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domenica 7 febbraio 2010

ANPI PROVINCIALE DI MILANO, NO ALLA DEFORMAZIONE DELLA STORIA

Si è appreso che in alcuni Consigli di zona, con una coincidenza temporale che difficilmente potrebbe essere considerata casuale, sono state avanzate proposte e mozioni per intitolare strade o piazze di Milano a Giorgio Almirante e in un caso, addirittura per collocare una targa davanti a Villa Triste, in ricordo di Luisa Ferida. Se quest'ultima proposta riveste addirittura il carattere della provocazione, il nome di Almirante evoca fascismo, Salò, guerre e rovine provocate dal regime fascista. Un passato che i cittadini democratici non dimenticano e che appartiene alla parte più cupa ed infausta della nostra storia. Le lapidi, i monumenti, i nomi delle vie e delle piazze non possono essere utilizzate per assurde nostalgie o per inammissibili strumentalizzazioni, ma devono servire per ricordare la parte migliore della nostra storia, quella che oggi si esprime in una Carta Costituzionale democratica e antifascista, nelle singole norme e nello spirito di fondo. Non a caso, la disposizione transitoria XII della Costituzione vieta la ricostituzione del partito fascista; e leggi ordinarie, mai abrogate, continuano a vietare l'apologia e l'esaltazione di tutto ciò che è riconducibile al periodo fascista.

L'ANPI respinge con fermezza ogni proposta come quelle sopraindicate e si opporrà con tutte le sue forze ad ogni tentativo di deformare la storia e di stravolgere gli insegnamenti che, anche da lapidi e monumenti, parlano ai giovani del nostro più glorioso passato .

L'ANPI rivolge un appello per la mobilitazione e la vigilanza,a tutte le Sezioni,agli iscritti ,ai simpatizzanti, ai cittadini antifascisti, a tutte le Associazioni che si richiamano ai princìpi della democrazia,auspicando iniziative che chiariscano cos'è stato il fascismo, quali danni terribili ha provocato, quanti lutti e quali tragedie sono nate dalle leggi razziali e facciano conoscere, a chi la conosce poco, la storia reale del nostro Paese e le lotte per la libertà. Lotte che poi hanno portato alla fine del fascismo ed all'approvazione di una Costituzione che indica la strada imprescindibile della democrazia.

L'ANPI rivolge altresì un appello alle forze politiche presenti in Consiglio Comunale e prima di tutto al Sindaco, perchè venga sbarrata la strada a queste insane proposte e si ponga in essere una profonda operazione di cultura democratica e antifascista. Non è in gioco una presunta “riappacificazione”: il Paese ha bisogno di chiarezza, di conoscenza della storia, di riaffermazione dei valori fondamentali della nostra convivenza civile, consacrati nella Costituzione, e non di rivendicazioni nostalgiche e di tentativi di forzare a proprio piacimento la nostra storia e il nostro passato.

Il Comitato provinciale ANPI di MILANO

mercoledì 3 febbraio 2010

COSSUTTA, STRUMENTALI LE PAROLE DI BERLUSCONI ALLA KNESSET

Berlusconi a Tel Aviv
inneggia alla guerra di liberazione
dal nazifascismo

Prendendo la parola davanti alla Knesset, il Parlamento in Israele, Silvio Berlusconi ha detto che l'Italia "trovò la forza di riscattarsi" dall' "infamia delle leggi razziali di cui si macchiò purtroppo nel 1938" attraverso "la lotta di liberazione dal nazifascismo".
"La dichiarazione di Berlusconi a proposito della guerra di liberazione che ha riscattato l'Italia dal nazifascismo - ha commentato Armando Cossutta, vice presidente vicario dell'ANPI - non mi meraviglia. Sono concetti che aveva già espresso un anno fa nella ricorrenza del 25 aprile, ma purtroppo nei mesi successivi se ne è poi scordato.
Oggi - ha aggiunto Cossutta - li riprende e temo che lo faccia, come sempre, in modo strumentale, probabilmente perché la visione della tragedia della Shoà e delle persecuzioni naziste lo hanno fortemente colpito e anche perché, attento come è ai sondaggi, Berlusconi non può non sapere che la grande maggioranza del popolo italiano difende la causa della guerra di liberazione che ha garantito la democrazia in Italia con la Repubblica e la Costituzione".
Ora, ha concluso il vicepresidente dell'Anpi, "il presidente del Consiglio tenga ben presente che l'anniversario della Liberazione, il prossimo 25 aprile, deve essere celebrato solennemente in tutti i comuni italiani, nelle caserme e nelle scuole e questo è un compito del Governo".

GIORNO DEL RICORDO A MONZA


Qui sopra il manifesto realizzato dall'amministrazione comunale monzese per le iniziative per il giorno del ricordo.
Rileverete che le mostre, come denunciato con lettera aperta al sindaco di Rosella Stucchi, presidente dell'Anpi di Monza, sono due e volutamente, nettamente separate ed a distanza onde non permettere alcun confronto. Quella dell'AEDES cancella ventidue anni di storia (quella del fascismo).
Inoltre, la fotografia riportata sul manifesto, rappresenta un "falso", denunciato in consiglio comunale dal capo gruppo del PD Roberto Scanagatti, che non ha nulla a che vedere con le Foibe: infatti è tratta da un film di Waida che si riferisce a rappresaglie dei sovietici contro i polacchi.
Denunciamo questo modo di fare "disinformazione" da parte della giunta monzese.
Vi invitiamo a visitare le due mostre in modo da confrontarle ed in particolare a partecipare all'inaugurazione della mostra "FASCISMO, FOIBE ED ESODO" che si terrà giovedì 4 febbraio alle ore 18, al "Binario 7", alla presenza dei due autori Enriotti e Ferrante.

lunedì 1 febbraio 2010

FOIBE, LETTERA DI ROSELLA STUCCHI AL SINDACO DI MONZA

La tragedia delle foibe e la storia

Lettera aperta al sindaco di Rosella Stucchi, presidente dell'ANPI

La celebrazione della giornata del Ricordo nei due anni trascorsi è stata caratterizzata da una impostazione unilaterale, dando spazio e voce esclusivamente alla ADES (Associazione amici e discendenti degli esuli giuliani istriani fiumani e dalmati) con dibattiti e mostre documentarie che, nel denunciare – giustamente – l'orrore delle foibe e l'infinita tristezza dell'esodo, ignoravano totalmente il ventennio fascista con le gravissime angherie nei confronti della popolazione slava ed i crimini perpetrati dai fascisti assieme ai nazisti durante l'invasione e l'occupazione della Slovenia.

Quest'anno, su una proposta di ANPI e ANED, già fatta in passato, l'amministrazione aveva deciso di affiancare alla mostra dell'ADES una breve mostra predisposta dalla fondazione “Memoria della deportazione” che inserisce la tragedia delle foibe e dell'esodo nel più complesso quadro della situazione del confine orientale, illustrando appunto anche le malefatte del fascismo con l'italianizzazione forzata, il divieto di insegnamento dello sloveno, la chiusura delle scuole e delle associazioni slave nonché i veri e propri crimini di guerra commessi dai fascisti dopo l'aggressione alla Iugoslavia.

La compresenza delle due mostre, complementari e non contrapposte, in cui la seconda non sminuisce certamente l'orrore delle foibe e la tragedia dell'esodo, avrebbe consentito ai monzesi di formarsi una opinione più completa di questi tragici momenti della nostra storia.

L'ADES non ha accettato e l'amministrazione ha fatto marcia indietro decidendo di esporre separatamente le due mostre, quella dell'ADES alla Biblioteca Civica, quella della fondazione “Memoria della deportazione” nel più decentrato Binario 7 e soltanto per quattro giorni.
Non dimentichiamo che l'ADES in passato si è distinta per le sue manifestazioni revansciste fino ad arrivare l'anno scorso alla conclusione di uno spettacolo con il grido di “Eia, eia, alalà”.

L'ANPI protesta vivamente per questo comportamento dell'amministrazione che, trascurando l'inquadratura storica degli avvenimenti, ne deforma di fatto la realtà.
Anche quest'anno si è persa l'occasione di celebrare in modo unitario questa triste ricorrenza, certamente condivisa da tutti. L'ANPI invita, per la completezza dell'informazione, i cittadini monzesi, i rappresentanti le istituzioni e la stampa a visitare entrambe le mostre, l'inaugurazione al Binario 7 avverrà giovedì 4 febbraio alle ore 18 con la presenza degli autori Bruno Enriotti e Angelo Ferranti.

Rosella Stucchi

LA RISPOSTA DELL'ANPI CIRCA L'INTITOLAZIONE DI UNA VIA A GIORGIO ALMIRANTE

Coordinamento ANPI zona 6. Milano.
Cortese attenzione Presidente e consiglieri tutti. Comune di Milano, Circoscrizione zona 6.
A seguito mozione, presentata in data 25/01/2010 presso la soprascritta Istituzione, “Una strada intitolata a Giorgio Almirante”; il Coordinamento delle sezioni ANPI di zona, e l’assemblea tutta sezione ANPI Barona, riunita in data odierna per i lavori congressuali annuali, esprime rammarico e preoccupazione per simile proposta avanzata proprio nella stretta vicinanza della giornata della Memoria, ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano. Pensiamo che tale proposta sia da non prendere in considerazione, come molte città e paesi d’Italia hanno già fatto. Ricordiamo che Almirante fu firmatario nel 1938 del Manifesto della razza, e che dal 1938 al 1942 collaborò alla rivista La difesa della razza come segretario di redazione. Ricordiamo che Almirante con il ruolo di tenente della brigata nera si impegnò nella lotta ai partigiani in particolare in Val d' Ossola e nel Grossetano; qui, il 10 aprile 1944, apparve un manifesto da lui firmato, in cui si decretava la pena della fucilazione per tutti i partigiani (definiti "sbandati", all'interno del manifesto) che non avessero deposto le armi e non si fossero prontamente arresi, suscitando feroci repressioni compiute dai fascisti in quelle zone; a titolo di esempio basti ricordare che nella sola frazione di Niccioleta, a Massa Marittima, tra il 13 ed il 14 giugno 1944 vennero passati per le armi 83 minatori. Chiediamo dunque il ritiro della mozione o la non approvazione. Comunichiamo inoltre che questa nostra richiesta, chiederà immediatamente sostegno ed adesione a tutti i partiti politici, le associazioni, i movimenti, i sindacati della zona e di Milano, portando a conoscenza di tale mozione la Comunità Ebraica e l’ANED Milanese. Certi di un vostro pronto riscontro in merito. Porgiamo distinti saluti.
Il coordinatore ANPI zona 6. - Ivano Tajetti.
Il presidente Assemblea ANPI Barona. - Massimo Camerini

