E’ già in rete il Documento politico programmatico per il 15° Congresso Nazionale della nostra Associazione (cliccate sul link sottostante per accedervi).
Esso, unitamente alla relazione al Comitato nazionale del Presidente Nazionale Raimondo Ricci del giugno 2010, costituiscono i due materiali sui quali si svolgerà la discussione sui territori e che dovranno essere sottoposti al voto. La volontà espressa dal Nazionale è quello di promuovere in ogni provincia, un incontro aperto al mondo democratico e antifascista locale (partiti, associazioni, sindacati, personalità, ecc.) nel corso del quale presentare e discutere i documenti preparatori del Congresso in sede locale. Cogliamo l’occasione per informarvi che a breve la Sezione di Carate Brianza comunicherà la data e il luogo dove si svolgerà il suo congresso. A tutti i soci e simpatizzanti l’invito a partecipare a questo momento importante per la nostra Associazione, considerata la preoccupante situazione di quotidiano attacco alla Costituzione e alla democrazia, in cui versa il nostro paese.
http://www.anpi.it/?p=3612
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mercoledì 6 ottobre 2010
lunedì 4 ottobre 2010
SCONCERTO...
L'ex ufficiale delle Ss Erich Priebke va a fare la spesa, a messa e dal medico: da oltre un anno può lasciare gli arresti domiciliari "per provvedere alle sue indispensabili esigenze di vita, come spiega il suo avvocato Paolo Giachini citando l’articolo 284 del codice di procedura penale.
Così Preibke, 97 anni, "da circa un anno per decisione del tribunale, così come previsto dal nostro codice di procedura penale, ha la possibilità di uscire, ed esce per andare a messa, dal medico, in farmacia. Usufruisce di questa possibilità come tanti altri che ne hanno diritto. E’ ormai da molto tempo che lo fa e le stesse persone del quartiere lo conoscono e alcune gli hanno anche espresso solidarietà", spiega Giachini.
La storia - Ex capitano delle Ss, Priebke fu tra i principali responsabili della pianificazione della strage delle Fosse Ardeatine a Roma, dove furono fucilate 335 persone. La rappresaglia, nell'ordine di 10 italiani per ogni morto tedesco, scaturì dopo l'assalto dei partigiani al comando dei tedeschi in via Rasella, dove furono uccisi 33 tedeschi e due civili. Si tratta di uno degli episodi più cruenti della fase di occupazione di Roma ad opera delle forze tedesche.
La condanna - Nel maggio 1994 il giornalista statunitense Sam Donaldson intervistò Priebke in Argentina. Le autorità italiane inoltrarono la richiesta di estradizione a quelle argentine. Estradato nel novembre 1995, Priebke venne rinchiuso nel carcere militare "Forte Boccea" di Roma. La Procura militare chiese ed ottenne il rinvio a giudizio di Priebke per crimini di guerra. Il primo agosto 1996 il Tribunale militare dichiarò di non doversi procedere ...omissis... essendo il reato estinto per intervenuta prescrizione e ordinò l'immediata scarcerazione dell'imputato. La sentenza non fu mai eseguita per un tumulto immediatamente scoppiato nell'aula giudiziaria, placatosi solo quando arrivarono da parte del governo italiano precise rassicurazioni sul fatto che Priebke non sarebbe stato liberato nonostante la sentenza del Tribunale Militare. La Corte di Cassazione annullò quella sentenza, disponendo così un nuovo processo a carico di Priebke. Egli fu prima condannato a 15 anni, poi ridotti a 10 per motivi di età e di salute; poi, nel 1998, la Corte d'appello militare lo condannò all'ergastolo insieme all'altro ex membro delle Ss Karl Hass. Sentenza confermata dalla Cassazione nello stesso anno. Per via dell'avanzata età, sia a Priebke che ad Hass fu concessa la detenzione domiciliare.
Tratto da libero.it
Così Preibke, 97 anni, "da circa un anno per decisione del tribunale, così come previsto dal nostro codice di procedura penale, ha la possibilità di uscire, ed esce per andare a messa, dal medico, in farmacia. Usufruisce di questa possibilità come tanti altri che ne hanno diritto. E’ ormai da molto tempo che lo fa e le stesse persone del quartiere lo conoscono e alcune gli hanno anche espresso solidarietà", spiega Giachini.
La storia - Ex capitano delle Ss, Priebke fu tra i principali responsabili della pianificazione della strage delle Fosse Ardeatine a Roma, dove furono fucilate 335 persone. La rappresaglia, nell'ordine di 10 italiani per ogni morto tedesco, scaturì dopo l'assalto dei partigiani al comando dei tedeschi in via Rasella, dove furono uccisi 33 tedeschi e due civili. Si tratta di uno degli episodi più cruenti della fase di occupazione di Roma ad opera delle forze tedesche.
La condanna - Nel maggio 1994 il giornalista statunitense Sam Donaldson intervistò Priebke in Argentina. Le autorità italiane inoltrarono la richiesta di estradizione a quelle argentine. Estradato nel novembre 1995, Priebke venne rinchiuso nel carcere militare "Forte Boccea" di Roma. La Procura militare chiese ed ottenne il rinvio a giudizio di Priebke per crimini di guerra. Il primo agosto 1996 il Tribunale militare dichiarò di non doversi procedere ...omissis... essendo il reato estinto per intervenuta prescrizione e ordinò l'immediata scarcerazione dell'imputato. La sentenza non fu mai eseguita per un tumulto immediatamente scoppiato nell'aula giudiziaria, placatosi solo quando arrivarono da parte del governo italiano precise rassicurazioni sul fatto che Priebke non sarebbe stato liberato nonostante la sentenza del Tribunale Militare. La Corte di Cassazione annullò quella sentenza, disponendo così un nuovo processo a carico di Priebke. Egli fu prima condannato a 15 anni, poi ridotti a 10 per motivi di età e di salute; poi, nel 1998, la Corte d'appello militare lo condannò all'ergastolo insieme all'altro ex membro delle Ss Karl Hass. Sentenza confermata dalla Cassazione nello stesso anno. Per via dell'avanzata età, sia a Priebke che ad Hass fu concessa la detenzione domiciliare.
Tratto da libero.it
AGGUATO FASCISTA A GALLARATE

Varese, 2 ott. - Armati di manganello riportante le scritte 'Boia chi molla', 'Dux Mussolini' e l'immagine del Duce, sono entrati al Circolo Ricreativo Juventus situato in via Montenero nel quartiere Sciare' di Gallarate, in provincia di Varese, aggredendo cinque uomini del Bangladeh impegnati in una tranquilla partita a carte. Secondo gli agenti del Commissariato di Polizia gallaratese sarebbe stato un attacco a sfondo razziale e i due gruppetti non si sarebbero mai incontrati prima anche se sul punto sono in corso approfondimenti investigativi. Il brutale episodio e' avvenuto nella serata di ieri, attorno alle 18.30 e stando a quanto riferito oggi, i tre giovani protagonisti del pestaggio avrebbero organizzato una spedizione 'a freddo' solo per "colpire indiscriminatamente degli stranieri" colpendo "il primo che capitava". Uno dei tre aggressori (Renato D.G. 37 anni, estremista di destra, gia' denunciato lo scorso giugno per un'aggressione nei confronti di un nordafricano, dopo la quale si era dichiarato un militante del gruppo di Forza Nuova) e' stato individuato da una pattuglia della 'Volanti' non lontano dal Circolo e sotto il sellino del suo scooter e' stato sequestrato il manganello mentre degli altri due, dei quali si ha solo una sommaria descrizione, per ora non v'e' traccia. Il 37enne ha negato di aver preso parte al pestaggio sostenendo che si trovava da quelle parti solo per caso. Tuttavia, stando al racconto degli aggrediti e di altri testimoni italiani, sarebbe invece entrato nel Circolo dirigendosi senza perdere tempo verso il tavolo dove erano seduti i cinque stranieri insultandoli. Quindi sarebbero comparsi gli altri due e sarebbe cominciato il pestaggio anche con calci e pugni. Tre dei cinque bengalesi sono stati accompagnati all'ospedale di Gallarate per le cure del caso e giudicati guaribili in tre giorni. il 37enne, invece, e' finito in manette con l'accusa di percosse aggravate con l'aggravante dell'odio razziale prevista dalla Legge Mancino. (AGI) Cli/Car
venerdì 1 ottobre 2010
IL "DIARIO DI FOSSOLI" DI POLDO GASPAROTTO
Venerdi 8 ottobre, alle ore 10.00 presso l’aula Magna dell’Istituto Badoni in via Rivolta, a Lecco, presentazione del libro “Diario di Fossoli” di Poldo Gasparotto. Lo stesso giorno alle ore 18.00 presso la Sala Don Ticozzi in via Ongania, sempre a Lecco, in occasione del 65º anniversario della Liberazione, verrá proiettato un filmato dedicato a Poldo Gasparotto , “Medaglia d’oro al Valor Militare”, comandante delle Formazioni lombarde Giustizia Libertá , accademico del CAI , fucilato nel campo di concentramento di Fossoli il 22 giugno 1944. Interverranno: Pierluigi e Giuliano Gasparotto, figli di Poldo; Carla Bianchi, storica;
Ruggero Meles, alpinista scrittore; Alberto Benini, storico dell’alpinismo.
Ruggero Meles, alpinista scrittore; Alberto Benini, storico dell’alpinismo.
BOLOGNA, NUOVO ATTO DI VANDALISMO SULLA LAPIDE DI PIAZZA UNITA'
Bologna, 29 set. - (Adnkronos) - Imbrattata nuovamente a Bologna la lapide posta in piazza dell'Unita', nel luogo dove il 15 novembre 1944 avvenne la battaglia della Bolognina. Lo rende noto William Michelini, presidente dell'Anpi locale, evidenziando che "sono stati nuovamente colpiti in modo spregevole i combattenti per la liberta' e la loro memoria. E' ben triste constatare che la storia non abbia insegnato il rispetto della Resistenza a coloro i quali, nati ben oltre il 25 aprile del 1945, ora vivono in liberta' e -facendo un uso distorto di tale diritto- vilipendono chi ha dato la propria vita per la liberta' di tutti gli italiani". "E' ancor piu' triste constatare - aggiunge Michelini - che a Bologna esiste, anzi si espande pericolosamente, un ulteriore tipo di imbrattamento della citta', vergognoso e spregevole che ben poco risparmia: nemmeno la pieta' dovuta ai morti". "In poco tempo nella zona Bolognina del Quartiere Navile per ben cinque volte - ricorda - sono state prese di mira le lapidi ed i simboli della lotta al nazifascismo. Questo susseguirsi di atti contro la memoria delle vittime antifasciste, di partigiani, ebrei e carabinieri ci rattrista molto, perche' - conclude - e' il segno che la civilta' del nostro Paese sta velocemente arretrando, senza che dalla societa' civile si alzi un adeguato moto di sdegno e riprovazione".
giovedì 30 settembre 2010
NELLA SCUOLA SI INSEGNI LA CULTURA DI PACE
Con grande soddisfazione prendiamo atto che l'ordine del giorno del Direttivo Anpi provinciale Monza e Brianza, relativo all'insegnamento dell'uso delle armi e della cultura militare nelle scuole, è stato approvato anche dal Comitato regionale Anpi Lombardia.
Ne riporta la notizia anche il sito nazionale della nostra associazione.
Cliccate qui sotto
http://www.anpi.it/?p=3637
Ne riporta la notizia anche il sito nazionale della nostra associazione.
Cliccate qui sotto
http://www.anpi.it/?p=3637
L'ANPI SOSTIENE I LAVORATORI
Ordine del giorno a sostegno della manifestazione del 16.10 2010
indetta a Roma dalla FIOM-cgil
Premesso che l’ANPI è l’associazione che più di ogni altra rappresenta la memoria storica della Resitenza,della Costituzione e dei diritti che da questa emanano.
Premesso,inoltre,che l’ANPI, da sempre, si è schierata a difesa dei diritti dei lavoratori,come è scritto anche nel documento preparatorio del prossimo congresso,
il comitato provinciale dell’ANPI di Monza e Brianza,riunitosi a Monza il 26.9.2010condivide e si impegna a sostenere le motivazioni che stanno alla base della manifestazione indetta dalla FIOM-CGIL per il 16 ottobre prossimo a Roma con al centro i temi dei diritti,della democrazia,della legalità e della difesa del contratto.
L’ANPI,anche in questo modo,intende dare il proprio contributo affinché le questioni del lavoro ritornino al centro dell’attenzione politica.
L’ANPI ritiene che la ripresa del protagonismo e della partecipazione di tutti i lavoratori rappresenti la strada maestra per superare anche le divisioni sindacali che da troppo tempo si manifestano.
Infine il comitato provinciale da’ mandato alla presidenza di operare per favorire,prendendo contatti con la FIOM-CGIL, la partecipazione dei singoli iscritti alla manifestazione di Roma.
Monza 26.9.2010
indetta a Roma dalla FIOM-cgil
Premesso che l’ANPI è l’associazione che più di ogni altra rappresenta la memoria storica della Resitenza,della Costituzione e dei diritti che da questa emanano.
Premesso,inoltre,che l’ANPI, da sempre, si è schierata a difesa dei diritti dei lavoratori,come è scritto anche nel documento preparatorio del prossimo congresso,
il comitato provinciale dell’ANPI di Monza e Brianza,riunitosi a Monza il 26.9.2010condivide e si impegna a sostenere le motivazioni che stanno alla base della manifestazione indetta dalla FIOM-CGIL per il 16 ottobre prossimo a Roma con al centro i temi dei diritti,della democrazia,della legalità e della difesa del contratto.
L’ANPI,anche in questo modo,intende dare il proprio contributo affinché le questioni del lavoro ritornino al centro dell’attenzione politica.
L’ANPI ritiene che la ripresa del protagonismo e della partecipazione di tutti i lavoratori rappresenti la strada maestra per superare anche le divisioni sindacali che da troppo tempo si manifestano.
Infine il comitato provinciale da’ mandato alla presidenza di operare per favorire,prendendo contatti con la FIOM-CGIL, la partecipazione dei singoli iscritti alla manifestazione di Roma.
Monza 26.9.2010
mercoledì 29 settembre 2010
CON GLI STUDENTI DEL LICEO MANZONI : NO ALLE AGGRESSIONI NAZISTE E RAZZISTE
“Ancora una volta la destra neofascista si fa viva davanti alle scuole. Non è un caso che sia sempre davanti e non dentro, in ragione del difficile rapporto che i suoi esponenti hanno tradizionalmente con la cultura”. Inizia così un comunicato della “sezione Anpi Zona 1” di Milano dopo l’aggressione fascista agli studenti del liceo Manzoni avvenuta sabato 25 settembre.
