estetica – Università di Roma La Sapienza
21.Giorgio Asquini – Professore di Pedagogia sperimentale integrato – Università di Roma La Sapienza
22.Paul Corner – Direttore del Centro Studi Regimi Totalitari[CISReTo] – Dipartimento di Scienze Storiche – Università degli Studi di Siena
23.Marina Minucci – Professoressa di lingua Francese – Università di Roma La Sapienza
24.Alessandra Ciattini – Professoressa di Antropoloigia Culturale – Università di Roma La Sapienza
25. Stefano Garroni – Ricercatore CNR – Università di Roma La Sapienza
26.Paola Lombardi – Professore di Antichità greche – Università di Roma La Sapienza
27.Leonardo Capezzone – Professore di Storia del Mediterraneo arabo-islamico – Università di Roma La Sapienza
28.Sonia Gentili – Professoressa di Letteratura Italiana – Università di Roma La Sapienza
29.Maria Rosaria Marella – Professoressa di diritto privato – Università di Perugia
30.Simone Capra – Dottorando di ricerca Villard de Honnecourt – Università di Roma Tre
31.Giorgio Mariani – Professore di Lingue e letterature anglo-americane – Università di Roma La Sapienza
32.Barbara Staniscia – Ricercatrice di Scienze Umanistiche – Università di Roma La Sapienza
33.Marco Ribezzi Crivellari – Dottorando di ricerca in Fisica – Università di Roma 3
34.Jorg Senf – Professore di Tedesco – Università La Sapienza di Roma
35.Paolo Desideri – Professore di Progettazione architettonica e urbana – Università di Roma Tre
36.Francesco Careri – Ricercatore di Progettazione architettonica e urbana – Università di Roma Tre
37.Bianca Iaccarino Idelson – Ricercatrice di psicologia dinamica – Università di Roma Tre
38.Sandra Annunziata – Assegnista di ricerca del Dipsu – Università di Roma Tre
39.Daniela De Leo – Assegnista di ricerca del Dipsu – Università di Roma Tre
40.Ilaria Panato – Dottoranda del Dipsu – Università di Roma Tre
41.Viola Mordenti – Dottoranda del Dipsu – Università di Roma Tre
42.Giorgia Cacciotti – Dottore di ricerca – Università di Roma Tre
43.Viviana Fini – Dottore di ricerca – Università di Roma Tre
44.Claudia Gatti – Dottore di ricerca – Università di Roma Tre
45.Marco Tullio Liuzza – Dottorando in Neuroscienze cognitive e sociali – Università di Roma La Sapienza
46.Federico Marini – Ricercatore in Chimica – Università di Roma La Sapienza
47.Pietro Montani – Professore di Estetica – Università di Roma La Sapienza
48.Paola Rodano – Professore di Istituzioni di filosofia teoretica – Università di Roma La Sapienza
49.Francesco Pitocco – Professore di Storia – Università di Roma La Sapienza
50.Piero Bevilacqua – Professore di Storia – Università di Roma La Sapienza
51. Saverio Luzzi – Dottore in Storia e scrittore
52.Giancarlo Ruocco – Direttore del dipartimento di Fisica – Università di Roma La Sapienza
53.Margherita Hack – Professoressa di Astrofisica – Università di Trieste
54.Oliviero Diliberto – Professore di Diritto romano – Università di Roma La Sapienza
55.Vito Francesco Porcaro – Ricercatore Inaf
56.Chiara Cavallaro – Ricercatrice Cnr
57.Paola Bertolazzi – Ricercatrice Cnr
58.Angelita Castellani – Ricercatore Cnr
59.Orazio Licandro – Professore di Diritto romano – Università di Catanzaro
60.Antonio Montefusco – Ricercatore di Storia medievale – Università di Roma La Sapienza
61.Irene Bevilacqua – Dottoranda di Storia contemporanea – Università di Roma La Sapienza
62.Livio Ciappetta – Dottoranda di Storia moderna – Università di Roma La Sapienza
63.Danilo Corradi – Dottorando di Storia contemporanea – Università di Roma La Sapienza
64.Giuseppe Ricco – Professore di Ingegneria – Università di Palermo
65.Anna Giglio – Ricercatrice al Cnr
66.Bruno Buongiorno Nardelli – Ricercatore al Cnr
67.Francesca Margiotta – Ricercatrice al Cnr
68.Luciano Mariti – Direttore del dipartimento Arti e Scienze dello spettacolo – Università di Roma La Sapienza
69.Bruno Martino – Ricercatore al Cnr
70.Danilo Di Genova – Dottorando di ricerca in Geodinamica – Università Roma Tre

APPROFONDIMENTO SULLA COSTITUZIONE ITALIANA

COME UN UOMO SULLA TERRA