MILANO, MOZIONE PER INTITOLARE UNA VIA A GIORGIO ALMIRANTE

FANNULLONI, QUANDO IL DUCE FACEVA COME IL MINISTRO BRUNETTA

PIAZZA 25 APRILE DI PECORARA E' SALVA


Il Sindaco di Pecorara (PC), Franco Albertini, ha ritirato il provvedimento che cancellava Piazza 25 aprile.
Una vittoria importante, frutto del lavoro appassionato di tanti, e voglio qui ricordare il contributo generoso e prezioso di Articolo 21. Una vittoria che, però, sarebbe stata irraggiungibile senza il supporto di migliaia di cittadini sensibili e responsabili i quali, rispondendo all’appello dell’Anpi, hanno lanciato un messaggio ben preciso: la memoria della Liberazione non si tocca. Non si toccano la giustizia, la libertà, la pace, valori per cui partigiani, antifascisti, deportati, militari, patrioti, gente comune hanno sacrificato la vita. 25 aprile non è un nome qualsiasi per una piazza, è il loro nome, la loro coscienza, la loro ansia di futuro. E’ rivivere una storia, sentire i nervi di una lotta sacrosanta, fissare il senso di una responsabilità collettiva. Un patrimonio incomparabile per tutti gli italiani, per lo stesso Sindaco di Pecorara e la sua giunta che invitiamo a valorizzarlo, da domani. Li sorprenderà il suo potere di presa civile, di entusiasmo, di spinta ad un cammino “costituzionale”, verrebbe da dire, l’unico possibile se vogliamo vivere in un sistema realmente democratico.
Sì, signor Sindaco, la invitiamo a farlo. Tra l’altro, è un suo dovere.

Tratto da Articolo 21

mercoledì 27 gennaio 2010

SHOAH, LE PAROLE DI NAPOLITANO

Roma, 27 gen. - (Adnkronos) - La Shoah e' "una tragica esperienza, ancora carica di insegnamenti e di valori per le nuove generazioni". Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano tiene a sottolinearlo celebrando nel Salone dei Corazzieri al Quirinale il 'Giorno della Memoria', alla presenza tra gli altri del presidente della Camera Gianfranco Fini, del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, del sottosegretario al ministero dell'Istruzione Giuseppe Pizza, del presidente dell'Unione comunita' ebraiche italiane Renzo Gattegna e di Elie Wiesel, Premio Nobel per la pace.

Per il capo dello Stato -che prima dell'intervento ha premiato le scuole vincitrici del concorso 'I giovani incontrano la Shoah'- "sentire le parole dei ragazzi che studiano le persecuzioni naziste, le sofferenze e la resistenza degli ebrei deportati nei campi di concentramento e l'epilogo tragico dello sterminio, e' motivo di conforto per tutti noi. Non chiediamo di meglio che trasmettere loro il testimone, a nome dello Stato".

Rivolgendosi direttamente a Wiesel, Napolitano lo saluta come "la voce piu' alta che potessimo aspirare di avere con noi in questa 'giornata'" e ricorda al Premio Nobel per la pace quanto egli sia "profondamente rispettato e apprezzato in Italia: ammiriamo il suo impegno incessante a trasmettere la memoria, a testimoniarla, a lottare per la causa della liberta', dei diritti umani, della mutua comprensione e della pacifica convivenza fra i popoli". Si tratta, sottolinea il presidente della Repubblica rivolto anche a Gattegna di "ideali comuni nella lotta per la liberta' e per il pieno riconoscimento dei diritti dei popoli e, in modo specifico, del diritto del popolo ebraico dello Stato di Israele a vivere in sicurezza".

domenica 24 gennaio 2010

ANPI DI LIMBIATE, CENA EBRAICA E PROIEZIONE FILM "IL BAMBINO CON IL PIGIAMA A RIGHE"

La sezione ANPI di Limbiate organizza per mercoledì 27 Gennaio, ore 20.00:

Giorno della Memoria
cucina ebraica e proiezione del film
“Il bambino con il pigiama a righe”.

Parte del ricavato andrà alle scolaresche quale contributo per il ”VIAGGIO DELLA MEMORIA”

Quota di partecipazione 37 euro. E’ gradita la prenotazione.
Momento Di Vino
Ristorante enoteca
Limbiate(MB)
Via Monte Bianco, 52

Cena con cucina ebraica
Menù di “purim” (tratto dal libro “Cucina Ebraica in Italia”)
Salame di spinaci
Tortellini di zia Lea
Manzo marinato con patate al forno e pomodorini
Struffoli
Acqua, vino (Barbera, Birbet col dessert)
Caffè

Parte del ricavato sarà devoluto per il progetto scolastico
“NON PERDIAMO LA MEMORIA” e servirà a facilitare la partecipazione degli studenti di Limbiate ad Aushwitz e Birkenau programmato dal 18 al 21 Aprile.

Il viaggio è promosso dai progetti didattici:
"Non perdiamo la Memoria" delle Medie inferiori L. da Vinci-Gramsci-Verga
e "Recupero Memoria storica e pedagogia della Resistenza" dell' ITC "Elsa Morante".
in collaborazione con Amministrazione Comunale di Limbiate e ANPI.

Durante la serata
Spiegazione del menù scelto,
lettura di alcuni brani e
visione del film:
“IL BAMBINO DAL PIGIAMA A RIGHE”

Estrazione della sottoscrizione a premi
(in base alla quantità di biglietti venduti potrebbe essere rinviata)

E’ possibile prenotare e acquistare l’invito presso il ristorante, la sede ANPI, GeD Benessere. Costo serata € 37,00.
Per informazioni e prenotazioni tel: 335 6854853

GIORNATA DELLA MEMORIA PRESSO IL CARCERE DI SAN VITTORE

La Comunità Ebraica di Milano, il Comitato Permanente Antifascista contro il Terrorismo per la Difesa dell’Ordine Repubblicano,l’Associazione “Figli della Shoah”
d’intesa con l’Amministrazione Penitenziaria Regionale

hanno il piacere di invitare alla cerimonia che si terrà il 27 Gennaio 2010, a partire dalle ore 17.45 presso il Carcere di San Vittore, luogo dal quale partirono tutti o quasi i predestinati alla deportazione e alla morte.

***

Dal 2001, il 27 gennaio è il giorno dedicato al ricordo della Shoah, delle leggi razziali, della persecuzione e della deportazione degli ebrai, dei politici, dei lavoratori, dei militari, dei semplici cittadini che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte nei campi di sterminio.

***

Il presente invito è da esibire all’ingresso dell’Istituto Penitenziario (con un documento di identità, ove occorra)

Programma della Cerimonia:

ore 17.45- deposizione di corone davanti alla lapide ricordo collocata in piazza Filangeriaccanto all’ingresso dell’Istituto;

ore 18.00 – nella saletta interna “Francesco Di Cataldo”, coordinati dal prof. Carlo Smuraglia,presidente ANPI e Coordinatore del Comitato Antifascista, discorsi ufficiali:


- dott. Luigi Pagano. Provveditore Regionale dell’ Amm.ne Penitenziaria

- dott. Alfonso Arbib, Rabbino Capo di Milano

- dott. Onorio Rosati, a nome di CGIL-CISL-UIL

- sen .avv. Gianfranco Maris, presidente dell’ANED, anche a nome del
Comitato Antifascista

- Verrà ricordata la figura dell’Agente di Custodia Andrea Schivo,
proclamato “Giusto fra le Nazioni” il 27.3.2007.

L' ANPI DI BIASSONO ORGANIZZA VIAGGIO DELLA MEMORIA A MAUTHAUSEN

VIAGGIO DELLA MEMORIA A MAUTHAUSEN

Organizzato dall' ANPI sezione di Biassono.

Durata del viaggio: 3 giorni (in pullman gran turismo e con accompagnatore interprete per tutto il viaggio).
Data di partenza da Biassono: venerdì 19 Marzo 2010.
Città di transito: LINZ - SALISBURGO.
Campi da visitare: GUSEN – MAUTHAUSEN – CASTELLO DI HARTHEIM.
Quota individuale di partecipazione: euro 230,00
Supplemento camera singola (se richiesto): euro 60,00 per tutto il viaggio.

PROGRAMMA

Venerdì 19 Marzo: Biassono/ Innsbruck/ Salisburgo (km. 570)
Ritrovo dei partecipanti alle ore 06,30 in Piazza Italia a Biassono e partenza via autostrada Trento/Bolzano. Soste lungo il percorso in autogrill.
Arrivo a INNSBRUCK e tempo a disposizione per una visita del centro storico.
Pranzo libero.
Proseguimento per SALISBURGO. Arrivo in serata.
Sistemazione alberghiera nelle camere riservate, cena e pernottamento.

Sabato 20 Marzo: Salisburgo/ Gusen – Mauthausen - Castello di Harteim/ Salisburgo.
Dopo la prima colazione, alle ore 07,30 partenza per Linz per la visita degli ex campi di sterminio di GUSEN e MAUTHAUSEN.
Si visiteranno: il piazzale dell’appello, le docce, le prigioni, la camera a gas, i forni crematori, le baracche, la scala della morte ed il museo storico.
Visita alla zona dei monumenti internazionali ed al monumento italiano.
Pranzo in ristorante.
Nel pomeriggio proseguimento per ALKOVEN e visita al CASTELLO DI HARTHEIM, famigerata clinica nazista per gli esperimenti su cavie umane.
Rientro in albergo per la cena ed il pernottamento.

Domenica 21 Marzo: SALISBURGO/ BIASSONO
Prima colazione in albergo.
Alle ore 08,30 incontro con la guida parlante italiano per la visita del centro storico della città.
Pranzo libero.
Partenza, alle ore 14,00 per il rientro in Italia.
Soste lungo il percorso in autogrill in autostrada. Arrivo a Biassono in tarda serata.