“La scelta del liceo classico Manzoni – si spiega – non è casuale, perché è una delle scuole dove è più viva la tradizione democratica degli studenti milanesi”. Anche per questo – si aggiunge – “ la sezione ANPI “Zona 1 Milano” intende esprimere la propria solidarietà agli studenti del Manzoni, bersaglio nel corso degli ultimi mesi di episodi di provocazione, intimidazione e minacce da parti di gruppi neofascisti e razzisti”. La sezione “Zona 1″ assicura che non farà mancare il proprio appoggio agli studenti milanesi a conferma dei valori dell’antifascismo, “luminosa eredità della Resistenza, fondamenta della nostra Costituzione e della nostra democrazia”.
A stretto giro di posta il commento degli studenti che fanno parte del “Collettivo Politico Manzoni”. “Vi possiamo solamente ringraziare per ciò che fate e ringraziarvi per i fondamentali valori che portati avanti nonostante i vari attacchi. Anche noi siamo al vostro fianco, continueremo a combattere le varie forme di xenofobia, razzismo e fascismo”.
“La scelta del liceo classico Manzoni – si spiega – non è casuale, perché è una delle scuole dove è più viva la tradizione democratica degli studenti milanesi”. Anche per questo – si aggiunge – “ la sezione ANPI “Zona 1 Milano” intende esprimere la propria solidarietà agli studenti del Manzoni, bersaglio nel corso degli ultimi mesi di episodi di provocazione, intimidazione e minacce da parti di gruppi neofascisti e razzisti”. La sezione “Zona 1″ assicura che non farà mancare il proprio appoggio agli studenti milanesi a conferma dei valori dell’antifascismo, “luminosa eredità della Resistenza, fondamenta della nostra Costituzione e della nostra democrazia”.
A stretto giro di posta il commento degli studenti che fanno parte del “Collettivo Politico Manzoni”. “Vi possiamo solamente ringraziare per ciò che fate e ringraziarvi per i fondamentali valori che portati avanti nonostante i vari attacchi. Anche noi siamo al vostro fianco, continueremo a combattere le varie forme di xenofobia, razzismo e fascismo”.
lunedì 27 settembre 2010
domenica 26 settembre 2010
NO ALL'INSEGNAMENTO DELL' USO DELLE ARMI E DELLA CULTURA MILITARE NELLE SCUOLE

Il direttivo provinciale A.N.P.I. Monza e Brianza, esprime la più profonda indignazione per il protocollo del Ministro per la Difesa La Russa ed il Ministro dell’Istruzione Gelmini, denominato “Allenati per la vita” e per il successivo accordo tra la Dirigenza Scolastica ed il Comando Militare dell’esercito in Lombardia, che prevedono nelle scuole superiori l’introduzione di cosiddetti percorsi formativi comprendenti la divisione degli studenti in pattuglie, l ‘insegnamento dell’uso delle armi con esercitazioni pratiche con pistole ad aria compressa, percorsi ginnico – militari, lezioni di cultura militare e sui mezzi dell’esercito. I corsi si dovrebbero concludere con un torneo provinciale tra studenti, che dovrebbero simulare esercitazioni basate sugli insegnamenti ricevuti.
L’A.N.P.I. aborra il tentativo di introdurre nelle scuole una cultura diversa dai Valori della Pace e della Non Violenza.
Anche i reduci militari, come avviene sempre con i partigiani e gli ex deportati nei campi di sterminio, vengono accolti nelle scuole ed ascoltati con rispetto, soprattutto quando spiegano agli studenti di quanto la guerra faccia orrore, e di quanto questo orrore non si riesca facilmente a cancellare.
L’A.N.P.I. dice NO al ritorno ai tempi dell’istruzione pre- militare dei “Giovani Italiani” che contraddistinse l’epoca fascista.
Chiede al Consiglio Regionale A.N.P.I. Lombardia di prendere posizione e chiama tutti i cittadini democratici, le forze politiche e sociali democratiche ed antifasciste a mobilitarsi per respingere anche questo ennesimo tentativo di re-introduzione di elementi di fascistizzazione nella nostra repubblica, per la pace e la libertà della quale sessant’anni fa 100.000 italiani sacrificarono la vita.
L’Articolo 11 della Costituzione nata dalla Resistenza recita che l’Italia Ripudia la guerra come strumento di soluzione dei conflitti tra i popoli.
Chiede quindi l’immediata cancellazione del protocollo ministeriale e di ogni sua applicazione locale.
Invita il ministro dell’Istruzione a prevedere invece percorsi formativi volti all’insegnamento dei valori ispiratori della nostra Costituzione: solidarietà, uguaglianza, fraternità e convivenza civile, esattamente il contrario di una scuola militare per nuovi Rambo.
Monza, 26/09/2010
Approvato all’unanimità.
venerdì 24 settembre 2010
ANPI AL PARLAMENTO EUROPEO
L’ANPI è stata accreditata al Parlamento Europeo quale “Gruppo di interesse”. E’ la prima, e l’unica delle associazioni di resistenti e antifascisti ad aver ottenuto tale riconoscimento. I gruppi d'interesse accreditati costituiscono una fondamentale risorsa in grado di offrire al Parlamento ed ai Parlamentari conoscenze e competenze specifiche all'interno di numerosi settori sociali, scientifici, economici. Forte del suo ruolo in Italia ed in Europa, l’ANPI ha deciso di mettere il suo bagaglio d’esperienze al servizio della collettività europea, monitorando le attività del Parlamento ed intervenendo in applicazione di quanto stabilito dal proprio statuto.
L' ANPI INAUGURA UNA SCUOLA MATERNA IN PALESTINA
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Reggio Emilia, 23 settembre 2010. Una scuola materna intitolata all’ex partigiano reggiano Giuseppe Carretti, per 25 anni presidente di Anpi Reggio Emilia, è stata inaugurata a Seilat in Palestina.
Seilat ad Daher è un villaggio palestinese di circa 6500 abitanti situato nei territori occupati tra Nablus e Jenin. Nel 2005 l’Anpi decise di avviare un progetto per sostenere un asilo per bambini dai 4 ai 6 anni gestito dal Centro Donne. ‘’L’intenzione iniziale - spiega l’Anpi - era quella di contribuire al funzionamento dell’asilo, ma ben presto fu evidente l’esigenza di costruire una struttura migliore, più funzionale e situata in una zona più sicura del villaggio’’.
La scuola, che ospita 130 bambini, è stata voluta dall’Anpi reggiana e realizzata in collaborazione con la Cgil, con la cooperativa Boorea e con la Fondazione Manodori.
Ha partecipato all’inagurazione una delegazione composta dal presidente dell’Anpi Giacomo Notari, Alessandro Frignoli, Marina Notari, Carlo Pellacani di Istoreco, Silvana Cavalchi (sindaco di Cadelbosco Sopra), Luisa Costi dell’Istituzione Nidi e Scuole d’infanzia, e da Alberto Pioppi, nipote di Giuseppe Carretti.
giovedì 23 settembre 2010
GIORNATA EUROPEA PER IL LAVORO, ADESIONE DELL'ANPI
L’ANPI aderisce alla manifestazione nazionale del 29 settembre indetta dalla CGIL nell’ambito della giornata europea di azione e lotta per il lavoro e lo sviluppo promossa dalla CES (Confederazione europea dei sindacati) contro le misure inadeguate e inique messe in atto dai Governi per contrastare la crisi finanziaria. L’annuncio è contenuto in una nota della Segreteria nazionale dell’ANPI.
Che così si conclude: “In coerenza con il suo impegno per la salvaguardia e la promozione del diritto ad un lavoro giusto e dignitoso per tutti, l’ANPI fa appello ai suoi iscritti, ai democratici e agli antifascisti affinché partecipino a questo importante appuntamento.”
Che così si conclude: “In coerenza con il suo impegno per la salvaguardia e la promozione del diritto ad un lavoro giusto e dignitoso per tutti, l’ANPI fa appello ai suoi iscritti, ai democratici e agli antifascisti affinché partecipino a questo importante appuntamento.”
mercoledì 22 settembre 2010
GIORNATA A MARZABOTTO E CAMPEGINE
DOMENICA 3 OTTOBRE 2010 a MARZABOTTO e CAMPEGINE
Nel 66° anniversario della strage di Marzabotto, l’A.N.P.I. Monza organizza una gita-pellegrinaggio per ricordare le 1836 vittime innocenti della ferocia nazista.
Programma:
ora 7.00 , partenza dalla sede A.N.P.I. di Viale Vittorio Veneto n. 1, angolo via Cavallotti
ore 7.05 , fermata in via Campani (fermata bus-dopo la rotonda verso San Rocco)
ore 7.10 , fermata a San Rocco (chiesa)
ore 10.00 , arrivo a Marzabotto (con fermata intermedia) e partecipazione alla commemorazione dell’eccidio. I discorsi ufficiali saranno tenuti dalle autorità preposte alla cerimonia. Presenzierà Rosy Bindi.
ore 12.00, partenza per il ristorante; menu con specialità emiliane
ore 15.00 , partenza per il cimitero di Campegine. Visita al Sacrario dei 7 fratelli CERVI dove depositeremo una corona d’alloro. Visita alla Casa Cervi trasformata in Museo
ore 18.00 , partenza per il rientro a Monza
La quota di partecipazione è di € 20.00
Comprende: il pullman A/R (messo a disposizione dall’Amministrazione Comunale di Monza) e il pranzo di mezzogiorno. Per la prenotazione (fino ad esaurimento posti) rivolgersi all’ANPI di Monza – Tel.039747091. E’ in funzione anche la segreteria telefonica.
Il Comitato Direttivo
Nel 66° anniversario della strage di Marzabotto, l’A.N.P.I. Monza organizza una gita-pellegrinaggio per ricordare le 1836 vittime innocenti della ferocia nazista.
Programma:
ora 7.00 , partenza dalla sede A.N.P.I. di Viale Vittorio Veneto n. 1, angolo via Cavallotti
ore 7.05 , fermata in via Campani (fermata bus-dopo la rotonda verso San Rocco)
ore 7.10 , fermata a San Rocco (chiesa)
ore 10.00 , arrivo a Marzabotto (con fermata intermedia) e partecipazione alla commemorazione dell’eccidio. I discorsi ufficiali saranno tenuti dalle autorità preposte alla cerimonia. Presenzierà Rosy Bindi.
ore 12.00, partenza per il ristorante; menu con specialità emiliane
ore 15.00 , partenza per il cimitero di Campegine. Visita al Sacrario dei 7 fratelli CERVI dove depositeremo una corona d’alloro. Visita alla Casa Cervi trasformata in Museo
ore 18.00 , partenza per il rientro a Monza
La quota di partecipazione è di € 20.00
Comprende: il pullman A/R (messo a disposizione dall’Amministrazione Comunale di Monza) e il pranzo di mezzogiorno. Per la prenotazione (fino ad esaurimento posti) rivolgersi all’ANPI di Monza – Tel.039747091. E’ in funzione anche la segreteria telefonica.
Il Comitato Direttivo
sabato 18 settembre 2010
LA LEGA RAZZISTA E SECESSIONISTA A VENEZIA
Pubblichiamo il video girato da Saverio Tommasi che si è recato a Venezia alla festa dei popoli padani.
A voi il commento...
venerdì 17 settembre 2010
giovedì 16 settembre 2010
lunedì 13 settembre 2010
TESSERA ANPI AD HONOREM PER RITA BORSELLINO

Tessera ANPI ad honorem per Rita Borsellino. A consegnargliela è stato il segretario provinciale dell’Anpi padovano, Tito Zulian. La decisione è stata presa – si spiega –per onorare il fratello Paolo ucciso dala mafia. “Il giudice Borsellino è stato e continua ad essere un esempio di Resistenza al malaffare e all’illegalità, di Resistenza messa in atto concretamente, tutti i giorni con intelligenza, caparbietà e integrità morale”. La consegna della tessera Anpi ad honorem è avvenuta venerdì 3 settembre 2010, nell’ambito della festa provinciale del PD di Padova (dove anche l’ANPI è presente tutte le sere con un banchetto), dove si è svolto il dibattito “La legalità è una parola del vocabolario democratico. Dialogo-dibattito con Rita Borsellino”.
mercoledì 8 settembre 2010
CON IL TRICOLORE VENEZIA DICE NO ALLA FESTA PADANA

Venezia reagisce alla festa padana del 12 settembre, che si svolge sulla Riva dei Sette Martiri (assassinati dai nazisti il 3 agosto del ’43), zona cara a tutta Venezia democratica ed antifascista. Una reazione spontanea attraverso la costituzione del “Comitato bandiera italiana 12 settembre” per dare una chiara e forte risposta alla politica secessionista e disgregatrice della Lega, nel nome di una Repubblica, nata dalla Resistenza, unica e solidale. All’iniziativa hanno aderito, semplici cittadini, tutti i partiti del centro sinistra, alcune associazioni, tra cui l’Anpi. Una scelta non casuale. Era stato, infatti, chiesto, che i primi firmatari fossero tre autorevoli personalità dell’ANPI proprio per la sua riconosciuta autorevolezza come associazione. I primi firmatari sono i partigiani Mario Osetta, presidente onorario Anpi provinciale, Alberto Durante, presidente sezione Anpi “Sette Martiri” di Venezia, Giordano Gamacchio, amministratore Anpi provinciale. Si stanno distribuendo per la città bandiere tricolori, perché i cittadini la espongano sulle loro finestre il giorno 12, così come ha sempre fatto la famosa “Signora Lucia”. Sono già stati affissi dei manifesti, anche a Mestre. Verrà anche fatta una conferenza stampa. Diamo la nostra adesione a questa presa di coscienza anche come assunzione di responsabilità, perché la Repubblica antifascista, nata con enormi sacrifici di vite umane, mantenga lo spirito che i nostri padri costituenti hanno voluto darle.
Serena Ragno, Segretaria Anpi Venezia
L' ANPI A VILLASANTA
Vi segnaliamo che sabato 11 settembre 2010, dalle ore 15.00 alle 22.00, a Villasanta, in via Garibaldi n.6, la Casa del Popolo ha organizzato una festa ricca di iniziative.
L’ANPI, che è stata invitata, terrà una propria esposizione e annuncerà che prima della fine del mese di settembre, si costituirà la 26° Sezione dell’ANPI di Monza e Brianza.
Dunque avanti con la nuova ANPI, Casa di tutti gli antifascisti.
Anpi Provinciale Monza e Brianza
L’ANPI, che è stata invitata, terrà una propria esposizione e annuncerà che prima della fine del mese di settembre, si costituirà la 26° Sezione dell’ANPI di Monza e Brianza.
Dunque avanti con la nuova ANPI, Casa di tutti gli antifascisti.