La quota comprende:

- il trasporto in pullman gran turismo A/R da Biassono a Biassono,
- la sistemazione in albergo di categoria buon **** stelle in camere due/tre letti, tutte con servizi privati;
- trattamento di mezza pensione per tutta la durata del viaggio;
- un pranzo in ristorante a Mauthausen;
- la visita guidata della città di Salisburgo ( due ore);
- un accompagnatore interprete per tutta la durata del viaggio;
- materiale sui campi e illustrativo turistico;
- assicurazione ALASERVICE per malattia/infortunio;
- tasse e percentuali di servizio;

La quota non comprende:

- le bevande ai pasti, i pasti non menzionati;
- le mance, i facchinaggi, gli extra in genere;
- tutto quanto non espressamente indicato nel programma.

Documenti richiesti: carta di identità.


Chi fosse interessato all’iniziativa deve segnalare il proprio nominativo, entro e non oltre il 10.02.2010, a:

- Antonella Tremolada cell. 333/8035410
- Gianpaolo Monguzzi cell. 340/3090875
- Vittoria Sangiorgio cell. 348/5633219

Le iscrizioni, versando una caparra di euro 75, si ricevono anche presso le sedi di:
SPI CGIL via Porta Mugnaia 12 il mercoledì dalle ore 15,00 alle ore 17,00
FNP CISL via Pietro Verri 13 il lunedì dalle ore 14,30 alle ore 17,30
il martedì dalle ore 10,00 alle ore 12,00

Il viaggio della memoria si effettuerà con un numero minimo di 48 partecipanti.

Biassono, 15.01.2010

PER NON DIMENTICARE

domenica 17 gennaio 2010

OLTRE QUEL MURO

GIORNATA DELLA MEMORIA. EMANUELE FIANO A BOVISIO MASCIAGO

GIORNATA DELLA MEMORIA

Il 27 gennaio verrà celebrata la Giornata della Memoria, nella quale il Paese intero ricorderà le vittime dell’Olocausto, delle leggi razziali, delle deportazioni; lo sterminio dei rom e degli omosessuali; tutti coloro che si opposero ai massacratori, fino all’estremo sacrificio: antifascisti, militari, gente comune, animata da generoso e incomparabile istinto umanitario. Un’occasione preziosa di memoria collettiva, questa Giornata, ma anche di ferma assunzione di responsabilità nel presente e per il futuro affinché si rafforzi nel Paese quella coscienza civile necessaria a contrastare ogni manifestazione di razzismo e antisemitismo ancor oggi presenti e diffusi in Italia come nell’Europa intera.

L’Anpi impegna tutta l’Associazione affinché in collaborazione con le Istituzioni, col mondo dell’antifascismo, della Resistenza, della deportazione politica e razziale, delle comunità ebraiche, con le associazioni democratiche e le forze sindacali, la Giornata della Memoria sia un evento effettivamente nazionale.

Decisivo sarà il coinvolgimento del mondo della scuola e dei giovani tutti. Il futuro ha la loro coscienza e le loro mani e l’impegno nella trasmissione della memoria e dei valori di libertà, giustizia, pace e democrazia deve essere massimo. E di tutti.

Anpi nazionale.

sabato 16 gennaio 2010

ENNESIMA VERGOGNA : A PECORARA CANCELLATA PIAZZA 25 APRILE

A Pecorara, comune della provincia di Piacenza, luogo simbolo della Resistenza al nazifascismo, il sindaco Franco Albertini ha cancellato Piazza 25 aprile. Un affronto a quanti hanno sacrificato la loro vita per la libertà, alla Costituzione della Repubblica, nata dalla Resistenza, all’Italia tutta, che su queste radici ha costruito la democrazia. Un affronto che non ha assunto il dovuto rilievo nazionale, fatto che denunciamo con forza: è in corso un attacco senza precedenti ai valori e ai principi che fondano la nostra convivenza civile, la nostra Repubblica. Chiudere gli occhi è irresponsabile. L’Anpi, Associazione nazionale partigiani d’Italia, nel richiamare tutti i democratici ad associarsi alla sua denuncia e a mobilitarsi con opportune iniziative, chiede l’immediata revoca di questo vergognoso provvedimento.

* Anpi - Comitato Nazionale
Anpi - Comitato Provinciale di Piacenza

venerdì 15 gennaio 2010

LOMBARDIA : APPROVATA LEGGE REGIONALE "FAR VIVERE LA MEMORIA"

Nella seduta del 12 Gennaio 2010, il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato all’unanimità la legge regionale N° 150 “Far vivere la memoria", sollecitata da anni dall’ANPI. Hanno espresso soddisfazione l’ANPI regionale e milanese, il Vice Presidente Marco Cipriano, primo firmatario della proposta, e la Consigliera Regionale relatrice della proposta di legge Sara Valmaggi.

cliccate qui sotto:

http://lombardia.anpi.it/lombardia.php?title=consiglio_regionale_lombardia_approvata_&more=1&c=1&tb=1&pb=1

mercoledì 13 gennaio 2010

ALLARMANTE QUADRO SOCIALE DOPO I FATTI DI ROSARNO

Comunicato stampa ANPI Nazionale

Roma, 13 gennaio 2010

AL PRESIDENTE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI

On. Gianfranco Fini

Signor Presidente,
i recenti fatti di Rosarno disegnano un quadro sociale fortemente allarmante. Un quadro di brutale sfruttamento dell’uomo e annullamento dei diritti di fronte al quale chi avrebbe dovuto sapere e intervenire già da tempo, ha dato una sola, intollerabile risposta: criminalizzare le vittime. Il “negro”.
Ancor oggi assistiamo ad uno scenario grottesco di vicendevole trasferimento di colpe tra Istituzioni locali, forze politiche e Governo nazionale che lascia sconcertati e indignati oltre che amaramente consapevoli dell’assenza di responsabilità, umanità e trasparenza, qualità distintive dell’impegno politico e di governo.
L’Anpi - come è già avvenuto nel corso della grande e appassionata manifestazione che ha promosso il 12 dicembre scorso a Mirano (VE) contro il razzismo - nel denunciare con forza la deriva xenofoba in corso lancia un forte appello al Governo nazionale, ai Comuni, alle Province e alla Regione affinché venga avviato subito un percorso serio e responsabile di legalità, diritti, accoglienza e integrazione, come dettano i principi e i valori della nostra Carta Costituzionale.

Presidenza e Segreteria Nazionale Anpi

PARTIGIANO A 20 ANNI

Partigiano a 20 anni vuol dire difendere la democrazia.
Andrea Vignozzi è il più giovane dei segretari di sezione dell'ANPI.


http://www.anpi.it/dichiarazioni/repubblica_vignozzi_030110.pdf

sabato 9 gennaio 2010

ALBERGO REGINA


Care amiche, cari amici,
rieccomi finalmente a voi con i miei auguri per il 2010 e con importanti novità sull'ex Albergo Regina. Come ricorderete, l'Albergo Regina, a pochi passi dal Duomo, dal 13 settembre 1943 al 30 aprile del 1945, è stato la sede del quartiere generale nazista di Milano. Non una lapide lo ricorda.
Avevamo promosso una petizione, che ha raccolto la ragguardevole cifra di 1.821 adesioni. L'abbiamo consegnata nel dicembre del 2008 al Presidente del Consiglio Comunale, Manfredi Palmeri, che l'ha accolta con grande disponibilità. Ci siamo poi incontrati il 30 aprile 2009 sotto l'ex albergo Regina per una commossa cerimonia in cui abbiamo parlato di quel mattatoio nazista e per riconsegnare, questa volta pubblicamente, la nostra petizione. Poi tutto si è mestamente arenato.
Ma da qualche mese abbiamo rimesso in moto il meccanismo inceppato: in un incontro al Consiglio di Zona 3, parleremo della storia dell'ex Albergo Regina, anche grazie al documentario che Vera Paggi e Micaela Nason hanno realizzato per RAINews24, e della vicenda della nostra petizione. Individuata la proprietà dell'edificio, la quale ha anche sostenuto le spese per la sua realizzazione, abbiamo deciso di scoprire, con sobria cerimonia, la lapide il 22 gennaio, ore 14,30. Vogliamo così dare anche il nostro contributo al Giorno della Memoria del 2010.
Speriamo anche di presentarvi, odoroso ancora d'inchiostro, un fascicolo sul tema. Il contributo di quanti vorranno aiutarci a sostenerne le spese sarà benvenuto. Per adesso contiamo sulla pazienza del tipografo.
Due appuntamenti dunque, meglio dettagliati nel volantino allegato:
1. Mercoledì 20 gennaio 2010, ore 21. Consiglio di Zona 3, Via Sansovino 9, Milano. Incontro pubblico.
2. Venerdì 22 gennaio 2010, ore 14,30. Ex Albergo Regina, Via Silvio Pellico ang. Via Santa Margherita. Cerimonia di scoprimento della lapide.
Sono convinto, oper lo meno speranzoso, che ci incontreremo in molti. A presto, e felice 2010.
Marco Cavallarin

A QUARANT' ANNI DA PIAZZA FONTANA. DIBATTITO PUBBLICO ORGANIZZATO DALL'ANPI DI BOVISIO MASCIAGO

GIOVEDI’ 14 GENNAIO 2010 ALLE ORE 21.00 PRESSO LA SALA MOSTRE DEL PALAZZO COMUNALE DI PIAZZA BIRAGHI A BOVISIO MASCIAGO, SI TERRA' UN DIBATTITO PUBBLICO IN OCCASIONE DEL QUARANTENNALE DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA.

Interverranno:

GUIDO SALVINI giudice istruttore c/o il tribunale penale civile di Milano

FEDERICO SINICATO avvocato di parte civile dei familiari delle vittime delle stragi

FORTUNATO ZINNI attuale sindaco di Bresso - nel 1969 delegato dei lavoratori della Banca dell’Agricoltura

http://www.anpibovisiomasciago.it/doc/a_quarant.pdf

MONZA : "OLTRE QUEL MURO", MOSTRA SULLA RESISTENZA NEL CAMPO DI BOLZANO 1944 - 1945


FONDAZIONE MEMORIA DELLA DEPORTAZIONE

LA RESISTENZA nel campo di BOLZANO 1944 - 1945

Donne e uomini che si opposero alle SS

"OLTRE QUEL MURO"


lunedi 18 gennaio 2010 alle ore 18 al Teatro Binario 7, Monza

Inaugurazione Mostra sul campo di BOLZANO

a cura di ANED - Associazione nazionale ex deportati politici

Mostra documentaria

di Dario Venegoni e Leonardo Visco Gilardi

Orari dal lunedì al venerdì, ore 10 - 18

sabato 10 - 12,30 / 15 - 18

domenica 14 - 18

giovedì 24 dicembre 2009

BUONE FESTE A TUTTI GLI ANTIFASCISTI

OLTRE 2300 BIOGRAFIE DI ANTIFASCISTI SUL SITO NAZIONALE DELL' ANPI

Donne e uomini dell'antifascismo,della Resistenza e della guerra di Liberazione

Oltre 2.000 biografie
la maggiore galleria esistente in rete

La galleria dei ritratti delle donne e degli uomini dell'antifascismo, della Resistenza e della Guerra di Liberazione conta oggi ben 2.304 schede biografiche. È un risultato sul quale forse nessuno di noi avrebbe scommesso, tanti anni fa, quando abbiamo intrapreso questo cammino. La nostra si conferma così come la più importante rassegna di biografie di antifascisti esistente in rete.

Dobbiamo questa intensa galleria al lavoro, alla passione e alle ricerche di Fernando Strambaci, giornalista, che a suo tempo fu giovanissimo sappista. A lui il nostro sentito ringraziamento, che estendiamo a quanti, in questi anni, ci hanno aiutato a ricostruire le biografie di antifascisti spesso troppo frettolosamente dimenticati.

Nonostante le sue dimensioni - lo dobbiamo ribadire ancora una volta - la nostra rassegna è ancora necessariamente solo una piccola parte, una autentica goccia nel mare rispetto a quel totale che comunque sempre abbiamo in mente. Nel corso dell'ultima guerra mondiale, infatti, furono decine di migliaia i partigiani che parteciparono attivamente, spesso a prezzo della vita, alla guerra di liberazione dell'Italia dal fascismo e dall'occupante nazista. In questa guerra migliaia e migliaia furono i caduti in combattimento, le vittime delle rappresaglie e delle stragi; i feriti, i mutilati, i torturati, gli arrestati, i deportati nei Lager nazisti, la cui biografia a buon titolo potrebbe essere aggiunta a questa nostra rassegna.

Senza la pretesa di essere esaustivi, ci pare tuttavia di poter dire che questa galleria (nella quale sono comprese tutte le Medaglie d’oro al valor militare della guerra di Liberazione, diciannove delle quali sono state conferite a donne) sia rappresentativa delle mille sfaccettature del movimento partigiano, nel quale confluirono, trovando coesione e unità, uomini e donne di diverso orientamento politico e ideale e di differente ceto sociale, uniti nella determinazione di riscattare la dignità del paese offesa da un ventennio di regime fascista e da una sanguinosa occupazione militare straniera.

Queste biografie sono un omaggio a tutti coloro che in ogni tempo e in ogni condizione seppero mettere i valori della libertà e della democrazia al di sopra di ogni cosa, persino della incolumità propria e dei propri cari.

Consultatele cliccando qui sotto!

http://www.anpi.it/uomini.htm

mercoledì 23 dicembre 2009

ATTACCO ALLA COSTITUZIONE. NELLA FINANZIARIA VERGOGNOSO STOP ALLA GRATUITA' DEL PROCESSO DI LAVORO

Come denuncia il Sen. Felice Casson, il Governo e la maggioranza di centro destra colpiscono i lavoratori cancellando la gratuità del processo di lavoro. In violazione delle norme costituzionali, il Governo ha introdotto nella Legge Finanziaria una norma che prevede il pagamento del contributo unificato per l’iscrizione a ruolo anche per i processi di lavoro. Questo vergognoso balzello è stato introdotto dopo aver respinto l’emendamento presentato dal Sen. Casson.

http://lombardia.anpi.it/media/blogs/lombardia/Gratuita_proc_lavoro-Casson-22_12_09.pdf

NEI LUOGHI DELLA GUERRA PARTIGIANA TRA LA VALSASSINA E LA VALTALEGGIO

CELEBRAZIONE DEL SACRIFICIO DEI MARTIRI DEL POLIGONO

lunedì 21 dicembre 2009

LA VERGOGNA DEL NEGAZIONISMO

Passano gli anni ma i “negazionisti” anche se sono pochi, anzi pochissimi, non demordono mai. Su questo grave e antistorico comportamento Sergio Caivano, del Direttivo dell’ANPI di Sondrio, ha scritto “La vergogna del negazionismo".
Cliccate sul link sottostante.

http://lombardia.anpi.it/media/blogs/lombardia/Il_flagello_del_negazionismo.pdf

TARGHE SULLE GRIGNE : " PARTIGIANI SULLE GRIGNE : NUOVI ITINERARI DELLA MEMORIA "

In Provincia di Lecco si è avviata la seconda fase del Progetto “Partigiani sulle Grigne: nuovi itinerari della Memoria", il Posizionamento delle Targhe. Dopo la pubblicazione della terza guida storico-turistica relativa alla presenza partigiana sulle montagne del lecchese, inizia la nuova fase. Contribuite!

http://lombardia.anpi.it/media/blogs/lombardia/iniziativa_targhe.pdf

VIAGGIO DELLA MEMORIA AL LAGER DI RAVENSBRUCK

L´A.N.P.I. di Trezzano sul Naviglio organizza nel periodo dal 25 Febbraio al 28 Febbraio 2010 un Viaggio della Memoria al Lager di Ravensbrück e alla cittá di Berlino.Il prezzo del viaggio pari a Euro 320.- é comprensivo di viaggio di andata e ritorno in pullman GT, trasferimenti vari, tre pernottamenti in Hotel **** con trattamento di mezza pensione, tasse incluse, visita al Lager di Ravenbrück, visita di un giorno alla cittá di Berlino con tour della cittá in Bus della durata di tre ore e accompagnamento di guida turistica in lingua italiana.
Per informazioni e prenotazioni telefonare al No. 338 5655916

E' SCOMPARSA ISOTTA GAETA

E’ morta nella sua casa che amava, fronte il mare. Sul golfo di Nizza.
Non perdiamo solo una giornalista attiva ed esemplare, non solo una convinta aderente a Stampa Democratica, ma una donna determinata ad affermare anche il ruolo femminile nella società. Era nata a Torino da una famiglia seriamente antifascista, da sempre nella Resistenza. Isotta, giovanissima, fu staffetta partigiana. Il suo impegno fu soprattutto per la libertà e la democrazia e non esitò pertanto a contrastare tutti gli aspetti prepotenti e oscurantisti della politica e della società. E, proprio per questo, fu sempre in prima fila per difendere l’autonomia e la professionalità dei giornalisti. Dalla parte di tutti quei colleghi che in qualunque parte del mondo venivano incarcerati per reati di opinione.
E, anche in Italia, si battè perché nelle carceri fossero fondamentali giustizia, equità e dignità della persona. Nelle fila di Stampa Democratica si impegnò in tutti gli organismi sindacali e ordinistici della categoria: nel Direttivo dell’Associazione Lombarda dei Giornalisti, della FNSI, nelle commissioni sindacali, nella commissione Pari Opportunità del Consiglio Nazionale, tra i vertici del Circolo della Stampa di Milano. Attualmente era presidente del Festival Internazionale Cinematografico a regia femminile “Sguardoaltrove”
A livello internazionale non mancò mai la sua presenza. Organizzò la prima visita di giornaliste in Cina. Creò la Rete Italiana delle Giornaliste Europee. Ideò il Coordinamento Europeo dei Circoli della Stampa. Ma sostenne anche iniziative in Francia e a Nizza in particolare, convinta che Italia e Francia avevano insieme un ruolo europeo. Si adoperò perché fosse esaltato l’impegno dell’Esercito Italiano durante la seconda guerra mondiale a difesa delle comunità israelitiche. Volle che, a ricordo, sia nel Consolato Italiano a Nizza che a S. Martin Vesubie, fossero poste lapidi a memoria dell’impegno umano del nostro esercito. Non dimenticò mai il ruolo che ebbe di partigiana antifascista e, con Bianca Guidetti Serra e Lydia Franceschi pubblicò “L’altra metà della Resistenza” per valorizzare l’importanza della donna nella lotta di liberazione. Grande fu la sua soddisfazione e l’emozione quando il Comune di Cinisello Balsamo celebrò il 62° anniversario del 25 Aprile nominandola “Giornalista Partigiana della 107° Brigata Garibaldi” nel corso di un convegno che la inorgoglì: “Il dovere e il prezzo della libertà”. Isotta ha concluso in silenzio la sua vita. Quella vita che l’aveva vista sempre sulle barricate.

tratto da: Stampa Democratica fondata da Walter Tobagi - Sempre da una parte sola. Quella dei giornalisti.

lunedì 14 dicembre 2009

L' ANPI PROVINCIALE DI BOLOGNA PROTESTA CONTRO "IL SANGUE DEI VINTI"

Il Comitato Direttivo dell’ANPI provinciale di Bologna esprime una forte protesta per la scelta della direzione RAI di trasmettere sulla rete Uno, in due puntate (domenica 6 e lunedì 7 dicembre u.s.) il film “Il sangue dei Vinti” tratto da un libro del giornalista e scrittore Giampaolo Pansa.
Si è offerta agli spettatori una descrizione falsata di un periodo storico comprendente la tragedia vissuta dal nostro Paese, trascinato in una guerra disastrosa dalla dittatura fascista e dal ruolo repressivo esercitato dalla Repubblica di Salò durante l’occupazione tedesca. A milioni di spettatori è stato celato il tradimento mussoliniano, e messo in ombra l’azione servile dei repubblichini sotto la bandiera hitleriana, presentando in modo ambiguo i caratteri della Lotta di Liberazione.