Anpi Provinciale Monza e Brianza
martedì 7 settembre 2010
domenica 5 settembre 2010
8 SETTEMBRE 1943 RIGENERAZIONE DELLA PATRIA
Quando la radio annunciò l’avvenuto armistizio dell’Italia con le forze alleate anglo-americane, il Re era già fuggito e la mancanza di ordini superiori crearono lo sbandamento dell’esercito italiano.
I tedeschi, che già dal 25 luglio avevano iniziato a far arrivare alcune divisioni dalla Germania, presidiando i punti strategici dell’Italia riuscirono a catturare oltre 600 mila soldati, sottufficiali ed ufficiali che furono tradotti nei campi di concentramento in Germania: 45 mila di questi non sono più tornati.
Molti resistettero ingaggiando veri e propri scontri: per la difesa di Roma nella battaglia di Porta San Paolo granatieri, paracadutisti e schiere di popolani combatterono con eroismo.
In Grecia, sull’isola di Cefalonia, la divisione Acqui resistette alle forze tedesche fino alla fine. Dopo i combattimenti coloro che si arresero non furono fatti prigionieri ma tutti massacrati: i morti furono 9500 soldati su 11500 e 390 ufficiali su 525.
Quelli che riuscirono a salvarsi si unirono alla Resistenza Greca.
A Piombino, dopo furiosi combattimenti, venne vanificato un tentativo di sbarco tedesco proveniente dalla Corsica: nello scontro vi furono 500 morti e 200 prigionieri.
Dopo l’8 settembre, diversi sfuggirono alla cattura, nascondendosi e dandosi alla macchia; gruppi numerosi, organizzati soprattutto dagli antifascisti che operavano nella clandestinità, andarono in montagna e divennero Partigiani. Tra questi si distinsero i nostri Gianni Citterio e Gian Battista Stucchi.
Il 9 settembre a Roma nacque il C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) che chiamò gli italiani alla lotta e alla resistenza.
La guerra di liberazione durò 20 mesi: iniziò subito con le quattro giornate di Napoli, durante le quali la popolazione insorta costrinse i tedeschi ad abbandonare la città.
Il porto, che era stato minato, venne salvato.
In Italia Centrale e al Nord sorsero numerose brigate partigiane di ogni tendenza politica, ma con un unico scopo: far finire la guerra e dare la libertà al popolo italiano, creando un sistema democratico, riscattando l’Italia dal fango in cui il fascismo l’aveva trascinata.
NON DIMENTICHIAMO, TENIAMO VIVA LA MEMORIA STORICA.
L’8 SETTEMBRE NON FU LA FINE DELLA PATRIA, MA LA SUA RIGENERAZIONE
ANPI Provinciale Monza e Brianza
N.B. Domenica 3 ottobre è prevista la visita a Marzabotto, in ricordo delle tante vittime.
I tedeschi, che già dal 25 luglio avevano iniziato a far arrivare alcune divisioni dalla Germania, presidiando i punti strategici dell’Italia riuscirono a catturare oltre 600 mila soldati, sottufficiali ed ufficiali che furono tradotti nei campi di concentramento in Germania: 45 mila di questi non sono più tornati.
Molti resistettero ingaggiando veri e propri scontri: per la difesa di Roma nella battaglia di Porta San Paolo granatieri, paracadutisti e schiere di popolani combatterono con eroismo.
In Grecia, sull’isola di Cefalonia, la divisione Acqui resistette alle forze tedesche fino alla fine. Dopo i combattimenti coloro che si arresero non furono fatti prigionieri ma tutti massacrati: i morti furono 9500 soldati su 11500 e 390 ufficiali su 525.
Quelli che riuscirono a salvarsi si unirono alla Resistenza Greca.
A Piombino, dopo furiosi combattimenti, venne vanificato un tentativo di sbarco tedesco proveniente dalla Corsica: nello scontro vi furono 500 morti e 200 prigionieri.
Dopo l’8 settembre, diversi sfuggirono alla cattura, nascondendosi e dandosi alla macchia; gruppi numerosi, organizzati soprattutto dagli antifascisti che operavano nella clandestinità, andarono in montagna e divennero Partigiani. Tra questi si distinsero i nostri Gianni Citterio e Gian Battista Stucchi.
Il 9 settembre a Roma nacque il C.L.N. (Comitato di Liberazione Nazionale) che chiamò gli italiani alla lotta e alla resistenza.
La guerra di liberazione durò 20 mesi: iniziò subito con le quattro giornate di Napoli, durante le quali la popolazione insorta costrinse i tedeschi ad abbandonare la città.
Il porto, che era stato minato, venne salvato.
In Italia Centrale e al Nord sorsero numerose brigate partigiane di ogni tendenza politica, ma con un unico scopo: far finire la guerra e dare la libertà al popolo italiano, creando un sistema democratico, riscattando l’Italia dal fango in cui il fascismo l’aveva trascinata.
NON DIMENTICHIAMO, TENIAMO VIVA LA MEMORIA STORICA.
L’8 SETTEMBRE NON FU LA FINE DELLA PATRIA, MA LA SUA RIGENERAZIONE
ANPI Provinciale Monza e Brianza
N.B. Domenica 3 ottobre è prevista la visita a Marzabotto, in ricordo delle tante vittime.
sabato 4 settembre 2010
SAKINEH LIBERA !

Sakineh libera”. Inizia così una presa di posizione della Presidenza e della Segreteria nazionale dell’Anpi. Che così prosegue: “Facciamo risuonare con forza, diffusamente, questo appello di civiltà e giustizia”. “L’ANPI – si sottolinea – sostiene pienamente la grande mobilitazione avviata in tutto il Paese per salvare questa donna da una condanna atroce, disumana, che non può essere tollerata”. “Fa appello inoltre ai Governi del mondo affinché – conclude la presa di posizione della Presidenza e della Segreteria nazionale dell’Anpi – mettano in campo utili misure di dialogo e pressione per bloccare questo scempio”.
lunedì 30 agosto 2010
DELL' UTRI A COMO, PROTESTA DELL' ANPI.
Il comitato direttivo dell' A.N.P.I. di Como valuta che offende e addolora la decisione degli organizzatori di Parolario, rassegna culturale legata alla tradizionale Fiera del Libro, di ospitare quest'anno il sen. Marcello Dell'Utri, già condannato in appello per concorso esterno in associazione di tipo mafioso e noto per le sue numerose dichiarazioni a sostegno del fascismo e di Mussolini, che lunedì 30 agosto alle ore 18 presenterà i diari presunti o veri di Mussolini.
Indigna e addolora che ad una manifestazione culturale gli organizzatori, fra i tanti esponenti della cultura italiana e straniera, non abbiano saputo trovare di meglio di un personaggio sostenitore e propugnatore di una cultura fascista e mafiosa che costituisce una umiliazione per i valori di libertà e giustizia rappresentati dalla Lotta di Liberazione contro il fascismo e il nazismo e per la città che ha la custodia del Monumento alla Liberazione Europea, inaugurato dal presidente della Repubblica Sandro Pertini, medaglia d'oro della Resistenza.
Al sen. Dell'Utri, che recentemente ha affermato che il suo eroe è lo stalliere Vittorio Mangano (il quale, processato per mafia, non ha parlato, rifiutando di fare i nomi dei suoi mandanti), vogliamo rispondere che noi, partigiani e antifascisti comaschi, abbiamo diversi eroi, da Enrico Caronti a Pier Amato Perretta, che, sebbene sottoposti ad orribili torture, non hanno fatto i nomi dei loro compagni, sacrificando le loro vite per i principi di libertà e democrazia ispiratori della nostra Costituzione.
Il direttivo A.N.P.I. di Como
Indigna e addolora che ad una manifestazione culturale gli organizzatori, fra i tanti esponenti della cultura italiana e straniera, non abbiano saputo trovare di meglio di un personaggio sostenitore e propugnatore di una cultura fascista e mafiosa che costituisce una umiliazione per i valori di libertà e giustizia rappresentati dalla Lotta di Liberazione contro il fascismo e il nazismo e per la città che ha la custodia del Monumento alla Liberazione Europea, inaugurato dal presidente della Repubblica Sandro Pertini, medaglia d'oro della Resistenza.
Al sen. Dell'Utri, che recentemente ha affermato che il suo eroe è lo stalliere Vittorio Mangano (il quale, processato per mafia, non ha parlato, rifiutando di fare i nomi dei suoi mandanti), vogliamo rispondere che noi, partigiani e antifascisti comaschi, abbiamo diversi eroi, da Enrico Caronti a Pier Amato Perretta, che, sebbene sottoposti ad orribili torture, non hanno fatto i nomi dei loro compagni, sacrificando le loro vite per i principi di libertà e democrazia ispiratori della nostra Costituzione.
Il direttivo A.N.P.I. di Como
venerdì 27 agosto 2010
ECCO IL NUOVO SITO DELL' ANPI NAZIONALE !
Finalmente è attivo il nuovo sito dell' Anpi nazionale !
Ecco di seguito l' intervista a Raimondo Ricci, Presidente nazionale dell’ANPI.
Raimondo Ricci, Presidente nazionale dell’ANPI, nel prendere atto con palese soddisfazione dell’inaugurazione del nuovo sito web dell’ANPI, muove da un’affermazione più volte ribadita: «La nostra associazione non è, e non intende in alcun modo svolgere il ruolo di un partito politico, per il semplice motivo che essa riconosce l’essenzialità e insostituibilità del ruolo dei partiti nello svolgimento delle funzioni che ai partiti politici attribuisce l’art. 49 della nostra Costituzione, secondo il quale “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
Ciò premesso – aggiungte – occorre tener bene presente che la nostra associazione, negli oltre sessanta anni dalla sua costituzione avvenuta in Roma nel giugno del 1944, ha sempre ritenuto proprio inderogabile dovere formulare valutazioni e assumere iniziative sulla vita istituzionale e politica della nostra comunità nazionale in tutte le situazioni varie e complesse che l’hanno caratterizzata, dalla Liberazione ad oggi. Questo ruolo è stato determinato dall’esigenza, fortemente sentita da tutti coloro che si erano battuti, con grandi sacrifici di sofferenza e di sangue, contro i totalitarismi fascista e nazista al fine di garantire la vigile tutela e la concreta attuazione della nuova identità democratica scaturita per il nostro Paese dalla vittoria delle forze della Liberazione».
Quella vittoria, la sconfitta del fascismo e del nazismo, appartengono al passato, risalgono a oltre 60 anni or sono e si identificano con la data reale e simbolica del 25 aprile 1945; quale funzione l’ANPI può svolgere nella realtà attuale?
«L’ANPI – risponde il presidente dell’Anpi – e con essa tutte le associazioni e gli enti culturali che si richiamano alla Resistenza possono svolgere, sono chiamati a svolgere, una funzione fondamentale che concerne l’essenza stessa dell’identità politica ed etica della nostra comunità nazionale. Questa identità, che è concretamente definita dai risultati a cui riuscì ad approdare la Resistenza, è quella che definirei l’eredità preziosa del 25 aprile. Si tratta essenzialmente della trasformazione del nostro Paese da monarchia a repubblica e dell’elaborazione e approvazione a larga maggioranza della Costituzione, fondamento assoluto di quella nuova identità. Non è stata però una conquista definitiva, perché il fascismo non è stato una malattia transitoria della nostra nazione ma ne ha permeato profondamente la storia. Mi piace, a questo proposito, ricordare la definizione di Gobetti del fascismo come “autobiografia della nazione”. Voglio con questa espressione riferirmi alle arretratezze, alle ingiustizie di carattere sociale e alle forme di potere autoritarie, presenti nella storia del nostro Paese, che nel fascismo hanno trovato una sublimazione e delle quali è possibile riscontrare una continuità di caratteri anche successivamente al grande risultato del 25 aprile”.
Intende dire che il fascismo ha continuato, se non a esistere come dittatura, a minacciare la democrazia italiana?
«L’instaurazione della democrazia è stata molto difficile e molto sofferta, come lo dimostra anche la fase attuale. Se ci fossero state le condizioni per un’autentica democrazia condivisa da tutte le forze politiche, l’antifascismo avrebbe potuto essere relegato tra i ricordi, ma siccome non è stato così, l’antifascismo è stato sempre vigile, e l’ANPI con esso: dalle giornate di Genova del giugno 1960, alle stragi di piazza Fontana e di piazza della Loggia, a quelle del treno Italicus e della stazione di Bologna, e ai tentativi di colpo di Stato come quello del generale De Lorenzo. Nella fase attuale le spie d’allarme, sebbene sotto altre forme, sono presenti, e quello dell’ANPI è un ruolo che deve appartenere a più generazioni»
Qual è il rapporto tra la decisione di modificare lo Statuto per permettere l’iscrizione all’ANPI anche a chi non aveva partecipato alla lotta partigiana e il ruolo attuale dell’Associazione?
“Quando al termine del congresso di Chianciano, nel 2006, prendemmo questa decisione, aprendo le porte anche a quanti condividono i valori e le prospettive della democrazia sorta dalla Liberazione dell’Italia dal giogo nazifascista, tutti la salutammo come una decisione di svolta; infatti la differenza con altre associazioni combattentistiche sta nella nostra scelta di aprirci alla società civile. L’iscrizione dei giovani all’ANPI ha precisamente questo significato. Dal colloquio e dall’intesa tra le generazioni possono nascere le risorse per far sì che il nostro Paese progredisca in modo positivo».
Ecco, appunto, qual è la situazione del nostro Paese, vista dall’ANPI e più in particolare da un partigiano?
“È evidente che c’è una deriva della politica che cerca di impoverire i valori fondanti della nostra Repubblica. È sempre più evidente che l’approdo del cosiddetto revisionismo storico è la modifica della Costituzione. Per questo sempre più giovani – e non solo giovani visto che moltissimi intellettuali, scrittori, attori, imprenditori hanno chiesto in questi ultimi mesi l’iscrizione all’ANPI – sentono il bisogno di impegnarsi in prima persona nella difesa della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza”.
Ma per uscire da questa deriva cosa si dovrebbe fare?
«Tornare all’esperienza del CLN, del Comitato di Liberazione Nazionale. Politicamente infatti, il segreto del successo delle forze antifasciste fu la capacità di riuscire a mantenere sempre l’unità. E guardi che non era semplice per un organismo che rappresentava i comunisti e i democratici cristiani, il partito d’azione e i monarchici, i socialisti e i liberali. Eppure ci riuscirono perfino davanti alla spinosissima questione della monarchia o della Repubblica che rischiava di dividere le forze. Questo problema è stato saggiamente accantonato e si è deciso di dare priorità alla lotta antifascista e di rinviare la decisione tra monarchia e Repubblica a guerra conclusa, come di fatto avvenne con il referendum del 2 giugno 1946. Il senso di questo ritorno simbolico all’esperienza del CLN è che solo con un consapevole processo di unità di intenti ci si potrà opporre a chi sta tentando di spazzar via le conquiste del nostro secondo Risorgimento, raggiunte in difesa della Repubblica e della democrazia.