Tale trasmissione ha rappresentato un insulto al sacrificio ed alla memoria delle decine di migliaia di partigiani e cittadini torturati con efferatezza, uccisi, deportati nei lager, proprio nello stesso mese di dicembre in cui il programma è stato messo in onda.
La distorsione degli eventi è apparsa ancor più marcata nella parte – intollerabile –successiva alla Liberazione quando si è infangata in misura sconcia la Resistenza , cui sono stati addossati deprecabili episodi avvenuti nell’immediato dopoguerra ed ai quali essa è stata del tutto estranea.
L’ANPI provinciale di Bologna condanna nettamente l’iniziativa della direzione RAI, richiama l’attenzione dello schieramento democratico ed antifascista contro i pericoli di tale vero e proprio rigurgito revisionista teso a snaturare la realtà storica. Sollecita la messa a punto nelle tre reti pubbliche italiane di una programmazione onesta e veritiera per accompagnare, nei primi mesi del 2010, al 65° anniversario della Lotta di Liberazione combattuta dai partigiani, dai militari dell’esercito di Liberazione e dai militari deportati nei lager dai tedeschi con l’appoggio dei repubblichini.
Ciò affinché le nuove generazioni abbiano coscienza di pagine fondamentali della nostra storia, dalle quali sono nate la Repubblica e la Costituzione.

MANIFESTAZIONE CONTRO IL RAZZISMO : LE PAROLE DI ARMANDO COSSUTTA

Carissimi,
l’ANPI – l’associazione dei partigiani e degli antifascisti – si sente di avere tutti i titoli (storici, politici e morali) per potersi rivolgere al nostro popolo e chiedergli di unirsi contro i pericoli del razzismo. Sono pericoli reali, sono pericoli gravi, che si inquadrano in un contesto generale di attacco al regime democratico.
La situazione è molto seria. Ed io sento una grande responsabilità. Di esprimere qui innanzi tutto una volontà di protesta, anzi di resistenza e nello stesso tempo di attenta riflessione. Oggi la democrazia è in pericolo per l’attacco aperto delle destre ed anche perché è stata indebolita una battaglia culturale considerata non fondamentale, giudicata persino in parte ormai “antica”, rendendo inadeguata la consapevolezza del pericolo.
Le destre di cui parliamo sono destre “costituzionalmente eversive”: un giudizio lucido, tremendo.
Sono costituzionalmente eversive perché, per la prima volta nella storia della Repubblica, sovvertono apertamente la forma e la sostanza del dettato costituzionale, come dimostrano gli attacchi ai soggetti storici della rappresentanza, dal Parlamento, ai sindacati, ai partiti e persino alla Corte Costituzionale ed al Capo dello Stato, in un conflitto senza precedenti sulla giustizia. E l’attacco violentissimo di ieri da parte di Berlusconi rasenta persino l’alto tradimento.
I connotati di questa destra sono il plebiscitarismo ed il populismo, che in nome del valore del suffragio universale scardinano gli assetti costituzionali dei poteri. Sono i connotati dei nuovi regimi autoritari di massa dai quali derivano le politiche economiche e sociali “di classe”; l’attacco alla scuola pubblica ed alla stessa laicità dello Stato, ai diritti fondamentali di espressione, al costume ed al tenore di vita del popolo italiano; l’attacco all’eguaglianza, che è fondamento di libertà e di giustizia. Fondamento della democrazia.
Intanto la crisi continua a colpire i più deboli, i licenziamenti si susseguono, i disoccupati aumentano. Ed i poveri sono ormai milioni e milioni, cittadini disperati di ogni regione, di ogni sesso, di ogni età, di ogni colore.
Non insisto. Ma desidero aggiungere che io considero grave la situazione anche perché, come ho detto all’inizio, c’è stata una inadeguata consapevolezza delle trasformazioni profonde che stavano avvenendo, delle cause, delle responsabilità,e che ritengo derivi dall’indebolimento di quello che considero il “pensiero forte”, quello costituzionalista, che nei decenni passati aveva permeato la società, che non solo aveva costruito emancipazione sociale, crescita civile, ma che aveva anche rappresentato una bussola per una cultura critica, una cultura politica rigorosa.
Dentro a questo pensiero c’era la memoria della nostra storia, c’erano principi, valori, l’idea di una società ma anche di una comunità, la difesa di un patto sociale che aveva costruito non solo diritti e conquiste di libertà, ma che aveva anche saputo costruire convivenza tra le persone. Da tempo questo “pensiero forte” si è disperso, accanto all’idea di una modernizzazione che tutto avrebbe cambiato.
Nella nostra protesta, nella nostra resistenza, intendiamo recuperare questa riflessione, per tutti, e lo diciamo anche per le forze democratiche e di sinistra!
In questo senso ritengo che la manifestazione di sabato scorso a Roma sia stata un’occasione importante. Migliaia e migliaia di giovani, di anziani, di cittadini hanno sfilato, rispondendo ad un appello “in rete”, al di fuori dei partiti.
Una straordinaria dimostrazione di forza e di consapevolezza, in nome della difesa della legalità, della democrazia, dei diritti. E che è stata anche l’espressione di una critica alla politica, ai partiti, ai loro ritardi, tatticismi, autoreferenzialità. Questa critica deve essere ascoltata.
Ma occorre oggi andare avanti, guardare avanti, occorre ascoltare ma anche unire, allargare la mobilitazione, unire le proteste, l’indignazione, per costruire insieme una straordinaria stagione di resistenza politica, culturale, di passioni, impegno, intelligenze. In nome di quel “pensiero forte” che non può essere disperso, e che deve essere per tutti prioritario. A questa responsabilità l’Anpi si intende spendere.
Per questo oggi abbiamo scelto di parlare di razzismo, di nominare il razzismo come la conseguenza più devastante delle derive antidemocratiche. Il razzismo non è fenomeno episodico, tutt’altro. Il razzismo è la manifestazione più devastante della perdita delle radici fondamentali della convivenza civile, il segno della trasformazione della cultura dominante, di un pensiero pervasivo delle coscienze che rischia di inficiare ogni prospettiva di progresso, di emancipazione sociale, di sviluppo democratico.
L’Italia ha già conosciuto il razzismo, durante il fascismo con le vergognose leggi razziali, ma anche durante le trasformazioni economiche negli anni del boom economico, con gli immigrati dal Sud al Nord, con i “terroni” vilipesi e discriminati.
Sappiamo che il razzismo è stato il prodotto tragico di regimi autoritari, ma è anche il prodotto di società che restano istituzionalmente e formalmente democratiche, quando il tessuto sociale si collassa, e le sue parti si separano, si divaricano.
La crisi economica, le paure sociali, quando non trovano risposte di progresso, generano mostri. E la violenza, l’intolleranza, il razzismo rischiano di diventare il cemento di un nuovo pensiero costruito sul “noi” e sul “loro”, gli uni contrapposti agli altri, in un’idea di società e di comunità ristretta, su sentimenti di appartenenza ristretta.
Oggi la Lega cavalca queste tendenze. Si pone alla testa di un movimento reazionario, xenofobo, oscurantista, volgare, rozzo; rappresenta il condiziona mento più pesante della politica del governo e fa del territorio, del sangue, della razza la sua nuova bandiera; perseguita, irride, denigra e divide.
“Noi” e “loro”, è la sua concezione.
Ed il “noi” diventa l’unica maggioranza che interessa, quella fatta da “uguali a noi”. I diritti diventano “nostri” contro quelli di qualcun altro. E solo i diritti “nostri” sono i diritti. I diritti non sono più i diritti di tutti.
Ed ecco allora i diritti del Nord contro il Sud, i diritti della scuola privata piuttosto che pubblica. I diritti delle famiglie “normali” contro quelle dei gay o delle lesbiche. I diritti degli italiani contro quelli degli immigrati.
Qui sta la legittimazione culturale del razzismo.
Ma qui sta anche la legittimazione culturale e sociale dell’autoritarismo per cui i diritti della maggioranza politica valgono di più di quelli della minoranza dell’opposizione; per cui il presidente del Consiglio può confondere il consenso con l’immunità, può pensare che con la maggioranza si possono cambiare le regole, si può decidere di fare qualunque cosa.
Autoritarismo, populismo, razzismo chiamano il nostro popolo ad un allarme democratico.
Quando un ragazzo che si drogava viene picchiato a morte in cella; quando a Roma bande organizzate escono alla caccia di gay o di rumeni; quando si respingono barconi di immigrati con donne e bambini; quando in una città si costruiscono muri per dividere i quartieri; quando si gettano sulla strada i bambini rom; quando si chiede di celebrare il “Natale bianco” e si attacca persino il cardinale Tettamanzi, accusandolo di essere un “iman”; quando il Parlamento vota il reato di immigrazione clandestina e il lodo Alfano e poi cerca di imporre leggi che comunque garantiscano al premier di non andare mai in tribunale – mai, né per i soldi mal acquisiti né per provata corruzione, e neppure per probabile collusione con la mafia; quando avviene tutto questo la democrazia è in pericolo.
Sotto il fascismo le camicie nere, le squadracce, le leggi razziali hanno trovato per un lungo periodo una legittimazione diffusa; oggi questo pericolo ritorna. Attorno a queste appartenenze identitarie tornano le ideologie dell’esclusione: in passato per censo, per razza, per sesso; oggi per “diversità”!
Il pericolo è grave e ci colpisce tutti.
Mai vi è stato un momento così difficile per la democrazia italiana. Il Paese è in abbandono. Per questo è importante la vostra presenza qui. Voi siete le forme autorganizzate della partecipazione sociale, della consapevolezza sociale che resiste. Spetta a voi, spetta all’ANPI – forte di un prestigio morale immenso – non fare disperdere la memoria storica, ma anche il compito di continuare la battaglia: ieri per la libertà e l’indipendenza della patria, oggi per la difesa della democrazia, per l’attuazione rigorosa della Costituzione, per lo Stato di diritto, per il lavoro, per la solidarietà umana (solidarietà non intesa come carità ma come responsabilità di tutti, gli uni per gli altri e verso la società), per l’eguaglianza, intesa innanzitutto come reciprocità.
L’ANPI è coscienza critica della Nazione. Essa non è soltanto una antica, grande associazione commemorativa, ma è una moderna associazione di massa, democratica, nazionale, popolare, che guarda ai bisogni del Paese, che guarda con fiducia e con grande impegno ai propri figli, quali costruttori di un futuro nobile e giusto.
L’ANPI chiama oggi i partigiani, i patrioti, gli antifascisti e tutti i democratici a scendere in campo. Basta! È ora di cambiare. Come vecchio partigiano ed uomo di sinistra ho sempre pensato alla democrazia come bene supremo, condizione di un progresso fondato su una politica eticamente forte, e penso ancora oggi alla democrazia, minacciata e calpestata, come condizione della convivenza tra le donne e gli uomini, in un mondo plurale, multietnico e multi religioso, e perciò profondamente, veramente unitario: il mondo che abbiamo voluto costruire con la vittoria del 25 aprile, la nascita della Repubblica, l’approvazione della Costituzione. E che rimane il nostro obiettivo.