In definitiva l’ANPI può contribuire a svolgere un compito patriottico importante, e per fare ciò bisogna esercitare una funzione critica – ma costruttiva – in una duplice direzione: nei confronti dei partiti politici di opposizione, per svolgere il ruolo di coscienza critica anche in vista di un’alternativa di governo; nei confronti dell’intera realtà politica e sociale nazionale, dando voce a tutti i cittadini affinché riescano ad esprimere il loro profondo disagio e la volontà di cambiare il nostro Paese».
Anche un sito internet, secondo Lei, può essere utile per questa funzione critica e costruttiva?
«Certamente. La disponibilità dei mezzi di comunicazione è molto importante e quindi saluto l’inaugurazione del nuovo sito internet dell’ANPI come un positivo strumento di comunicazione e mobilitazione, capace di tenere assieme gli insegnamenti del passato e la vigilanza democratica del presente, con un occhio rivolto al futuro». (m.u.)
Ecco di seguito l' intervista a Raimondo Ricci, Presidente nazionale dell’ANPI.
Raimondo Ricci, Presidente nazionale dell’ANPI, nel prendere atto con palese soddisfazione dell’inaugurazione del nuovo sito web dell’ANPI, muove da un’affermazione più volte ribadita: «La nostra associazione non è, e non intende in alcun modo svolgere il ruolo di un partito politico, per il semplice motivo che essa riconosce l’essenzialità e insostituibilità del ruolo dei partiti nello svolgimento delle funzioni che ai partiti politici attribuisce l’art. 49 della nostra Costituzione, secondo il quale “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
Ciò premesso – aggiungte – occorre tener bene presente che la nostra associazione, negli oltre sessanta anni dalla sua costituzione avvenuta in Roma nel giugno del 1944, ha sempre ritenuto proprio inderogabile dovere formulare valutazioni e assumere iniziative sulla vita istituzionale e politica della nostra comunità nazionale in tutte le situazioni varie e complesse che l’hanno caratterizzata, dalla Liberazione ad oggi. Questo ruolo è stato determinato dall’esigenza, fortemente sentita da tutti coloro che si erano battuti, con grandi sacrifici di sofferenza e di sangue, contro i totalitarismi fascista e nazista al fine di garantire la vigile tutela e la concreta attuazione della nuova identità democratica scaturita per il nostro Paese dalla vittoria delle forze della Liberazione».
Quella vittoria, la sconfitta del fascismo e del nazismo, appartengono al passato, risalgono a oltre 60 anni or sono e si identificano con la data reale e simbolica del 25 aprile 1945; quale funzione l’ANPI può svolgere nella realtà attuale?
«L’ANPI – risponde il presidente dell’Anpi – e con essa tutte le associazioni e gli enti culturali che si richiamano alla Resistenza possono svolgere, sono chiamati a svolgere, una funzione fondamentale che concerne l’essenza stessa dell’identità politica ed etica della nostra comunità nazionale. Questa identità, che è concretamente definita dai risultati a cui riuscì ad approdare la Resistenza, è quella che definirei l’eredità preziosa del 25 aprile. Si tratta essenzialmente della trasformazione del nostro Paese da monarchia a repubblica e dell’elaborazione e approvazione a larga maggioranza della Costituzione, fondamento assoluto di quella nuova identità. Non è stata però una conquista definitiva, perché il fascismo non è stato una malattia transitoria della nostra nazione ma ne ha permeato profondamente la storia. Mi piace, a questo proposito, ricordare la definizione di Gobetti del fascismo come “autobiografia della nazione”. Voglio con questa espressione riferirmi alle arretratezze, alle ingiustizie di carattere sociale e alle forme di potere autoritarie, presenti nella storia del nostro Paese, che nel fascismo hanno trovato una sublimazione e delle quali è possibile riscontrare una continuità di caratteri anche successivamente al grande risultato del 25 aprile”.
Intende dire che il fascismo ha continuato, se non a esistere come dittatura, a minacciare la democrazia italiana?
«L’instaurazione della democrazia è stata molto difficile e molto sofferta, come lo dimostra anche la fase attuale. Se ci fossero state le condizioni per un’autentica democrazia condivisa da tutte le forze politiche, l’antifascismo avrebbe potuto essere relegato tra i ricordi, ma siccome non è stato così, l’antifascismo è stato sempre vigile, e l’ANPI con esso: dalle giornate di Genova del giugno 1960, alle stragi di piazza Fontana e di piazza della Loggia, a quelle del treno Italicus e della stazione di Bologna, e ai tentativi di colpo di Stato come quello del generale De Lorenzo. Nella fase attuale le spie d’allarme, sebbene sotto altre forme, sono presenti, e quello dell’ANPI è un ruolo che deve appartenere a più generazioni»
Qual è il rapporto tra la decisione di modificare lo Statuto per permettere l’iscrizione all’ANPI anche a chi non aveva partecipato alla lotta partigiana e il ruolo attuale dell’Associazione?
“Quando al termine del congresso di Chianciano, nel 2006, prendemmo questa decisione, aprendo le porte anche a quanti condividono i valori e le prospettive della democrazia sorta dalla Liberazione dell’Italia dal giogo nazifascista, tutti la salutammo come una decisione di svolta; infatti la differenza con altre associazioni combattentistiche sta nella nostra scelta di aprirci alla società civile. L’iscrizione dei giovani all’ANPI ha precisamente questo significato. Dal colloquio e dall’intesa tra le generazioni possono nascere le risorse per far sì che il nostro Paese progredisca in modo positivo».
Ecco, appunto, qual è la situazione del nostro Paese, vista dall’ANPI e più in particolare da un partigiano?
“È evidente che c’è una deriva della politica che cerca di impoverire i valori fondanti della nostra Repubblica. È sempre più evidente che l’approdo del cosiddetto revisionismo storico è la modifica della Costituzione. Per questo sempre più giovani – e non solo giovani visto che moltissimi intellettuali, scrittori, attori, imprenditori hanno chiesto in questi ultimi mesi l’iscrizione all’ANPI – sentono il bisogno di impegnarsi in prima persona nella difesa della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza”.
Ma per uscire da questa deriva cosa si dovrebbe fare?
«Tornare all’esperienza del CLN, del Comitato di Liberazione Nazionale. Politicamente infatti, il segreto del successo delle forze antifasciste fu la capacità di riuscire a mantenere sempre l’unità. E guardi che non era semplice per un organismo che rappresentava i comunisti e i democratici cristiani, il partito d’azione e i monarchici, i socialisti e i liberali. Eppure ci riuscirono perfino davanti alla spinosissima questione della monarchia o della Repubblica che rischiava di dividere le forze. Questo problema è stato saggiamente accantonato e si è deciso di dare priorità alla lotta antifascista e di rinviare la decisione tra monarchia e Repubblica a guerra conclusa, come di fatto avvenne con il referendum del 2 giugno 1946. Il senso di questo ritorno simbolico all’esperienza del CLN è che solo con un consapevole processo di unità di intenti ci si potrà opporre a chi sta tentando di spazzar via le conquiste del nostro secondo Risorgimento, raggiunte in difesa della Repubblica e della democrazia.
In definitiva l’ANPI può contribuire a svolgere un compito patriottico importante, e per fare ciò bisogna esercitare una funzione critica – ma costruttiva – in una duplice direzione: nei confronti dei partiti politici di opposizione, per svolgere il ruolo di coscienza critica anche in vista di un’alternativa di governo; nei confronti dell’intera realtà politica e sociale nazionale, dando voce a tutti i cittadini affinché riescano ad esprimere il loro profondo disagio e la volontà di cambiare il nostro Paese».
Anche un sito internet, secondo Lei, può essere utile per questa funzione critica e costruttiva?
«Certamente. La disponibilità dei mezzi di comunicazione è molto importante e quindi saluto l’inaugurazione del nuovo sito internet dell’ANPI come un positivo strumento di comunicazione e mobilitazione, capace di tenere assieme gli insegnamenti del passato e la vigilanza democratica del presente, con un occhio rivolto al futuro». (m.u.)
giovedì 26 agosto 2010
GIOVANNI BATTISTA STUCCHI

A TRENT’ANNI DALLA SCOMPARSA DI GIOVANNI BATTISTA STUCCHI:
L’ANPI RICORDA IL GRANDE COMBATTENTE PER LA LIBERTA’
Il 31 agosto del 1980 moriva a Bellamonte (TN) Giovanni Battista Stucchi, eminente rappresentante della Resistenza e importante figura della politica italiana e monzese del dopo guerra.
Stucchi nasce a Monza il 9 ottobre del 1899.
Subito dopo gli studi partecipa alla prima guerra mondiale.
Laureatosi in giurisprudenza all’età di 22 anni, esercita la professione a Monza e rifiuta di iscriversi al partito fascista e al sindacato forense fascista e, per questo, subisce le prime discriminazioni.
Alla vigilia della seconda guerra mondiale viene richiamato alle armi come capitano degli alpini e assegnato al corpo di spedizione italiano in Russia.
Avrebbe potuto essere esonerato ma decise di partire perché, come egli stesso scrisse : ‟ non mi sarei mai perdonato di recitare l’ignobile parte dell’armiamoci e partite.”
Tornato in Italia ebbe i primi incontri con rappresentanti dell’antifascismo, tra i quali Gianni Citterio e Antonio Gambacorti Passerini .
Nel 1943, dopo essere sfuggito alla cattura da parte dei tedeschi, si unì alla lotta partigiana.
In qualità di rappresentante del Partito Socialista Italiano, venne nominato componente del “Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia” di Milano con il nome di battaglia di “Magni” .
Nel 1944 venne nominato delegato militare, con il compito di mantenere i rapporti tra la Resistenza e le forze alleate a Lugano ed assunse il nuovo nome di battaglia di “Marco Federici”.
Il 5 settembre del 1944 “Federici” chiese ed ottenne di essere inviato nella val d’Ossola, dove
fu nominato comandante unico delle formazioni Partigiane.
Dopo la caduta della repubblica dell’Ossola, per mano dei nazifascisti, Stucchi continuò la lotta partigiana.
Nell’ottobre del 1944 fu nominato capo di stato maggiore del Corpo Volontari della Libertà e responsabile delle brigate partigiane “Matteotti”:
In occasione della Liberazione sfilò in prima fila per le vie di Milano accanto a Parri, Longo, Mattei, Cadorna ed Argenton.
Dopo la Liberazione ritornò ad esercitare la sua professione a Monza ed assunse importanti ruoli politici.
Fu eletto deputato nelle file del Partito Socialista dal 1953 al 1958 ricoprì la carica di consigliere comunale a Monza dal 1946 al 1975.
Riposa nel campo della gloria del cimitero di Monza accanto ad altri 85 caduti della Resistenza.
Ricordando la terribile esperienza della campagna di Russia Stucchi scrisse:“ dopo aver camminato a lato della morte vedevo tutto chiaro…… sapevo che il ritorno alla mia casa sarebbe stata una tappa, dopo la quale avrei ripreso la strada. Avrei continuato a camminare fino a raggiungere quella meta che non era solo la mia, ma quella dell’intero popolo italiano, cui appartenevo: libertà di tutti e giustizia per tutti in una patria che fosse sintesi della parità dei diritti e dei doveri tra i cittadini e non l’espressione della somma degli egoismi di gruppi potere”.
Parole di grande valore, che dovrebbero rappresentare un forte monito anche per la povera realtà politica di oggi.
L’ANPI di Monza e Brianza ricorderà la figura di Stucchi con una importante iniziativa, alla quale parteciperà l’on. Armando Cossutta,vice presidente dell’ANPI nazionale (di cui vi comunicheremo data e luogo di svolgimento).
Comitato provinciale dell’ ANPI di Monza e Brianza
giovedì 12 agosto 2010
12 AGOSTO 1944, STRAGE NAZIFASCISTA A SANT' ANNA DI STAZZEMA
Per non dimenticare
Gli orrori di una guerra, di tutte le guerre
A Sant’Anna di Stazzema, la mattina del 12 agosto 1944, si consumò uno dei più atroci crimini commessi ai danni delle popolazioni civili nel secondo dopoguerra in Italia.
La furia omicida dei nazi-fascisti si abbattè, improvvisa e implacabile, su tutto e su tutti. Nel giro di poche ore, nei borghi del piccolo paese, alla Vaccareccia, alle Case, al Moco, al Pero, ai Coletti, centinaia e centinaia di corpi rimasero a terra, senza vita, trucidati, bruciati, straziati.
Quel mattino di agosto a Sant’Anna uccisero i nonni, le madri, uccisero i figli e i nipoti. Uccisero i paesani ed uccisero gli sfollati, i tanti saliti, quassù, in cerca di un rifugio dalla guerra. Uccisero Anna, l’ultima nata nel paese di appena 20 giorni, uccisero Evelina, che quel mattino aveva le doglie del parto, uccisero Genny, la giovane madre che, prima di morire, per difendere il suo piccolo Mario, scagliò il suo zoccolo in faccia al nazista che stava per spararle, uccisero il prete Innocenzo, che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente, uccisero gli otto fratellini Tucci, con la loro mamma. 560 ne uccisero, senza pietà in preda ad una cieca furia omicida. Indifesi, senza responsabilità, senza colpe. E poi il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, gli animali, le masserizie. A Sant’Anna, quel giorno, uccisero l’umanità intera.
La strage di Sant’Anna di Stazzema desta ancora oggi un senso di sgomento e di profonda desolazione civile e morale, poiché rappresenta una delle pagine più brutali della barbarie nazifascista, il cancro che aveva colpito l’Europa e che devastò i valori della democrazia e della tolleranza. Rappresentò un odioso oltraggio compiuto ai danni della dignità umana. Quel giorno l’uomo decise di negare se stesso, di rinunciare alla difesa ed al rispetto della persona e dei diritti in essa radicati.
Gli orrori di una guerra, di tutte le guerre
A Sant’Anna di Stazzema, la mattina del 12 agosto 1944, si consumò uno dei più atroci crimini commessi ai danni delle popolazioni civili nel secondo dopoguerra in Italia.
La furia omicida dei nazi-fascisti si abbattè, improvvisa e implacabile, su tutto e su tutti. Nel giro di poche ore, nei borghi del piccolo paese, alla Vaccareccia, alle Case, al Moco, al Pero, ai Coletti, centinaia e centinaia di corpi rimasero a terra, senza vita, trucidati, bruciati, straziati.