Viva la Repubblica nata dalla Resistenza, fondata sul lavoro, sulla libertà, sulla giustizia,sull’eguaglianza; viva la Repubblica democratica italiana!

Armando Cossutta,
Vicepresidente Nazionale Vicario ANPI

SCOMPARSO ERNESTO TRECCANI

Nato a Milano il 26 agosto 1920, deceduto a Milano il 27 novembre 2009, pittore.

Figlio di Giovanni (l’industriale bresciano fondatore dell’omonima Grande Enciclopedia), il futuro Maestro seguiva ancora al Politecnico di Milano gli studi di Ingegneria, quando entrò nei gruppi di avanguardia artistica e di fronda verso la cultura fascista. Nel 1938 fondò la rivista Vita giovanile, diventata poi Corrente di vita giovanile e infine semplicemente Corrente, che diresse sino alla sua soppressione, da parte del regime, nel 1940.
Ernesto Treccani, che era entrato intanto a far parte dell’organizzazione clandestina del Partito comunista, aveva aperto a Milano una Galleria d’arte che aveva chiamato appunto “Corrente” nella quale espose le proprie opere e quelle dei pittori che si erano riuniti intorno a lui.
Alla fine del 1943, arrestato dalla polizia fascista e rilasciato grazie all’intervento del padre, sospese quest’attività per partecipare alla Resistenza clandestina.
Gli anni dell’immediato secondo dopoguerra videro il pittore milanese impegnato in importanti iniziative culturali, che portarono alla nascita de “Il 45”, che redasse con Raffaellino De Grada, Numero, Pittura. Treccani è stato anche redattore della rivista Realismo e, nei decenni successivi, è stato al centro della battaglia realista, mettendo in primo piano i temi della Resistenza, dell’occupazione delle terre, delle condizioni di vita dei contadini meridionali e delle lotte dei lavoratori dei centri industriali del Nord.
La sua prima “personale” è del 1949, alla “Galleria del Milione”; del 1950 la sua prima partecipazione alla Biennale di Venezia; del 1956 la sua prima esposizione all’estero, alla Leicester Gallery di Londra.
È degli anni Settanta la creazione a Milano della “Fondazione Corrente”, nella quale Ernesto Treccani ha raccolto una ricca documentazione sulla storia dei movimenti artistici italiani contro il fascismo. Proprio la facciata della sede della Fondazione, alla metà degli anni Ottanta, è stata rivestita da Treccani con le 2.000 formelle in ceramica (considerate una delle sue opere più importanti), che hanno fatto chiamare l’edificio “La casa delle rondini”.
Dal 1954 il famoso pittore è stato membro, sino allo scioglimento del suo partito, della Commissione Centrale di Controllo del PCI.

SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE CONTRO IL RAZZISMO


Erano più di 3.000 le persone in piazza sabato 12 dicembre a Mirano (Ve) alla manifestazione indetta dall’Anpi per dire no al razzismo, in ricordo delle leggi razziali e della barbarie nazifascista. Un lungo e vivace corteo di donne, ragazzi, partigiani, sindaci, esponenti di partiti e sindacati con bandiere, striscioni, medaglieri hanno percorso le vie del paesino veneto, prima di giungere in piazza Martiri dove alle 15.30 sono iniziati gli interventi.

http://www.anpi.it/manif/mirano_121209/index.htm

NO ALLA VIOLENZA

La Presidenza e la Segreteria Nazionale dell’ANPI esprimono la loro decisa condanna nei confronti del gesto insano con il quale è stato ferito il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.
Nell’esprimere un augurio per un pronto ristabilimento in salute, l’ANPI rileva che, allorché il contrasto e perfino il conflitto tra diverse concezioni della politica sfociano nella violenza, si verificano un imbarbarimento e un degrado dei rapporti dai quali non possono che derivare profondi guasti per l’intera comunità nazionale. Questa è la lezione che il passato doloroso della nostra storia insegna.
Ciò sia detto quale ammonimento, anche se il gesto che ha colpito il Presidente del Consiglio è stato compiuto da uno squilibrato. La dialettica e le contrapposizioni politiche, sia detto una volta per tutte, debbono sempre essere esercitate in forma democratica, per una elementare ragione di coerenza con la conquista delle libertà sancite dalla nostra Costituzione.

Presidenza e Segreteria Nazionale Anpi

venerdì 11 dicembre 2009

COMMEMORAZIONE DI SALVATRICE BENINCASA

65° ANNIVERSARIO DELL' ECCIDIO DI VALAPERTA

LA DEMOCRAZIA ITALIANA E' IN PERICOLO

A seguito delle dichiarazioni del Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, cresce la preoccupazione dell' ANPI.

"Le eversive e volgari aggressioni del Presidente del Consiglio alla Corte Costituzionale ed alle Istituzioni di garanzia suscitano la giusta, forte e indignata riprovazione e protesta di tutti gli antifascisti e di tutti i democratici.

Per la democrazia italiana il momento è difficile.

In nome della Resistenza e della Costituzione si levi forte il monito dei partigiani, dei patrioti, e della più ampia unità degli antifascisti e dei democratici".

Presidenza e Segreteria Nazionale Anpi


venerdì 4 dicembre 2009

VAURO PER L' ANPI



MANIFESTAZIONE CONTRO IL RAZZISMO DEL 12 DICEMBRE

NO B-DAY

La Presidenza e la Segreteria Nazionale dell’ANPI, nel sottolineare l’esigenza dell’unità tra tutte le forze antifasciste e democratiche, auspica che la manifestazione “No B day” del 5 dicembre prossimo possa costituire una positiva occasione per riaffermare con compostezza, serietà e forza:

- il valore irrinunciabile della legalità e dell’eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge;
- l’urgente necessità di una politica economica e sociale adeguata alla tutela dell’occupazione, del lavoro e delle fasce più deboli;
- il più rigoroso rispetto della Costituzione e delle autonome funzioni delle istituzioni repubblicane e dei poteri di garanzia, presupposto essenziale su cui si fonda la nostra democrazia conquistata dalla Resistenza.

PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALE ANPI

martedì 1 dicembre 2009

PIAZZA FONTANA : COMUNICATO OPERATIVO DELL' ANPI PROVINCIALE ALLE SEDI LOCALI

Celebrazione del 40° della strage di Piazza Fontana.

il programma delle iniziative è stato definito congiuntamente dal :

• Comitato Permanente Antifascista milanese,
• l'Associazione familiari delle vittime,
• il Comune di Milano,

per la celebrazione del 40° anniversario della strage di Piazza Fontana.

La manifestazione con corteo si svolgerà il

12 dicembre (al momento della strage) in Piazza Fontana.

Lo svolgimento della stessa prevede:

- ore 15,00 concentramento in Piazza della Scala - Milano;
- ore 15,30 partenza del corteo per Piazza Fontana;
- ore 16,47 deposizione delle corone alle lapidi in ricordo delle vittime;
- ore 17,00 interventi.

Per le sezioni ANPI di Monza e Brianza il ritrovo è fissato alle ore 15,00 in piazza della Scala vicino al portone d'ingresso del Comune di Milano (palazzo Marino).

lunedì 30 novembre 2009

ANPI DI BOVISIO MASCIAGO : PRESENTAZIONE DEL LIBRO " LA RESISTENZA IN BRIANZA " DI PIETRO ARIENTI






Iniziativa organizzata nel novantesimo anniversario della nascita di Vincenzo Pappalettera. Nato a Milano il 28/11/1919. Arrestato a Bovisio il 2/11/1944. Deportato da Milano il 22/11/1944. Matricola 6465. Deportato da Bolzano l' 8/1/1945 a Mauthausen. Liberato a Mauthausen il 5/5/1945. Morto a Cesano Maderno il 01/12/1998
La serata si è svolta venerdì 27 novembre presso la palazzina dello sport e del tempo libero di Bovisio Masciago.
Pietro Arienti ha presentato il libro "LA RESISTENZA IN BRIANZA 1943-1945".
Questa ricerca ha portato alla luce la Resistenza in Brianza, sfatando il luogo comune che gli eventi della seconda guerra mondiale l'abbiano toccata solo marginalmente. L'autore ricostruisce in modo documentato l'evoluzione dell'attività resistenziale dalle difficoltà iniziali, all'individuazione della forma appropriata d’opposizione e combattimento fino all'apporto determinante delle formazioni partigiane brianzole nel corso dell'insurrezione dell'aprile 1945.

DONNE, ANTIFASCISMO E DEMOCRAZIA : RICORDANDO NILDE JOTTI




Questo è il testo di Marisa Rodano letto in occasione dell'iniziativa Anpi a 10 anni dalla morte di Nilde Jotti

Sono passati 10 anni dalla morte di Nilde Jotti; ma dieci anni drammatici e difficili. Siamo veramente entrati in un altro millennio. Quale è oggi il contesto in cui ci troviamo a ricordarla?
Un contesto difficile per le donne, segnato da un attacco contro le conquiste ottenute:

-pensiamo alla parità di retribuzione: impressionanti i dati sulle disparità salariali emerse, pochi giorni fa, dalla assemblea delle consigliere di parità

-al diritto al lavoro: tra i lavoratori precari, la maggioranza sono donne; l’Italia è agli ultimi posti in Europa per la presenza delle donne nel mondo del lavoro

-sono sotto attacco anche la tutela della maternità, l’autodeterminazione nella maternità, nella procreazione assistita, nell’interruzione volontaria di gravidanza: ultimo episodio di questi giorni l’assurdo voto in senato contro la commercializzazione della pillola RU486

-permane la sottorappresentazione ai vertici della politica e delle istituzioni, in tutti i luoghi decisionali, (che provoca un impoverimento della democrazia), un trend opposto a quello che, nell’ormai lontano 1979 , con la elezione di Nilde alla Presidenza della Camera dei Deputati sembrava si stesse aprendo.