Quel mattino di agosto a Sant’Anna uccisero i nonni, le madri, uccisero i figli e i nipoti. Uccisero i paesani ed uccisero gli sfollati, i tanti saliti, quassù, in cerca di un rifugio dalla guerra. Uccisero Anna, l’ultima nata nel paese di appena 20 giorni, uccisero Evelina, che quel mattino aveva le doglie del parto, uccisero Genny, la giovane madre che, prima di morire, per difendere il suo piccolo Mario, scagliò il suo zoccolo in faccia al nazista che stava per spararle, uccisero il prete Innocenzo, che implorava i soldati nazisti perché risparmiassero la sua gente, uccisero gli otto fratellini Tucci, con la loro mamma. 560 ne uccisero, senza pietà in preda ad una cieca furia omicida. Indifesi, senza responsabilità, senza colpe. E poi il fuoco, a distruggere i corpi, le case, le stalle, gli animali, le masserizie. A Sant’Anna, quel giorno, uccisero l’umanità intera.
La strage di Sant’Anna di Stazzema desta ancora oggi un senso di sgomento e di profonda desolazione civile e morale, poiché rappresenta una delle pagine più brutali della barbarie nazifascista, il cancro che aveva colpito l’Europa e che devastò i valori della democrazia e della tolleranza. Rappresentò un odioso oltraggio compiuto ai danni della dignità umana. Quel giorno l’uomo decise di negare se stesso, di rinunciare alla difesa ed al rispetto della persona e dei diritti in essa radicati.
martedì 3 agosto 2010
IMBAVAGLIATE LE STATUE DEI PARTIGIANI

Nella notte tra il 21 e il 22 luglio 2010 ignoti vandali - ma forse non tanto ignoti - hanno sfregiato le due statue bronzee collocate presso Porta Lame,a Bologna. Il Partigiano e la Partigiana opera dello scultore Luciano Minguzzi. Le statue sono state imbavagliate con nastro adesivo, coperto poi da alcune strisce di stoffa bianca.
Il messaggio alla Resistenza e all’antifascismo è chiaro: impedire di raccontare, specialmente alle giovani generazioni, che cosa è stata la lotta antifascista e di liberazione dal nazismo e dal fascismo.
Ma i partigiani non si fecero imbavagliare nemmeno in quel lontano 7 novembre 1944 quando, dopo una giornata di durissima battaglia, presso Porta Lame sconfissero le imponenti forze naziste e fasciste.
I partigiani e gli antifascisti dell’ANPI non si lasceranno intimidire e reagiranno intensificando i loro contatti con i giovani per spiegare cosa siano stati il ventennio fascista e la repubblica sociale.
lunedì 2 agosto 2010
lunedì 19 luglio 2010
GRAZIE A DARIO VENEGONI PER IL DECENNALE IMPEGNO.
Dopo dieci anni auguri al nuovo sito dell'ANPI
Questa è la prima volta – e sarà anche l’ultima – in cui mi rivolgerò in prima persona a tutti i nostri lettori. Dopo un decennio di lavoro per il sito Internet dell’ANPI, è venuto il tempo, per me, di passare la mano. Ho chiesto quasi un anno fa alla Presidenza dell’ANPI di sollevarmi dall’incarico di responsabile di questo sito, e questo cambio ora può realizzarsi, all’indomani della seconda Festa Nazionale dell’ANPI di Ancona.
Sembra passato un secolo da quando Tino Casali mi affidò l’incarico di fondare un sito che rappresentasse la voce dell’ANPI in rete. Non erano molte, allora, le organizzazioni “serie” a utilizzare questo strumento. Il Web non aveva ancora la pervasività e la diffusione planetaria di oggi; le mail erano ben lungi dal sostituire la posta tradizionale; di fibre ottiche ancora non si parlava e si utilizzavano modem da 54 Kb/s che rendevano problematico anche il semplice download della più piccola immagine (e guai a parlare di files audio o video!).
Il sito dell’ANPI nazionale è nato il 25 aprile 2000. La grafica della home page era esattamente la stessa del giugno 2010, e testimoniava delle nostre ambizioni: il sito si riprometteva di essere non solo e non tanto vetrina dell’attività dell’associazione, ma una fonte di informazione importante per le nuove generazioni sui temi della Resistenza, del fascismo, della seconda guerra mondiale, sui quali – già allora – si andava infittendo l’offensiva revisionistica.
L’idea attorno alla quale ho costruito 10 anni fa questo sito era quella che vi fosse grande spazio in Internet per una informazione seria, autorevole, di prima mano, sui temi che ci sono cari, anche se ancora solo pochissime organizzazioni simili alla nostra utilizzava questo strumento. Di qui la scelta di non fondare un “portale” ma un “sito”; non una vetrina di quanto c’era in rete (anche perché c’era pochissimo: persino Wikipedia non esisteva ancora), ma un mezzo di informazione e di documentazione (sulla Resistenza, ma più in generale sul fascismo e la guerra) nuovo, autonomo e originale. Corollario di non poco conto, non avremmo copiato niente dall’esterno, ma prodotto in proprio tutti i nostri contenuti, con l’obiettivo di affermarci come fonte autorevole e autonoma.
Quando il sito andò online dietro la “facciata” della home page si trovavano non più di una trentina di pagine. Conscio della povertà dei contenuti avevo trovato un escamotage per rendere evidente un continuo aggiornamento del sito: in home page, alla voce “Accadde oggi”, ogni giorno pubblicavo un anniversario degno di nota per quella specifica data, attingendo da un archivio di avvenimenti notevoli per ogni giorno dell’anno redatto appositamente da Alessandra Lombardi. Sapevo di caricarmi in quel modo – in assenza di software più duttili, oggi largamente disponibili – del compito di aggiornare ogni giorno se non altro quella parte del sito. E così avvenne, giorno dopo giorno, estate e inverno, feriali e festivi compresi… Fino a che quello spazio non si rivelò funzionale alla pubblicazione di notizie d’attualità, che finalmente cominciavano ad arrivare, tanto che il nome della rubrica è stato cambiato in “Accade oggi”.
In questo decennio il sito è enormemente cresciuto, grazie alla collaborazione di un piccolissimo gruppo di giornalisti che hanno collaborato con me, prestando gratuitamente la propria opera. Nessuno si offenderà, spero, se in questa circostanza mi limito a fare un nome solo, per tutti: quello di Nando Strambaci, “arruolato” fin dall’inizio per scrivere “qualche biografia” di partigiani. In un decennio ne ha scritte oltre 2.500, ben 500 delle quali solo nell’ultimo anno: un lavoro enorme, fatto con pazienza, rigore e amore che ha portato a comporre sul nostro sito la più vasta galleria di combattenti dell’antifascismo e della Resistenza esistente in rete. Adesso che cedo questa responsabilità, Strambaci potrà scrivere anche la scheda di mio padre Carlo Venegoni, antifascista, condannato dal Tribunale Speciale, incarcerato, chiuso in un campo di concentramento fascista, deportato in un lager nazista: non potendo scrivere le schede di tutti i combattenti della Resistenza, fin qui glielo avevo vietato (scusa, papà!).
Vorrei ringraziare in questa occasione i dirigenti dell’ANPI che per dieci anni mi hanno rinnovato la propria fiducia, lasciandomi piena libertà di iniziativa. Non ho mai avuto un solo motivo di contrasto, nessuna ingerenza nel mio lavoro di direttore responsabile di questo strumento di comunicazione. Ad Arrigo Boldrini, a Tino Casali, a Raimondo Ricci e a tutti i compagni che si sono succeduti alla Presidenza e alla Segreteria nazionali dell’ANPI il mio più sincero ringraziamento, che vorrei estendere alle compagne e ai compagni dell’apparato di Roma e ali moltissimi iscritti con i quali sono entrato in contatto in questo periodo.
Il mio più grande rammarico è stato quello di non avere potuto completare la digitalizzazione del libro Aula IV, pubblicato diversi anni fa a cura dell’ANPPIA, con la raccolta delle principali sentenze del Tribunale Speciale fascista. La pubblicazione di quel libro in versione digitale è stata bloccata parecchi anni fa dalla stessa ANPPIA, che manifestò il proposito – purtroppo non realizzato – di gestire in proprio quel progetto. Peccato, non riesco a dire altro: quei nomi di strenui oppositori del fascismo condannati dal regime a lunghissime pene detentive meriterebbero di essere conosciuti dalle nuove generazioni, e la rete sarebbe un ottimo strumento per raggiungere quel risultato.
Oggi questo sito si appresta a voltare pagina. Il rinnovamento tecnologico – che già si imponeva da diversi anni, e che solo considerazioni di carattere economico hanno fin qui rimandato – sarà reso possibile dall’impegno e dalle capacità di un nuovo netmaster, Giovanni Baldini. Michele Urbano mi sostituirà come responsabile politico-giornalistico, con l’ausilio finalmente di una vera redazione, che fin qui è mancata.
La sfida che attende i nuovi responsabili, ovviamente, non è solo tecnologica. Tutt’altro. In questi ultimi 15 anni si è passati da un Parlamento nel quale la stragrande maggioranza degli eletti aveva nella Resistenza e nell’antifascismo le proprie radici a un nuovo Parlamento, nel quale tali radici sono negate apertamente da una vastissima maggioranza, alla quale si oppone una minoranza che su questi temi appare – se posso dirlo – quantomeno distratta.
Contemporaneamente, il trascorrere degli anni ha falcidiato drammaticamente la schiera dei partigiani e dei resistenti, i quali al contrario un decennio fa erano ancora tra i protagonisti attivi della vita nazionale. Una nuova leva di antifascisti si avvicina ora all’ANPI, mentre si moltiplicano, tra le forze della maggioranza, le tentazioni di rivalutare apertamente il fascismo, di attentare all’unità nazionale, di stravolgere la Costituzione repubblicana dando il via a una legislazione tendenzialmente razzista, xenofoba, antidemocratica.
Non si tratta quindi oggi per noi di dire le cose di sempre con un mezzo nuovo, quanto piuttosto di declinare in modo nuovo i valori la cui custodia ci è stata affidata dalla generazione dei partigiani e dei resistenti. Si tratta di parlare in modo diverso dal passato a generazioni che crescono in un mondo che non è più quello dei nostri padri.
Questa è la sfida che il sito, rinnovato, si troverà ad affrontare nei prossimi mesi e anni. In questo impegno io continuerò a seguire questa mia carissima creatura, luce dei miei occhi, pur dai nuovi incarichi che mi è capitato di assumere in seno all’ANED, l’Associazione degli ex deportati nei campi nazisti.
Alla nuova redazione del sito i miei più affettuosi auguri. Un arrivederci di cuore alle migliaia di lettori che mi hanno scritto: ho fatto il possibile per rispondere sempre in tempi rapidi a tutti; mi scuso se in rari casi non ci sono riuscito. Alle centinaia di migliaia di visitatori che in questi anni ci hanno letto e seguito un saluto affettuoso: continuate a starci vicino, c’è sempre più bisogno dell’intelligenza e dell’impegno di tutti!
Dario Venegoni
Questa è la prima volta – e sarà anche l’ultima – in cui mi rivolgerò in prima persona a tutti i nostri lettori. Dopo un decennio di lavoro per il sito Internet dell’ANPI, è venuto il tempo, per me, di passare la mano. Ho chiesto quasi un anno fa alla Presidenza dell’ANPI di sollevarmi dall’incarico di responsabile di questo sito, e questo cambio ora può realizzarsi, all’indomani della seconda Festa Nazionale dell’ANPI di Ancona.
Sembra passato un secolo da quando Tino Casali mi affidò l’incarico di fondare un sito che rappresentasse la voce dell’ANPI in rete. Non erano molte, allora, le organizzazioni “serie” a utilizzare questo strumento. Il Web non aveva ancora la pervasività e la diffusione planetaria di oggi; le mail erano ben lungi dal sostituire la posta tradizionale; di fibre ottiche ancora non si parlava e si utilizzavano modem da 54 Kb/s che rendevano problematico anche il semplice download della più piccola immagine (e guai a parlare di files audio o video!).
Il sito dell’ANPI nazionale è nato il 25 aprile 2000. La grafica della home page era esattamente la stessa del giugno 2010, e testimoniava delle nostre ambizioni: il sito si riprometteva di essere non solo e non tanto vetrina dell’attività dell’associazione, ma una fonte di informazione importante per le nuove generazioni sui temi della Resistenza, del fascismo, della seconda guerra mondiale, sui quali – già allora – si andava infittendo l’offensiva revisionistica.
L’idea attorno alla quale ho costruito 10 anni fa questo sito era quella che vi fosse grande spazio in Internet per una informazione seria, autorevole, di prima mano, sui temi che ci sono cari, anche se ancora solo pochissime organizzazioni simili alla nostra utilizzava questo strumento. Di qui la scelta di non fondare un “portale” ma un “sito”; non una vetrina di quanto c’era in rete (anche perché c’era pochissimo: persino Wikipedia non esisteva ancora), ma un mezzo di informazione e di documentazione (sulla Resistenza, ma più in generale sul fascismo e la guerra) nuovo, autonomo e originale. Corollario di non poco conto, non avremmo copiato niente dall’esterno, ma prodotto in proprio tutti i nostri contenuti, con l’obiettivo di affermarci come fonte autorevole e autonoma.
Quando il sito andò online dietro la “facciata” della home page si trovavano non più di una trentina di pagine. Conscio della povertà dei contenuti avevo trovato un escamotage per rendere evidente un continuo aggiornamento del sito: in home page, alla voce “Accadde oggi”, ogni giorno pubblicavo un anniversario degno di nota per quella specifica data, attingendo da un archivio di avvenimenti notevoli per ogni giorno dell’anno redatto appositamente da Alessandra Lombardi. Sapevo di caricarmi in quel modo – in assenza di software più duttili, oggi largamente disponibili – del compito di aggiornare ogni giorno se non altro quella parte del sito. E così avvenne, giorno dopo giorno, estate e inverno, feriali e festivi compresi… Fino a che quello spazio non si rivelò funzionale alla pubblicazione di notizie d’attualità, che finalmente cominciavano ad arrivare, tanto che il nome della rubrica è stato cambiato in “Accade oggi”.
In questo decennio il sito è enormemente cresciuto, grazie alla collaborazione di un piccolissimo gruppo di giornalisti che hanno collaborato con me, prestando gratuitamente la propria opera. Nessuno si offenderà, spero, se in questa circostanza mi limito a fare un nome solo, per tutti: quello di Nando Strambaci, “arruolato” fin dall’inizio per scrivere “qualche biografia” di partigiani. In un decennio ne ha scritte oltre 2.500, ben 500 delle quali solo nell’ultimo anno: un lavoro enorme, fatto con pazienza, rigore e amore che ha portato a comporre sul nostro sito la più vasta galleria di combattenti dell’antifascismo e della Resistenza esistente in rete. Adesso che cedo questa responsabilità, Strambaci potrà scrivere anche la scheda di mio padre Carlo Venegoni, antifascista, condannato dal Tribunale Speciale, incarcerato, chiuso in un campo di concentramento fascista, deportato in un lager nazista: non potendo scrivere le schede di tutti i combattenti della Resistenza, fin qui glielo avevo vietato (scusa, papà!).
Vorrei ringraziare in questa occasione i dirigenti dell’ANPI che per dieci anni mi hanno rinnovato la propria fiducia, lasciandomi piena libertà di iniziativa. Non ho mai avuto un solo motivo di contrasto, nessuna ingerenza nel mio lavoro di direttore responsabile di questo strumento di comunicazione. Ad Arrigo Boldrini, a Tino Casali, a Raimondo Ricci e a tutti i compagni che si sono succeduti alla Presidenza e alla Segreteria nazionali dell’ANPI il mio più sincero ringraziamento, che vorrei estendere alle compagne e ai compagni dell’apparato di Roma e ali moltissimi iscritti con i quali sono entrato in contatto in questo periodo.
Il mio più grande rammarico è stato quello di non avere potuto completare la digitalizzazione del libro Aula IV, pubblicato diversi anni fa a cura dell’ANPPIA, con la raccolta delle principali sentenze del Tribunale Speciale fascista. La pubblicazione di quel libro in versione digitale è stata bloccata parecchi anni fa dalla stessa ANPPIA, che manifestò il proposito – purtroppo non realizzato – di gestire in proprio quel progetto. Peccato, non riesco a dire altro: quei nomi di strenui oppositori del fascismo condannati dal regime a lunghissime pene detentive meriterebbero di essere conosciuti dalle nuove generazioni, e la rete sarebbe un ottimo strumento per raggiungere quel risultato.
Oggi questo sito si appresta a voltare pagina. Il rinnovamento tecnologico – che già si imponeva da diversi anni, e che solo considerazioni di carattere economico hanno fin qui rimandato – sarà reso possibile dall’impegno e dalle capacità di un nuovo netmaster, Giovanni Baldini. Michele Urbano mi sostituirà come responsabile politico-giornalistico, con l’ausilio finalmente di una vera redazione, che fin qui è mancata.
La sfida che attende i nuovi responsabili, ovviamente, non è solo tecnologica. Tutt’altro. In questi ultimi 15 anni si è passati da un Parlamento nel quale la stragrande maggioranza degli eletti aveva nella Resistenza e nell’antifascismo le proprie radici a un nuovo Parlamento, nel quale tali radici sono negate apertamente da una vastissima maggioranza, alla quale si oppone una minoranza che su questi temi appare – se posso dirlo – quantomeno distratta.
Contemporaneamente, il trascorrere degli anni ha falcidiato drammaticamente la schiera dei partigiani e dei resistenti, i quali al contrario un decennio fa erano ancora tra i protagonisti attivi della vita nazionale. Una nuova leva di antifascisti si avvicina ora all’ANPI, mentre si moltiplicano, tra le forze della maggioranza, le tentazioni di rivalutare apertamente il fascismo, di attentare all’unità nazionale, di stravolgere la Costituzione repubblicana dando il via a una legislazione tendenzialmente razzista, xenofoba, antidemocratica.
Non si tratta quindi oggi per noi di dire le cose di sempre con un mezzo nuovo, quanto piuttosto di declinare in modo nuovo i valori la cui custodia ci è stata affidata dalla generazione dei partigiani e dei resistenti. Si tratta di parlare in modo diverso dal passato a generazioni che crescono in un mondo che non è più quello dei nostri padri.
Questa è la sfida che il sito, rinnovato, si troverà ad affrontare nei prossimi mesi e anni. In questo impegno io continuerò a seguire questa mia carissima creatura, luce dei miei occhi, pur dai nuovi incarichi che mi è capitato di assumere in seno all’ANED, l’Associazione degli ex deportati nei campi nazisti.
Alla nuova redazione del sito i miei più affettuosi auguri. Un arrivederci di cuore alle migliaia di lettori che mi hanno scritto: ho fatto il possibile per rispondere sempre in tempi rapidi a tutti; mi scuso se in rari casi non ci sono riuscito. Alle centinaia di migliaia di visitatori che in questi anni ci hanno letto e seguito un saluto affettuoso: continuate a starci vicino, c’è sempre più bisogno dell’intelligenza e dell’impegno di tutti!
Dario Venegoni
domenica 11 luglio 2010
giovedì 1 luglio 2010
GLI ANTIFASCISTI NON RESTINO ALLA FINESTRA
Con questo titolo, che sottoscriviamo con tutto il cuore, l'Unità del 22 giugno pubblica l'articolo che segue, a firma di Stefania Scateni. Lo riportiamo salutando con gioia quest'iniziativa ed invitando le antifasciste e gli antifascisti che leggeranno, se non l'hanno già fatto, a non restare neppure loro alla finestra, ed unirsi all'ANPI.
«Non è tempo di stare alla finestra. Non è tempo di indifferenza né di ignavia, tantomeno di accidia. E' tempo di trasformare lo sconcerto, la rabbia e la paura, di scegliere se continuare ad affannarsi per nuotare in una marmellata culturale e politica che confonde verità e menzogna, libertà e sopruso, sfigurando il tutto in un grande schermo azzurro e piatto, oppure tirarsi fuori dal blob e dare aria al cervello. In poche parole, prendere posizione. C'è bisogno di rivivere il significato morale, prima ancora che politico, dell'antifascismo e della nostra Costituzione democratica. La ricchezza dell'insegnamento che ci arriva dalle donne e gli uomini che si sono schierati e hanno combattuto per costruirla vanno coltivati e ripresi, insegnati, testimoniati di nuovo.
Molti ragazzi italiani (come ci ha raccontato il 9 giugno Gabriella Gallozzi su questo giornale) lo hanno fatto iscrivendosi all'Anpi: tanti nuovi “antifascisti”, “volontari per la democrazia” nell’Associazione nazionale dei partigiani che, negli ultimi anni, ha aperto le porte anche a chi la Resistenza non l’ha vissuta. I partigiani hanno passato così il testimone a 110mila nuovi resistenti per continuare a far vivere la memoria della lotta per la democrazia, messa a rischio dalla graduale scomparsa dei protagonisti e dal violento revisionismo di regime. L'Anpi lancia inoltre una campagna con il coinvolgimento di artisti, scrittori e intellettuali. Nata da un'idea di Concita De Gregorio e Dacia Maraini, l’iniziativa è stata presentata ieri nella sede nazionale dell'Associazione.
tratto da ANPI Bologna
«Non è tempo di stare alla finestra. Non è tempo di indifferenza né di ignavia, tantomeno di accidia. E' tempo di trasformare lo sconcerto, la rabbia e la paura, di scegliere se continuare ad affannarsi per nuotare in una marmellata culturale e politica che confonde verità e menzogna, libertà e sopruso, sfigurando il tutto in un grande schermo azzurro e piatto, oppure tirarsi fuori dal blob e dare aria al cervello. In poche parole, prendere posizione. C'è bisogno di rivivere il significato morale, prima ancora che politico, dell'antifascismo e della nostra Costituzione democratica. La ricchezza dell'insegnamento che ci arriva dalle donne e gli uomini che si sono schierati e hanno combattuto per costruirla vanno coltivati e ripresi, insegnati, testimoniati di nuovo.
Molti ragazzi italiani (come ci ha raccontato il 9 giugno Gabriella Gallozzi su questo giornale) lo hanno fatto iscrivendosi all'Anpi: tanti nuovi “antifascisti”, “volontari per la democrazia” nell’Associazione nazionale dei partigiani che, negli ultimi anni, ha aperto le porte anche a chi la Resistenza non l’ha vissuta. I partigiani hanno passato così il testimone a 110mila nuovi resistenti per continuare a far vivere la memoria della lotta per la democrazia, messa a rischio dalla graduale scomparsa dei protagonisti e dal violento revisionismo di regime. L'Anpi lancia inoltre una campagna con il coinvolgimento di artisti, scrittori e intellettuali. Nata da un'idea di Concita De Gregorio e Dacia Maraini, l’iniziativa è stata presentata ieri nella sede nazionale dell'Associazione.
tratto da ANPI Bologna
ANPI E ANED ADERISCONO ALLA MANIFESTAZIONE DEL 1° LUGLIO
L’ANPI aderisce alla manifestazione dell’1 luglio a Roma per la libertà di stampa e contro i tagli alla cultura. E’ ora di denunciare unitariamente, con forza, l’atteggiamento del Governo che, mentre da una parte proclama la volontà di perseguire la corruzione attribuendosi oltretutto meriti – che sono invece tutti della magistratura e delle forze dell’ordine – nella lotta alla criminalità organizzata, dall’altra priva gli operatori della giustizia di indispensabili mezzi di indagine, ponendo, allo stesso tempo, inedite e assurde limitazioni al diritto-dovere della stampa di fare libera informazione e del cittadino di riceverla come espressamente sancito dall’art. 21 della Costituzione: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Diciamo tutti insieme un no forte, responsabile, massiccio a chi intende cancellare la democrazia dal Paese.
PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALI ANPI
**************
COMUNICATO ANED NAZIONALE
L’ANED aderisce alle manifestazioni del 1° luglio per la libertà di stampa e contro i tagli alla cultura, in difesa di diritti inalienabili garantiti dalla Costituzione repubblicana oggi minacciati dalle norme del decreto sulle intercettazioni telefoniche. L’Associazione degli ex deportati politici nei campi nazisti partecipa dunque alle manifestazioni indette da un ampio arco di associazioni in tutta Italia, e in particolare a quella indetta per la serata del 1° luglio a Roma, in piazza Navona. La Sezione milanese dell’ANED partecipa alla manifestazione indetta a Milano alle 18,30 in piazza Corduzsio, in contemporanea con quella della Capitale.
Diciamo tutti insieme un no forte, responsabile, massiccio a chi intende cancellare la democrazia dal Paese.
PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALI ANPI
**************
COMUNICATO ANED NAZIONALE
L’ANED aderisce alle manifestazioni del 1° luglio per la libertà di stampa e contro i tagli alla cultura, in difesa di diritti inalienabili garantiti dalla Costituzione repubblicana oggi minacciati dalle norme del decreto sulle intercettazioni telefoniche. L’Associazione degli ex deportati politici nei campi nazisti partecipa dunque alle manifestazioni indette da un ampio arco di associazioni in tutta Italia, e in particolare a quella indetta per la serata del 1° luglio a Roma, in piazza Navona. La Sezione milanese dell’ANED partecipa alla manifestazione indetta a Milano alle 18,30 in piazza Corduzsio, in contemporanea con quella della Capitale.
mercoledì 30 giugno 2010
GRANDISSIMA SODDISFAZIONE PER LA FESTA DELL' ANPI PROVINCIALE DI MONZA E BRIANZA !!!
COMUNICATO STAMPA
Si è conclusa la II festa provinciale dell’ANPI Monza e Brianza, che quest’anno si è tenuta presso l’Area Feste della Cooperativa di Canonica a Triuggio. Esprimiamo grande soddisfazione per il successo dell’iniziativa. Enorme infatti è stato l’afflusso del pubblico durante le quattro giornate dell’evento. Ottima la risposta sia per quanto riguarda gli spettacoli offerti sia per i dibattiti. Fra questi ultimi ci preme sottolineare quello dedicato alla Costituzione italiana e il dibattito su legalità, lavoro, diritti e immigrazione, eventi che hanno riscosso una grande e attiva partecipazione della cittadinanza.
La festa ha dunque lanciato un messaggio forte: l’ ANPI non è solamente un’associazione legata alla doverosa memoria ma intende portare avanti il suo compito precipuo, la difesa e l’attuazione della Carta Costituzionale e dei diritti in essa contenuti.
Da questa meravigliosa esperienza l’ANPI esce ancor più rafforzata e presente sul territorio.
A dimostrazione di ciò vi sono gli oltre quattrocento iscritti in più rispetto allo scorso anno e la costituzione di cinque nuove sezioni locali.
Tali risultati ci stimolano a proseguire il nostro impegno sociale e ad aumentare il lavoro sul territorio.
Anpi provinciale Monza e Brianza
A BREVE VERRANNO PUBBLICATE LE FOTO DELLA FESTA !
SOPRA I VOLONTARI CHE HANNO LAVORATO INSTANCABILMENTE PER QUATTRO GIORNI!
lunedì 28 giugno 2010
domenica 20 giugno 2010
martedì 15 giugno 2010
domenica 13 giugno 2010
mercoledì 9 giugno 2010
BERLUSCONI ATTACCA NUOVAMENTE LA COSTITUZIONE. LA RISPOSTA DELL' ANPI.

ROMA - Governare tenendo conto della Costituzione è un inferno. A meno di ventiquattro ore dallo sfogo davanti alla platea di Federalberghi, Silvio Berlusconi torna ad attaccare il sistema di pesi e contrappesi previsto dalla carta fondamentale.
Il governare e il fare le leggi "visto da dentro è un inferno", afferma il premier parlando all'assemblea di Confartigianato: "Non è che manchino le intenzioni o buoni progetti, ma è l'architettura istituzionale che rende difficilissimo trasformare progetti in leggi concrete".
Immediata la replica del segretario Pd Pierluigi Bersani, intervistato in diretta a Repubblica Tv 2: "Berlusconi ha giurato sulla Costituzione", ricorda Bersani, che al premier dice: "Se non ti piace, te ne vai a casa". Il leader dell'Idv, Antonio Di Pietro, evoca il fascismo: "Solo nei modelli fascisti si può fare a meno delle regole costituzionali e del Parlamento". In campo anche l'Associazione nazionale partigiani, che in una nota "fa appello a tutte le coscienze responsabili, ai partiti, all'associazionismo democratico, alle forze sindacali, agli studenti, affinché si dia luogo ad una grande, civile mobilitazione unitaria per dire no alla deriva autoritaria in corso cui non si può più assistere inerti e divisi".
A sostegno delle parole di Berlusconi si è invece espresso Umberto Bossi, ministro per le Riforme: "La Costituzione è datata", ha confermato il Senatùr ai cronisti in Transatlantico. "La stiamo cambiando proprio per questo motivo".
Il premier è anche tornato sul progetto, caro a Tremonti, di cambiare l'articolo 41 della Costituzione per azzerare le autorizzazioni necessarie ad aprire un'impresa: "Vogliamo arrivare a un nuovo sistema in cui non si debbano chiedere più permessi, autorizzazioni, concessioni o licenze", ha detto, definendo i controlli previsti dalla Carta "una pratica da Stato totalitario, da Stato padrone che percepisce i cittadini come sudditi".