Insomma vengono minacciate le conquiste che le donne hanno ottenuto in anni e anni di lotte e a cui Nilde Jotti aveva dedicato tanta passione e tanta parte della sua attività. “ Credo di poter affermare – ha scritto lei stessa – di aver dedicato molta parte della mia vita politica alla battaglia delle donne e di questo sono molto orgogliosa.”

Questi diritti e queste conquiste sono minacciate anche dal preoccupante e crescente rigurgito della violenza maschile sulle donne, contro cui proprio oggi le donne scendono in piazza a Roma. Un tema di cui si parla molto in questi giorni, perché vi è stata la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ma di cui si tace il resto dell’anno.

Giustamente invece nel suo editoriale di due giorni fa Concita de Gregorio sottolineava che razzismo,violenza e sguaiataggine verbale creano un clima che incita gli uomini alla violenza e che tende a conculcare la presenza delle donne nella vita sociale, economica e culturale. Donne viste come prede, come oggetti, non come cittadine con pari diritti.

Siamo in presenza, infine, di una presentazione mediatica della figura femminile lontana dalla realtà, che ripropone vecchissimi stereotipi e tende a veicolare, come è scritto nel documento dell’ANPI, “la mercificazione del corpo femminile, come scorciatoia per il successo e persino per l’accesso alla politica”, di indicare – cito sempre dal documento dell’ANPI - “una strada illusoria, che rischia di “bruciare” una generazione di donne e che comporta un pesante arretramento del livello civile, sociale e culturale del Paese.” Non è chi non veda come tali stereotipi siano l’opposto della figura femminile che Nilde ha impersonato.
Ma oggi ricordiamo Nilde Jotti anche in un contesto drammatico per il paese, contesto segnato dai ripetuti subdoli tentativi di cancellare i principi di quella Costituzione, cui Nilde aveva dato un così importante contributo, e di sostituirvi una presunta costituzione reale di tipo plebiscitario, un regime tendenzialmente autoritario, in cui verrebbe annullato l’equilibrio tra i poteri.
Giusto e opportuno dunque dedicare a Nilde Jotti la campagna nazionale che l’Anpi lancia oggi su “Donne, antifascismo, democrazia - dalla memoria al futuro”.

Una campagna che parte in un momento opportuno non solo per far fronte ai pericoli che ci minacciano, ma anche perchè sembra presente un inizio di reazione da parte delle donne. Infatti, dopo il dibattito aperto quest’estate sulle colonne dell’Unità sul “silenzio delle donne”, sembra che le donne intendano far risentire la propria voce.

Alcuni episodi sono significativi, anche se poco raccolti dal mondo mediatico.
Alcuni esempi:
- La grande partecipazione all’assemblea promossa alla casa delle donne dalle promotrici dell’appello di Repubblica “le altre donne”
- La conclusione della staffetta dell’UDI contro il femminicidio a piazza della Loggia a Brescia
- L’elenco pubblicato su Affari e Finanza di lunedì 23 nov delle donne degne di stare nei consigli di amministrazione

Sono solo alcuni esempi: resta grande la frammentazione e la dispersione, ma c’è fermento. La campagna dell’ANPI può fornire un punto di coagulo, un collante al desiderio di reagire.

E’ infatti una campagna che si prefigge, come ha ben detto Eletta Bertani - – cito sempre dal documento dell’ANPI - di “riprendere, in questa fase di grave involuzione, il filo di un percorso storico nel corso del quale le donne hanno acquisito una nuova idea di sé, sono state protagoniste di grandi movimenti ed hanno conquistato: diritti, autonomia e un ruolo nella società….” di “riaprire un confronto tra le donne, tra le generazioni e di individuare, a livello locale e nazionale, obiettivi, forme di reazione e di risposta e di dar corso ad una grande battaglia culturale e politica…. suscitare fiducia e speranza, mobilitare grandi energie e combattere rassegnazione e impotenza” ponendo al centro “i valori, i contenuti, l’immagine e il ruolo della donna nella societa’ che scaturiscono dalla Costituzione e dal percorso delle donne nella democrazia repubblicana. Valori, contenuti ed obiettivi nei quali può riconoscersi la maggioranza delle donne italiane”.
Chi, meglio di Nilde Jotti può impersonare quei valori? chi meglio di Nilde costituire il modello di donna da indicare alle nuove generazioni?

Ripenso a quando l’ho conosciuta, a Firenze, al primo Congresso dell’UDI, quello della fusione con i GDD.
Una ragazza, era nata il 10 aprile del 1920 – eravamo quasi coetanee, io sono del ‘gennaio ’21 - laureata all’Università cattolica, figlia di un ferroviere, proveniente da una di quelle famiglie emiliane, che erano pronte a mille sacrifici per far studiare i figli e persino le figlie. Nilde prima lavorò per mantenersi agli studi, poi riuscì ad andare alla U. cattolica di Milano, grazie a un borsa di studio acquisita per meriti scolastici.
Una ragazza che veniva dall’esperienza della resistenza e dei gruppi di difesa della donna ed era già consigliere comunale di R.E.

Eletta nel ’46 alla Costituente, Nilde faceva parte di quella nutrita pattuglia di giovanissimi , che il PCI aveva voluto affiancare ai militanti e alle militanti storiche che venivano dai lunghi anni dell’esilio, del carcere e del confino. 1 E questa giovanissima divenne una madre della Repubblica: perché la nostra repubblica non ha solo padri, ma anche madri….
Nilde ha avuto, infatti, un ruolo fondamentale nella elaborazione della nostra Costituzione, facendo parte della Commissione dei ’75, ed essendo relatrice, assieme a un parlamentare DC molto conservatore, Camillo Corsanego, sui problemi della famiglia. avevano, come è facile immaginare, idee assai diverse, e perciò presentarono due relazioni distinte. Le formulazioni che Nilde proponeva, che non sono quelle poi adottate definitivamente sono molto più vicine, sebbene vecchie di 60 anni, a quello che pensiamo oggi. Nilde era stata d’accordo che la questione del divorzio non venisse inserita nella carta costituzionale; non la riteneva matura.

Ma fu Nilde a insistere, al X Congresso del PCI, contro le timidezze e le tiepidezze di molti, perché ci si decidesse ormai a affrontare la questione, e poi per l’approvazione della legge in parlamento e la sua conferma nel referendum.
Nilde Jotti contribuì alla elaborazione dell’articolo 3 della Costituzione, l’articolo che sancisce la pari dignità sociale ed eguaglianza di fronte alla legge di tutti i cittadini, «senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali»; cui segue la basilare affermazione del secondo comma: «È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana». [Principio totalmente nuovo, unico anche rispetto alle coeve carte costituzionali antifasciste», quella francese del ’46, quella della RF di Germania del ’49, che segna il passaggio dal sistema liberale al sistema democratico, a una democrazia segnata da contenuti di progresso sociale…]

Erano state le donne costituenti a ottenere che il sesso fosse collocato all’inizio dell’elencazione e a voler precisare, inserendo l’inciso «di fatto», la natura e l’ampiezza degli ostacoli che dovevano essere rimossi. Non è dunque casuale che i movimenti delle donne, nel corso di molti decenni, abbiano fatto riferimento soprattutto a questo articolo.
Nel corso della sua lunga vita politica, Nilde divenne anche l’autorevole presidente di Montecitorio.
Ma forse non tutti si rendono conto della straordinarietà di questo fatto.

Io ho ancora ben presente l’emozione che tutte noi, donne, provammo quel giorno del 1979, - sono passati ben 30 anni - quando fu eletta presidente della Camera dei deputati. Era la prima volta nella storia italiana che una donna e per giunta una dirigente comunista, di un partito dell’opposizione, veniva chiamata a un così alto incarico.
Un incarico, quello di presidente della Camera – altro fatto straordinario – che lei ha ricoperto per ben 13 anni, rieletta per tre legislature; una così lunga permanenza nell’incarico non ha precedenti nella storia del Parlamento italiano, a riprova della stima e della fiducia che aveva conquistato nell’assemblea.

Non soltanto, dunque, una donna che presiedeva la Camera, ma una donna che lo ha fatto con straordinaria capacità, conquistando stima e apprezzamento, rendendo onore alle donne, anche in anni difficili, in momenti di aspro confronto parlamentare, (si pensi all’ostruzionismo radicale, non privo di volgari attacchi alla sua persona, nel novembre del 1981).quelli della prima grave crisi della democrazia italiana, e della stessa funzionalità del parlamento, seguita all’assassinio di Aldo Moro. E Nilde, con coraggio e prudenza, mise mano a una riforma del regolamento per cercare di uscire dallo stallo per coniugare rappresentanza e capacità di decisione.
La sua sensibilità, direi la sua passione, nata alla Costituente, per i problemi istituzionali, è stata una costante del suo impegno fino agli ultimi anni, ad esempio nella Commissione bicamerale sulla riforma della Costituzione. Proprio lei, che era stata magna pars nella elaborazione della Costituzione era consapevole che occorrevano norme nuove per armonizzare l’autorità del Parlamento con l’efficienza dell’Esecutivo e i poteri delle Regioni; ma, come risulta chiaro nel suo ultimo discorso parlamentare del ’98, un anno prima della sua morte, rimase sempre schierata nella difesa dei lineamenti fondamentali della Costituzione del ’48, contraria a modifiche che potessero alterare l’equilibrio tra i poteri dello Stato e aprire la strada a derive autoritarie.

La sua attività a livello istituzionale ci offre dunque un insegnamento assai attuale, nel momento in cui siamo tutti chiamati a sventare il pericolo di uno stravolgimento, di fatto, prima ancora che di legge, della nostra Costituzione
Tener viva la memoria di Nilde Jotti, significa anche rinfrescare il ricordo delle lotte delle donne italiane per la loro emancipazione, cui Nilde ha dato un contributo decisivo sia nel lavoro parlamentare che come dirigente dell’UDI(era stata chiamata nel ‘53 a far parte della segreteria nazionale) e responsabile, dal 1961, della Commissione femminile del PCI. Fu lei a realizzare la terza conferenza delle donne comuniste che segnò un punto di svolta del lavoro femminile di partito.
Decisivo fu il suo contributo per riprendere la linea di emancipazione, offuscata negli anni ’48-53 nella durezza della divisione del mondo in blocchi e della contrapposizione in Italia, seguita alla cacciata delle sinistre dal governo nel ’47 e determinante il suo impegno, per affermare l’autonomia dell’UDI.