Ieri dal presidente del Consiglio era giunto un altro attacco ai vincoli che, a suo modo di vedere, gli impediscono di governare come vorrebbe. Tra gli altri, Berlusconi aveva citato i magistrati che, ricorrendo alla Corte costituzionale, ottengono l'abrogazione delle leggi. Oggi l'Associazione nazionale magistrati ha espresso "stupore e preoccupazione" per quelle dichiarazioni. "E' imbarazzante", dice l'Anm, "che il Capo del Governo interpreti continuamente come un complotto politico la semplice applicazione delle regole e il fisiologico funzionamento degli istituti di garanzia propri dei moderni Stati costituzionali di diritto". I magistrati italiani, conclude l'Anm, "non intendono lasciarsi trascinare in questa rissa verbale, ma hanno il dovere di denunciare gli effetti di delegittimazione delle istituzioni che tali imprudenti e reiterate dichiarazioni determinano".
Tratto da Repubblica.it
sabato 5 giugno 2010
DUE POPOLI DUE STATI


La tragedia sanguinosa consumatasi di fronte a Gaza, in Palestina, ha caratteri di un’efferatezza cieca.
Si è sparato sulla solidarietà, sul soccorso umanitario.
L’ANPI, fedele custode degli ideali di giustizia, libertà e pace che hanno animato la Resistenza alla dittatura nazifascista, s’impegnerà e impegnerà tutte le sue strutture territoriali ad avviare una grande operazione di sensibilizzazione delle coscienze per dire BASTA.
Via l’embargo da Gaza. PACE in Medio Oriente.
Due popoli, due Stati.
Tutti dobbiamo sentirci coinvolti. Tutti. O non cambierà nulla.
SEGRETERIA NAZIONALE ANPI
giovedì 3 giugno 2010
martedì 1 giugno 2010
domenica 30 maggio 2010
martedì 25 maggio 2010
lunedì 24 maggio 2010
MILANO, FALLITA LA MANIFESTAZIONE DELLA ESTREMA DESTRA.
Ci hanno provato, ma sono stati fermati. È finito con qualche spinta e due manganellate il tentativo dei militanti di Forza Nuova di sfilare in corteo a Milano «contro lo strapotere delle banche». Giusto il tempo per fare qualche saluto romano e per applaudire il leader del partito. Roberto Fiore ha addirittura minacciato di voler denunciare il questore di Milano. «Era disposto a trasformare questa piazza in un campo di battaglia per un puntiglio», ha esagerato Fiore parlando alla piazza.
La manifestazione dei neofascisti in un primo tempo era stata vietata. La questura infatti avrebbe fatto volentieri a meno di dover gestire la comparsata di Forza Nuova, tanto più nel giorno della finale di coppa dell'Inter. All'ultimo momento, venerdì sera, invece è stata permessa ma trasformata in un semplice presidio che si sarebbe dovuto tenere in piazza Bernini, a 500 metri da piazza Aspromonte dove si trova la sede milanese del gruppo di estrema destra. La concessione in estremis è arrivata solo grazie all'intercessione e alle pressioni di alcuni politici di Pdl e ex An che da tempo coprono le iniziative neofasciste milanesi. Gli stessi che avevano sponsorizzato la manifestazione in ricordo di Sergio Ramelli per il primo maggio, vietata dal prefetto su richiesta della questura.
Ieri invece Forza Nuova ha potuto farsi vedere. Il trasferimento da piazza Aspromonte e piazza Bernini sarebbe dovuto avvenire senza striscioni e solo a piccoli gruppi. Gli estremisti di destra, 150 in tutto, hanno voluto comunque accennare a formare un corteo sbraitando «Boia chi molla è il grido di battaglia». Ma hanno mollato quasi subito. La polizia infatti ha formato un cordone e ha impedito al piccolo drappello di fare la sfilata. E allora si è deciso di restare sul posto e di tenere i discorsi in piazza Aspromonte. L'attesa è stata spezzata da un ragazzo straniero che si è messo a gridare «antifascismo sempre» scatenando la reazione da parte dei neofascisti, subito bloccati dai poliziotti e dal loro stesso servizio d'ordine. In piazza hanno parlato anche estremisti di estrema destra venuti da Grecia e Ungheria. Poi tutti a casa.
Contro il raduno di Forza Nuova, gli antifascisti milanesi, centri sociali ma anche circoli Anpi, hanno organizzato un presidio in piazza XXIV Maggio. Anche qui si è tentato di formare un corteo bloccato dalla polizia senza però cordoni e manganelli. E' bastato dire che non era il caso di fare cortei visto che Forza Nuova era stata bloccata e che Milano era colma di tifosi in attesa della partita. Gli antifascisti non hanno accettato l'equiparazione tra la loro manifestazione e quella dei neofascisti, e hanno continuato la loro protesta in piazza con reading e musica.
di Giorgio Salvetti
su il Manifesto del 23/05/2010
domenica 23 maggio 2010
PALERMO, HITLER SUI CARTELLONI PUBBLICITARI.
Palermo, 23 mag. (Adnkronos) - All'incrocio di Viale della Regione e Corso Calatafimi a Palermo e' stato installato da qualche settimana un enorme cartellone con l'immagine di Adolf Hitler in posizione trionfante e in divisa militare colore rosa, con sotto la scritta 'Cambia stile'. A denunciarlo il Presidente dell'Anpi locale Ottavio Terranova che in una lettera alle autorità cittadine e alla procura della Repubblica ne chiede l'immediata rimozione.


venerdì 21 maggio 2010
giovedì 20 maggio 2010
VIETATA LA MANIFESTAZIONE FASCISTA DEL 22 MAGGIO
COMITATO PERMANENTE ANTIFASCISTA CONTRO IL TERRORISMO
PER LA DIFESA DELL’ORDINE REPUBBLICANO
COMUNICATO
Il Comitato permanente antifascista milanese, nella riunione del 19 maggio 2010, preso atto del fatto che la manifestazione fascista programmata da Forza Nuova per sabato 22 maggio è stata vietata, ha deciso di sospendere le iniziative deliberate il 18 u.s., che rischierebbero – in assenza della citata manifestazione – di assumere un carattere puramente formale.
Va ricordato, peraltro, che manifestazioni come quella di “Forza nuova”, alla quale era stato invitato il fior fiore del nazifascismo europeo, devono essere vietate – in futuro – non solo e tanto per motivi di ordine pubblico, quanto e soprattutto perché si pongono in contrasto con la Costituzione e con le leggi vigenti.
Il Comitato, nell’esprimere la piena solidarietà al componente Saverio Ferrari, per l’aggressione subita davanti alla Prefettura da parte di militanti del gruppo che aveva promosso la manifestazione prevista per sabato 22, rileva che il ripresentarsi, con frequenza crescente, di iniziative di netta marca fascista nella città di Milano ed altrove, ripropone con forza il problema della compatibilità di tali iniziative col nostro sistema democratico e la necessità di una seria applicazione della lettera e dello spirito della normativa vigente nel nostro Paese. Si impone, su questo piano, una seria riflessione da parte delle Autorità competenti e di tutti i cittadini democratici, per comprendere le ragioni del fenomeno e della eccessiva tolleranza – e talora – indifferenza, con cui viene recepito anche da una parte della cittadinanza, per individuare gli strumenti e le modalità per prevenire, prima ancora di reprimere. Una delle occasioni per la riaffermazione dei valori dell’antifascismo sarà rappresentata dalla grande manifestazione che si preannuncia per il 2 giugno, che si richiamerà ai valori fondanti della Repubblica e della Costituzione. Ma altre iniziative dovranno essere promosse, coinvolgendo i cittadini nella riflessione e richiamando le Autorità competenti al loro dovere di fare rispettare lo spirito delle leggi e prima di tutto la Costituzione.
Il Comitato e le sue componenti saranno, come sempre, in testa in questo grande impegno, che è prima di tutto di carattere culturale e politico.
Non è retorica riaffermare, con fermezza, che Milano, capitale della Resistenza e medaglia d’oro, non può tollerare che si continuino ad offendere le migliaia di caduti a cui dobbiamo non solo la memoria, ma anche riconoscenza per avere costruito, col loro sacrificio, la nostra libertà.
Il Comitato dispone che questo comunicato, oltre ad essere trasmesso alle varie componenti del Comitato ed alla stampa, sia inviato alle Autorità preposte al rispetto della legge ed agli Organi istituzionali di Milano e della Lombardia. Il comunicato sarà inviato anche al Presidente della Repubblica, supremo garante della Costituzione e della democrazia nel nostro Paese.
Il Comitato permanente antifascista.
Prof. Carlo Smuraglia
PER LA DIFESA DELL’ORDINE REPUBBLICANO
COMUNICATO
Il Comitato permanente antifascista milanese, nella riunione del 19 maggio 2010, preso atto del fatto che la manifestazione fascista programmata da Forza Nuova per sabato 22 maggio è stata vietata, ha deciso di sospendere le iniziative deliberate il 18 u.s., che rischierebbero – in assenza della citata manifestazione – di assumere un carattere puramente formale.
Va ricordato, peraltro, che manifestazioni come quella di “Forza nuova”, alla quale era stato invitato il fior fiore del nazifascismo europeo, devono essere vietate – in futuro – non solo e tanto per motivi di ordine pubblico, quanto e soprattutto perché si pongono in contrasto con la Costituzione e con le leggi vigenti.
Il Comitato, nell’esprimere la piena solidarietà al componente Saverio Ferrari, per l’aggressione subita davanti alla Prefettura da parte di militanti del gruppo che aveva promosso la manifestazione prevista per sabato 22, rileva che il ripresentarsi, con frequenza crescente, di iniziative di netta marca fascista nella città di Milano ed altrove, ripropone con forza il problema della compatibilità di tali iniziative col nostro sistema democratico e la necessità di una seria applicazione della lettera e dello spirito della normativa vigente nel nostro Paese. Si impone, su questo piano, una seria riflessione da parte delle Autorità competenti e di tutti i cittadini democratici, per comprendere le ragioni del fenomeno e della eccessiva tolleranza – e talora – indifferenza, con cui viene recepito anche da una parte della cittadinanza, per individuare gli strumenti e le modalità per prevenire, prima ancora di reprimere. Una delle occasioni per la riaffermazione dei valori dell’antifascismo sarà rappresentata dalla grande manifestazione che si preannuncia per il 2 giugno, che si richiamerà ai valori fondanti della Repubblica e della Costituzione. Ma altre iniziative dovranno essere promosse, coinvolgendo i cittadini nella riflessione e richiamando le Autorità competenti al loro dovere di fare rispettare lo spirito delle leggi e prima di tutto la Costituzione.
Il Comitato e le sue componenti saranno, come sempre, in testa in questo grande impegno, che è prima di tutto di carattere culturale e politico.
Non è retorica riaffermare, con fermezza, che Milano, capitale della Resistenza e medaglia d’oro, non può tollerare che si continuino ad offendere le migliaia di caduti a cui dobbiamo non solo la memoria, ma anche riconoscenza per avere costruito, col loro sacrificio, la nostra libertà.
Il Comitato dispone che questo comunicato, oltre ad essere trasmesso alle varie componenti del Comitato ed alla stampa, sia inviato alle Autorità preposte al rispetto della legge ed agli Organi istituzionali di Milano e della Lombardia. Il comunicato sarà inviato anche al Presidente della Repubblica, supremo garante della Costituzione e della democrazia nel nostro Paese.
Il Comitato permanente antifascista.
Prof. Carlo Smuraglia
mercoledì 19 maggio 2010
QUESTA NON E' L' ITALIA CHE I PARTIGIANI SOGNAVANO.
Questa non è l’Italia che i Partigiani sognavano.
La situazione in Italia, in quest’ultimo periodo, è sempre più complicata, sembrerebbe che la metropoli Milanese e quella Romana, stiano tracciando una strada per un completo rientro nella “norma” di fascisti e razzisti, si susseguono raduni, manifestazioni, eventi, dove i simboli e i saluti romani si sprecano, il tutto con l’appoggio di forze politiche e dei loro rappresentanti che si mostrano forza trainante e di pressione anche verso le Istituzioni, che dimenticando il loro ruolo di garanti della democrazia partecipano, concedendo patrocini ed aiuti.
Complicati esercizi di trasformismo, un giorno con le regole della Costituzione, con i valori e i riconoscimenti alla Resistenza alla Liberazione, ed il giorno dopo con l’adesione e spesso con la sotterranea convivenza con movimenti, persone, ideali che ripropongono razzismo, fascismo, nazismo, xenofobia.. Il tutto dunque come normalità, accettata come un semplice gioco politico e poi.. suvvia una telecamera, un articolo sul giornale non lo si nega a nessuno… La storia è di nuovo stravolta, verità confuse, distorte, una palude di revisioni, negazioni, falsità che tutto intorpidiscono, annebbiano… E di nuovo l’ANPI è al centro del ciclone, strattonata, denigrata, accusata di colpe, posizioni, indicazioni… La storia si ripete, ancora una volta soli, Partigiani ed antifascisti, accusati di tutti i mali che la brutta politica Italiana, getta quotidianamente sul tavolo della comunicazione.
E noi… NO,non ci stiamo.
Non ci stiamo, con Istituzioni trasformiste, che ci accusano di fomentare estremismi, e di non rappresentare più nessuno, non ci stiamo a “litigare” con movimenti giovanili che ci urlano di immobilismo. Non ci stiamo a chi ci indica solo come portatori di demagogia, Non ci stiamo a chi ci accusa di convivenze, e di essere fuori dalla vita politica e sociale di questa “nuova” Italia.
Eppure basterebbe così poco per capirci, un libro di storia, di quelli veri e sinceri… una chiacchiera con un Partigiano, un giro per le vie delle città, per i sentieri di montagna, leggendo nomi e date su lapidi e cippi… e magari anche informandosi senza preconcetti, su cosa è l’ANPI, su cosa fa l’ANPI, in questo sempre più completo mondo virtuale della rete Internet, o meglio ancora nel mondo reale delle sezioni ANPI che in tutta Italia, lavorano, propongono, elaborano, discutono, di donne e uomini, che da sempre senza alcun compenso ne economico, ne di carriera politica, ne di voler apparire a tutti i costi, continuano imperterriti a credere in un “mondo migliore” dove ancora una volta le parole, Libertà, Eguaglianza, Diritti, sono radici di un pensiero, dove ancora ideali ed esempi concreti, aiutano a costruire comportamenti e regole, dove ancora la nostra Costituzione è carta viva e attuale per indicare strade e ragionamenti…
Noi dell’ANPI ci siamo… non ci tiriamo indietro, siamo da sempre disposti ad offrire tutto il possibile, e la nostra storia anche quella degli anni del dopoguerra, ci vede spesso e purtroppo da soli a ragionare, confrontarci, lavorare… non temiamo dunque le critiche, le accuse, rispondiamo con il sacrificio supremo di centomila morti, che ha permesso anche a chi ci denigra ed accusa di poter esprimere liberamente il loro triste e confuso pensiero..
Denunciamo ancora una volta chi appoggia il fascismo, ricordiamo che esistono leggi d’applicare contro chi ne fa ancora uso e pratica, chiediamo ad Istituzioni e garanti il rispetto di tali leggi e dunque limpidi e certi comportamenti.