Parlando al VI Congresso dell’UDI, Nilde ribadiva che autonomia significava “soprattutto e prima di tutto azione aderente alle esigenze delle moltitudini femminili senza alcuna riserva di carattere politico e ideologico, contro tutti gli ostacoli di ordine politico, economico, di costume che ostacolano l’affermazione della personalità femminile.”
Grandissimo fu anche il contributo di Nilde per far approvare in parlamento leggi fondamentali per le donne, quali, ad esempio, la pensione alle casalinghe, il riconoscimento del valore del lavoro delle donne contadine, la riforma del Diritto di famiglia, la legge del ’93 sulla presenza delle donne nelle liste elettorali, intervenendo perché si mantenesse la norma dei due terzi introdotta al Senato contro un emendamento Bonino che voleva abolirla. Sebbene presidente della Camera volle apporre la sua firma alla legge di iniziativa popolare sui tempi.

Sulla legge 194 sull’interruzione volontaria della gravidanza, rifiutando sia la tesi radicale dell’aborto come diritto civile, sia la pretesa clericale di considerare l’aborto un reato, Nilde si mosse sulla linea (che era anche dell’UDI), della lotta all’aborto clandestino per sconfiggere il ricorso all’aborto, considerato come violenza imposta alle donne; per la gratuità dell’interruzione di gravidanza praticata nelle strutture sanitarie pubbliche; per il diritto delle donne all’autodeterminazione. Quella piattaforma consentì di uscire dalla paralizzante contrapposizione tra una semplice liberalizzazione e la puntigliosa casistica, prevista inizialmente nei testi legislativi proposti dai diversi gruppi politici.

Mi ci sono soffermata per sottolineare come Nilde, su leggi difficili, che investivano problemi delicati e aprivano un forte conflitto, restasse ferma sui principi, ma fosse capace di ascolto e di comprensione per le posizioni diverse dalle sue, diretta a ricercare sul terreno della laicità dello Stato e rifiutando le contrapposizioni ideologiche, una possibile intesa.
Anche per questo, in un momento in cui sono sul tappeto problemi difficili e delicati, che investono la coscienza di ciascuno – si pensi ad esempio – al testamento biologico – Nilde Jotti resta un punto di riferimento importante.

Una attività ricca, un impegno straordinario, durato tutta la vita:
“Ho l’impressione – ha detto nel 1994 – di essere stata una donna fedele a un impegno preso verso me stessa, un impegno preso da quando ho cominciato ad essere una persona. Nessuno che fa politica è soddisfatto del suo lavoro, questa è stata per me sempre una premessa di rigore nel mio lavoro. Ma continuo a guardare alla politica come alla più alta delle eredità. La vivo oggi con lo stesso impegno e lo stesso entusiasmo di quando ho cominciato. Credo nella politica come strumento indispensabile per cambiare la società e per diffondere nuove idee.

E’ proprio questa visione alta della politica, come attività nobile e disinteressata, come strumento per cambiare la società e per promuovere dignità, diritti, libertà delle donne che fa di Nilde un esempio da proporre alle giovani di oggi.
“Abbiamo parlato delle donne e del grande cambiamento che abbiamo vissuto. – disse Nilde nel 1994 - Come sarebbe stato possibile senza la politica? Alle donne, alle mie compagne , alle amiche credo di aver lasciato in eredità la vocazione a coltivare un’autonomia di pensiero e un grande rispetto per le istituzioni.”
E’ questa eredità che l’ANPI si propone di raccogliere.

domenica 29 novembre 2009

BOLOGNA : CONCERTO NAZI IL 12 DICEMBRE

Ai neofascisti piacciono gli anniversari.
A quanto pare ogni 12 dicembre, nell’anniversario della Strage di Piazza Fontana, cercano di agire qualche miserevole provocazione.

L’anno scorso, il 12 dicembre 2008, CasaPound cercò di presentare a Bologna un libro-intervista al terrorista nero Concutelli, uno dei fondatori di Ordine Nuovo, proprio l’organizzazione che eseguì la strage di Piazza Fontana. Un caso di provocazione esplicita. Anzi, di rivendicazione allusiva.

Quest’anno, sempre in coincidenza con la manifestazione che ricorda la strage, i neofascisti preferiscono invece la provocazione in musica. Il 12 dicembre è infatti previsto a Bologna un concerto della band lucchese «Nessuna Resa» al Club Anni 80 in Via Riva di Reno 3/c. «Il nome Nessuna Resa», ha dichiarato la banda nazirock, «incarna perfettamente il più sano e genuino spirito fascista, cioè quello di non arrendersi mai qualunque o chiunque ti ostacoli».

Per essere “non conformi”, sono davvero privi di fantasia! In realtà questi concerti, musicalmente squallidi, per i neofascisti sono soltanto l’occasione di ronde, violenze, intimidazioni, aggressioni, pestaggi, nelle strade limitrofe all’evento. Come è accaduto a più riprese con le esibizioni dei «Legittima Offesa». È ora di dire basta! Nessun “concerto” fascista avveleni le strade di Bologna!

sabato 28 novembre 2009

CONTINUA IL SODALIZIO TRA ANPI E FOA BOCCACCIO





Programma FESTA DI TESSERAMENTO ANPI 2010

Comunicati

FOA BOCCACCIO e A.N.P.I. di Monza "Sezione Gianni Citterio" rinnovano il proprio sodalizio, motivato dal comune intento di tenere viva la memoria storica della Resistenza antifascista e di attualizzare i suoi valori nell'impegno sul territorio perchè Monza sia una città che, promuovendo ideali di uguaglianza e solidarietà sociale, rifiuta ogni revisionismo, ogni xenofobia, ogni discriminazione.
Pertanto, per il secondo anno consecutivo le due realtà collaborano all'organizzazione della FESTA DI TESSERAMENTO A.N.P.I. 2010, quest'anno pensata su due giorni.

Di seguito il programma dettagliato

MONZA CITTA' APERTA
(6-7 DICEMBRE 2009)
FESTA DI TESSERAMENTO A.N.P.I. 2010

DOMENICA 6 DICEMBRE 2009

A.N.P.I. di Monza "Sezione Gianni Citterio" in collaborazione con il TEATRO ALLA SCALA PERICOLANTE e FOA BOCCACCIO 003 organizza presso la Sala Maddalena (via Santa Maddalena 7 - ingresso gratuito) una serata dedicata al ricordo della strage di Piazza Fontana e dell'assassinio di Pinelli, in coincidenza col quarantesimo anniversario di questi due drammatici episodi.

ore 17:
Proiezione anteprima del documentario sulla Resistenza a Monza e in Brianza a cura della FOA BOCCACCIO

ore 21:
Spettacolo teatrale "Prove di regime" di e con Letizia Giangualano e Rossella Savio (WaitressLab http://www.waitresslab.it/)
Spettacolo teatrale "Quel che è stato è Stato" con Marco Bestetti e Giulia Bacchetta (voice-off Rachele Torri, zia di Pietro Valpreda), adattamento e regia di Giulia Telli, aiuto regia Monica Vignetti (Teatro P)
info :http://www.piazzafontana.com
Proiezione di "Tre ipotesi sulla morte di Pinelli" (1970) di Elio Petri
Mostra "Chi è Stato" a cura di Ars '900 con la supervisione di Aldo Giannuli

LUNEDI' 7 DICEMBRE 2009

A.N.P.I. di Monza "Sezione Gianni Citterio" in collaborazione con FOA BOCCACCIO 003 organizza presso il Circolo Libertà (via Libertà 33 - ingresso gratuito)

ore 21
Concerto con ECO98, MERETRIX PROPAGANDA, IL MARCHESE
...il meglio del rock monzese...
http://www.myspace.com/ilmarchese
http://www.myspace.com/eco98
http://www.myspace.com/meretrixpropaganda


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*QUEL CHE E' STATO E' STATO

Lo spettacolo “Quel che è stato è Stato” è ispirato ai fatti legati alla strage di Piazza Fontana e precisamente alla personale vicenda di uno dei suoi protagonisti: l’anarchico Pietro Valpreda.
Attraverso la testimonianza di Valpreda, riviviamo in lungo flashback la morte del compagno Pinelli, gli attimi successivi alla strage e la sua complicata vicenda giudiziaria, che vide coinvolta in prima persona la zia Rachele Torri, sua unica testimone.


*PROVE LIBERE DI REGIME

Di e con Letizia Giangualano e Rossella Savio, liberamente ispirato a un racconto di Stefano Benni, consulenza registica Angela Rossi.
"La peggiore delle democrazie è sempre meglio della migliore delle dittature" (Sandro Pertini).
Un grande statista, accompagnato dal suo fedele biografo, racconta come ha realizzato il progetto che lo ha portato a creare la potente e stabile democrazia in cui prospera il suo paese. Sì, avete letto bene: democrazia. Non cominciate a fare i dietristi isterici. Rilassatevi.

I "MOV" CANTANO PER L'ANPI




CENA DI AUTOFINANZIAMENTO DELL' ANPI DI MONZA





2^ cena di autofinanziamento

Una serata di gastronomia resistente per finanziare l'ANPI

e... concerto con il gruppo MOV “canzoni in movimento”

Canti della tradizione operaia e della Resistenza

La serata si è svolta sabato 21 novembre 2009 presso A.S.O. Monza.

Nelle foto in alto:

- la festosa tavolata;

- Rosella Stucchi, presidente dell' Anpi sezione di Monza;

- Egeo Mantovani, partigiano, instancabile e insostituibile, colonna portante ed esempio per tutti gli antifascisti.

venerdì 27 novembre 2009

I VIDEO DELLA GIORNATA DI CELEBRAZIONE DI LONGONI

Qui sotto trovate i video girati in occasione della cerimonia organizzata dall' amministrazione comunale caratese per il rientro in patria della salma dell'aviatore Mario Longoni.

n.1 - onore al caduto

n.2 - l' intervento del generale Enrico Camerotto

n.3 - le parole del prevosto Magni

n.4 - il discorso del cappellano militare

n.5 - la preghiera dell'aviatore

n.6 - l'uscita dalla chiesa

n.7 - il corteo

n.8 - l'arrivo al cimitero