Denunciamo l’uso distorto della storia, per fini che nulla hanno a che fare con il nostro pensiero, i nostri ideali. Denunciamo i comportamenti ostili di chi ci pensa “vecchi” e incompetenti per gestire ancora una parola che ricordo è nata con noi, noi non siamo antifascisti. Noi siamo l’ANTIFASCISMO.
Chiediamo ai vertici della nostra associazione di rendere reale la nuova stagione dell’ANPI, di non attendere oltre, d’evitare immobilismi e ragionamenti , di confrontarsi senza fraintendimenti con tutti soprattutto con i giovani che sono tanti, oggi, che chiedono la nostra tessera, chiedono immediate risposte, chiedono suggerimenti ed indirizzi senza la solita logica del “partito” ma con la semplicità di rapportarsi alla pari, con voglia di continuare a seminare semi per far crescere fiori.. Dimostriamo con i fatti, evitiamo il tutto ci è dovuto… scaliamo di nuovo ripide montagne, cantiamo ancora “fischia il vento”.
Noi ci siamo….
Noi continueremo, sempre a lottare, scendere in piazza, manifestare, applicando le regole della democrazia, noi sempre ci saremo, tutti insieme, continueremo senza alcun timore e remore a costruire sulle fondamenta della nostra Repubblica, La Resistenza, è per noi stimolo sempre attuale. Per chi pensa il contrario, per chi pensa l’inutilità, per chi attualizza falsità, per chi pensa solo all’odio… un suggerimento, venite a conoscerci.!
“A coloro che non vogliono più saperne della Resistenza perché in Italia le cose non vanno come dovrebbero andare, c’è da rispondere che la nostra non sempre lieta situazione presente non dipende da una ragione soltanto: che non abbiamo ancora appreso tutta intera la lezione della libertà. E siccome l’inizio di questo nuovo corso della libertà e stata la Resistenza, si dovrà concludere che i nostri malanni, se ve ne sono, non dipendono già dal fatto che la Resistenza sia fallita, ma dal fatto che non l’abbiamo ancora pienamente realizzata.” - (Norberto Bobbio).
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA
Sezione Barona. Milano.
Adesioni:
ANPI sezione Lambrate Ortica.
ANPI sezione Corsico.
ANPI Como.
ANPI sezione Monza.
ANPI Monza e Brianza.
ANPI sezione Buccinasco.
ANPI Trezzano sul Naviglio.
ANPI sezione Precotto.
ANPI sezione Voghera.
ANPI sezione Quarto Oggiaro.
ANPI sezione Sempione Certosa.
ANPI sezione Lainate.
ANPI sezione Legnano.
ANPI sezione Zavattarello.
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La situazione in Italia, in quest’ultimo periodo, è sempre più complicata, sembrerebbe che la metropoli Milanese e quella Romana, stiano tracciando una strada per un completo rientro nella “norma” di fascisti e razzisti, si susseguono raduni, manifestazioni, eventi, dove i simboli e i saluti romani si sprecano, il tutto con l’appoggio di forze politiche e dei loro rappresentanti che si mostrano forza trainante e di pressione anche verso le Istituzioni, che dimenticando il loro ruolo di garanti della democrazia partecipano, concedendo patrocini ed aiuti.
Complicati esercizi di trasformismo, un giorno con le regole della Costituzione, con i valori e i riconoscimenti alla Resistenza alla Liberazione, ed il giorno dopo con l’adesione e spesso con la sotterranea convivenza con movimenti, persone, ideali che ripropongono razzismo, fascismo, nazismo, xenofobia.. Il tutto dunque come normalità, accettata come un semplice gioco politico e poi.. suvvia una telecamera, un articolo sul giornale non lo si nega a nessuno… La storia è di nuovo stravolta, verità confuse, distorte, una palude di revisioni, negazioni, falsità che tutto intorpidiscono, annebbiano… E di nuovo l’ANPI è al centro del ciclone, strattonata, denigrata, accusata di colpe, posizioni, indicazioni… La storia si ripete, ancora una volta soli, Partigiani ed antifascisti, accusati di tutti i mali che la brutta politica Italiana, getta quotidianamente sul tavolo della comunicazione.
E noi… NO,non ci stiamo.
Non ci stiamo, con Istituzioni trasformiste, che ci accusano di fomentare estremismi, e di non rappresentare più nessuno, non ci stiamo a “litigare” con movimenti giovanili che ci urlano di immobilismo. Non ci stiamo a chi ci indica solo come portatori di demagogia, Non ci stiamo a chi ci accusa di convivenze, e di essere fuori dalla vita politica e sociale di questa “nuova” Italia.
Eppure basterebbe così poco per capirci, un libro di storia, di quelli veri e sinceri… una chiacchiera con un Partigiano, un giro per le vie delle città, per i sentieri di montagna, leggendo nomi e date su lapidi e cippi… e magari anche informandosi senza preconcetti, su cosa è l’ANPI, su cosa fa l’ANPI, in questo sempre più completo mondo virtuale della rete Internet, o meglio ancora nel mondo reale delle sezioni ANPI che in tutta Italia, lavorano, propongono, elaborano, discutono, di donne e uomini, che da sempre senza alcun compenso ne economico, ne di carriera politica, ne di voler apparire a tutti i costi, continuano imperterriti a credere in un “mondo migliore” dove ancora una volta le parole, Libertà, Eguaglianza, Diritti, sono radici di un pensiero, dove ancora ideali ed esempi concreti, aiutano a costruire comportamenti e regole, dove ancora la nostra Costituzione è carta viva e attuale per indicare strade e ragionamenti…
Noi dell’ANPI ci siamo… non ci tiriamo indietro, siamo da sempre disposti ad offrire tutto il possibile, e la nostra storia anche quella degli anni del dopoguerra, ci vede spesso e purtroppo da soli a ragionare, confrontarci, lavorare… non temiamo dunque le critiche, le accuse, rispondiamo con il sacrificio supremo di centomila morti, che ha permesso anche a chi ci denigra ed accusa di poter esprimere liberamente il loro triste e confuso pensiero..
Denunciamo ancora una volta chi appoggia il fascismo, ricordiamo che esistono leggi d’applicare contro chi ne fa ancora uso e pratica, chiediamo ad Istituzioni e garanti il rispetto di tali leggi e dunque limpidi e certi comportamenti.
Denunciamo l’uso distorto della storia, per fini che nulla hanno a che fare con il nostro pensiero, i nostri ideali. Denunciamo i comportamenti ostili di chi ci pensa “vecchi” e incompetenti per gestire ancora una parola che ricordo è nata con noi, noi non siamo antifascisti. Noi siamo l’ANTIFASCISMO.
Chiediamo ai vertici della nostra associazione di rendere reale la nuova stagione dell’ANPI, di non attendere oltre, d’evitare immobilismi e ragionamenti , di confrontarsi senza fraintendimenti con tutti soprattutto con i giovani che sono tanti, oggi, che chiedono la nostra tessera, chiedono immediate risposte, chiedono suggerimenti ed indirizzi senza la solita logica del “partito” ma con la semplicità di rapportarsi alla pari, con voglia di continuare a seminare semi per far crescere fiori.. Dimostriamo con i fatti, evitiamo il tutto ci è dovuto… scaliamo di nuovo ripide montagne, cantiamo ancora “fischia il vento”.
Noi ci siamo….
Noi continueremo, sempre a lottare, scendere in piazza, manifestare, applicando le regole della democrazia, noi sempre ci saremo, tutti insieme, continueremo senza alcun timore e remore a costruire sulle fondamenta della nostra Repubblica, La Resistenza, è per noi stimolo sempre attuale. Per chi pensa il contrario, per chi pensa l’inutilità, per chi attualizza falsità, per chi pensa solo all’odio… un suggerimento, venite a conoscerci.!
“A coloro che non vogliono più saperne della Resistenza perché in Italia le cose non vanno come dovrebbero andare, c’è da rispondere che la nostra non sempre lieta situazione presente non dipende da una ragione soltanto: che non abbiamo ancora appreso tutta intera la lezione della libertà. E siccome l’inizio di questo nuovo corso della libertà e stata la Resistenza, si dovrà concludere che i nostri malanni, se ve ne sono, non dipendono già dal fatto che la Resistenza sia fallita, ma dal fatto che non l’abbiamo ancora pienamente realizzata.” - (Norberto Bobbio).
ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA
Sezione Barona. Milano.
Adesioni:
ANPI sezione Lambrate Ortica.
ANPI sezione Corsico.
ANPI Como.
ANPI sezione Monza.
ANPI Monza e Brianza.
ANPI sezione Buccinasco.
ANPI Trezzano sul Naviglio.
ANPI sezione Precotto.
ANPI sezione Voghera.
ANPI sezione Quarto Oggiaro.
ANPI sezione Sempione Certosa.
ANPI sezione Lainate.
ANPI sezione Legnano.
ANPI sezione Zavattarello.
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martedì 18 maggio 2010
RITIRO IMMEDIATO DELLE TRUPPE MILITARI.
L’ennesimo massacro perpetrato in Afghanistan impone finalmente una seria e decisiva riflessione da parte del Parlamento e del Governo italiani e della Comunità Internazionale sulla missione militare.
I nostri soldati sono coinvolti in una guerra che dura da anni e di cui non si intravede la fine. Non si può continuare ad assistere a quanto si sta verificando senza un radicale cambio di rotta.
Per tutto ciò l’ANPI ribadisce con forza la richiesta della convocazione di una Conferenza Internazionale di Pace affinché si creino le condizioni per un ritiro immediato delle truppe militari.
PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALE ANPI
I nostri soldati sono coinvolti in una guerra che dura da anni e di cui non si intravede la fine. Non si può continuare ad assistere a quanto si sta verificando senza un radicale cambio di rotta.
Per tutto ciò l’ANPI ribadisce con forza la richiesta della convocazione di una Conferenza Internazionale di Pace affinché si creino le condizioni per un ritiro immediato delle truppe militari.
PRESIDENZA E SEGRETERIA NAZIONALE ANPI
sabato 15 maggio 2010
VERGOGNA A RIMINI
Comunicato stampa ANPI Rimini
Nei giorni scorsi abbiamo assistito al tentativo di parificare il sacrificio dei sette fratelli Cervi, fucilati dai fascisti nel 1943 a Reggio Emilia, ad una altro tragico episodio: l'uccisione dei fratelli Govoni, attraverso una manifestazione promossa dal consigliere comunale Barone del Pdl. Due dei fratelli Govoni, Dino e Marino, parteciparono come militari della Repubblica Sociale Italiana all'eccidio di Larghe di Funo, frazione di Argelato, (Bologna), dove vennero uccisi alcuni coloni, saccheggiate e bruciate le case, ennesimo episodio di una lunga catena di omicidi, rastrellamenti, fucilazioni e rappresaglie condotte dai fascisti. Dopo la guerra, alcuni partigiani della II brigata Paolo di Pieve di Cento si vendicarono di tale eccidio, andando oltre al comando impartito del Comitato di Liberazione Nazionale, uccidendo i sette fratelli Govoni. Sull'episodio, crediamo sia giusto utilizzare le parole del nostro vicepresidente, Armando Cossutta, espresse al recente congresso nazionale Cgil, a Rimini: “La Guerra di Liberazione non è stata guerra civile. Non ignoriamo gli episodi drammatici; non li giustifichiamo, e li condanniamo. Ma sia ben chiaro una volta per tutte che sono episodi; gravi ma episodi e che il sangue dei vinti non riuscirà mai ad oscurare l’epopea della Resistenza”. Ciò che ci stupisce, invece, è la richiesta del consigliere Barone al consiglio comunale di cointestare il parco f.lli Cervi anche ai f.lli Govoni. Questo richiesta la respingiamo come una provocazione, un volgare e strumentale tentativo di imitare il disegno di legge 1360 che nelle sue intenzioni voleva parificare partigiani e repubblichini. Nei mesi scorsi il Pdl locale ha tentato di voler intestare una via a Giorgio Almirante, successivamente l’attacco all’antifascismo del centro della Grotta Rossa, oggi questa richiesta. L’Anpi di Rimini vorrebbe capire la discrasia tra le dichiarazioni degli esponenti nazionali del pdl che oramai hanno definitivamente abbandonato questi tentativi negazionisti del valore assoluto della Resistenza e invece il comportamento degli esponenti locali del Pdl, che continuano in questa valorizzazione degli esponenti del fascismi
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Nei giorni scorsi abbiamo assistito al tentativo di parificare il sacrificio dei sette fratelli Cervi, fucilati dai fascisti nel 1943 a Reggio Emilia, ad una altro tragico episodio: l'uccisione dei fratelli Govoni, attraverso una manifestazione promossa dal consigliere comunale Barone del Pdl. Due dei fratelli Govoni, Dino e Marino, parteciparono come militari della Repubblica Sociale Italiana all'eccidio di Larghe di Funo, frazione di Argelato, (Bologna), dove vennero uccisi alcuni coloni, saccheggiate e bruciate le case, ennesimo episodio di una lunga catena di omicidi, rastrellamenti, fucilazioni e rappresaglie condotte dai fascisti. Dopo la guerra, alcuni partigiani della II brigata Paolo di Pieve di Cento si vendicarono di tale eccidio, andando oltre al comando impartito del Comitato di Liberazione Nazionale, uccidendo i sette fratelli Govoni. Sull'episodio, crediamo sia giusto utilizzare le parole del nostro vicepresidente, Armando Cossutta, espresse al recente congresso nazionale Cgil, a Rimini: “La Guerra di Liberazione non è stata guerra civile. Non ignoriamo gli episodi drammatici; non li giustifichiamo, e li condanniamo. Ma sia ben chiaro una volta per tutte che sono episodi; gravi ma episodi e che il sangue dei vinti non riuscirà mai ad oscurare l’epopea della Resistenza”. Ciò che ci stupisce, invece, è la richiesta del consigliere Barone al consiglio comunale di cointestare il parco f.lli Cervi anche ai f.lli Govoni. Questo richiesta la respingiamo come una provocazione, un volgare e strumentale tentativo di imitare il disegno di legge 1360 che nelle sue intenzioni voleva parificare partigiani e repubblichini. Nei mesi scorsi il Pdl locale ha tentato di voler intestare una via a Giorgio Almirante, successivamente l’attacco all’antifascismo del centro della Grotta Rossa, oggi questa richiesta. L’Anpi di Rimini vorrebbe capire la discrasia tra le dichiarazioni degli esponenti nazionali del pdl che oramai hanno definitivamente abbandonato questi tentativi negazionisti del valore assoluto della Resistenza e invece il comportamento degli esponenti locali del Pdl, che continuano in questa valorizzazione degli esponenti del fascismi
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